L’ultima ruota del carro


Io vivo in un paese piccolo, ignorante, non certo emancipato e civile come il vostro. Qui non abbiamo tutte le belle cose che avete voi in Italia. Siamo persone semplici, umili, abbiamo meno pretese, ci accontentiamo di poco e ci rendiamo conto benissimo che non saremo mai al vostro livello. Anche se i colori delle nostre bandiere sono gli stessi, e’ la loro differente posizione che indica quanto si sia diseguali: i vostri, in verticale, con la loro snellezza denotano classe, eleganza, raffinatezza tipica di chi ha un innato gusto estetico. Tutt’altra cosa rispetto ai nostri che, con la loro orizzontalita’, testimoniano invece un appiattimento, come ad espandersi, spiaccicandosi mollemente invece che ad ergersi in verticale, indicazione simbolica di quanto a noi manchi quella visione elitaria tipica di chi e’ abituato a guardare le cose dall’alto verso il basso e che e’ consapevole di avere il sangue blu nelle vene. Anzi, azzurro.

Noi non abbiamo il sole il mare, il Papa, il Milan, Gigi D’Alessio, Via Montenapoleone, il Parmigiano Reggiano, la “Carmen” a La Scala, Dolce & Gabbana, la Carfagna, le rosse di Maranello, e ci mancano pure lo scudo fiscale, il processo breve, il lodo Alfano e tante altre bellissime cose. Persino la Mafia, qualora esistesse, non sarebbe nostra, ma importata da voi, oppure russa o turca o moldava. Il vostro rapporto debito/Pil e’ irraggiungibile per chi come noi non potra’ mai ambire alla conquista della Coppa del default economico come invece voi, occupando gia’ un’ottima posizione in classifica, secondi solo alla Grecia, potete sperare di vincere. E poi, quantunque i nostri razzisti siano piu’ cattivi dei vostri, non siamo ancora riusciti a mandarli al governo, sebbene di zingari, qui, ce ne siano assai di piu’, anche se non cosi’ ladri e puzzolenti come descrivete quelli che vivono li’ da voi.

Si’, lo sappiamo, abbiamo il gulasch, i violini tzigani, il tokaji, le attrici porno, il Danubio, ma vogliamo forse paragonare queste cose con la pizza, i mandolini, il chianti, le veline ed il Canal Grande? Non c’e’ paragone! Insomma, non abbiamo un sacco di cose che invece voi avete e per questo talvolta, anzi spesso vi invidiamo.

Ora, non crediate che io voglia dare a questo sfogo una valenza sarcastica, non e’ mia intenzione. Cio’ che voglio dirvi in tutta sincerita’ e’ che a volte mi sento depressa perche’ so benissimo di vivere in un luogo sfigato, arretrato, senza prospettive e destinato a restare sempre l’ultima ruota del carro. E quando sono depressa accendo la tivu’ e mi metto a guardare qualche vostro programma, magari sperando che cio’ mi faccia sognare di vivere nel vostro paese che e’ sicuramente migliore di quello in cui vivo io.

Non la guardo spesso la tivu’; di solito preferisco passare il mio tempo libero a scrivere cazzate, come questa che state leggendo adesso, oppure mi dedico a qualche libro, consunto, con le pagine unte e mezze strappate che, ovviamente, leggo alla debole e tremula luce di una candela poiche’ di piu’, in questo carrozzone zingaro dove vivo, non posso permettermi. Pero’, anche se mi mancano un sacco di cose, ho il satellite e posso ogni tanto, raramente, rifarmi gli occhi dando uno sguardo a qualche vostra trasmissione piena di bella gente, elegante, che parla in modo forbito e che esprime concetti decisamente di alto livello.

Ieri, ad esempio, mi e’ capitato di vedere Ballaro’ su Rai3. Ne sono davvero rimasta colpita. C’erano Rutelli, La Russa, Marino, la Brambilla ed altri personaggi, sindacalisti, magistrati, intellettuali che discutevano di cose delle quali, onestamente, non ho capito un granche’ in quanto mi manca la preparazione necessaria per comprendere a pieno la complessita’ della politica e dell’economia del vostro paese. All’inizio credevo che tutte quelle persone facessero parte di schieramenti diversi, invece alla fine mi e’ parso di capire che fossero tutte d’accordo; specialmente sul fatto che in Italia ci sarebbero quasi otto milioni di persone che vivono nell’indigenza. Allora ho pensato: “Cavolo! Sono tanti quanto l’intera popolazione ungherese!”. E mi sono depressa ancor di piu’ di fronte al fatto che ci battereste persino nei dati che riguardano la poverta’.

Poi ho visto la Brambilla che, muovendo le mani nel discutere, come fate di solito voi italici, esibiva uno stupendo anello diamantato che poteva valere non meno di un appartamento nel centro di Milano, ed a quel punto ho tirato un sospiro di sollievo. “Insomma”, ho detto, “almeno la poverta’, tanta quanta ne abbiamo noi, gli italici non devono averla se le ministre vanno in televisione ad ostentare certi gioielli, perche’ se la gente in Italia stesse davvero cosi’ male come tentano di spacciare in questa trasmissione, se ci fossero davvero otto milioni d’indigenti, certe persone non potrebbero spudoratamente esibire in televisione la loro privilegiata condizione economica, altrimenti, il giorno dopo, sarebbero additate dalla stampa come schiaffeggiatrici della miseria altrui e perderebbero i consensi”.

Quando poi ho sentito dire che, nella nuova finanziaria, e’ stato persino previsto un prelievo di oltre tre miliardi di euro dai soldi dei lavoratori accantonati e custoditi nelle casse dell’istituto di previdenza sociale, per finanziare le cosiddette spese correnti, quindi anche i quattrini che si portano a casa i quasi mille parlamentari italici, che hanno gli stipendi piu’ alti di tutta Europa, ho capito che noi sfigati ungheresi non potremo mai permetterci una roba del genere: ne’ come numero di parlamentari, ne’ come entita’ dei loro emolumenti, ne’ avanzare una proposta simile senza rischiare la rivoluzione.

Quindi meno male: almeno per quanto riguarda la poverta’ possiamo considerarci davanti all’Italia, perche’ se davvero foste piu’ poveri di noi, almeno i compensi o alcuni privilegi i vostri politici se li ridurrebbero, sol anche per fare un gesto simbolico, solidale con chi e’ indigente, come normalmente avverrebbe in un qualsiasi banale paese non dotato della fantasia creativa italica. Invece, mi e’ parso che a chi governa, all’opposizione, alla destra, alla sinistra, ai giornalisti, ai magistrati, ai sindacalisti ed agli intellettuali presenti nello studio televisivo, cio’ non interessasse affatto. Anzi pareva quasi che tutti stessero ben attenti a non avvicinarsi troppo all’argomento.

Mi sono dunque rasserenata, consapevole che, almeno in una cosa, potevo non sentirmi l’ultima ruota del carro. Pero’ devo ammettere che e’ proprio vero: siete davvero unici, non c’e’ storia, e’ inutile tentare di starvi alla pari perche’ nessuno al mondo potra’ mai avere il vostro estro, la vostra creativita’, la vostra incredibile capacita’ di riuscire sempre ad essere quasi imbattibili in tutto.


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