Fiabe Zingare – Premessa


Non so se sia evidente ma, da circa un mese, ho iniziato un percorso insolito, diverso, molto piu’ intimo; ho interrotto, infatti, la lunga serie di articoli ad argomento specificatamente politico, ritenendo che in tale campo ci sia gia’ chi riesce a scrivere con molta piu’ efficacia di quanto possa una semplice contadina magiara, ed ho utilizzato questo spazio per raccontare cose che non andassero oltre le mie esperienze personali, le mie sensazioni ed i miei sogni.

Ma con il post intitolato “La mia storia”, che per la verita’ niente ha di politico, ho suscitato strane reazioni da parte di alcuni individui che mi hanno stimolato una riflessione su come molta, troppa gente, per ignoranza o per semplice idiozia, in fondo viva la vicinanza con chi e’ di diversa cultura in un modo assai sofferto, distorto, pretestuoso, ritenendo certi popoli, come ad esempio gli zingari, la causa principale dei tanti guai che affliggono l’Italia che, invece, anche senza la presenza dei migranti o dei nomadi, sarebbe comunque allo sfascio a causa delle politiche scellerate messe in atto da quella banda di disgregati etici e morali che la governano sui quali, credetemi, sarebbe meglio stendere un velo pietoso.

In seguito a quel post, comunque, ho ricevuto diversi commenti che ho cassato poiche’, oltre ad essere pieni d’insulti nei miei confronti in quanto tzigana, inneggiavano a ideologie che pensavo, speravo, di non dover mai leggere in questa lingua che tanto amo. D’altronde, e’ proprio di questi giorni la notizia di un rigurgito razzista italico che va oltre le farneticazioni di qualche avvinazzato leghista, e credo che debba essere arrivato il momento, almeno per chi pensa di avere idee differenti da coloro che rappresentano quell’involuzione culturale in cui tutto il peggio dell’essere umano pare essersi riversato, di fare tutti quanti la nostra parte, portando la nostra piccola goccia al grande mare della tolleranza che, se nessuno si fara’ carico per evitarlo, si dissecchera’ sempre di piu’ fino a quando della convivenza, non solo fra i popoli ma anche fra chi abita nella stessa citta’, restera’ solo un deserto.

Quindi, dato che i miei articoli che parlano degli tzigani hanno dato tanto fastidio a queste persone che, ritenendo di essere migliori e superiori ad ogni altro essere umano su questo pianeta, ammorbano questo blog con commenti stracolmi d’insulti e farneticazioni che propongono stermini, deportazioni e soluzioni finali nei confronti dei nomadi, ho deciso, da oggi in poi, d’iniziare a raccontare anche alcune di quelle fiabe che gli zingari conoscono fin da quando sono bambini. Non sara’ molto ma, anche se dubito, spero in questo modo di far comprendere a coloro che vivono sprofondati in certi pensieri che io giudico inumani, che ogni popolo dovrebbe insegnare ai propri figli quei valori positivi che li aiutino a trovare sempre, negli altri, una mano pronta ad aiutarli, e come i bambini, tutti, abbiano il sacrosanto diritto di crescere in un mondo in cui non siano solo l’odio, la disuguaglianza e l’intolleranza ad essere le radici del loro futuro.


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