Il “giochetto” dell’euro


Come spiega in modo esauriente l’amica Cloro nel suo blog QUI, la norma sullo scudo fiscale contenuta nella legge anticrisi che il governo italico si appresta a varare, che avrebbe come scopo secondo alcuni quello di far rientrare in Italia gli ingenti capitali che adesso sono custoditi nei paradisi fiscali, mentre per altri servirebbe solo ad aiutare evasori fiscali e mafiosi di ogni genere, non e’ altro che un’abile operazione di facciata finalizzata ad aiutare solo le banche, e che in sostanza non avra’ quegli effetti che vengono dichiarati, sia da una parte che dall’altra.

Il motivo per il quale gli imprenditori, gli investitori e gli speculatori (compresi i mafiosi), che negli scorsi anni hanno occultato parte dei loro introiti illeciti all’estero, non riporteranno i soldi in Italia e’ molto semplice: in Italia, a parte alcune aziende “particolari”, come Impregilo e Finmeccanica, nessuno ha piu’ intenzione d’investire un solo euro perche’ altrove le possibilita’ di ritorno in termini economici sono maggiori.

E non occorre recarsi tanto lontano; nella stessa Europa esistono tutt’oggi Paesi nei quali e’ possibile ripetere il famoso “giochetto” che nel 2001 e’ stato fatto in Italia con l’introduzione dell’euro e che ha, in brevissimo tempo, raddoppiato i prezzi facendo guadagnare cifre inimmaginabili a chi, fino al giorno prima, aveva acquistato in lire.

Prendiamo ad esempio la Bulgaria, Paese che pur facendo gia’ parte della Comunita’ Europea al momento non ha ancora introdotto l’euro come valuta nazionale e dove i prezzi sono ancora espressi nella moneta nazionale: il lev.

Attualmente il cambio e’ 1 euro = 2 levi. Tutto cio’ non vi ricorda qualcosa di gia’ accaduto? E la certezza che anche in Bulgaria, come in altre nazioni che si accingono ad entrare in Europa (a proposito sapete quanto e’ il cambio euro e lira turca? 1 euro = 2 lire turche… strano, vero?), verra’ presto ripetuto il “giochetto” del raddoppio dei prezzi, mi viene confermata dal fatto che la nuova moneta da 1 lev appena coniata e’ quasi uguale, come forma, peso, dimensione e colore a quella da 1 euro e d e’ quindi molto facile confondere le due monete (ricordate com’era fatta la moneta da 1000 lire?).

Chi crede che certi fatti avvengano per caso e non siano invece programmati, forse non conosce bene l’essere umano e come, per avidita’, si affidi sempre e comunque agli stessi meccanismi per fregare il suo prossimo: dallo schema Ponzi alle operazioni valutarie di questo tipo in cui un popolo ignorante, disinformato e tenuto abilmente sotto scacco da altre problematiche, magari di tipo razziale, resta inerme a farsi depredare mentre una ristretta cerchia di furbacchioni si arricchisce a dismisura.

Sono certa che il prezzo di un bene che in Bulgaria oggi costa 10 levi, quando sara’ introdotto l’euro passera’ a 10 euro grazie anche al fatto che la popolazione sara’ gia’ abituata psicologicamente a dare 10 monete di quel tipo per quel certo bene .

I grandi speculatori, in questo momento, conoscendo il giochetto che verra’ fatto sulla pelle degli ignari bulgari, come a suo tempo e’ stato fatto su quella degli italici, stanno investendo nella grande distribuzione, accumulando scorte di beni alimentari e di prima necessita’, oppure in proprieta’ immobiliari, soprattutto nelle aree in cui si prevede un alto sviluppo turistico, che oggi costano ad esempio 100.000 levi (50.000 euro) e che un domani potranno tranquillamente (e legalmente) essere rivendute a 100.000 euro con una plusvalenza immediata del 100%.

Ecco perche’ in Italia i soldi, quelli almeno di chi sa bene come impiegarli per guadagnarne molti di piu’, non ritorneranno mai.


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