Ragazze in vendita


Tremava. Rannicchiata in una coperta che la proteggeva dal freddo della notte, fino a pochi attimi prima Petra era una delle tante ragazze in vendita nell’orrendo mercato di carne umana in cui il sesso rappresentava ormai l’unico vero business.

Le parole le uscivano a fatica e scaturivano dalla paura.

Perche’ avete voltato in questa strada? Stiamo tornando indietro… vi prego, non riportatemi da loro… – borbottava dal sedile posteriore dell’auto mentre la casa dove era stata tenuta segregata si allontanava alle vostre spalle.

L’avevi appena comprata. Ti era costata cinquecento euro. Pochi giorni prima era stato Natale e lei lo aveva trascorso legata ad una catena dentro una gabbia per cani. Adesso la conducevi in salvo, lontana dai suoi aguzzini, verso un luogo sicuro messo a disposizione per le vittime di quell’ignobile traffico d’esseri umani.

Mi hanno picchiata. Mi hanno anche ferita. Vuoi vedere cosa mi hanno fatto? Guarda, questo me l’hanno fatto con un coltello. Ti piaccio? Hai voglia di sesso? Sono brava, sai?

Petra ancora non lo sapeva ma stava per svegliarsi da un incubo. Stava per passare da un’esistenza vissuta nell’angoscia di essere percossa anche per i motivi piu’ futili, ad un luogo sicuro dove avrebbe trovato un pasto caldo, un letto pulito, persone che le avrebbero voluto bene e l’opportunita’ di una vita diversa. Strapparla da quel mondo disumano era stato il coronamento del tuo lungo viaggio in quell’inferno dove la prostituzione troppe volte si confonde con la schiavitu’.

Mi vuoi sposare? Vuoi che mi spogli? Vuoi fare l’amore con me? Ho tanta fame. Mi lasciavano senza cibo. Promettimi che mi darai sempre da mangiare. Mi piace la cioccolata…

Non riusciva a smettere di mangiare. Chiedeva continuamente cibo e prima ancora di giungere al rifugio aveva gia’ divorato due grossi tramezzini, un enorme pacco di patatine fritte e tre tavolette di cioccolata.

Come molte altre giovani donne spinte dal bisogno economico e molto spesso dalla mancanza di una famiglia, Petra era stata obbligata ad una vita terribile. Oggetto di un brutale commercio, maltrattata e torturata, venduta e costretta a vivere come un animale. Solo la mostruosita’ di tale crimine ti aveva convinto a superare la barriera che separa il lecito dall’illecito per salvarla.

Con un complice ti eri immerso nel mondo dei trafficanti di esseri umani. Mentre tu fingevi di essere un interprete, il complice recitava la parte dello straniero intenzionato a comprare una ragazza. Cio’ ti aveva consentito di entrare in contatto con quell’orribile ambiente fatto di papponi, intermediari e schiavisti dove la vita non aveva valore e solo il denaro contava.

Tutto aveva avuto inizio con un taxista…

Ciao, il mio amico e’ straniero e vorrebbe trovare una bella ragazza per divertirsi. Ne conosci una?

Certamente! Vi ci porto. Sono sicuro che vi piacera’. E’ un’amica. Abita in un appartamento vicino alla stazione ferroviaria. Non e’ di quelle che vanno sulla strada. E’ una che i clienti se li sceglie. E’ pulita, giovane e non costa molto: solo 20 euro l’ora. Se al tuo amico non va bene possiamo andare a cercarne altre.

Dopo esservi fatti condurre in giro in vari posti dove era possibile trovare ragazze che si prostituivano, pensaste che per quella notte poteva bastare. Non avevate scoperto niente di nuovo.

Nei giorni seguenti sondaste i portieri dei piu’ costosi hotel della citta’. Tutti quanti erano in grado di procurare delle ragazze. Di solito erano quelle che stazionavano nelle lobby e nei bar degli stessi hotel oppure era sufficiente una telefonata perche’ arrivassero direttamente in camera, ma anche in quel caso niente di diverso da cio’ che avveniva in qualsiasi altra grande citta’ dell’Est europeo. Veniste a sapere pero’ che un quartiere non distante dal centro il sabato sera si riempiva di protettori e prostitute, e diventava un vero e proprio mercato del sesso.

Quando giungeste li’, vedeste l’auto della Polizia che sostava proprio a pochi metri di distanza da un gruppo di papponi. Pensaste di essere stati sfortunati, ma con grande sorpresa quelli, stranamente, sembravano non preoccuparsi degli agenti.

Un uomo, uscito dall’auto della Polizia, prima si uni’ ai magnaccia e poi, dopo aver parlottato un po’ con loro, si avvicino’ e vi chiese se desideravate una ragazza.

Volete farvene una in due? Costa poco e vi divertirete. Non preoccupatevi per i poliziotti. Quelli sono miei amici.

Rifiutaste l’offerta e ve ne andaste. Capiste che era abbastanza per quella sera. Avevate appurato che quel quartiere era il luogo giusto da dove iniziare.

Ci ritornaste qualche giorno dopo. Un uomo sulla quarantina, scuro di carnagione e con folti baffi neri, era intento a fumare, seduto di fronte ad una casa che prima del comunismo e della guerra doveva essere stata bellissima. Ormai di quell’antica bellezza erano rimasti solo i muri scrostati ed il ricordo dei tempi passati.

E’ possibile avere una ragazza? – chiedesti cercando di apparire disinvolto.

Certo. E voi chi siete? – rispose l’uomo.

Sono qui con questo amico… e’ straniero e vorrebbe portarsi a casa una ragazza… per un paio di mesi – buttasti li’ – c’e’ possibilita’?

Quindi la vorrebbe per un lungo periodo? Va Bene. Venite… entrate in casa… ho giusto qualcosa per voi – disse l’uomo, indicando la porta – Io sono “il Moldavo”… qui tutti mi chiamano cosi’.

Lo seguiste in quella casa e lui vi condusse in una stanza piccola e poco luminosa attigua ad un altro ambiente separato da una tenda. Il Moldavo vi disse di aspettare e poco dopo ritorno’ con una giovane ragazza, mora di capelli e vestita con una lunga maglietta che le faceva anche da gonna.

Chiedi al tuo amico se gli piace. Ha la pelle perfetta… ne’ ferite ne’ piaghe. Palpatele i seni… sono belli sodi
– disse dandole una pacca sui glutei come fanno i venditori di bestiame quando presentano la merce.

La ragazza stava in silenzio e non era possibile guardarla negli occhi perche’ li teneva bassi. Per un breve attimo un amaro sorriso le percorse il bel volto. Capisti che la poveretta era stata umiliata anche troppo e dicesti all’uomo che potevate discutere dell’affare.

Mentre la ragazza ritornava nella sua stanza al di la’ della tenda, un uomo che aveva parcheggiato di fronte alla casa entro’ e la segui’.

E’ uno che e’ qui per una sveltina – disse il Moldavo – se tu ed il tuo amico volete provarla, vi faccio un prezzo di favore. E’ brava… – continuo’ l’uomo descrivendo con i gesti cos’era in grado di fare.

Avevi visto e sentito abbastanza. Dicesti al Moldavo che sareste ritornati con i soldi. Temendo di perdere l’affare l’uomo vi fece una proposta.

Sentite, ho deciso una cosa. Ve la vendero’ per quattrocento euro. Datemi i soldi e poi fate di lei quello che volete – disse il Moldavo fissandoti negli occhi.

Permettimi di parlare col mio amico. Potrebbe essere interessato… pero’, prima avrei bisogno di alcune informazioni. Quanti anni ha la ragazza? Cosa accade se la polizia ci ferma? Come facciamo a prenderci cura di lei? Non siamo esperti di questo genere di cose e tu potresti darci dei consigli.

La vanita’ fece il resto. Compiaciuto di poter insegnare qualcosa a qualcuno, l’uomo inizio’ a parlare.

A chi vi chiede l’eta’ della ragazza rispondete che ha piu’ di diciotto anni e che i documenti non li ha perche’ le sono stati rubati. Tenetela chiusa in casa e non lasciatela uscire mai da sola. Datele da mangiare e da bere e non avrete problemi con lei. Io non ne ho mai avuti.

Insistesti dicendo che non avevate il denaro in quel momento e che quindi sareste ritornati presto per concludere l’affare.

Non fatemi attendere troppo tempo – disse il trafficante – la terro’ a vostra disposizione e non la faro’ lavorare nelle prossime ore… rischio di perdere soldi se non tornate.

Usciste dalla casa rassicurando l’uomo. In quel momento non sapevi se saresti ritornato. Eri rimasto disturbato da quella scena e per un attimo ti baleno’ il desiderio di abbandonare tutto, ma poi ripensasti a quella ragazza e a tutte quelle come lei.

Spendeste i giorni seguenti ad indagare in altre zone della citta’. Incontraste altri trafficanti e quasi tutti avevano qualche ragazza in vendita. Un pappone incontrato nei pressi di Piata Romana ne vendeva una per mille euro. Il prezzo lo indicava tracciando con la punta del piede la cifra sulla neve che ricopriva la strada e poi, sempre con il piede, lo cancellava.

La decisione fu presa quando la dirigente di un’organizzazione che da’ accoglienza alle vittime del traffico di esseri umani si rese disponibile ad ospitare la ragazza che sareste stati in grado di portarle. Era da poco passato il Natale e pianificaste di agire prima di Capodanno.

Poche persone avrebbero accettato di spingersi oltre il confine della legalita’ mettendo a disposizione del denaro destinato a finire nelle tasche dei delinquenti che gestivano quel traffico, rischiando addirittura la vita, ma se volevate raggiungere il cuore di quell’orrendo commercio e procurarvi gli elementi per dimostrarne la vastita’, non c’era altro modo se non quello di tornare dal Moldavo.

Due giorni dopo eravate di nuovo nella zona dove lo avevate incontrato la prima volta. Bussaste alla porta della casa dai muri scrostati, ma nessuno vi apri’. L’uomo non era in casa. Con l’auto faceste un breve giro e lo trovaste non molto distante insieme ad altri protettori.

Ciao, come vedi siamo tornati. Vorremmo concludere – gli dicesti.

Sorridendo l’uomo si accomodo’ sul sedile posteriore e quelli che stavano chiacchierando con lui lo guardarono con un po’ d’invidia mentre vi allontanavate.

Ho atteso quindici giorni… avevate promesso che sareste tornati presto. Cos’e’ accaduto? Ci ho rimesso dei soldi quella volta – disse seccato.

Rispondesti che il tuo amico aveva dovuto procurarsi il denaro, ma che adesso lo aveva con se’ ed era pronto a comprare la ragazza. L’uomo disse che quella che vi aveva mostrato era gia’ stata venduta, ma vi propose d’accompagnarvi dove avreste potuto trovarne un’altra.

Vi condusse in una casa e vi presento’ Serban, spacciatore d’eroina e trafficante di ragazze. Lo trovaste disteso su un letto sporco, con le siringhe e tutto l’occorrente per bucarsi in bella mostra sul comodino. Era così “fuori” che aveva persino difficolta’ a parlare. Vi disse che non aveva ragazze in quel momento.

Andremo da Anton – disse il Moldavo – lui sicuramente ne ha una…

Incontraste Petra nella casa di Anton. Era in vendita. Il Moldavo spiego’ che eravate dei buoni amici e che la ragazza l’avrebbe comprata lui.

C’e’ tanta concorrenza adesso… – si lamentava Anton con il Moldavo – stanno arrivando ragazze bellissime dall’Ucraina ed io sto perdendo un sacco di soldi.

Nessuno vuole piu’ le nostre ragazze – fece eco la moglie di Anton – preferiscono quelle con le gambe lunghe anche se costano di piu’. E’ veramente un brutto periodo…

Va bene Moldavo, deciditi, la vuoi o no? – chiese Anton strattonando Petra verso la luce piu’ forte in modo che potesse essere osservata meglio.

Pareva avesse sedici, forse diciassette anni, ma la moglie di Anton assicuro’ che ne aveva quasi venti.

E’ sanissima. L’unico problema e’ che ha sempre fame. Chiede continuamente da mangiare – aggiunse la donna.

Ritornaste alla vostra auto. Consegnaste i soldi al Moldavo e lui pago’ per la ragazza. Fuori erano cinque gradi sotto lo zero e Petra indossava solo una camicetta ed una minigonna. Non portava calze ed aveva i piedi nudi. Solo dei sandali con i tacchi alti.

Fa troppo freddo… datele qualcosa da mettersi addosso – dicesti alla donna

Non abbiamo nulla per lei. Siamo poveri e i vestiti mancano anche a noi, non lo vedi? E’ abituata al freddo. Stai tranquillo che non morira’ – rispose la moglie di Anton senza alzare sguardo, concentrata come era a controllare il denaro.

Copristi Petra mettendole addosso il tuo giaccone poi, tenendola per la mano, la sorreggesti fino all’auto perche’ il selciato era ricoperto da uno strato di ghiaccio e la ragazza, con i tacchi alti, scivolava. Era frastornata e vi chiedeva continuamente cosa ne avreste fatto di lei. Il Moldavo la rassicuro’. Le disse che era tutto a posto, che non doveva preoccuparsi perche’ la sua fortuna stava per cambiare e tutto sarebbe andato bene.

Scaricaste il Moldavo di fronte alla sua abitazione, dopo aver pagato quanto gli spettava di commissione.

Avete fatto un ottimo affare. Lasciatemi il vostro numero di telefono cosi’ vi chiamo se ne avro’ un’altra in vendita.

Rifiutaste la sua proposta e ve ne andaste in fretta dicendogli che vi sareste messi in contatto con lui qualora aveste avuto bisogno.

Per tutto il viaggio che vi separava dal luogo protetto che l’organizzazione vi aveva messo a disposizione, Petra continuo’ a manifestarvi le sue paure. Era talmente agitata che non credeva che la stavate portando da chi si sarebbe preso cura di lei. Dal sedile posteriore dell’auto continuava ad offrirvi cio’ che era costretta a dare quando era nelle mani dei suoi aguzzini: il suo corpo.

Vi fermaste ad una stazione di servizio lungo la strada e tu scendesti per comprarle qualcosa da mangiare e da bere: dei tramezzini, delle patatine fritte, della Coca Cola e la cioccolata che tanto desiderava. Era quasi l’una di notte quando giungeste al rifugio ed e’ da quel momento che Petra ha iniziato a raccontarti la sua storia. Quella che tu poi hai narrato a me.


Epilogo

Probabilmente, alcuni fatti che Petra ha raccontato nei quattro anni che sono trascorsi dalla sua liberazione non sono del tutto veri, pero’ dobbiamo crederle quando riferisce quello che ha dovuto subire durante il periodo in cui e’ stata nelle mani dei trafficanti; i segni delle catene erano visibili anche dopo diverse settimane. Di solito queste ragazze dicono menzogne solo quando si tratta di rivelare qualcosa che possa condurre alla loro reale identita’, perché non vogliono ritornare alle loro famiglie dalle quali si sono allontanate in modo traumatico, a volte persino vendute, ma non mentono quando raccontano cio’ che avveniva mentre erano costrette a prostituirsi.
Aiutare Petra non e’ stato facile. Impossibile un suo inserimento in una scuola. Pare non ne abbia mai frequentata una e non e’ in grado ne’ di leggere ne’ di scrivere. Ha comportamenti atipici e reagisce come tante ragazze che sono state costrette a crescere nelle strade. L’organizzazione s’e’ occupata di trovarle un luogo sicuro dove qualcuno si sta prendendo cura delle sue necessita’ e nel contempo tenta di regalarle una nuova esistenza.
Al momento vive in una citta’ invisibile e da’ una mano ad altre ragazze come lei, aiutandole a far progredire la comunita’. I segni delle catene sono scomparsi ed il suo sguardo brilla oggi di una nuova luce perche’ di una cosa e’ ormai certa: non sara’ mai piu’ trattata come un animale. E quando puo’, si rimpinza di Nutella.

Dimmi fratello qual e’ il tuo peccato
Con chi quante volte sei stato…
Hai detto bugie, hai fatto la spia.
Orsu’ dimmi, son frate Isaia.

Ascoltami frate non so se ho peccato…
Ho ucciso un bastardo che avrebbe voluto
Coprire coi soldi il suo sporco passato
Tentando cosi’ di beffare il suo fato.

Che dici fratello! Tu hai ammazzato!
Nel quinto ricorda ti e’ stato proibito
Non posso salvarti dal fuoco eterno
Hai solo un biglietto per l’inferno!

Ascoltami frate e dimmi se questo
Lo chiami peccato o un nobile gesto:
Ho preso dei soldi a un ricco signore
Per dar da mangiare a un uomo che muore…

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