Răţuşca cea urâtă


La ragazzina bionda ride e scherza. Sfoderando una sorprendente capacita’ di sedurre, distribuisce le sue attenzioni a chi le sta intorno in modo assai disuguale, secondo il grado d’importanza che attribuisce a ciascuno, in base a chi lei ritene appartenga alla categoria dei vincenti, oppure a quella degli emarginati. E’ davvero carina, sicuramente la piu’ carina di tutte. Sa di esserlo, ed e’ cosi’ abituata ad avere considerazione da parte dei maschi che continuamente la corteggiano e dalle femmine che cercano di prendere da lei qualche riflesso di gloria, che, con disinvoltura, naturalmente, si e’ conquistata il centro dell’attenzione sul palcoscenico fantastico che e’ la vita alla sua eta’.

La ragazzina bruna e’ decisamente brutta. Per quanto si affanni ad attirare l’attenzione, nessuno la degna di una risposta, o di uno sguardo. D’altronde chi vorrebbe farlo? Troppo magra, troppo goffa, troppo sgraziata, con quegli occhiali che, oltretutto, la fanno sembrare davvero ridicola… Una piccola zingara che gia’ inizia a rendersi conto di come, alle ragazze, la bruttezza non sia mai perdonata. Ma non e’ l’aspetto fisico la sua colpa piu’ grave, cio’ che davvero e’ intollerabile e’ la sua caparbia resistenza ad essere esclusa. Potrebbe restarsene da una parte, senza infastidire, cercando casomai di avere l’attenzione di compagne piu’ alla sua portata. Invece no, non riesce a starsene nell’ombra. Desidera anche lei entrare in quel cerchio luminoso dove primeggia la ragazzina bionda, non tanto per prenderne il posto, un simile pensiero non puo’ neppure sfiorarla, ma per godere di un po’ della sua luce riflessa.

Con lo sguardo carico di malinconia, osservo la scena inseguendo le tracce di un’adolescenza che un tempo anche io ho vissuto. L’adolescenza… Una fragilita’ fatta di slanci eccessivi, di ribellioni violente, di amicizie morbose, di passioni intense ma brevi. E di tanta crudelta’… Che altro potrebbe essere infatti, se non crudelta’, quell’infantile, inconsapevole, irresponsabile, immaturo ma feroce rifiuto che i ragazzini infliggono ai loro coetanei spingendoli, seguendo un istinto primordiale, a ricercare sempre la compagnia e l’attenzione dei vincenti escludendo chi vincente non e’?

La ragazzina bionda continua con il suo spettacolo e vive felice quel suo momento di gloria, forse ignara dei sentimenti che tutto cio’ provoca intorno a lei. E’ facile intuire quale, fra i maschietti che le girano intorno, sia quello che gode dei suoi favori e quale, fra le sue compagne, l’amica preferita. La ragazzina bruna cerca insistentemente di catturare la sua attenzione, ma cio’ che ottiene e’ tuttalpiu’ uno sguardo distratto o un glaciale monosillabo seguito dalla piu’ totale indifferenza. E quando allunga una mano per accarezzare i suoi bellissimi capelli, La ragazzina bionda si sottrae a quel tocco con un visibile senso di fastidio…

Piccolo sfortunato brutto anatroccolo, sarebbe molto meglio se, fuggendo, ti allontanassi da tutto cio’ oppure se, con orgoglio, reagissi, anche aggredendo, persino con violenza. Qualsiasi cosa sarebbe meglio di questa inutile, grottesca, penosa, supplichevole pantomima in cambio della quale ricevi indietro solo indifferenza e frustrazione. Ma io, io che adesso i vincenti li evito, io che non riesco piu’ a trovare in loro alcun interesse, io che con chi vive crogiolandosi nel successo non ho piu’ niente in comune, come ero io quando avevo la tua eta’?

Non posso sapere oggi cosa ha in serbo per te il futuro, ma quello che sento dentro e’ tanta amarezza, comprensione, rabbia… E’ facile immaginarti ignorata da tutti, esclusa, derisa. Forse nessuno ti invitera’ mai a ballare, forse nessuno ti dira’ mai parole dolci, forse nessuno ti portera’ mai come esempio di belta’, e se anche uno sguardo maschile si posera’ su di te, forse sara’ solo per prenderti in giro e per farti soffrire. Pero’ vorrei credere che un giorno ti trasformerai in un bellissimo cigno. Affascinante donna sicura di se’, desiderata, colma di tenerezza e d’amore tra le braccia di chi non arretrera’ mai con fastidio di fronte alla tua tenera mano. E ti guardera’ con occhi adoranti come tu guardavi chi non lo meritava.

E il brutto anatroccolo pianse… una lacrima lentamente scivolo giu’ carica di delusione per non aver potuto alleviare il suo dolore… attraverso il suo candore cristallino l’anatroccolo si specchio’ e vide danzare un cigno.

Ila Santo


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