Vestito per scopare

Parrebbe il titolo del sequel di un film di Brian De Palma. Immaginiamo la trama:

“Lei, ragazza di provincia carina ma poco intelligente, non riesce a sfondare nel mondo dello spettacolo come velina, e dopo essere stata ingannata da false promesse fatte da uomini senza scrupoli che l’hanno solo usata per il loro piacere, decide di vendicarsi, crudelmente, entrando in politica allo scopo di combinare piu’ danni possibili. E’ cosi’ che, vestendosi da parlamentare, cioe’ con rigorosi ed austeri tailleur firmati Armani e camicetta abilmente sbottonata nei punti “strategici”, riesce a scoparsi tutto quanto il Transatlantico di Montecitorio, assurgendo al ruolo di Prima Ministra con pieni poteri. Lodo Alfano incluso.”

Invece, niente di tutto cio’.

“Vestito per scopare” e’ solo il reato che, da alcuni giorni, il sindaco-sceriffo di Roma sta contestando alle ragazze sorprese nell’atto di (cito testualmente dall’ordinanza emessa) «assumere atteggiamenti e comportamenti e di indossare abbigliamenti, che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio».

Indossare abbigliamenti che manifestino… vale a dire “vestite da zoccola”.

Essi’, d’ora in poi le ragazze dovranno stare attente a come decideranno di andare in giro abbigliate. Il rischio sara’ quello di beccarsi una bella multa da 200 a 500 euro solo perche’ qualcuno dira’ che indossano abiti da “zoccola”.

A tal proposito, gli agenti di Polizia Municipale della Capitale si sono gia’ attrezzati per piazzarsi fuori dalle discoteche il sabato sera. In una mano terranno l’etilometro per controllare chi ha bevuto ed e’ alla guida di un veicolo, mentre nell’altra mano terranno la macchina fotografica per contestare il reato di “vestito per scopare”. E dato che sappiamo bene come si conciano le ragazze che vanno in discoteca, tali appostamenti frutteranno alle casse dell’erario comunale ben oltre l’ammontare dell’ICI che e’ stata abolita.

Comunque, l’industria della moda si e’ gia’ attivata e si sta muovendo per creare nuovi stili che possano in qualche modo salvaguardare quelle ragazze che, vestendo Versace, D&G e Cavalli, sono a rischio di multa, se non addirittura di arresto.

La tendenza della prossima stagione sara’ quindi orientata verso stili e linee che, pur mantenendo eleganza e classe, non daranno alcun motivo di far pensare che chi li indossa stia in realta’ “zoccoleggiando”. Linee semplici e sobrie, dunque, sempre classiche ed attuali, che sono certa troveranno il gradimento non solo delle giovanissime, ma anche di chi giovanissima non e’ piu’.

Come ad esempio lo stile Taleban, portabile in in ogni occasione, e che sara’ sicuramente apprezzato da quelle donne che, non avendo molto tempo da dedicare al fitness ed all’estetista, non si sentiranno in imbarazzo per qualche brufoletto in piu’, o per quel cuscinetto di troppo sull’addome.

Oppure lo stile Maria Goretti, per chi ha un gusto meno etnico, meno alternativo. Altro esempio di come si puo’ essere disinvolte valorizzando maggiormente i lineamenti del volto.

Ed infine il non plus ultra, quello che certamente riscuotera’ il successo maggiore. Uno stile un po’ retro’ che si ispira alla moda degli anni 30-40, e che fara’ andare in visibilio persino il sindaco Alemanno e tutti i suoi amici: lo stile Lebensborn.

E’ arrivata la Carfagna
e finisce la cuccagna
di cercare per la strada
la battona che ti aggrada:

è social e grave allarme
e potrà qualche gendarme
arrestar te e la battona,
la Carfagna non perdona.

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