La lettera scarlatta


In questo post non devo dar dimostrazione di erudita scrittura ne’ far filtrare messaggi che indichino alcunche’, ma solo evidenziare che c’e’ chi, ancor oggi, mi rimprovera sottilmente di non aver fatto scelte diverse, intraprendendo in campi piu’ edificanti, piu’ gratificanti, meno sporchi, meno infamanti come ad esempio essere banker, avvocata, dottoressa in medicina oppure, all’occorrenza, se proprio mi servivano i soldi per vivere, pulire i cessi per ottocento euro al mese o poco piu’.

Per un certo periodo ho basato tutto sulla presenza estetica e sulla sensualita’, pur sapendo di possedere anche altre doti, perche’ in quel momento volevo sfruttare il piu’ possibile il campo in cui mi sentivo piu’ sicura, utilizzando proficuamente gli anni del massimo splendore femminile e rimandando il discorso su una minore venalita’, sull’interiorita’ e sulla cerebralita’ ad una parte successiva della mia vita.

Ho sbagliato tutto?

Non lo so, pero’ fin da ragazza non ho mai voluto seguire il percorso indicato da chi, volendo controllarmi col classico giochetto della dissuasione e della critica distruttiva (“No, quello non fa per te…non sei adatta… hai altre doti… e’ un lavoro mortificante… che corrode… potresti fare altro”) cercava d’indurmi a non fare quello per cui, in quel momento, mi sentivo portata e desiderava incanalarmi nei suoi tracciati di vita che poi, da sempre, sono gli stessi; quelli che le donne, piu’ o meno, in una forma o nell’altra, sono state costrette a seguire se hanno voluto adeguarsi al mondo costruito su misura per gli uomini i quali, tramite questo ed altri sistemi, le hanno sempre controllate.

Avrei potuto insegnare all’Universita’ oppure fare la ricercatrice in qualche laboratorio. Ho scelto invece di fare la modella ed anche la puttana. Non sono due cose consequenziali e neanche una scelta obbliga l’altra, ma e’ palese che il corpo giochi un ruolo preponderante in entrambe le situazioni, che sono in qualche modo collegate e la cui diversita’ consiste solo nel fatto che la puttana, oltre a farsi guardare, si fa anche scopare. Ma per chi non ha un concetto morboso e perverso del sesso, questo non e’ altro che un dettaglio.

Nonostante abbia chiuso da alcuni anni, sono comunque felice, oggi, di aver fatto a suo tempo quella scelta. Non mi crea alcun problema, non avverto sensi di colpa ne’ mi sento una donna di serie B solo perche’ qualcuno che aveva denaro in abbondanza ne dava un po’ a me per accarezzarmi o farsi accarezzare. Grazie a quell’avventura sento di aver soddisfatto la mia vanita’ ed ho raggiunto addirittura alcuni degli obiettivi che mi ero prefissa, ma c’e’ ancora chi tenta la via del rimprovero per farmi sentire inadeguata solo perche’ la mia colpa e’ quella di non aver scelto una diversa strada, distante dal sesso.

Mi ritengo persino una persona fortunata rispetto a tante donne che giornalmente vivono in una condizione di frustrazione ed assai meno dignitosa di quella in cui ho vissuto io ma, soprattutto, sento di essere una persona per bene e sfido chiunque ad affermare il contrario.

Chi mi critica mi dia dimostrazione che ho agito male verso qualcuno, che ho fatto del male a chicchessia, che ho intaccato qualche diritto, che ho utilizzato il sudore di altri e non il mio per arricchirmi. Chi crede che la strada da me percorsa non sia stata dignitosa o edificante mi dia quindi qualche motivo reale per pentirmi, per vergognarmi, per farmi schifo.

Mi dia un motivo per farmi ricredere, per farmi sentire inferiore rispetto a chi, semplicemente seduto in un ufficio, ha rubato milioni alle spalle di persone messe sul lastrico dai suoi titoli tossici, oppure rispetto a chi, lavorando per qualche multinazionale, ha portato via l’acqua a chi ne aveva bisogno per farne un bene di consumo, ha sfruttato la manodopera dei bambini per produrre merda, ha avvelenato la Terra riempiendola di scorie e rifiuti, ha brevettato farmaci e li ha resi accessibili solo ai ricchi, mentre delle malattie che quei farmaci potrebbero curare, intere popolazioni muoiono.

Ho fatto la puttana, certo, ma cavolo… in vita mia ho conosciuto tante di quelle puttane fra coloro che contro le puttane avevano continuamente qualcosa da dire, qualcosa da recriminare, qualcosa da imputare, da non averne incontrate altrettante fra le mie ex-colleghe nei bordelli di Calcutta. Ipocriti che in segreto si accompagnavano con me e che poi al mondo indicavano la pagliuzza nell’occhio altrui facendo finta di non vedere l’enorme trave conficcata nel proprio.

Perdonate questo sfogo. Non e’ da me. So che dovrei passarci sopra, soprassedere, far finta di nulla come ho sempre fatto, che’ poi, irritandomi, non faccio altro che dare a questa gente motivo di credere di aver colpito nel segno ma, sinceramente, non vedo l’ora che i tempi si evolvano, che le persone finalmente la smettano di considerare la professione di prostituta come disonorante ed accettino il fatto che essa possa essere equiparabile a qualsiasi altra professione il cui fine sia quello del benessere psicofisico di qualcuno. Come ad esempio quella della massaggiatrice, che pero’, per queste persone intrise di moralismo ipocrita e bigotto, diversamente dalla Escort sarebbe meno sporca solo perche’ massaggia tutto al di fuori del pisello.

Ma alla fine e’ solo quello il vero problema… il pisello, il cazzo, l’organo sessuale maschile: il dio fallo.

Gli uomini danno talmente tanta importanza a cio’ che hanno fra le gambe, e talmente considerano di loro proprieta’ la donna, da guardare all’atto sessuale come ad un evento sacro, per cui pagare diventa un sacrilegio e chi si presta a tale aberrante pratica vendendo il suo corpo viene additata e marchiata a vita con la lettera scarlatta dell’infamia.

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