Io sto con i Pirati


Considero la Svezia il Paese piu’ civile e piu’ avanzato del mondo. Insieme all’altro mio mito, l’Islanda, esso rappresenta il luogo ideale dove mi piacerebbe vivere e, vi giuro, non m’importerebbe del suo clima gelido.

Piu’ del freddo altre sono le cose che mi mettono a disagio in Paesi che sono certamente piu’ “caldi” nal punto di vista climatico ma dove e’ il clima politico, che da’ vita ad un sistema corrotto che si basa ormai sullo strapotere di un’oligarchica casta, che rende la situazione realmente insostenibile.

In queste giornate post elettorali in cui ciascun partito, un po’ ovunque, parla della sua “sconfittoria” (a sentirli tutti hanno vinto quando in realta’ ognuno a suo modo ha perso), il vero vincitore in Europa, l’unica autentica novita’, e’ stato il Pirate Party in Svezia che, con un incredibile 7% di consensi, conquista un seggio a Strasburgo. Il primo, spero, di una lunga serie.

Dove ho votato io tale movimento non era presente, come non lo era in ogni altra parte d’Europa in cui, in queste elezioni, l’astensionismo ha raggiunto livelli davvero record. Anche in Italia, infatti, ha votato solo un elettore su due.

A questo punto mi chiedo: se un movimento come quello dei Pirates prendesse forza e si presentasse alle prossime elezioni in Italia, quanto di quel 50% che si e’ astenuto troverebbe finalmente un simbolo in cui riconoscersi?


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