Staccare la spina


“Stacco la spina”. Lo sentiamo dire spesso da chi e’ stanco e significa estranearsi, prendersi una vacanza, scollegare il cervello da tutte quelle sollecitazioni al quale e’ sottoposto. Si stacca la spina e si pone il corpo e la mente in una condizione di riposo. Ma non siamo robot asimoviani. Anche quando la spina e’ staccata, comunque, non interrompiamo del tutto le funzioni vitali. Non smettiamo di pensare, sognare, amare, e quando lo si desidera si puo’ sempre “riavviare la macchina”.

Nel caso di Eluana invece “staccare la spina” sara’ definitivo, anche se non e’ stata ne’ sara’ lei a decidere il momento.

Ritengo che la “dolce morte” sia un diritto inalienabile di ogni persona. Nessuno puo’ frapporsi al diritto di non soffrire, per questo penso che una seria legge sull’eutanasia e sul testamento biologico debbano essere al piu’ presto affrontate allorquando i parlamentari cesseranno di litigare e pensare solo ai loro “quattrini”, ai loro giochi di potere, alle loro leggi ad personam, alle agendine da 260.000 euro che riceveranno in regalo a Natale e a tutte le loro fregnacce. Non si puo’ piu’ attendere. Non e’ concepibile che un padre debba lottare anni ed anni per ottenere un diritto che sua figlia non puo’ far valere.

Nel frattempo la Regione Lombardia ha vietato di accogliere Eluana in una struttura sul territorio per sospendere l’idratazione e l’alimentazione che la tengono in vita da quasi 17 anni, ed i vescovi invocano il Parlamento italico perche’ si arrivi immediatamente ad una legge che escluda che chiunque possa morire per fame o per sete.

Al mondo ci sono milioni di persone che muoiono di fame, di sete, di malattie, di stenti, o uccise nelle guerre e pare che l’unica vita che interessa a certa gente sia solo quella li’. Tutti gli altri possono morire, ma lei no. A lei e’ impedito. E’ una questione di principio che ormai niente ha a che fare con la carita’ cristiana della quale si sono assunti il ruolo di paladini.

Perche’ se di carita’ cristiana si trattasse si adopererebbero per dare a quella povera ragazza una dolce morte invece di costringere chi la ama a “staccarle la spina” in quel modo crudele.

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