Meglio papi che gay


“Mi hanno detto di tutto, ci manca solo che mi dicano che sono gay…” Cosi’ ha dichiarato il papi, ridendo e scherzando, al termine di una sontuosa cena insieme a Tronchetti Provera, colui che pare sia riuscito ad alleggerire, in modo quasi legale, di un bel po’ di soldi gli azionisti Telecom.

Il tutto nella sontuosa cornice del piu’ costoso ristorante di Portofino, attoniato da habitue’, leccaculi e stornellatori vari; si capisce dallo stile di vita che conduce che e’ un uomo del popolo che ama stare in mezzo al popolo, come ha anche detto la sua karaokista preferita.

Papi e’ quindi fiero di essere tutto ma di non essere gay. Fiero di sposarsi, di divorziare, di ri-sposarsi, di ri-divorziare ma, contemporaneamente, di difendere i valori cristiani della famiglia. Mentre chi e’ omosessuale deve accontentarsi delle briciole; di quel poco, quasi niente, che viene concesso da qualche ministra delle pari opportunita’.

Con tale affermazione papi lascia dunque intendere che essere gay sia qualcosa di brutto, di veramente brutto; che essere omosessuali sia davvero la peggior cosa che possa accadere, addirittura peggiore che essere ladri, bancarottieri, corruttori, incoraggiando e giustificando in tal modo, neanche tanto indirettamente, chi picchia ed ostracizza coloro che hanno una diversa sessualita’. Come in Iran, come in Cina, come in Russia.

In un Paese dove l’ipocrisia e l’immoralita’ abitano di casa, dove il malaffare e l’evasione fiscale sono il vero business degli imprenditori, dove la mafia e la massoneria gestiscono la politica, dove le violenze sulle donne sono consumate nel silenzio delle mura domestiche, dove ragazzine diversamente maggiorenni vengono cedute dai genitori per allietare i momenti dell’imperatore, pare che il vero motivo di orgoglio sia non essere omosessuali.

E pare essere lontana la Spagna, ancor piu’ l’Islanda, quasi irraggiungibile la Svezia. Mentre l’America sembra far parte ormai di un altro pianeta.


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