Presidenti


Sono tutti li’, circondati dai loro leccaculo; parrucconi con i capelli tatuati, cadaveri eccellenti rosi dall’invidia ed affetti da demenza senile. Ma non possono non rendersi conto che questo vento nuovo che spira potrebbe davvero riaccendere fuochi che credevano ormai di aver spento con la droga mediatica che, fino a ieri, usavano per addormentare le coscienze.

Fanno buon viso a cattivo gioco; cercano, con dialettici voli pindarici, di dimostrare l’indimostrabile e di giustificare l’ingiustificabile, ma il fatto e’ uno solo ed e’ ineluttabile: non se li incula piu’ nessuno.

Anche se per il momento credono di poter contare sul supporto di qualche “tossico irrecuperabile”, col passare del tempo vedranno sempre piu’ assottigliarsi le fila dei loro sostenitori ed ingrossarsi quelle degli oppositori.

In televisione, i tuttologi della minkia, loro amici, dicono che l’uomo nero abbia vinto solo a causa della crisi finanziaria. Non e’ vero. La crisi finanziaria l’ha fatto stra-vincere, ma fin da subito la sua vittoria e’ sempre stata molto probabile e mai i sondaggi l’hanno visto soccombere nei confronti dell’altro candidato.

Dicono anche che non riuscira’ a mettere in pratica tutto cio’ che ha promesso. Che gli ostacoli che dovra’ superara saranno insormontabili. Mi chiedo come facciano a saperlo. Leggono forse il futuro oppure, semplicemente, leggono “Libero”? E se sbagliassero? Se l’uomo nero avesse gia’ le ricette pronte? Se fosse sincero, serio e onesto?

Inconcepibile per coloro che la sincerita’, la serieta’ e l’onesta’ non sanno assolutamente cosa siano, ma se quest’uomo volesse davvero passare alla Storia, se sentisse davvero il peso del suo ruolo, se non volesse sprecare l’occasione che gli e’ stata donata e prevedesse le conseguenze di un suo eventuale fallimento? Un fallimento che non significherebbe solo un insuccesso personale, ma quello di tutto il suo popolo.

Sono pronta a scommettere che, un giorno, su qualche banconota ci sara’ la sua effige, non certo quella del suo predecessore, e chi spera di vederlo soccombere politicamente oppure sotto i colpi di un’arma da fuoco brandita da qualche nazista pilotato da qualche lobby delle armi o del petrolio, credo che dovra’ convivere a lungo con la frustrazione perche’ quel volto e’ il volto di un uomo che vuole cambiare e migliorare il mondo e niente lo fara’ retrocedere.

E questi non sono piu’ i tempi in cui i presidenti venivano mandati al macello a teatro o per le strade di Dallas.

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