Il clima dell’odio


Chi non si accorge del clima autoritario che si respira in Italia, chi non vuol ammettere che l’aggressione al presidente del consiglio, e quello che sta avvenendo nelle ultime ore, non sono altro che le conseguenze di un “red baiting” continuo, costante, tipico del peggior McCarthyismo attraverso l’utilizzo della disinformazione e di un potere mediatico che non ha precedenti, chi addirittura crede ad articoli come questo su Il Giornale che soffiano scientemente sul fuoco allo scopo di infiammare ulteriormente gli animi, non concedendo mai la tregua necessaria a riportare il tutto sul piano del dialogo civile, abbandonando per un attimo l’eterna contrapposizione che in ogni epoca ha sempre trovato le sue fazioni pronte a scannarsi, significa che e’ stupido oppure in malafede.

Si parla tanto di odio, ma l’unico vero odio che in questo momento percepisco, quello che chi e’ stupido o in malafede addebita agli avversari nel tentativo di annichilirli utilizzando metodi meschini, strumentalizzando l’accaduto per poter concretamente ed in maniera definitiva imbavagliare chi si oppone ad una certa politica, io lo vedo solo da una parte, ed in qualche modo tocca anche me.

Qui potrei riportare alcuni commenti, che coloro che nei miei confronti non nutrono un sentimento benevolo solo perche’ le mie opinioni sono diverse dalle loro, oppure semplicemente perche’ il loro narcisismo e’ ferito dal sapere che da me non avranno mai alcuna considerazione, hanno pensato di farmi leggere nella speranza forse di ferirmi. Commenti in cui ci sono chiare allusioni riguardo al mio essere zingara e dell’Est ed altri aspetti dai quali emerge il loro reale fine. Potrei riportarli, certo, ma non lo faro’.

Non lo faro’ poiche’ certe parole mi convincono sempre di piu’ che sono scritte da persone malate, invidiose, rabbiose, frustrate perche’ consapevoli di non essere piu’ in grado di poter nascondere al mio sguardo e a quello degli altri la loro inettitudine morale, intellettuale ed esistenziale. E non lo faro’ anche perche’ chi crede che debba prevalere il senso della misura, un sentimento di giustizia, e quell’empatia tipica di chi ha comunemente l’attitudine a mettere da parte le preoccupazioni ed i pensieri personali concentrandosi solo sulla comprensione dei sentimenti ed i bisogni fondamentali degli altri, in questo momento in cui tutti sbraitano e fanno emergere i sentimenti piu’ negativi tenuti a lungo repressi, tace e riflette.

La cultura, quella vera, la conoscenza dei fatti estrapolati dal contesto ideologico e squadrista, e la luce della ragione che da sempre illumina la strada nei momenti in cui la Storia percorre il tunnel dell’imbarbarimento civile, sono gli unici strumenti, le uniche armi in grado di rendere inoffensivo chi, accecato dal risentimento e dall’odio, tenta di rendere l’universo mondo uguale a quello che lui stesso porta dentro.

(La foto mostra la prima pagina de Il Giornale del 15 ottobre scorso)


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