Me and “Belle”


«Belle de Jour» si rivela: sono una scienziata. «Non sono piu’ anonima». Domenica 15 no­vembre, sei del mattino: «Belle de Jour», apre il suo sexy-blog, quello che ha fatto perdere la te­sta agli inglesi e racconta la veri­ta’. «Belle e la persona che ha scritto di Belle sono rimaste per troppo tempo separate, dovevo ricongiungerle». Sembra un gio­co di parole e non lo e’. Dietro a «Bella di Giorno», ex bellissima squillo che incon­tra gli uomini, che scrive un best-seller, dietro a questa Bel­le de Jour che si e’ ispirata al film con Catherine Deneuve protagonista e Luis Bunuel regi­sta (1967), dietro a questa mi­steriosa firma dell’erotismo in­ternettiano c’e’ un fior di scienziata. «Sono io Belle de Jour». Nome: dottoressa Brooke Ma­gnanti. Prima professione: escort, ragazza da accompagna­mento e da letto. «Quanti clien­ti? Alcune centinaia, trecento sterline a serata».

Seconda pro­fessione: narratrice che si e’ pre­sa burla di critici letterari capa­ci di filosofeggiare e conclude­re che «Belle de Jour» era un uo­mo. Terza professione, la vera e ultima: ricercatrice impegnata sul fronte del cancro e degli ef­fetti che producono i pesticidi. In laboratorio al mattino: ovve­ro Brooke Magnanti, scienziata. Poi a casa davanti al computer: «Belle», ricordando il tempo che fu da escort, riportandolo all’oggi come se presenza e cor­po fossero ancora in vendita. Il mistero e’ svelato. La ex pro­stituta che, ricorrendo allo pseudonimo, ha fatto da sogget­to alla serie televisiva trasmes­sa da Itv e da Sky, titolo italiano Diario di una squillo, l’inquie­tante Belle, colei che nessuno sapeva chi fosse, ha deciso che basta, era il momento di alzare il velo. Nemmeno la giornalista In­dia Knight del Sunday Times riusciva a credere che «Belle» fosse quella affascinante bion­da, davanti a lei per la confes­sione. Poi si e’ arresa e ha steso il racconto per il giornale della domenica. E Belle all’alba, sem­pre della domenica, ha annun­ciato nel suo blog: «Ho sempre pensato che la parte della mia vita di cui ho scritto sarebbe un giorno evaporata. Che l’avrei cacciata in una scatola. Total­mente separata dal real me, dal mio essere reale».

Voleva tener­selo dentro, sotterrarlo, trasfor­marsi da Belle in dottoressa Ma­gnanti, passare da un’identita’ all’altra uccidendo lentamente la prima. Impossibile. «Belle sa­ra’ sempre una parte di me». Ed ecco, alla fine, lo scoop-rivela­zione. Come comincio’? Per noia, per provocazione, per soldi. Brava studentessa d’universita’, ormai alla tesi, Brooke, di buo­na famiglia, voleva mantenersi. E allora contatto’ l’agenzia Bar­barella, facile capire cio’ in cui era specializzata. Un colloquio di lavoro. E lo riportiamo con l’avvertenza che e’ un po’ sopra le righe, ma che persino il Sun­day Times non lo ha censurato. «Hai fatto gli A-levels? ». Per chi non lo sapesse gli A-levels , a grandi linee, sono gli esami conclusivi della scuola superio­re. «Oh certo, molti anni fa». So­spiro della «datrice di lavoro». La «A» stava per «anal». «Oh, giusto…». E cosi’ nacque Belle che si laureava, si specializzava e la sera si accompagnava. Naturalmente la carriera da escort duro’ per un po’, fino a che la dottoressa Magnanti arri­vo’ al laboratorio, il Bristol Ini­ziative for Research of Child He­alth.

E li’ la scienziata penso’ che forse quel passato avrebbe po­tuto incuriosire chissa’ quanti inglesi: allora via al blog, al li­bro, alla serie televisiva. In inco­gnito. Un caso editoriale. Con giornali e commentatori, esper­ti di letteratura erotica, a chie­dersi: chi e’ mai? Ipotesi fanta­siose e deliranti. Un segreto che dal 2003 nessuno ha infranto. Forse negli ultimi giorni la mamma aveva intuito che nel­l’aria c’era una fiaba, una farsa, con una sexy-blogger e scien­ziata protagonista. La figlia le aveva sussurrato: «Sentirai par­lare di qualcosa di importan­te ». Alla giornalista del Sunday Times Belle ha parlato in una stanza d’albergo a Soho, distesa su un letto. Domenica, 15 no­vembre, ore 6. Sul suo blog si e’ congedata con una parola: «Lo­ve».

Articolo di Fabio Cavalera – Corriere.it

Mi e’ stato chiesto un commento su questa “importantissima” notizia che sta facendo il giro di tutte le agenzie del mondo (ne parla persino il Sole 24ore), molto piu’ di quella relativa al fatto che oggi moriranno di fame piu’ di 17 mila bambini e che poco faranno per risolvere il problema coloro che oggi, riuniti a Roma per il vertice FAO, si ritroveranno probabilmente a cena nei migliori ristoranti della Capitale.

Essi’, perche’ questa “rivelazione” pare essere davvero qualcosa di epocale e, sono sicura, mettera’ in pace alcuni lettori di Belle de Jour da anni affetti da compulsione masturbatoria che, nella tristezza del loro post coitum pipparolo (Post coitum omne animal triste est), probabilmente si ponevano dei dubbi sul fatto che a scrivere, invece di una stragnocca (a giudicare dalle foto neppure cosi’ tanto – ndr), poteva esserci un peloso ragioniere londinese. Meno male! Adesso costoro potranno finalmente guardare in faccia i loro figli con orgoglio e dire: “Sappiate che vostro padre non e’ gay!”

Immagino che anche qualcuno dei lettori che frequenta questo blog abbia fatto dei parallelismi fra me e “Belle” ed immagino che, in parte, la notizia che la blogger londinese non sia un uomo lo rincuori. Non credo sia edificante pensare di essersi masturbati (mentalmente ma anche no) leggendo le esperienze sessuali fantasticate da un “ipotetico ragioniere bergamasco con i baffi”, e questa confessione di “Belle” in qualche modo da’ la speranza che anche io sia cio’ che dico di essere da quasi dieci anni. Magari non cosi’ stragnocca come voglio far credere, ma almeno donna!

Pero’ i parallelismi fra me e “Belle” non sono poi cosi’ numerosi come sembrano essere a prima vista. Se si escludono tre o quattro cose in comune (l’avere un blog, un passato da prostituta, studi abbastanza simili ed un nickname composto), tutto il resto diverge, e non di poco. Prima cosa il motivo che ci ha portate, me e lei, ad esporre in pubblico i nostri pensieri, raccontando le nostre intimita’ e mettendo al corrente dei perfetti estranei di fatti che, normalmente, non si direbbero neppure alle persone piu’ vicine. E poi c’e’ la finalita’, il risultato che ciascuna di noi voleva raggiungere. Una finalita’ per me ancora indistinta, fumosa; per lei, invece, abbastanza palese.

Buona fortuna “Belle”, che la vita possa offrirti tutto cio’ che non ti ha potuto dare in passato e che tu, da oggi, possa sentirti a posto con te stessa e con gli altri. Perdonami pero’ se in questo giorno in cui rinunci al tuo anonimato, vengo assalita da una sottile malizia. Sono da sempre convinta che le persone si identifichino e valgano per cio’ che fanno e non per cio’ che raccontano in un blog, e sinceramente credo che la tua “confessione” sia stata dettata piu’ da esigenze di copione e commerciali che da altro.


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