Razzismo ungherese


Secondo un recente sondaggio pubblicato venerdi’ scorso sul sito web fn.hu, pare che almeno la meta’ degli ungheresi siano preoccupati che i rapporti di convivenza con la minoranza Rom possano aggravarsi. L’indagine e’ stata condotta telefonicamente su un campione di ottocento intervistati, dopo i fatti accaduti il 15 novembre nella citta’ ungherese di Sajobabony in cui residenti Rom e sostenitori del partito nazionalista Jobbik, con indosso l’uniforme fuori legge della Magyar Gárda, si sono scontrati.

Il cinquanta per cento degli intervistati ha risposto di essere pessimista riguardo alla situazione, e ha detto che i legami tra le due comunita’ potrebbero inasprirsi nel prossimo periodo. Il trenta per cento si attende che le cose restino immutate e solo il sei per cento vede un miglioramento. Le proporzioni di chi si attende che la situazione prenda una svolta verso il peggio sono superiori alla media tra chi ha meno di 30 anni, fra gli studenti, i disoccupati e chi, ovviamente, simpatizza per il partito nazionalista. Alla domanda su quale sarebbe il partito piu’ adatto a gestire il conflitto, il venti per cento ha risposto i popolari del Fidesz, l’otto per cento i socialisti e l’otto per cento i nazionalisti del Jobbik. Il cinquantasei per cento degli intervistati, tuttavia, non e’ stato in grado oppure si e’ rifiutato di dare una risposta.

Quasi un milione di Rom, il dieci per cento dell’intera popolazione, vivono in Ungheria, per lo piu’ nel nord-est, e formano la piu’ grande minoranza etnica del Paese, ma il conflitto che sta nascendo, anche se e’ fonte di forte preoccupazione, non deve indurre a confondere i fatti ungheresi con cio’ che sta accadendo in Italia. Si tratta di situazioni totalmente differenti: mentre in Ungheria cittadini ungheresi di etnia rom vengono aggrediti da delinquenti nostalgici del periodo nazionalsocialista, messi fra l’altro fuori legge ed isolati da tutti i partiti ad eccezione del Jobbik, quello di estrema destra, in Italia, personaggi che hanno idee molto vicine a quelle della Magyar Gárda, stanno al Governo.


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