Dio o ciarlatano?


“… a quanto affermano, era piccolo, brutto e volgare”

No, non temete, non sto parlando di qualche ministro o di qualche premier dell’attuale governo, e questo non e’ un post che vuol discutere di politica. Ma consiglio con tutto il cuore chi non ha apertura mentale sufficiente ad accettare la possibilita’ che il cristianesimo altro non sia che un grande inganno, a soprassedere e a dedicarsi ad altro tipo di lettura.

C’e’ chi afferma che fosse un mago egizio, un girovago, un guaritore che ingannava la gente, oppure una specie di brigante, un rivoluzionario e che furono le sue azioni violente contro il potere a portarlo sulla croce. Insomma, su colui che e’ stato chiamato Gesu’ di Nazareth molte persone hanno voluto dire la loro, con ipotesi a volte al limite della trama romanzesca, ma le uniche fonti storiche giunte in nostro possesso, le uniche testimonianze che meritano una minima attenzione, se si eccettuano i Vangeli, sono quelle che, nonostante la falcidia operata dai cristiani nei secoli, sono rimaste negli scritti di Origene Adamanzio.

Solo negli ultimi anni, gli studi in campo storico e religioso, hanno fatto emergere alcune verita’ che i seguaci del cristianesimo hanno cercato di occultare e falsificare ad ogni costo. Difatti, da quando nel 313 dc, ponendo fine ufficialmente alle persecuzioni contro i cristiani, Costantino I sanci’ l’inizio dell’alleanza dell’Impero Romano con la Chiesa, tutte le opere fondamentali degli autori pagani contro Gesu’ sono state eliminate oppure manipolate, e soltanto recentemente sono stati riportati alla luce frammenti de “Il discorso veritiero” e “Contro i Cristiani” in una ricostruzione che segue un nesso logico del pensiero e degli scritti di Celso contro Gesu’, accusato d’essere un bugiardo ed un impostore.

L’ostilita’ dei cristiani verso tutti quelli che confutavano la loro religione e’ stata tale che non solo le opere ritenute “pericolose” sono state distrutte, ma persino la vita degli autori e’ stata cancellata dalla Storia. Di Celso, a tutt’oggi, non si sa con esattezza chi egli sia effettivamente stato. Tuttavia, pare quasi certo che il Celso citato da Origene fosse un filosofo d’ispirazione platonica vissuto nel II secolo, durante il regno di Marco Aurelio, prima, e poi di Comodo, il cui pensiero e’ potuto giungere fino a noi per un ironico scherzo della Storia. Infatti, nonostante l’Impero Romano cristianizzato si sia operato in tutti i modi per cancellarne l’esistenza, eliminando il suo nome da ogni trascrizione, egli e’ sopravvissuto grazie ad alcuni manoscritti che sono confluiti nell’opera di confutazione di Origene “Contro Celso”, scritta a meta’ del III secolo.

Le notizie dalle quali Celso prende sostegno per portare la sua accusa al cristianesimo, sono tratte in parte dal Vangelo di Matteo (la versione esistente nel II secolo, che si presume piu’ accurata di quella che conosciamo noi – ndr), in parte da fonti giudaiche non cristiane ed in parte da altre fonti che non conosciamo. In sostanza, la descrizione che Celso fa di Gesu’ e’ quella dell’impostore, del falso profeta, esattamente come Luciano fa nella sua opera contro Alessandro di Abonotico, un falso profeta che, dopo aver predetto con un oracolo riguardante la sua persona che sarebbe vissuto fino a centocinquanta anni e poi sarebbe morto colpito da un fulmine, termino’ miseramente la sua vita non ancora settantenne.

Celso fornisce, in modo sostanziale, alcuni dati al fine d’illuminare il retroscena della nascita di Gesu’, rendere chiaro il comportamento dei suoi genitori e mettere in risalto il periodo della predicazione e della sua vita. Secondo il filosofo, Gesu’ sarebbe stato un uomo di dubbia reputazione, un mistificatore che esigeva di compiere miracoli e di garantire la salute o la salvezza basandosi su incantesimi e su pratiche magiche. Un ciarlatano come tanti ce ne sono stati e sempre ce ne saranno in ogni epoca. In sintesi, nel suo discorso, Celso afferma dunque che il “Cristo non e’ un Dio, ma solo un mago, e della peggiore specie” e cio’ e’ ricavato, scrive lo stesso Celso, “in base alle testimonianze stesse dei suoi adepti, al piu’ screditato dei taumaturghi itineranti e dei presunti operatori di miracoli”.

Anche Porfirio, contemporaneo di Celso, nella sua opera “Contro i Cristiani”, segue la stessa scia d’accuse, ma la sua opera, originariamente composta di quindici libri, fu distrutta, e di essa ne sono restati solo alcuni frammenti.

Del resto l’aspra critica di Celso e Porfirio verso la cristianita’ era del tutto logica dal loro punto di vista: non s’era mai visto che un Dio inviasse il proprio figlio, scompaginando l’ordine cosmico e la realta’ delle cose, per esaudire le attese messianiche di una piccolissima parte dei giudei, giacche’ gli stessi ebrei non credevano alla divinita’ di Cristo e disapprovavano la sua opera.

Quello che piu’ d’ogni altra cosa suscitava l’indignazione di Celso era che i cristiani facevano di tutto per rimpiazzare ogni tradizione esistente, sia quella giudaica dalla quale provenivano, sia quella ellenistica nella quale stavano a poco a poco installandosi e, allo stesso tempo, si appropriavano, in modo subdolo ed artefatto, di tutto il meglio esistente nel passato, tentando di accampare diritti sull’intero patrimonio della tradizione giudaica e di quella ellenistica. Senza considerare che il comportamento dei cristiani, che si rifiutavano di giurare nel nome dell’imperatore, disdegnando le leggi di Roma, era considerato asociale e sovversivo.

Addentrandoci nella figura del Cristo, Celso dice in modo molto chiaro come Gesu’, o chi per lui, abbia inventato il fatto d’essere nato da una vergine (addirittura l’origine galilea di Cristo sarebbe, secondo alcuni studiosi, un’invenzione medievale e che egli sarebbe invece nato a Gamala nel Golan – ndr). Sua madre si chiamava in realta’ Myriam e pare fosse una filatrice sposata con un carpentiere, da costui scacciata per adulterio. Sembra dunque che il messia sia nato da una relazione con un soldato, certo Panthera. Il vero nome di Gesu’ era dunque, secondo Celso, Yeshu’ ben Panthera (Gesu’ figlio di Pantera) e da iscrizioni latine risulta come tale soprannome fosse tipico di soldati romani che erano stanziati in Palestina. Ma anche viene chiamato Yeshu’ ben Stada (Gesu’ figlio della prostituta).

Il fatto che Myriam potesse essere una prostituta non deve sconvolgere le coscienze. Molte donne ripudiate erano costrette ad esserlo. Inoltre, cio’, in qualche modo potrebbe trovare un collegamento logico con l’anomala descrizione della genealogia di Maria che Matteo fa nel suo Vangelo, e cioe’ la presenza di quattro donne in una cultura dove le donne non erano mai incluse in un albero genealogico. Quattro antenate di Maria che furono responsabili di comportamenti moralmente discutibili per la mentalita’ dell’epoca: Tamar, che rimase incinta fingendosi prostituta ed accogliendo nel suo letto Giuda, l’uomo dal quale, secondo la legge del levirato, avrebbe dovuto avere un figlio; Raab, una prostituta canaanita che tradi’ la sua citta’ a vantaggio del popolo ebraico; Rut, una donna Moabita, quindi straniera e per questo malvista dagli ebrei, che si concesse ad un ebreo, Booz, per poi costringerlo a sposarla; Betsabea, che sedusse il Re Davide il quale, vista la gravidanza di lei, condanno’ a morte il marito Uria, suo fedele servitore, mandandolo a combattere in guerra.

Tornando a Gesu’, il suo noviziato si sarebbe compiuto in Egitto dove apprese le arti magiche. Per Celso era dunque un ciarlatano che, fra l’altro, non aveva molti seguaci: dieci o undici, che poi lo avrebbero rinnegato. Inoltre, concesso che i miracoli, le guarigioni, le resurrezioni, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, fossero veri e non fandonie dei seguaci, esisteva una palese analogia fra queste pratiche e quanto di solito facevano gli stregoni. Pratiche che solitamente venivano attribuite a “uomini spregevoli e posseduti da demoni malvagi”.

Celso accusa inoltre i cristiani di aver preparato artificiosamente l’onniscienza e l’onniveggenza di Gesu’. Egli sapeva tutto ed aveva profetizzato tutto cio’ che gli sarebbe accaduto, perche’ a raccontarlo sarebbero stati coloro che gia’ conoscevano cio’ che gli era accaduto, cioe’ i suoi seguaci. Scrive Celso: “Perche’ con altrettanta sfrontatezza anche sul conto di un bandito o di un assassino raggiunto dalla giustizia si potrebbe affermare che non era affatto un bandito, ma un Dio; infatti aveva predetto ai suoi compari che gli sarebbe successo quel che appunto gli successe”.

Per aver chiaro il concetto di Celso con un’immagine, dovremmo osservare “Le mani che disegnano” di Maurits Cornelis Escher e renderci conto di come tutto il cristianesimo fosse, per il filosofo, solo un’illusione abilmente preparata.

A proposito della resurrezione, Celso ricorda che anche altri avevano riferito, nel passato, di essere risorti dopo la morte. E cita il caso di Scizia di Zalmoxis, di Pitagora e di Rampsinito in Egitto, e prosegue: “Se Gesu’ avesse voluto davvero manifestare il suo potere divino, avrebbe dovuto farsi vedere da chi lo aveva oltraggiato e condannato e non da un ristrettissimo numero di seguaci”.

In sostanza, tutto cio’ che il filosofo fa con la sua critica corrosiva, e’ passare al vaglio e demolire totalmente alcuni fondamentali cardini della dottrina cristiana, come la nascita e la resurrezione, per far capire come appaia assurdo che un Dio senta la necessita’ di inviare suo figlio per redimere l’umanita’. Ragionamento fuori della ragione che appare inammissibile al platonico Celso, per il quale la rivelazione contenuta nel cristianesimo altro non e’ che un insieme di grossolani antropomorfismi. Ed infatti i cristiani, non avendo argomentazioni logiche a cui appoggiarsi, sosterranno sempre che e’ solo per fede che bisogna credere.

Celso se la prende poi con l’ideologia. A chi e’ indirizzato il messaggio dei cristiani? “Se si e’ peccatori, se si e’ incapaci di capire, se si e’ puerili, se, in una parola, si e’ disgraziati, il regno di Dio ci accogliera’. Forse voi non chiamate peccatore l’ingiusto, il ladro, lo scassinatore, lo spacciatore di filtri, lo spogliatore di templi, il violatore di tombe? Chi altri tipi di persone convocherebbe un pirata con un suo bando?”

Senza usare mezzi termini, e con una dialettica incalzante, non da’ tregua all’avversario e lascia capire che i cristiani agiscono in tal modo poiche’ le persone per bene non li seguono. Ed allora, per avere seguaci, devono fare appello “agli uomini piu’ empi e piu’ depravati”.

Per concludere, secondo Celso il Dio dei cristiani e’ falso e la setta e’ oscura in quanto se l’Onnipotente, proprio perche’ onnipotente, vuol trasmettere i suoi messaggi lo fa in altri modi meno contorti, piu’ visibili, per mezzo degli Astri o attraverso la natura: i fulmini, i tuoni, le piogge, i frutti e tutto cio’ che nasce. Immanenza e trascendenza, dunque, concretezza nella soprannaturalita’, rappresentando chiaramente il principio teologico platonico, congiunto allo stoicismo.

Per quello che hanno affermato Celso e Porfirio, le loro opere e persino le loro vite, sono state cancellate, e le loro parole dimenticate. E c’e’ da chiedersi: se quelle contestazioni erano false, inconsistenti e tendenziose, perche’ tutto cio’ e’ avvenuto? Forse i sostenitori dell’Onnipotente, per far valere la loro verita’, avevano davvero bisogno di arrivare a tanto?

Solo oggi, dopo secoli, quelle verita’ antiche, lette con un approccio meno pregiudizievole e piu’ distaccato, potrebbero prendere consistenza acquistando il valore di una sentenza contro chi avrebbe fatto schiavi gli uomini in nome di un’ideologia che qualunque filosofia avrebbe condannato, perche’ contraria alla ragione ed all’ordine delle cose.

Ed alla fine di tutto, la domanda alla quale non potremo mai aver risposta, e che spesso io stessa mi faccio, e’: ben sapendo che la Storia e’ sempre riscritta dai vincitori, e gli avvenimenti cosi’ come sono interpretati dagli sconfitti vengono spesso cancellati o mistificati, se Costantino I avesse fatto proprie le confutazioni di Celso e Porfirio, festeggeremmo oggi il Natale secondo gli schemi con i quali lo festeggiamo?

– Nella foto in alto – Il vero volto di Gesu’ secondo una ricostruzione basata su dati scientifici

– Nome? – … – Yeshua – rispose rapido l’accusato
– Hai un soprannome? –
– Hanozri –
– Di dove sei? –
– Della città di Gamala – rispose l’arrestato indicando con un movimento della testa che laggiu’, lontano, alla sua destra, verso nord, esisteva una citta’ chiamata Gamala.
– Di che sangue sei? –
– Non lo so di preciso – rispose pronto l’arrestato, – non ricordo i miei genitori. Mi dicevano che mio padre era siriano -…”
(Michail Bulgakov – Il Maestro e Margherita)

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