Mafie


La mafia e’ un’associazione criminale che fa del delitto un credo politico. Ogni mafia, indipendentemente da quale sia il contesto territoriale nel quale agisce e la cultura nella quale si esprime, usa la stessa strategia: desidera essere nelle grazie del potere politico dominante e vuole colludere con tale potere. Percio’ ama il potere poroso, penetrabile, corruttibile, ricattabile perche’ e’ attraverso questa “porosita’” che fornisce favori e ne riceve in contraccambio. E quando si considera tradita si vendica: con le bombe, con l’accusa di correita’ e col ricatto.

La Organisazija, la mafia russa, esisteva gia’ prima della rivoluzione, ma fu sgominata negli anni ’40 dal regime comunista. E’ tornata in auge e si e’ rafforzata moltissimo, dalla caduta del muro fino ai giorni nostri, grazie soprattutto alla connivenza con uomini politici che, dagli anni della grande svolta “democratica”, hanno governato la Russia.

Nel 1994 Vladimir Podatev, un famoso “vor v zakone” con tre precedenti condanne per furto, rapina a mano armata e stupro, venne nominato membro della Commissione per i Diritti Umani. La sua candidatura venne scelta e controllata dal dipartimento del personale dell’amministrazione presidenziale di Boris Eltsin.

La storia di Podatev, detto “Poodle” (barboncino) e’ poco nota. La sua figura appare subito dopo il tracollo dello stato sovietico quando la nuova fase permette l’emergere di quel mondo parallelo e sommerso, cresciuto all’ombra del potere politico, che ad un certo punto si presenta come reale alternativa organizzativa, morale ed economica al vecchio sistema. Puntando sullo scontento e sull’antagonismo con il passato regime comunista, Podatev trova l’appoggio della popolazione ed inizia la propria attivita’ imprenditoriale fondando la societa’ per azioni Svoboda, che come attivita’ ha quella di vendere consulenze per risolvere controversie giuridiche, garantendo l’esecuzione del verdetto.

Nel 1993 compie un notevole salto di qualita’ fondando la societa’ Edinstvo con filiali in Usa, Canada e Spagna. L’ascesa economica, l’appoggio della popolazione e i risultati ottenuti nella sicurezza pubblica e sociale, permettono a Podatev di accattivarsi la simpatia delle istituzioni fino all’ingresso ufficiale nelle stanze del potere statale, appunto, nel 1994.

In qualita’ di membro della Commissione per i Diritti Umani, Podatev puo’ dunque contattare i rappresentanti ONU direttamente a Ginevra. E negli USA, con queste credenziali, ha incontrato negli anni scorsi senatori e rappresentanti politici, nonche’ Vyacheslav Ivankov, detto “Yaponchik” (giapponesino), ritenuto fino alla sua morte tra i massimi esponenti criminali e controllore di varie imprese, nella stessa Russia e negli Stati Uniti.

Nella foto: Vladimir Podatev con la divisa di Atamano Supremo della Societa’ Mondiale dei Cosacchi.


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