Da bambina


Ho gia’ scritto che in Ungheria Babbo Natale non arriva la notte del 25 dicembre, ma quella del 6. E’ in quella notte infatti che i bambini ricevono i regali. Pero’, dalle mie parti coesistono culture ed usi differenti, un po’ cristiani, un po’ pagani, un po’ magiari, un po’ slavi… un po’ tzigani. Una cosa che si crede e’ che gli animali parlino, ma solo nella notte di Natale.

Quando ero bambina Nagyanya mi raccontava che, se si fa abbastanza silenzio ed attenzione da non farci scorgere dagli animali nelle stalle, non e’ difficile sentirli far conversazione nel loro bizzarro linguaggio. Percio’, quando il tempo lo permette ed il clima e’ abbastanza mite, la vigilia di Natale c’e’ l’usanza per i bambini e per gli adulti di travestirsi da animali, come lupi, orsi e caprette per poi andare davanti alle case a cantar canzoni, per ricevere in regalo dolci, soldi e frutta secca.

Ricordo che anche io lo facevo. A mezzanotte ci si recava tutti in chiesa, ed alla fine il sacerdote ci benediceva cospargendoci la fronte prima con l’acqua santa, poi con l’incenso ed infine il miele. Poi andavamo in giro con i carri con le ruote in legno trainati dai cavalli, e si continuava cosi’ per tutta la notte. Era un gran divertimento e per l’occasione in famiglia si preparavano dolci a base di frutta secca, oppure torte con crema e frutta. E poi il vino cotto con lo zucchero ed i chiodi di garofano.


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