L’uomo che morde il cane


Gli zingari sono da sempre etichettati come ladri. Da tzigana, quindi, di furti me ne intendo. Ne esistono di due distinti tipi, sapete? Esiste quello fatto da colui che vuole arricchirsi sempre piu’ ai danni degli altri e, avido, sottrae il piu’ possibile risorse anche a chi ne ha poche solo per aggiungere ricchezze alle proprie. Lo chiamo furto “predatorio”, ed e’ il caso non solo dello zingaro che si arricchisce con attivita’ malavitose solo per costruirsi dimore barocche alla periferia di Timisoara, ma e’ anche e soprattutto il caso di certi squali della finanza, che di zingaro non hanno niente, passando attraverso la filiera dei tanti lobbisti che siedono sugli scranni parlamentari, fino ad arrivare a chi ha accumulato talmente tante ricchezze da poter vivere, lui ed i suoi discendenti, per mille generazioni ancora, mentre una buona fetta della popolazione che egli stesso governa e’ al di sotto della soglia di poverta’.

Non e’ demagogia. E’ realta’. L’economia non e’ fatta a compartimenti stagni, cioe’ quel che mio e’ mio, quel che e’ tuo e’ tuo, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Le cose non stanno cosi’. L’economia e’ fatta come i vasi comunicanti: indipendentemente da quanto sia tortuosa la serpentina, se da una parte si pompa via ricchezza e la si fa confluire nelle tasche di pochi che di ricchezza ne hanno gia’ a sufficienza, dall’altra si sottraggono risorse a chi alla fine non ha piu’ i mezzi necessari per vivere dignitosamente. A questa sconcezza, lo sappiamo tutti, dovrebbe esistere un limite e questo limite dovrebbe essere imposto da chi governa, e cioe’ da tutta quella schiera di lobbisti ed affaristi dediti al furto predatorio.

Poi c’e’ il furto che chiamo “necessario”. E’ quello che viene fatto da chi, si vede pompare via sempre di piu’ le risorse che fino al giorno prima gli permettevano una vita dignitosa e non avendo altre possibilita’ per acquisire altri mezzi se non il furto o la truffa, individuano in chiunque possieda una ricchezza esagerata una delle cause della propria indigenza.

Non e’ invidia. E’ realta’, e posso dirvi che se le cose continueranno sulla rotta che e’ stata impostata, di questi “delinquenti per necessita’” ce ne saranno sempre in numero maggiore, fino al punto che, raggiunto un limite di tolleranza insostenibile, il furto non bastera’ piu’, e ci sara’ chi passera’ ad “altro”.

In Ungheria, la nazione in cui vivo, e’ di qualche giorno fa la notizia che io la chiamo “dell’uomo che morde il cane”. Ha riempito tutte le pagine dei giornali perche’ descrive un fatto nuovo mai accaduto prima: per la prima volta alcuni zingari sono stati protagonisti di un episodio di razzismo al contrario. E’ avvenuto infatti che cinque zingari abbiano malmenato uno dei tanti nazisti che inneggiavano alla purezza della razza ungherese. Lo hanno ridotto davvero male. Gli autori sono stati ovviamente arrestati, ma e’ la prima volta che accade un fatto del genere, ed e’ questo il motivo per cui, ovunque, se ne e’ parlato. Nelle comunita’ tzigane c’e’ stato chi ha condannato l’episodio dicendo che e’ sbagliato mettersi sullo stesso piano di violenza che caratterizza i nazisti, ma i piu’ si sono esaltati perche’ finalmente c’e stato chi, dopo i tanti episodi di razzismo ai quali da troppo tempo sono sottoposti gli zingari, ha osato ribellarsi.

La mia opinione e’ che la situazione, aggravata anche dalla crisi economica, stia raggiungendo il punto critico di rottura e se nessuno fara’ nulla per arginarla, potrebbe condurre a duri scontri, se non addirittura a qualcosa di piu’ terribile. Purtroppo, il modo spudorato con cui alcune parti elitarie della popolazione hanno pompato via risorse a chi gia’ ne aveva poche, sta portando la coesione delle nazioni, non solo dell’Ungheria, al collasso ed il razzismo non e’ altro che uno dei tanti modi subdoli usati per spostare le ragioni del contendere su un piano di violenza in cui non siano piu’ distinguibili i predatori da chi invece agisce solo per necessita’ ed in difesa della propria dignita’.


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