Adesso faccio una cattiveria


Era un po’ di tempo che non passavo a far visita a “quelli” che frequentano l’immondezzaio. Si’, lo so, persino parlarne e’ tempo perso, ma avete presente quei momenti in cui, in sala d’attesa dal medico oppure dal dentista, si butta l’occhio su una di quelle tante riviste, tipo ‘Chi’ o ‘Novella 3000′, messe li’ apposta per anestetizzarci e non farci accorgere che, pur avendo fissato l’appuntamento ad un orario ben preciso, dopo un’ora che siamo li’ abbiamo ancora due persone davanti a noi?

Tutti conoscono quelle riviste che, oltre ad essere le piu’ lette da certe amebe per le quali persino il CEPU sarebbe La Sorbona, sono cosi’ datate, ma cosi’ datate che l’ultima che ho sfogliato conteneva l’annuncio che il cavaliere sarebbe sceso in campo. “Almeno fosse inciampato e si fosse spezzato una gamba…” ho pensato mentre leggevo.

In effetti, quelle riviste ci fanno sentire un po’ come H.G.Wells con la sua macchina del tempo. Solo che noi possiamo muoverci solo a ritroso, ma tant’e’. Fatto sta che la loro lettura non risulta completamente inutile. Intanto, quando le leggo, mi coglie il desiderio di destinarle alla pulizia di quella parte del corpo che non e’ educato nominare, ma devo anche riconoscere che, quando l’unica cosa da fare e’ girarsi i pollici perche’ abbiamo scordato di portarci da casa un libello di salvataggio, sfogliarle distrattamente diventa quasi salvifico ed abbassa il livello d’incazzamento causato dal dover attendere ancora un’ora prima che arrivi il nostro turno.

La stessa cosa avviene per quanto riguarda l’immondezzaio. A volte mi capita d’entrarci e la sensazione che mi coglie e’ quella di déjà vu. Anche se i nickname sono col tempo cambiati, anche se tutti si sono dati una “rinfrescata” credendo di non essere riconosciuti, ancora e’ possibile respirarvi quel classico odore di fogna che certa gente emana. E quell’odore, come se fossi il cane di Pavlov, mi provoca strane reazioni: istintive, irrazionali, malefiche, che appartengono a quella parte di me che non e’ visibile ma che e’ raffigurata in un dipinto che tengo nascosto, chiuso in soffitta, coperto da un velo che, se posso, evito di sollevare.

Non so come mai, ma quando leggo uno dei soliti noti che e’ sempre li’ a raccontare stronzate galattiche ad una popolazione di microcefali affetti da narcisismo onnipotente, mi prende l’insana pulsione di fargli del male.

Perdonatemi, so che non va bene, so che non e’ giusto, ma non posso farci niente se il mio organismo reagisce alle stronzate in questo modo, e forse dovrei curarmi seriamente prendendo appuntamento da uno bravo, ma sono pigra ed allora abbozzo, e lascio che il lato piu’ oscuro della Forza s’impossessi di me.

Ed io lo lascio fluire, liberamente, perche’ ho scoperto che la cattiveria gratuita e’ un ottimo antistress e, proprio perche’ “gratuita”, non ha bisogno di alcuna motivazione… o forse ne avrebbe bisogno ma, siccome sono cattiva, me ne frego e divengo Messalina, Erzsèbet Báthory, Myrna Harrod, Crudelia Demon. Divengo Lilith.

Dice bene Haramlik: “La cattiveria e’ un potere piccolo, sleale. Ma e’ un potere la cui mediocrita’ viene riscattata dalla grandezza della sofferenza che provoca.”

Torniamo quindi all’immondezzaio che, come ben sapete, non e’ un luogo frequentato da “persone” ma e’ semplicemente un teatrino dove dei nick psicopatici recitano il dramma personale di chi li ha creati. E’ come una Torre di Babele in cui ciascuno, in modo caotico, tenta di raccontare il proprio incubo agli altri e dove ancora nessuno si e’ accorto che (e qui arriva la cattiveria, fate attenzione) Blackleather, 1Redicuore e Lelemora sono nick appartenenti alla stessa persona.

Ecco, so che non frega niente a nessuno, ma adesso sto molto, molto meglio.

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