Preghiamo per loro: ne hanno tanto bisogno


“Preghiamo affinche’ scaturiscano decisioni e orientamenti utili al bene autentico di tutti i popoli e in particolare di quelli piu’ poveri ed affidiamo questa intenzione alla materna protezione di Maria”.

Cosi’ il Ratzy ha invitato i fedeli a pregare per capi di stato e di governo presenti all’Aquila per il G8. Ed io, che fedele lo sono assai, mi sono concentrata in preghiera sperando che il numero che avevo in rubrica fosse ancora quello giusto. Quello che non avrei mai atteso, pero’, dopo una vita in cui ho sempre trovato la linea occupata e l’immancabile messaggio “l’utente da lei chiamato e’ al momento impegnato in altra conversazione, la preghiamo di riprovare piu’ tardi”, e’ che stavolta Lei mi rispondesse.

Le ho detto subito che, se l’avevo disturbata, era solo perche’ il vicario di suo Figlio aveva chiesto di farlo. Lei li’ per li’ e’ sembrata un po’ seccata (ho immaginato di averla disturbata in un momento poco opportuno in cui magari era impegnata a fare chissa’ quale miracolo) pero’ poi mi ha dedicato il suo tempo ed e’ stata ad ascoltarmi.

Cosi’, blablabla’, le ho raccontato del G8, dell’Aquila, dei capi di stato e di tutte quelle cose che si leggono in questi giorni sui giornali. Le ho detto soprattutto di come fosse necessario che Lei si occupasse di proteggere tutte quelle brave persone che governano i destini del nostro mondo e che cercano in tutti i modi di risolvere i problemi che da sempre l’affliggono: guerre, poverta’, fame, malattie.

Fra l’altro, parlando del piu’ e del meno, Le ho anche raccontato che questa volta non sarebbe potuta intervenire Carla Bruni e che tutto era sotto la supervisione della bravissima Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno, la quale avrebbe si’ dovuto rinunciare ai suoi adorati pantaloni per indossare un vestito che non aveva ancora avuto il tempo di scegliere, ma che si sarebbe alacremente occupata di tutti i dettagli organizzativi; dal raffinato menu cucinato appositamente da Heinz Beck, il grande chef della Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri (medaglioni di astice su pure’ di melanzane e pomodori, fagottelli “La Pergola”, filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su pure’ di albicocche e salsa mou), ai piatti della tradizione romana, carbonara e coda alla vaccinara compresa.

Infine la scelta del regalo che la citta’ di Roma avrebbe fatto alle first ladies: delle borse del brand “Carmina Campus” di cui e’ proprietaria Ilaria Venturini della famiglia Fendi acquistate nel negozio “Refuse” a piazza Fontanella Borghese. Pezzi unici in materiale riciclato di plastica e tessuto, piuttosto costose delle quali una parte del ricavato (presumo circa l’otto per mille) sarebbe stato devoluto ad associazioni femminili dei paesi in via di sviluppo che con quella cifra chissa’ quante cose avrebbero potuto farci…

Mentre le raccontavo tutte queste cose, ad un certo punto mi ha interrotta bruscamente dicendomi che non poteva restare con me perche’ la sua presenza era richiesta altrove. Mi ha detto infatti che se non avesse fatto con urgenza qualche miracolo oltre 9 milioni di bambini avrebbero perso la vita soprattutto a causa della fame e delle malattie nel prossimo anno, di cui 75.000 nei tre giorni seguenti, cioe’ in quelli del summit. Mi ha quindi pregata di non disturbarLa ulteriormente con storie di code alla vaccinara, borse brand e tutte queste stronzate perche’ in questo periodo e’ molto impegnata a rimettere a posto i guai causati da “certi personaggi”, alcuni anche fra quelli da me nominati.

E prima di mettere giu’ L’ho sentita persino imprecare contro un rincoglionito che Le crea sempre intoppi e scompiglio proprio nei momenti in cui Lei ha piu’ da fare.


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