Estasi di una notte


Avevi mani bellissime. Non potevo non notarle. Hai capito subito, dalle fugaci occhiate che ti porgevo, dell’interesse che provavo per te. Hai approfittato della breccia in quelle mura delle quali di solito mi circondo e non ho dovuto attendere molto prima che trovassi il coraggio di parlarmi.

Mi hai offerto da bere ed hai iniziato raccontandomi di te, spontaneo e sincero. Neanche per un istante ho immaginato che stessi usando con me tattiche collaudate con altre… oppure era cio’ che in quel momento volevo credere.

In modo discreto hai poi girato il discorso su di me. Mi hai ascoltata con interesse mentre dipingevo i dettagli della mia vita, dei miei progetti, del mio modo di essere e davvero sembrava che mi comprendessi come nessuno mai aveva fatto prima … o almeno era cio’ che in quel momento desideravo di piu’.

Mi hai fatto ridere, con semplicita’, evitando le banalita’ ed i luoghi comuni. Mi hai fatto capire che ti piacevo. Niente di eclatante ne’ di esagerato. Per farlo hai usato piccoli gesti e parole gentili, ed hai atteso pazientemente di conquistare un po’ di confidenza prima di prendermi dolcemente in giro.

Mai mi ha aggredita col sarcasmo o con l’insistenza. Elegante, educato e galante, hai saputo dosare l’audacia con il rispetto, e per tutto il tempo non hai guardato un’altra donna se non me. Poi mi hai chiesto perche’ ero li’ da sola. Ti ho inventato qualcosa, non ricordo cosa, ma mi divertiva giocare con te e tu mi sembravi il perfetto compagno per i miei giochi… oppure in quel momento volevo che lo fossi.

Quando mi hai invitata a cena ho accettato con un timido sorriso. Gli esotici sapori, la luce soffusa delle candele, il buonumore che solo il vino sa donare e poi il calore delle tue mani quando dopo ti ho permesso di sollevarmi la maglietta per accarezzarmi il seno e con le dita tormentarmi deliziosamente i capezzoli assetati di desiderio, mentre assaporavo con la lingua le tue labbra.

A letto, fra i baci e le carezze esigevo che mi sussurrassi parole indecenti perche’ erano quelle che avrei voluto ascoltare, e t’imploravo di chiedermi tutto quello che desideravi perche’ era cio’ che avrei voluto donarti. E mentre mi scioglievo nell’estasi di una notte ti supplicavo di non dirmi “ti amo” perche’ a quelle parole non avrei mai voluto credere… anche se per un attimo ho sognato di sentirmele dire. Sincere.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: