Liberta’ di stampa? In Italia e’ un optional


Nonostante molta gente, fra un Grande Fratello ed un Porta a Porta, sia convinta di vivere in un Paese libero, dove tutto si puo’ dire e non come avviene ad esempio in Mauritania, in realta’ non sa che l’Italia occupa il settantatreesimo posto in una classifica di centonovantacinque Paesi.

Questo lo dice un rapporto stilato prendendo in esame il grado di liberta’ stampa nel mondo che vede al vertice immancabilmente i Paesi scandinavi (Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia) e poi, di seguito, gli altri Paesi del Nord Europa. Gli stati Uniti d’America si trovano al ventiquattresimo posto, non distanti dalla mia Ungheria che e’ al trentatreesimo.

Come cita Wikipedia: “La liberta’ di stampa e’ una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni. In Italia la liberta’ di stampa e’ sancita dall’Art. 21 della Costituzione.”

Da considerare che l’Italia, in posizione 73, ben al di sotto di Paesi come Ghana, Mali, Uruguay, Cile, Guyana e Namibia, viene addirittura etichettata “Paese parzialmente libero” esattamente come lo sono Bulgaria, Montenegro, Burkina Faso, Mongolia, Ukraina, Tailandia e… Mauritania.

Da notare inoltre che in Europa, esclusa la parte ex sovietica, il Bel Paese si piazza in penultima posizione, appena sopra la Turchia, ed e’ considerato, rispetto agli altri, un “Paese non libero”.

Di tutto questo e’ ovvio che non se ne trovi quasi traccia sui grandi quotidiani e neppure nei telegiornali nazionali. Se vi si trovasse significherebbe che il rapporto della Freedom House non e’ accurato, ma almeno questo post non si dimostrerebbe del tutto inutile avendo messo in luce l’imprecisione.


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