La solitudine del comandante


Un’amica mi ha segnalato un post su un blog che entrambe seguivamo: il luogo dove ci siamo incontrate imparando a stimarci ed a rispettarci come persone ancor prima che come nickname.

Sinceramente, avevo completamente eliminato quell’URL, non solo dai miei preferiti ma anche e soprattutto mentalmente, in un processo di rimozione collegato alla delusione per certi personaggi che inizialmente credevo in gamba, onesti, corretti, coerenti e che invece, col passare del tempo, si sono rivelati per cio’ che sono: una scontata accozzaglia di sentimenti negativi. boria, disonesta’ intellettuale, propensione all’inganno, vigliaccheria, invidia.

Ho letto, quindi, un articolo che parlava della solitudine alla quale e’ costretto il capitano della nave che, novello Ulisse, conduce i suoi uomini nei perigliosi mari del Web, sfidando le insidie delle banalita’, cercando di destreggiarsi in mezzo al mare di oscure trame che sarebbero ordite da OkNotizie e dagli infidi personaggi che cercano di assicurarsi solo il maggior numero di visite giornaliere.

Ho seguito con attenzione i ragionamenti di chi, sfiorando il ridicolo, ha cercato d’arrampicarsi su uno specchio unto di menzogne, individuando i responsabili del suo fallimento in coloro che avrebbero bivaccato abbeverandosi alla sua sorgente di verita’ divina, traendone benefici incommensurabili senza donare niente in cambio.

Un’operazione di restyling, quella del comandante grande appassionato di katane, che sapeva di falso piu’ di una banconota da 15 euro e che mi ha suscitato un impercettibile, sardonico sorriso di fronte all’ingenuita’ di talune affermazioni intrise di quello squallore caratteristico di chi non ha l’umilta’ ed il coraggio di riconoscere i propri limiti ed ammettere i propri errori.

Se solo avesse riconosciuto di aver sbagliato forse lo avrei rivalutato, e come me lo avrebbero fatto in molti, ma forse lui vive bene cosi’… nella solitudine che gli si addice. In fondo e’ quella che desidera e gli altri, che non sono persone ma escrescenze di un mouse utili solo perche’ cliccano e fanno salire il contatore delle visite, divengono quasi un fastidio perche’ offuscano la luce di chi non vuole sentirsi addosso l’ombra di nessuno.

Unica palma, solitaria, in mezzo ad un’isola spoglia, deserta e sperduta nella vastita’ dell’oceano.

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