Leonardo e Galileo si rivolterebbero nella tomba


Popolo di poeti, navigatori, santi e… giocatori, si potrebbe dire, ma non certo di matematici. Del resto e’ proprio nei momenti in cui e’ in atto la decadenza che, com’e’ ovvio, l’ignoranza della gente raggiunge livelli macroscopici e questo e’ possibile rilevarlo sia dal linguaggio, sia dal modo in cui gli individui calcolano istintivamente le probabilita’ positive di una scelta rispetto ad un’altra. E’ proprio in certi momenti, prossimi all’oscurantismo culturale, che hanno quindi terreno fertile le religioni, le sette, i predicatori, gli imbonitori, i guaritori miracolosi, i maghi da strapazzo, gli uomini della provvidenza, i venditori d’elisir e di sogni e… le lotterie.

Che il linguaggio sia sempre piu’ in disfacimento e che si stia sempre piu’ diffondendo l’usanza di distorcere la Lingua tramite espedienti diretti ad abbreviare il piu’ possibile la comunicazione, che rendono spesso i dialoghi una serie incomprensibile di “k” e di “x” in cui i concetti sono completamente estromessi e l’unica cosa che resta e’ un ammasso grafico-fonetico che non ha alcun senso se non quello di dimostrare che la “scimmia sa anke skrivere”, e’ possibile vederlo ogni giorno e non e’ certo piu’ un fatto isolato. Pero’, quando nel Paese che ha dato i natali a Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, non si comprendono neppure i piu’ semplici meccanismi che stanno alla base di quella che distingue l’uomo dall’animale, cioe’ della logica, significa che ormai la situazione ha raggiunto livelli tali che solo un forte evento traumatico, come ad esempio una guerra o una rivoluzione, potrebbe riportare le cose sul giusto binario.

So che parlare di matematica in un contesto in cui le persone sono convinte che l’offerta 3×2 sia conveniente, che un finanziamento a tasso zero sia un affare e che, senza aver ancora capito bene i meccanismi, si sono fatte abbindolare dal cambio euro/lira e non riescono a comprendere i motivi per i quali con il loro stipendio non arrivano piu’ a fine mese, e’ come scagliarsi contro i mulini a vento armata di sola scopa, ma dato che gli italici sono un popolo che ha grande esperienza di giochi, cerchero’ di spiegare usando un linguaggio e degli esempi che possano essere facilmente compresi.

Per indicare dunque la grande inculata alla quale settimanalmente, loro sponte, si sottopongono ungendosi bene l’orifizio e piegandosi nella giusta posizione in modo da permettere una piu’ profonda penetrazione, non usero’ calcoli del tipo (90!/6!*84!) ma tentero’ di di far capire come funzionano certe cose utilizzando l’esempio di un gioco che tutti penso conoscano: la roulette.

Anche il giocatore di roulette piu’ inesperto sa bene che, se si esclude lo zero, puntando su un numero che esce, il cosiddetto “pieno”, si riceve la posta puntata moltiplicata per 36 e che se si punta sul rosso (oppure sul nero), la vincita e’ il doppio di cio’ che abbiamo giocato. E’ talmente logico tutto cio’ che se un Casino’ intendesse cambiare le regole e pagasse il pieno solo 18 volte la posta oppure la vincita sul rosso o sul nero fosse la meta di quanto abbiamo puntato, in quel Casino’ non ci andrebbe piu’ nessuno, i giocatori lo diserterebbero mandandolo definitivamente in fallimento, e farebbero anche bene.

Il prossimo Superenalotto mette in palio 135.900.000 euro. Una cifra astronomica se la si considera in termini assoluti, ma completamente inadeguata dal punto di vista della logica matematica. Infatti, se la schedina costa 1 euro e da’ la possibilita’ di giocare due combinazioni di 6 numeri, per avere un’identica probabilita’ di vincere come alla roulette, il montepremi dovrebbe essere assai maggiore: esattamente 311.307.315 euro. E dovrebbe esserlo ad ogni estrazione non solo per quella di domani.

Se giocherete domani, quindi, sarete come dei giocatori che accettassero di ricevere 18 volte la posta per un pieno alla roulette. Magari non ve ne renderete conto, a voi basta sognare e per un sogno siete disposti a rimetterci anche 1 euro, ma almeno cercate d’impedire a chi amministra i vostri soldi di buttarli via in quella che e’ davvero una truffa legalizzata.


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