Ci sono cose che non si possono dire


C’e’ un aspetto del blog che e’ quello di mettere in piazza, davanti ad un pubblico sconosciuto, la propria vita, i desideri, le speranze, gli amori… i dolori. Tutto cio’ e’ comprensibile. E’ molto piu’ facile farlo qui, esprimendosi da dietro i vetri di una finestra inaccessibile allo sguardo della gente che, nel nostro reale, avrebbe gli strumenti per ferirci o, quanto meno, per giudicarci.

Ma esiste un limite invalicabile che non si puo’ superare. Esiste un confine oltre il quale il raccontare assume i colori del falso o della burla o, peggio ancora, della disperata richiesta di una considerazione che, forse, nella vita, non si ha.

Non entro nel merito della verita’ dei fatti che una persona puo’, nei momenti di sconforto, raccontare in questo spazio ma, sinceramente, se mi accadesse davvero qualcosa di tremendo, lacerante, irreparabile, tanto da gettarmi nella disperazione piu’ profonda, come potrebbe essere la morte di una persona cara, questa non sarebbe una notizia che troverebbe spazio qui, in mezzo a tanti altri post in cui discuto di sciocchezze, ne’ sareste voi coloro con quali vorrei condividere il mio dolore.

No, quella sarebbe qualcosa che non verrei mai a raccontare qui se non dopo tanto tempo, una volta elaborato il lutto, perche’ esistono emozioni e sentimenti che non possono essere spiattellati su una pagina web accanto a foto e fotine ammiccanti, e non possono essere barattati per un po’ di considerazione o per riempire la solitudine. Se lo facessi, sarebbe come se insultassi la memoria di chi mi fosse venuto a mancare.

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