Uomini e donne: immaginazioni in quadricromia


«Uomini e donne… gli uni sono avorio, le altre ebano ed il mondo altro non e’ che un’enorme scacchiera»

Nicole, nel suo blog, ha scritto che io tenderei ad assolvere piu’ le donne degli uomini. Forse ha ragione, forse l’ebano mi affascina piu’ dell’avorio, o forse davvero credo che i comportamenti non siano gli stessi nei due generi e che la donna abbia la capacita’ di non disgiungere l’efficienza dall’etica e dalla morale, caratteristica di cui l’uomo, a mio parere, e’ privo. Ma da dove nasce questa idea cosi’ stravagante? Perche’ sono sempre piu’ convinta che il mondo si divida in due e indipendentemente da ogni tortuoso percorso logico o illogico, alla fine tutto quanto torni all’origine dove i tanti colori si mischiano in quel bianco e nero che e’ anche il simbolo Yin e Yang? Perche’ credo che sia proprio con il dualismo che tutte le cose di questo mondo possano essere spiegate? E’ il mio daltonismo che m’impedisce di vedere i colori che compongono l’esistenza, oppure e’ altro? Per una volta, stavolta, cerchero’ di guardare le cose in modo diverso. Sovrapponendo il ciano, il magenta, il giallo ed il nero, immaginero’ la quadricromia di quattro diverse situazioni, nella speranza d’intravedere alla fine quei colori ai quali i miei occhi non sono abituati.

Immaginazione color ciano

Se i potenti fossero buoni solo con se stessi, se fossero cioe’ severi nei loro giudizi sugli altri, ma molto indulgenti verso le proprie azioni personali, e quindi le loro vite private contraddicessero il loro atteggiamento in pubblico? Immaginiamo che i potenti abbiano una doppia personalita’, che mostrino indulgenza solo nei propri confronti, e che quindi il potere renda scorretti ed immorali, generi ipocrisia e la tendenza a predicare bene e razzolare male ma, contemporaneamente, immaginiamo anche che coloro che il potere non l’hanno tendano invece ad un eccesso di zelo nei comportamenti personali, essendo molto piu’ severi con se stessi che non con gli altri. Se le cose fossero cosi’ questi due comportamenti alimenterebbero l’ineguaglianza sociale in quanto i potenti imporrebbero agli altri regole che essi stessi trasgredirebbero, mentre le persone semplici, senza alcun potere, invece, non si sentirebbero in diritto di trasgredire, contribuendo in tal modo all’inequita’.

Immaginazione color magenta

Immaginiamo adesso che non tutti gli esseri umani siano in grado di sentire il prossimo allo stesso modo, cioe’ che ci sia chi, piu’ empatico, si lasci maggiormente coinvolgere dalle situazioni altrui, e ci sia chi, in situazioni stressanti si comporti come una sfinge del tutto immune dallo stress, riuscendo a rimanere piu’ freddo e distante dal dolore o dalla gioia degli altri. Immaginiamo che dietro a questi differenti modi di porsi ci sia un motivo genetico, che quindi sia un gene a decidere la nostra sensibilita’ verso gli altri, che sia scritto nel Dna se una persona e’ fredda e distante oppure incline a commuoversi e a sentire come propri i problemi altrui. In tal caso sarebbe possibile, semplicemente eseguendo un’analisi genetica, riconoscere le persone piu’ predisposte a determinati ruoli nei quali fosse necessaria una particolare attenzione verso il bene della collettivita’.

Immaginazione color giallo

Ora immaginiamo che ci sia una differenza di comportamento morale tra uomini e donne, e che non solo primi siano piu’ cinici mentre le seconde risultino maggiormente coinvolte dal punto di vista emotivo, ma che questa capacita’ di distinguere il bene dal male sia addirittura gestibile e modificabile nei comportamenti a patto di essere donna. Immaginiamo anche che tutto cio’ affondi le sue radici nella biologia e nella neuro-anatomia, e dunque sia indipendente da fattori culturali quali la religione e l’educazione. Se le cose stessero cosi’ le donne sarebbero non solo meno ciniche nell’affrontare le situazioni in cui fosse d’obbligo una scelta di tipo morale, ma potendo gestire il loro comportamento e modificarlo agendo su fattori biologici, potrebbero essere, rispetto agli uomini, piu’ elastiche, quindi piu’ efficienti in ogni tipo di situazione.

Immaginazione color nero

Infine immaginiamo che la differenziazione sessuale sia regolata da un gene che non c’entra nulla con i cromosomi e con la riproduzione, che il sesso, maschile o femminile venga deciso da un gene non sessuale che solo le femmine hanno e che manipolando tale gene si possa determinare la nascita di un maschio oppure di una femmina. Se fosse cosi’ sarebbe confermato che il sesso femminile, oltre ad essere piu’ longevo e a resistere meglio alle malattie, sarebbe anche in grado di poter fare a meno dell’uomo e del suo cromosoma per far nascere individui di genere diverso, rendendo quindi l’atto sessuale al solo fine riproduttivo completamente inutile. E cio’ capovolgerebbe definitivamente il mito legato alla vecchia favola della costola di Adamo ed alla supremazia del maschio.

Adesso ammettiamo che tutto cio’ che ho immaginato sia vero e fermiamoci ad osservare il quadro nella completezza di tutti i suoi colori, tenendo presente che su questo pianeta esiste un 50% di uomini ed un 50% di donne, per l’esattezza 1,01 maschi per ogni femmina, ma che solo il 18,4% di chi siede nei parlamenti di tutto il mondo, cioe’ di chi decide i destini dei popoli, sono donne. Questo forse spiega il mio pensiero e molte altre cose…

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