Luna tzigana


Questa notte, nel cielo, eri una sottile falce d’argento e risplendevi, morbida e vischiosa, innocente e misteriosa. Se fossi stata una bambina, avrei anche potuto credere, con un salto, di poter salirti sopra a cavalcioni, ed invece sono stata li’ appoggiata al davanzale della mia finestra a guardarti estasiata mentre ti stagliavi nitida nel cielo, cosi’ innaturale da sembrare dipinta.

Ho sorseggiato un po’ di te’ dalla mia tazza ed il suo calore mi ha fatta sentire malinconicamente felice, di quella dolce malinconia che sa strapparmi un sorriso, ma che anche mi fa strizzare gli occhi quasi da farmi uscire le lacrime. Ho sentito dentro una piccola vertigine, un sottile languore, come un senso di vuoto ed ho desiderato carezze che mi riempissero di tenerezza e saziassero quell’inatteso appetito.

Luna tzigana, solitaria protagonista di tante poesie, che cosa volevi dirmi? Ancora una volta mi hai ipnotizzata facendomi sentire viva. Respiravo ed ho sentito l’aria, lentamente, discendere piacevolmente nei polmoni, mentre gli odori delle mie colline si mischiavano al profumo penetrante e dolciastro dell’uva matura che qui indica la stagione della vendemmia.

In questa notte di solitudine, ho avuto voglia di abbracciarti e con te avrei voluto abbracciare anche chi, per tanto tempo, ho tenuto dentro di me e che ancora mi manca. Lo so, luna, sono soltanto un’inguaribile romantica che vive ormai in un tempo che non e’ piu’ il suo, non giudicarmi male per questo ma credimi, sono felice anche quando piango… perche’ in fondo e’ giusto cosi’.

Poi, ho lasciato che mi baciassi perche’ tu, cara amica discreta e silenziosa, amante tenera e sensuale, non mi hai mai delusa, non mi hai mai fatta piangere, non mi hai mai spezzato il cuore. E mentre le note di una dolce musica mi facevano rivivere momenti mai dimenticati, sono rimasta in silenzio e mi sono abbandonata alle tue tenere carezze.


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