Uomini liberi


Il 15 gennaio 1482 era un martedi’. Di li’ a dieci anni o poco piu’, Cristoforo Colombo avrebbe intrapreso una delle piu’ grandi avventure della Storia, allargando i confini del mondo e creando i presupposti di quello che poi sarebbe stato anche uno dei piu’ grossi mali per l’umanita’: il colonialismo ed il conseguente sfruttamento brutale e selettivo di intere popolazioni. Il 1482 e’ anche l’anno in cui e’ ambientato il romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Nel romanzo, si racconta della danzatrice gitana Esmeralda e di tre uomini che, in modo diverso e contrastato, s’innamorano di lei fino al tragico epilogo dal sapore tipicamente romantico ottocentesco, in cui la bella zingara finisce sul patibolo.

Al di la’ della trama, che puo’ essere consultata in Wikipedia, la storia di Esmeralda e del suo supplizio ricorda anche la data d’inizio della prima grande persecuzione degli zingari, avvenuto con un editto emanato in Germania proprio il 15 gennaio 1482, con il quale si vietava loro il soggiorno sul territorio del principato tedesco e con cui si annullavano di fatto le lettere di protezione consegnate dall’imperatore Sigismondo, re di Boemia ed Ungheria, nel 1417, avallate poi nel 1422 dalla benedizione di Papa Martino V, che garantivano agli zingari la libera circolazione ed il soggiorno in ogni territorio dell’Impero.

E’ infatti proprio alla fine del XV secolo che l’idea di nazione si identifica con quella di Stato e che si delinea quindi il concetto di “nemici della collettivita’”. Gli amici sono infatti coloro che condividono con la maggioranza le stesse credenze, gli usi e i ritmi organizzativi della vita e del lavoro, che osservano le stesse leggi, parlano la stessa lingua e credono negli stessi valori. I nemici, invece, sono quelli che non parlano la stessa lingua, che non condividono gli stessi valori ed avendo costumi ed usi differenti, non hanno interesse ad obbedire alle leggi.

Per questo, gli zingari, avendo uno stile di vita, il nomadismo, considerato come portatore di disordini e causa della mendicita’, del furto e degli imbrogli di cui sono accusati, vengono considerati estranei alla comunita’. D’altronde chi piu’ di un popolo che non ha messo mai radici, che non si e’ mai sentito parte di uno Stato e che non ha mai dovuto difendere i confini di alcun suolo patrio, puo’ incarnare l’idea stessa di ribelle nei confronti dell’autorita’ costituita?

Rom significa “uomo libero”. La piu’ antica delle leggende racconta che gli zingari discenderebbero da Adamo e da una prima moglie, precedente ad Eva, cosi’, essendo sfuggiti al peccato originale, sarebbero anche esonerati dalla legge del lavoro al quale Dio avrebbe condannato tutti gli altri uomini, non liberi, coloro che per avidita’ difendono una terra che hanno conquistato con la forza e la prevaricazione, impregnandola di sangue troppe volte innocente. Terra che considerano di loro proprieta’, ma sulla quale non hanno alcun diritto se non quello che puo’ avere un prigioniero rinchiuso dentro la sua cella.


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