L’odore di uno sconosciuto


C’e’ chi cammina in mezzo al grigiore della gente, incede con sicurezza ma si muove piano, con delicatezza. Non ha fretta. Quando ci passa vicino attira il nostro sguardo e la nostra attenzione perche’ non vive in mezzo alla gente, e’ la gente che gli vive attorno e pare che il mondo sfiori appena la sua esistenza. E’ chi emana un profumo particolare, diverso, al quale non si puo’ resistere…

L’ho visto arrivare dove Gorokhovaya incrocia Sadovaya. Me ne sono accorta che era ancora lontano, sul marciapiede dall’altra parte della strada, dove ogni giorno migliaia d’anime si sfiorano senza guardarsi, ognuna concentrata su se stessa e sui propri pensieri. Avanzava con il passo sicuro di chi profuma di muschio, agrumi amari e spezie.

Quando il semaforo si e’ acceso di verde ho capito che mi sarebbe venuto incontro, che mi sarebbe passato accanto e la realta’ intorno a me ha iniziato a rallentare fino ad arrestarsi del tutto, come se una mano invisibile avesse bloccato le lancette dell’orologio del Tempo.

Poi l’ho avuto di fronte. Esattamente di fronte. I miei piedi davanti alle sue scarpe, i miei fianchi davanti ai suoi pantaloni, i miei seni davanti alla sua giacca. Era di fronte a me. Come in uno specchio mi sono specchiata nei suoi occhi ed e’ stato come un alito di vento caldo sul mio volto, un getto d’acqua fresca sul mio seno.

Ci sono occhi che guardano ma sono assenti, distaccati, lontani. I suoi, invece, mi hanno guardata e tenuta stretta. Sapevo che non l’avrei mai piu’ rivisto, che dopo quello sguardo l’avrei perduto per sempre ma in quel breve istante mi ha resa sua. Mi ha legata con un filo invisibile ai suoi pensieri. L’ho guardato e l’ho desiderato, con disperazione, come si desidera cio’ che non si riuscira’ ad avere mai.

Mi ha sorriso e mi ha chiesto scusa. Anch’io, in modo impercettibile, abbassando lo sguardo ho ricambiato il sorriso. Poi mi ha evitata, con calma. Mi e’ passato accanto e l’ho annusato: profumava di camicia appena lavata, di fascino, di seduzione, di passione, di carezze, di lacrime, di virile fragilita’… e di sesso. Aromi che si mischiavano e che inebriavano i miei sensi.

Ad occhi chiusi ho immaginato il suo addome piatto con i muscoli appena accennati. Ho immaginato le sue spalle larghe con un tatuaggio a forma di stella che narrava la sua storia. Ho immaginato le mie mani e la mia bocca su di lui, e mi sono vista scendere lungo le pieghe morbide del suo corpo.

Ho fantasticato di rovesciarlo con irruenza per terra, di legarlo a me, di sciogliermi alle sue carezze, di cullarmi al suono della sua voce, di farmi prosciugare dai suoi baci, di perdermi fra le sue braccia e di farlo vibrare di piacere fino a sentirlo urlare. Per un attimo, quel breve attimo sospeso nel limbo della fantasia, ho sognato il suo corpo profumato prima che la mano invisibile liberasse le lancette e desse di nuovo il via allo scorrere del Tempo.

Poi il mondo ha ripreso a funzionare e di lui mi e’ rimasto solo il ricordo, l’odore di uno sconosciuto ed un brivido disciolto nella grigia folla, alle mie spalle, al di la’ della strada.


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: