Borderline


E’ impossibile stabilire dove passi la mia linea di confine pero’ so che c’e’, laggiu’, dall’altra parte di questo abisso indistinto, offuscato, avvolto in una nebbia densa fatta di paura e sopra al quale, funambola senza rete, cammino su di un filo teso, invisibile e fragile.

Eternamente sull’orlo di un precipizio mi spingo fino al limite: ogni stimolo e’ eccessivo, troppo potente, e’ come se fosse amplificato, come se i miei sensi fossero esasperati a dismisura, come se tutto rimbombasse e tutto sembrasse avere un volume troppo alto, esagerato, isopportabile. I suoni mi rimbombano, le voci mi rimbombano, la mia vista e’ troppo acuta, gli odori troppo penetranti ed ogni eccitazione la vivo come qualcosa di travolgente.

Ed e’ la’ che resto nuda, senza niente addosso a proteggermi, vulnerabile a tutto e se qualcosa mi tocca, anche la piu’ lieve, e’ una ferita profonda dal dolore lancinante. Ma alla fine mi arrendo e ti offro questa mia nudita’ riuscendo a tramutarla in forza, in un devastante attacco di seduzione.

E’ il mio modo di essere, il mio modo di vivere. Per me tutto e’ troppo pungente, violento, aggressivo, crudele. Tutto e’ duro. La mia vita e’ fatta di roccia e gli esseri umani sono di pietra, sono duri, non esiste tenerezza in loro. C’e’ il sesso, si’, che puo’ anche essere molto eccitante, ma anche molto duro se dall’altra parte non scorgo un barlume di cio’ che lo rende umano: quel connubio fra tenerezza e sessualita’ nelle quali ondeggio, perennemente.

Ma alla fine scelgo sempre di annullarne una a scapito dell’altra sulla quale mi getto in modo ossessivo ed e’ in questa smisurata tenerezza oppure nella ricerca spasmodica ed immediata del piacere, che trovo la soluzione, la pacificazione, quella sensazione che mi fa sentire meno nuda e cosi’ riesco a capovolgere la mia fragilita’, e nel suo opposto trovo il modo per rendere nudo te.

Chi pensi di essere, tu, che vieni ad insegnarmi le cose della vita? Non credo a quello che mi dici. Fammi prima vedere come sei, fammi scorgere la tua nudita’ e poi, forse, dopo, se con te si potra’ parlare e se ancora m’interesserai, allora potro’ discutere.

Oppure no. In fondo, non ho voglia di sapere come sei fatto. Lo so gia’. Sei come gli altri: uno sconosciuto che desidera controllarmi, che vuol prendere cio’ che ho senza darmi niente in cambio. Ma so che ti piaccio e questa mia sessualita’ cosi’ disinibita, spudorata, questa mia irritabilita’ sconsiderata, questa mia litigiosita’ estrema, questa mia permalosita’ eccessiva ti attirano al punto che non ne puoi fare a meno.

Perche’ e’ cosi’, solo cosi’, che riesci ad avermi completamente, che puoi scorgere il centro della mia anima e questo ti eccita, certo, ma ti provoca anche sentimenti contrastanti: senso di trepidazione, di protezione di commozione nel vedermi cosi’ esposta, indifesa pero’, allo stesso tempo, desideri anche che ti lasci in pace, che non ti stimoli di continuo, che non ti richiami sempre a questa mia condizione esistenziale fatta di fragilita’.

Perche’ sai che la mia debolezza e’ una forza irresistibile, cosi’ potente da non poterla sopportare a lungo. Ed alla fine cederai.

OKNotizie Vota questo post su OKNotizie!


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: