Testamento biologico


Egregia signora Pivetti, egregio signor Formigoni, stasera vi ascoltavo in TV dove proclamavate la vostra volonta’ di restare attaccati al sondino nasogastrico qualora vi accadesse qualcosa che vi riducesse a vivere in condizione di stato vegetativo persistente.

Per carita’, non saro’ certamente io, ne’ chi la pensa come me, ad impedirvi di finire la vostra vita, o di non finirla, restando eternamente attaccati ad una macchina che vi nutre e vi fa respirare. Anzi, spero per voi che la scienza metta in campo nuovi accorgimenti e strumenti tecnici che possano consentirvi di “vivere” in quel modo anche per mille e piu’ anni, cosicche’ possiate trasformarvi in esseri simili alle “pile umane” di Matrix oppure ai vampiri. Ai non morti.

Ed insieme a voi vorrei che godessero di quegli stessi privilegi anche tutti coloro che sono d’accordo con la legge che la maggioranza della quale fate parte sta per approvare in Parlamento; compresi il vostro premier ed il vostro pontefice affinche’, da veri “credenti” e “non peccatori”, ci mostrino quanto siano impazienti di recarsi in paradiso ad incontrare il loro creatore.

Pero’, permettete a chi non ha velleita’ d’immortalita’ vegetativa, a chi non vuol rinunciare a credere in altre fedi oppure a chi non crede affatto di andarsene in pace, circondato dall’amore dei propri cari senza che alcun modo ci sia un cavo o un tubo che invade il loro corpo. Perche’ c’e’ chi, differentemente da voi, crede davvero che il proprio corpo sia il tempio dell’anima e non desidera vedere quel tempio sporcato, violato, invaso da chi si arroga il diritto di decidere della vita altrui dall’ovulo al feretro.

Dall’inizio del 2009, egregi signori che tanto vi prodigate nella difesa della “vita”, nella sola Milano, il capoluogo della vostra regione, la Lombardia, sono decedute per il freddo otto persone indigenti che non avevano mezzi per riscaldarsi. A quei barboni non ha pensato nessuno. Ne’ lei signora Pivetti che puo’ contare sull’amicizia e sul benemerito appoggio d’illustri Ministri della Repubblica, ne’ lei signor Formigoni che di quella regione e’ presidente, ne’ il premier, ne’ il papa.

Allora, a questo punto vi chiedo formalmente, e ne faccio ufficialmente il mio testamento biologico, qualora la vostra legge fosse approvata e m’impedisse di staccare ogni filo o tubicino che mi violentasse per mantenermi in vita contro la mia volonta’, almeno abbiate la bonta’ di spegnere il riscaldamento e di chiudete la porta. Lasciatemi morire di freddo come avete fatto con quelle persone ed io ve ne saro’ grata.

Chiara di Notte

“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”
(Cardinal Joseph Ratzinger, Catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278)

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