Pittrice senza colori


Ieri ero sul Balaton. In inverno, quando fa molto freddo, il lago gela e lo spessore del ghiaccio e’ sufficiente a renderlo sicuro per il pattinaggio. La finestra del piccolo hotel dove alloggiavo volgeva proprio verso le sponde imbiancate. Uno spettacolo magnifico e mi sono ricordata di quando, da adolescente, con i compagni di scuola ci portavano in gita proprio in quel posto a pattinare… vin brule’ e te’ caldo erano sempre disponibili presso i banchetti dove si noleggiavano i pattini. Un ricordo che era quasi scomparso dentro di me, soffocato da tutto quello che ho vissuto dopo.

Per me i ricordi sono come dei dipinti dei quali io sono la pittrice. Disegno cosi’ le mie emozioni, e la soddisfazione sta nel saperle raffigurare e quindi analizzare con un po’ di distacco, dall’esterno del quadro, da spettatrice come ho fatto ieri quando, affacciata a quella finestra sul lago, osservavo la gente che camminava sul ghiaccio.

A questo mi serve il blog: a dipingere con gli unici colori che riesco a vedere i miei piccoli quadri. Non e’ semplice, a volte e’ doloroso, altre volte mi fa sorridere, pero’ mai mi fa annoiare. E se con tutto cio’ riesco a donare anche una piccola emozione a chi mi legge, se attraverso questa tastiera riesco a far vedere i miei colori, invisibili, allora ho la percezione della mia capacita’ di saper dipingere e posso rendere spettatori dei miei quadri anche voi che, in qualche modo, siete i miei compagni di viaggio.

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