Legge ad personam


Wikipedia ne da’ questa definizione: “Con la locuzione legge ad personam s’intende una legge (o atto avente forza di legge) che si ritiene sia stata realizzata mirando specificamente al raggiungimento di determinati effetti favorevoli (o sfavorevoli) per una singola e individuata persona o ristretto gruppo di soggetti, cio’ nonostante possa essere apparentemente formulata in modo generale”.

Fra tutte quelle cose nella lista delle priorita’ che ogni anno a Natale sfoderiamo con stucchevole buonismo per mostrare agli altri quanto riusciamo ad essere migliori, io certamente metterei al primo posto una bella legge ad personam finalizzata a qualcosa di positivo, qualcosa per cui un intero paese potesse andar fiero. Una legge che avesse lo scopo di mettere al sicuro una sola persona dall’ingiustizia ad personam che, suo malgrado, e’ costretta a subire.

No, non parlo di chi ha gia’ sufficienti privilegi, soldi ed avvocati per vivere un’intera vita nel lusso al riparo di ogni possibile ingiustizia che qualsiasi magistrato possa perpetrare ai suoi danni, oppure di chi, essendo l’uomo piu’ ricco e piu’ potente d’Italia, si lamenta di dover pagare risarcimenti a editori concorrenti o assegni di mantenimento milionari a ex mogli tradite, o ancora di chi si fa curare la bua al faccino dai migliori specialisti coccolato nelle cliniche piu’ esclusive. E non parlo neppure di chi, invece, deve arrivare alla fine del mese arrotondando la misera pensione con l’ancor piu’ misera social card, oppure viene mutilato da medici incompetenti o da macellai senza scrupoli in ospedali che assomigliano sempre piu’ a cliniche degli orrori. No, non parlo di queste persone perche’ per costoro, ricchi o poveri che siano, deve valere l’art. 3 della Costituzione italiana, quello che pone tutti i cittadini uguali di fronte alla Legge. Parlo invece di “G”, l’orfano di undici anni che fra quattro giorni dovrebbe essere strappato ad un uomo che vorrebbe fagli da padre e che in questo momento si sta prendendo cura di lui, per finire in una comunita’. Lo stabilisce la Legge e si sa: “La Legge e’ uguale per tutti”.

Ecco, se davvero fossi in grado di dettare l’agenda delle priorita’ in un parlamento sempre piu’ orientato a salvaguardare i propri privilegi, sempre piu’ proteso a separare la gente in caste, fra “chi puo’” e chi “non puo’”, sempre piu’ antidemocratico ed autoreferenziale, la prima cosa che metterei all’ordine del giorno sarebbe proprio una bella legge ad personam per “G”.


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