Il compito


Era stata addestrata bene ad eseguire il compito. Chi l’aveva scelta aveva subito capito le sue potenzialita’; il suo corpo adolescenziale, il colore dei capelli illuminati da quello dei suoi occhi e quell’aria di sincera ingenuita’ che le si respirava intorno erano il capitale che non s’era mai resa conto di possedere, ma che in seguito avrebbe saputo investire in modo oculato permettendole di vivere agiatamente.

A farla diventare brava ci aveva pensato Stepan. Era evidentemente predisposta, ma senza i suoi preziosi consigli, fuori e dentro il letto, sarebbe rimasta per sempre una semplice ragazza di campagna destinata ad una vita da contadina oppure sottopagata in una fabbrica di scarpe o, al massimo, a muovere il corpo flessuoso dentro una gabbia di uno Zoo metropolitano per divertire un branco di uomini arrapati.

All’inizio era stato imbarazzante. Convinta che non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo con degli sconosciuti era ritrosa, ma poi, un po’ alla volta, aveva capito che la cosa non le era cosi’ di gran peso, anzi ne era attratta, intrigata da quel sentirsi al centro dell’attenzione, desiderata ed agognata ogni momento.

Mai, pero’, aveva abbandonato quella sua innata aria di pudore col quale sempre riusciva ad attrarre e ad eccitare gli uomini che incontrava. Una riluttanza iniziale il cui fine era rassicurare la loro vanagloria perche’ si sentissero esperti e capaci d’istruirla in qualcosa che pensavano lei non conoscesse. Un pudore che poi lentamente, con sapienza, lei scioglieva trasformandolo in una disinibita sfrontatezza, quasi indecente, che culminava in una manifestazione di sublime godimento. Cosi’ loro credevano d’essere abili amanti, pensavano di sapere esattamente quello che lei voleva e quello che a lei occorreva per godere. Cio’ li convinceva che erano loro i padroni del gioco, d’essere loro a dominarla, mentre invece sarebbe stata lei ad averli completamente in suo potere.

– Irina, l’auto sta aspettando. L’appuntamento e’ per le 19.30 al ristorante. Cerchiamo di essere puntuali.
– Si’, arrivo subito… questione di un attimo che’ m’infilo gli orecchini.

Distolse i tanti pensieri dalla mente. C’era l’incontro con quel banchiere; era assolutamente necessario che accettasse l’accordo e che non ponesse troppe condizioni. Forse non sarebbe stata una notte piacevole, ma era sicura che non avrebbe deluso le attese di chi contava su di lei.


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