Empatia 2159


Una volta esisteva una strana concezione della vita. La gente era matta. Parlava di condivisione delle risorse, di solidarieta’, di democrazia, di valori… di empatia. C’e’ stato persino chi e’ morto per quelle stronzate. Che imbecille!

Fortunatamente, oggi, questi valori obsoleti sono scomparsi. Si sono completamente diluiti nella salvifica melma della meschinita’ e dell’egoismo, autentiche qualita’ che tengono conto della vera natura dell’essere umano.

Perche’ rifugiarsi dietro al dito delle utopie? Perche’ sprecare l’esistenza, il talento, i pensieri per inseguire i falsi miti che conducono solo all’infelicita’, all’insoddisfazione, al senso di vuoto e d’inutilita’?

L’Umanita’ lo ha compreso e da tempo ha giustamente ripreso interesse per cio’ che realmente, in questa nostra breve esistenza, tanto breve da non lasciarci il tempo per lottare inutilmente per le generazioni future che’ troppo dobbiamo pensare a noi stessi, conta: le tette della bonazza del Grande Fratello 159, le misure del pene del giocatore di Rollerball, il nuovo I-Phone con connessione intergalattica. Ecco cos’e’ l’autentica felicita’. Tutto il resto non e’ altro che un ammasso di inutili parole sparate a casaccio nel vento del web.

Oggi dobbiamo ringraziare chi ha avuto il coraggio di rivalutare la Soluzione Finale. Tutti sapevano che erano in troppi ad occupare uno spazio vitale che la Natura aveva progettato solo per pochi. La popolazione mondiale ha sempre autoregolato la propria crescita con le guerre e sterminando i piu’ deboli, i piu’ inutili, quelli che non producono e solo consumano: i vecchi, i bambini, gli zingari.

Nella seconda meta’ del XX secolo l’Umanita’, obnubilata dai tanti discorsi sulla difesa della vita a tutti i costi, si era mossa contro natura. Ma, fortunatamente, il vento e’ cambiato e le nuove generazioni, nel XXI secolo, si sono rese conto che non c’era piu’ spazio per le stronzate e le utopie. Il mondo era giunto sull’orlo del collasso ed era arrivato il momento delle decisioni: “O noi, o loro”.

Gia’ nei primi anni del 2000 si leggevano i commenti sui fatti di che riguardavano un luogo del quale, oggi, si e’ perduta ogni traccia e che doveva essere ubicato dove adesso si estende il grande deserto vetrificato: Gaza. Ormai sono documenti storici che possono essere consultati solo nei musei. Come quello che segue:

“La democrazia con le capre dei palestinesi e’ inutile. Speriamo che un giorno Israele butti una bella testata da 20 megatoni su Gaza, 1.500.000 morti in 10 minuti, la comunita’ internazionale che rompe le palle assieme ai giornalisti per una ventina di giorni e poi basta, la gente dimentica, e non frega nulla piu’ a nessuno. Sarebbe la soluzione piu’ economica, indolore e definitiva”.

A leggere queste parole, ancora valide nonostante siano passati 150 anni, c’e’ davvero da aprire il cuore alla speranza e possiamo essere certi che finalmente, dopo secoli d’ipocrisia, l’Umanita’ abbia davvero avviato quel cammino di consapevolezza e di civilta’ rigettando gli ideali che, in fondo, non valgono un cazzo.

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