Buon Natale


Che noia… ogni anno dover riscrivere del Natale. Ogni anno dover rifare gli stessi auguri; alle persone care certamente, e questo e’ senz’altro un piacere, ma dato che e’ obbligatorio essere buoni, perche’ altrimenti si viene inseriti in quella lista di proscrizione degli appartenenti al partito dell’odio, dell’astio e dell’invidia, allora dobbiamo mettere via i motivi d’incomprensione che per tutto il resto dell’anno ci hanno divisi, e che come avviene ogni volta ci divideranno ancora non appena finito di mangiare il panettone, e per un giorno sentirci vicini anche a coloro che ci stanno garbatamente sulle gonadi. Anche a coloro che sono cosi’ diversi da noi e cosi’ in contrasto con tutto cio’ che noi pensiamo sia giusto che, se potessimo, eviteremmo d’incontrare e persino di guardare in faccia se solo non ci asfissiassero di continuo con la loro fastidiosa e non gradita presenza.

A Natale, quindi, secondo i dettami del bipensiero emergente e’ obbligatorio amare il prossimo sempre e comunque, lo sapete? Non solo chi decidiamo noi, chi secondo noi merita di essere amato, chi ci provoca dentro quel senso di tenerezza, o anche di compassione legato ad un’ingiustizia che ogni giorno subisce a causa dell’egoismo e dell’avidita’ di quelli che, invece, in ogni istante della loro esistenza pensano solo al proprio esclusivo interesse, ai soldi, ai privilegi, al potere e, naturalmente, al proprio egotismo, ma dobbiamo amare anche chi detestiamo, coloro che se ne fregano bellamente della gente che soffre perche’ (dicono mentre si bevono un daiquiri ghiacciato seduti da qualche parte, su qualche spiaggia del mar delle Antille) non sono affari loro e non e’ compito loro (sigh!) risolvere gli innumerevoli problemi che affliggono il mondo.

Pero’ oggi, sappiatelo, e’ nostro dovere amare anche costoro, persino se sono bugiardi, pusillanimi, violenti, prevaricatori e fanno della fetenzia, globalizzata o “ad personam”, una dottrina, motivando il loro comportamento con la dura legge del mercato oppure con il machiavellico fine che giustifica i mezzi, o ancor piu’ banalmente con lo scontato “homo homini lupus”.

Quindi, per non apparire una disturbata mentale, rosa dall’odio e dall’invidia, sovversiva, antisociale, facinorosa, maleducata e cattiva, mi debbo adeguare e rassegnare. Per cui, non senza un pizzico d’ipocrisia, come m’insegnano quelli che sanno come fare nel modo giusto gli auguri di Natale, auguro tante belle cose anche a chi, esattamente un anno fa, massacrava centinaia di bambini palestinesi. Si’ buon Natale anche a loro e a chi li giustificava per quelle azioni cariche d’umanita’. E buon Natale anche ai tutti i dittatori del mondo, a tutti i razzisti del mondo, a tutti i mafiosi del mondo… e a tutti gli stronzi del mondo. Anche loro poverini, oggi, si meritano un po’ d’amore.


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