Cambiamenti


Saro’ via per qualche giorno e forse non potro’ collegarmi al blog. Ne approfittero’, pero’, per riflettere su alcuni cambiamenti intervenuti in questi giorni e quando tornero’, statene certi, se non saro’ tramutata anch’io in un personaggio tarantiniano armato di katana, tutto continuera’ come prima.

Si’ perche’ di cambiamenti ce ne sono stati in questi giorni. Ed anche importanti.

Il Discorso di Obama (ho messo di proposito la maiuscola), ad esempio, sara’ ricordato fa quelli piu’ evocativi mai pronunciati da un presidente americano, e questo segna senz’altro un cambiamento. Un cambiamento di stile e d’intenti. Un cambiamento che anche l’italico popolo, sotto sotto, sognerebbe.

Li avete mai visti i politici italici parlare alla Nazione in quel modo? Li avete mai notati, quando non sono palesemente imbalsamati a mo’ di Napolitano oppure stuccati e dipinti come il noto Cavaliere, nelle loro manifestazioni oratorie?

Dite sinceramente: se li incontraste ad un’autogrill e vi proponessero l’acquisto di un Rolex, vi fidereste? No, perche’ se andate ad esaminare le loro gestualita’ (ad esempio, quella di Fitto), non e’ che siano molto diverse…

Notate la dialettica di Capezzone, l’espressione di Sacconi, la mimica di Veltroni, le inflessioni di Cota, la faccia tosta di Tremonti, per non parlare delle tante particolarita’ che contraddistinguono gli altri mille figuri che occupano gli scranni parlamentari… ce li vedreste al posto di Obama a pronunciare un discorso come quello di ieri?

Suvvia, siamo seri… non c’e’ confronto, diciamolo chiaramente. La differenza, se volessimo azzardare un paragone calcistico, potrebbe essere quella fra la squadra nazionale del Brasile e quella degli scapoli, o degli ammogliati che’ tanto non fa differenza.

E soprattutto, avrei una domanda alla quale spero saprete dare una risposta al mio ritorno: che fine hanno fatto tutti quelli che per otto anni hanno lucidato il culo di Bush a colpi di lingua?

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