La Liberta’


Sono giorni, questi, in cui anche chi come me ha poco tempo da dedicare al riposo si fa risucchiare nel vortice del dolce far niente. So che non dovrei, ne sono ben cosciente, perche’ e’ per un’innata dedizione al dovere oppure per un’educazione troppo rigida che mi hanno inculcato fin da quando ero piccola che non posso fare a meno di sentirmi leggermente a disagio ed anche un po’ in colpa. Infatti, trascorso questo breve periodo, so che mi pentiro’ amaramente perche’ dovro’ far fronte a tutto cio’ che ho tralasciato, con l’aggravio, inoltre, di avere meno tempo a disposizione per portare a termine tutti gli impegni che ho preso.

Di come passo le mie giornate, pero’, in questi giorni di meta’ agosto, in una cittadina di appena cinquemila anime in mezzo alla campagna ai confini di un mondo che viene lentamente fagocitato ma che, indomito, resiste per non vedersi defraudato totalmente della sua identita’ e della sua cultura, credo non interessi a nessuno. Sono percio’ consapevole della completa inutilita’ di questo post, ma avendo voglia di scrivere qualcosa senza mettermi a studiare in modo approfondito l’argomento, ho deciso che, fra tutti, quello che mi sembra di conoscere meglio possa essere “me stessa”. Dico “mi sembra” perche’, come si sa, non ci si conosce mai abbastanza e con molta probabilita’ non ci si conosce affatto.

Ma non ne volevo fare un post autoanalitico. Sinceramente, di analizzare i miei comportamenti e le mie motivazioni, sono un po’ annoiata. Era infatti una cosa che facevo e che ho fatto fino a qualche anno fa. In ogni caso, e’ interessante scoprire di tanto in tanto qualche tratto nuovo di questo mio poliedrico carattere che non pensavo di avere. Ad esempio, mi sto scoprendo molto meno cinica e molto meno indifferente di quanto, in realta’, abbia finora creduto di essere. La mia proverbiale indocilita’, probabilmente formatasi negli anni in cui essere dura ed insensibile era per me necessario per superare determinate situazioni che altrimenti mi avrebbero fatto del male, sta cedendo e lascia il posto via via ad un altro tipo d’atteggiamento, meno ostile, meno riluttante.

Forse, come gli antenati dell’essere umano che nella loro evoluzione ad un certo punto hanno perso la coda perche’ ormai diventata inutile, anche io inizio oggi ad avvertire l’inopportunita’ di essere a tutti i costi refrattaria ad ogni tipo di rapporto che non sia quello che ormai, da qualche tempo, ho solo con le mie sorelle. E per questa mia inattesa consapevolezza devo certamente ringraziare alcune persone che ho avuto modo d’incontrare nell’ambiente virtuale, perche’ con i loro comportamenti, avulsi dalle pulsioni che normalmente aggrediscono nel mondo reale, mi stanno dimostrando che, oltre a cio’ che puo’ apparire l’involucro che da sempre mi circonda, anche la mia interiorita’ riesce a stimolare davvero interesse e sentimenti d’affetto.

Chi si chiedera’ come abbia fatto una donna adulta ed esperta di vita, come ho sempre affermato di essere, a non averlo capito prima, non ha torto; e’ cio’ che, in effetti, anch’io mi chiedo. Ma quando si e’ intrappolate nelle convinzioni stereotipate e la visione del mondo e’ solo quella che passa attraverso i nostri occhi, spesso ricoperti da una stratificazione di pregiudizi sedimentati con il passare degli anni oppure nati come difesa per non venir sconfitte troppo presto da una vita non sempre facile, e’ difficile guardarsi dentro e, soprattutto, e’ difficile guardare dentro a chi ci sta di fronte.

Tutto quello che normalmente vedevo erano infatti sguardi da pesce lesso che, immancabili, cadevano dentro la mia scollatura oppure che mal celavano il loro desiderio sbirciando cio’ che mi sono sempre divertita a far intravedere. Sono oggi certa che era con un leggero sadismo, che in quel momento appagava il mio ego e mi rassicurava sul fatto di tenere saldamente in pugno la situazione, che ho sempre esercitato sugli altri la mia seduzione, cosi’, in modo fisico, e per molto tempo sono stata ignara di possedere altro che potesse suscitare interesse. Quando poi mi sono accorta di avere anche altre qualita’, come una forte comunicazione e la capacita’ di far provare emozioni, le ho messe al servizio di quello che ormai era diventato per me un gioco al quale non potevo piu’ rinunciare, e che forse non smettero’ mai del tutto di fare.

In tutto questo tempo ho sempre creduto che, in un modo o nell’altro, discorsi o non discorsi, da me si desiderasse solo ottenere una cosa, prima passando per il mio corpo e poi, dopo, anche e soprattutto attraverso la mia mente; entrarmi dentro come una lama affilata allo scopo di scalfire cio’ che tenevo gelosamente custodito: la mia inviolata Liberta’. Una Liberta’ che ho sempre difeso, con ogni mezzo che ho avuto a disposizione, arrivando finanche a soffrire, rinunciando alla felicita’ che talvolta qualcuno, ignaro di come potessi essere ancora immatura e non pronta per una determinata scelta di vita, ha cercato di farmi trovare sul sentiero che percorrevo. Una Liberta’ che ancor oggi rappresenta quello che ho di piu’ caro ed a cui non potrei rinunciare ma che, forse in modo maniacale, ho elevato troppo al ruolo d’intoccabile divinita’.


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