Lei… Lui… Una notte – Parte 1


I fatti non accadono mai per caso. Sono sempre una conseguenza di altri fatti, e quasi mai accadono all’improvviso. Esiste in essi una gradualita’, una scala che a volte si sale o si discende, un gradino per volta… forse anche due, tre gradini per volta, ma pur sempre seguendo un percorso. Ci sono momenti in cui si deve faticare per inerpicarsi, e momenti in cui, invece, si scende precipitosamente… anche troppo, rischiando persino di farsi male. Ma le scale della vita non hanno una geometria, non seguono regole prospettiche logiche e coerenti. Si possono scendere quando in realta’ si vuol salire, e viceversa. Come nelle figure di Maurits Escher, non esistono punti di riferimento, e spesso si e’ costretti a procedere seguendo l’intuito.

Il suo nome l’aveva cambiato con il tempo. Quello vero era soffocato sotto una montagna di altri nomi, piu’ o meno esotici, ma fra tutti, quello che preferiva in quella fase della sua vita era Klára. E Klára non sapeva in quale punto esatto della scala impossibile di Escher si trovasse. Piu’ volte aveva cambiato direzione, salendo e scendendo, e poi risalendo e ridiscendendo ancora, in un dedalo confuso del quale solo lei possedeva un’approssimativa mappa. Nessun’altra persona avrebbe potuto districarsi in quel labirinto tutto suo: anche se avesse seguito esattamente il suo percorso, si sarebbe ritrovata da tutt’altra parte.

Si era data per soldi per cosi’ tante volte che, spesso, neppure ricordava che nella sua vita c’erano stati momenti in cui il piacere lo donava per ricevere piacere, in uno scambio reciproco fra persone, e non come avveniva fra puttana e cliente. Ma accade che proprio nel percorrere certe scale dalla prospettiva impossibile, s’incontrino persone che procedono nel senso inverso al nostro e che, come noi, non sanno dove andare. Perfetti estranei con i quali e’ possibile vivere brevi ed intensi attimi. Uomini o donne. Chi siano e’ irrilevante. Cio’ che veramente conta e’ che possono farci dimenticare quello che siamo, mostrandoci cio’ che potremmo essere.

***

Alle 18:35 l’aereo proveniente da Milano si arresto’ al limite della pista di atterraggio del piccolo aeroporto di Firenze Peretola. Sarebbe ripartita il giorno dopo. Prese la sacca dal vano bagagli dove l’aveva riposta, e si diresse verso l’uscita dove ci sarebbe stato lui ad attenderla.

***

Seduto su una poltroncina posta appena fuori della grande porta dalla quale sarebbero usciti i passeggeri del volo, Roberto teneva le dita della mani intrecciate. Le muoveva nervosamente, come per scaricare l’ansia che gli procurava quell’attesa. Era all’aeroporto per incontrare una donna della quale conosceva soltanto il nome, Klára. Non riusciva ancora a crederci. Almeno non fino a quando non l’avesse vista uscire dalla grande porta degli arrivi.
L’aveva conosciuta navigando in internet. Frequentava lo stesso gruppo di discussione dove lei pubblicava dei brevi racconti erotici dal forte sapore saffico. Anche se all’inizio Klara si era mostrata molto diffidente nei confronti di chiunque voleva conoscerla, era riuscito con pazienza ad ottenere il suo contatto in messenger e, piano piano, aveva inziato ad avere con lei una piccola relazione virtuale. All’inizio si scambiavano commenti e giudizi sui racconti che lei scriveva, e sulle persone piu’ bizzarre che frequentavano il gruppo di discussione. Poi gli argomenti avevano imboccato una strada piu’ personale, ed erano arrivati fino al punto di confidarsi pensieri piu’ intimi.
Era stato cosi’ che le aveva confessato quello che, da sempre, era il suo desiderio erotico: una notte di sesso con una lesbica. Magicamente ed inaspettatamente questa sua fantasia era stata accolta da Klára, la quale, senza alcun indugio, gli aveva manifestato l’intenzione di soddisfare quel suo sogno.
Fino ad allora le uniche lesbiche che aveva conosciuto non lo avevano mai stimolato in tal senso. Quasi mai femminili, assomigliavano piu’ a dei maschi effeminati che a quelle figure erotiche impresse nell’immaginario di chi, come lui, era abituato a consumare film pornografici, dove bellissime amazzoni mischiavano i loro corpi donandosi reciproco piacere. Quell’idea di lesbica che lui aveva in mente si era pero’ materializzata con Klára, protagonista inconsapevole di molti dei suoi momenti di autoerotismo, che pareva essere l’essenza stessa dell’ erotismo.
Non conosceva il suo aspetto. Non era riuscito ad avere alcuna foto da lei, nonostante gli avesse mostrato la sua. Klára aveva motivato quel suo misterioso negarsi come la fase di un gioco nel quale voleva essere lei la regista. E lui aveva accettato.
Al peggio gli sarebbe potuto capitare di trovarsi di fronte una donna non corrispondente ai canoni che si era prefigurato, ed al limite, se proprio non fosse stata di suo gradimento, avrebbe inventato un scusa per defilarsi.

***

Di uomini sui quaranta, ad attendere fuori dalla porta del gate di arrivo, c’era solo lui. Klára non ebbe difficolta’ a identificarlo, anche perche’ l’aveva gia’ visto in una fotografia. Aveva voluto conoscerne l’aspetto prima di accettare quello strano incontro. Un incontro anomalo per lei che, da tempo ormai, rifiutava ogni rapporto con persone conosciute nel web. Pero’, considerato lo spirito che era emerso dalle conversazioni in messenger, lui pareva essere proprio l’uomo giusto per realizzare la sua particolare fantasia, che altri avrebbero forse reputato eccessivamente perversa.
Non gli aveva rivelato niente, ancora, e non sapeva come lui l’avrebbe presa. Se sarebbe stato eccitato dall’idea, oppure se l’avrebbe visto fuggire via, offeso e terrorizzato. Comunque lei era li’ per realizzare il sogno di Roberto, che era quello di fare sesso con una donna con chiare tendenze omosessuali, e si attendeva da lui la stessa predisposizione a soddisfare i suoi desideri.
Al peggio, se Roberto avesse trovato delle difficolta’, si sarebbe defilata educatamente, magari adducendo la classica scusa del mal di testa.
Lo saluto’ con un cenno della mano facendosi riconoscere, anche se sapeva benissimo di essere gia’ stata intercettata dal suo sguardo.

***

Stiro’ le gambe alzandosi dalla poltroncina ove era seduto, e le ando’ incontro.

Ciao, Roberto! – disse Klára mettendogli le braccia attorno al collo e baciandolo teneramente sulle guance.
Ciao… – rispose lui, intimidito da quell’inatteso ed insperato slancio d’affetto.

La scruto’. Klára non aveva assolutamente niente di mascolino, anzi era molto femminile. Aveva lunghi capelli neri ed un volto gradevole, dai lineamenti delicati, sul quale risaltavano dei luminosi occhi chiari. Era esattamente come se l’immaginava, e come piu’ volte lei si era descritta. Un’immagine impalpabile che, fino a quel momento, lui aveva solo sperato fosse vera. E fortunatamente lo era.
Indossava una minigonna molto aderente che faceva risaltare le gambe affusolate, con caviglie strette ancor piu’ valorizzate da dei leggeri sandali che cingevano dei piedi ben curati. Un top elasticizzato esaltava il rigonfiamento del suo seno, non troppo grosso ma apparentemente sodo, del quale si notavano chiaramente le protuberanze dei capezzoli. A tracolla portava un’anonima sacca da viaggio.
Avendo letto i suoi racconti, e conoscendo la sua esperienza di escort, se l’era immaginata vestita con abiti firmati, e trasudanti opulenza. Invece, niente di tutto cio’. Pur mantenendo un look raffinato, Klára non indossava niente di eccessivamente costoso. Lo noto’ e si chiese se quel suo presentarsi vestita in modo molto semplice non fosse altro che un segno di amichevole confidenza che lei gli stava dimostrando.

***

Dallo sguardo di Roberto, capi’ di piacergli. Molto. Anche lui era piacevole d’aspetto. Alto, bruno, fisico asciutto, occhi profondi, movenze non impacciate, e mani curate.
Come sempre, quando incontrava qualcuno fuori dal lavoro, non indossava abiti troppo griffati. Nella vita privata, e con le persone che considerava amiche, cercava di essere piu’ semplice possibile.
“Mostratevi sempre un gradino sotto. Non siate troppo appariscenti. Non ostentate opulenza. Non accendete troppo la vostra luce, che’ la luce attira gli insetti.” Anche a distanza di tanti anni seguiva sempre i consigli di Vlada. Consigli che si erano rivelati validi in ogni occasione.

Hai altri bagagli? – le chiese Roberto continuando a scrutarla con un sorriso compiaciuto.
No, ho tutto nella sacca. Ripartiro’ domattina ed ho portato con me soltanto lo stretto necessario.

Si domando’ se Roberto avesse percepito la predilezione che lei aveva per certi congegni erotici. Aveva pensato a questo quando aveva preparato la sacca e ci aveva infilato qualcosa che, per lui, sarebbe stata una sorpresa.

– Che effetto ti fa vedermi qui? Pensavi che non sarei arrivata, vero?
– Non ero certo che saresti comparsa da quella porta. Ma adesso che ci sei sono felice.

***

Klára era veramente bella e profumava di frutti di bosco. Si domando’ se fosse davvero lesbica mentre l’accompagnava all’automobile. Lei l’aveva piu’ volte scritto nei suoi racconti di essere bisessuale, quindi di gradire in ugual misura sia gli uomini che le donne, ma non si sentiva di chiederle i dettagli proprio in quel momento. Penso’ di farlo piu’ tardi, a cena.

Dove mi porti? – gli chiese Klára mentre percorrevano il viale che si dirigeva verso la citta’
– Pensavo di cenare in un locale caratteristico. Una tipica trattoria toscana.
– Perche’ no? Ho una fame! Una trattoria in centro vicino al Ponte Vecchio?
– Per la verita’ avrei scelto un posto in collina, ma se insisti cambio strada e ti porto in centro.
– No, no, va bene. Mi fido della tua scelta.

Imboccarono via Bolognese, la strada che da Firenze conduce in collina, e quando giunsero ad uno spiazzo, da dove poteva essere gustato il panorama, Klára gli chiese di fermarsi.

Che bella e’ Firenze vista da qui. – gli disse guardando in lontananza le luci della citta’ immersa in una lievissima foschia.
– Avevo percepito questo tuo aspetto romantico. Anche se lo mascheri sotto uno strato di sano cinismo, alla fine viene fuori.
– Adesso mi fai arrossire. Ti sei fatto questa idea di me?
– E’ l’impressione che dai a chi legge i tuoi racconti.
L’impressione a volte inganna.

Anche dalla terrazza del ristorante c’era una bella vista panoramica delle colline circostanti Firenze. Klára sembrava veramente soddisfatta di essere li’. A Roberto pareva di conoscerla da sempre. Lei non era mai stata del tutto un’estranea per lui. La lettura dei suoi racconti e le lunghe discussioni in chat, gli avevano permesso di conoscerla un po’. Sentiva che in comune avevano lo stesso modo d’intendere alcuni aspetti della vita. Entrambi erano disposti ad accettare qualsiasi tipo d’esperienza sessuale fosse stata loro proposta, ed il gioco degli sguardi condito da discorsi intriganti, quella sera accrebbero in lui la voglia di conoscerla nell’intimita’ di una stanza da letto.

***

Stava bene li’. Le piaceva Firenze. Sicuramente non aveva accettato quell’appuntamento per quella ragione, ma dentro di se’ sapeva che non avrebbe avuto lo stesso entusiasmo se fosse stata una diversa citta’.
Ripenso’ ai motivi che l’avevano convinta ad incontrare Roberto. Ovviamente molto importante era il fatto di averlo trovato recettivo nei confronti di un certo tipo di sesso. Lo considerava un non banale e, per certi versi, propenso anche a fare quei giochi che lei aveva in mente. Cio’ la intrigava, ma il motivo vero per il quale aveva intrapreso quel viaggio era il fatto che lui fosse un estraneo. Si’ certo, si erano frequentati virtualmente, ma in realta’ non si conoscevano davvero.

– Sei contenta di essere qui stasera o credi di aver fatto un errore ad incontrarmi?
– Perche’ dici questo? Non avrei mai affrontato un viaggio di questo genere se non fossi stata piu’ che sicura di cio’ che stavo facendo.
– Non lo so. Forse e’ solo l’insicurezza che mi fa dire questa cosa cosi’ sciocca.
– Allora, io sarei la falsa cinica, in realta’ una romanticona, mentre tu saresti il falso sicuro, diverso da come ti mostravi? Siamo una bella coppia di millantatori virtuali, sai?
– Tu non millanti. Io gia’ lo sapevo che eri cosi’ come sei.
– Si’? E come sono?
– Sei… tutto ed il contrario di tutto. Un caleidoscopio dai mille colori che cangiano e che disorientano. Leggendoti, a volte, credevo fossi finta, ed adesso che ti vedo materializzata, mi pare quasi che tutto questo non esista. Che sia solo un sogno.
– Invece non lo e’...
– Di me che idea ti sei fatta?
– Sei ingenuo… o forse no. A volte sembri cosi’ disincantato… invece, adesso, mi pari innocente… ecco, questo e’ il termine piu’ appropriato: innocente.
– E questo mi rende meno interessante?
– Assolutamente no. Mi incuriosisci. Vorrei scoprire fin dove si spinge la tua innocenza.
– E allora?
– E allora va bene cosi’, altrimenti non sarei qui. Troppo spesso ho avuto a che fare con persone che facevano di tutto per apparire cio’ che avrebbero voluto essere e che assumevano atteggiamenti da macho per affascinarmi.
– Forse di me ti sei fatta una idea sbagliata. Chissa’, potrei essere molto diverso da quello che immagini che io sia…
– Sono qui per scoprirlo.

Gli sorrise. Era scontato che dopo la cena sarebbero andati a letto insieme, e non ci sarebbero stati soldi in mezzo.
(Continua…)

16 Risposte to “Lei… Lui… Una notte – Parte 1”

  1. Duval Says:

    Primo!
    ce la faccio a battere Davide?

    Gli sorrise. Era scontato che dopo la cena sarebbero andati a letto insieme, e non ci sarebbero stati soldi in mezzo.

    Ma perchè nelle belle avventure, dopo cena, deve per forza finire così? e così presto?
    Non gustarsi la città di notte, senza meta; raccontarsi e conoscersi sulle rive dell’Arno che non sarà d’argento, ma regala comunque il sussurro dell’acqua; procrastinare il desiderio centellinando speranza e fantasia?

  2. Chiara di Notte - Klára Says:

    Ma perchè nelle belle avventure, dopo cena, deve per forza finire così? e così presto?

    Mica e’ finito. Non hai visto in fondo la parolina “Continua…”?

    Comunque e’ un racconto e non un romanzo. Per descrivere le sensazioni di una passeggiata sul Lungarno, nel tratto che va dal Ponte S. Trinita (ove Dante vide per la prima volta Beatrice) fino al Ponte Vecchio, per poi attraversarlo… fermarsi nel mezzo a guardar scorrere l’acqua, mirando in lontananza, appena alzando gli occhi, le luci del Piazzale Michelangelo. Poi avviarsi, prendendo via Guicciardini, fino a giungere di fronte alla maestosita di Palazzo Pitti.
    Insomma, per descrivere il tutto ci vorrebbero almeno tre pagine di blog, ed un sacco di tempo a disposizione. Invece la tecnica di “cambio di scena”, puo’ farmi saltare determinati passaggi senza eliminarli, ma rendendoli impliciti nella storia.

    Buona giornata Duval. Ricordo comunque che eri arrivato a 17.250🙂

  3. davide Says:

    Caro Duval,

    “Primo!
    ce la faccio a battere Davide?”

    Ce la fai, ce la fai. Durante il lavoro, nella pausa pranzo, ho solo poco tempo e in genere arrivo solo a leggere e non a commentare.

    Comunque essere superati dal grande Duval non è certo un disonore.

    Ciao

  4. Duval Says:

    Buona giornata Duval

    Ecco adesso è una buona giornata davvero!

    Riguardo al resto la mia era una considerazione generale, che dal racconto ha preso solo spunto.

    In un incontro “avventuroso”, vissuto, descritto, desiderato o soltanto sognato, si tende quasi sempre a focalizzare il fulcro nel letto, rendendo giustappunto implicito, e forse in qualche modo secondario, il resto.

    E se il fulcro, ciò che rimane e che rende indimenticabile l’incontro, fosse il resto e il letto fosse solo un piacevolissimo complemento? Dopo tutto il resto, quando c’è, ha una estensione temporale non paragonabile alla brevità dei preliminari e dell’orgasmo.

    Buona giornata anche a te.

    p.s.: sedicimila era l’offerta classica, che ha travalicato ier e il blog ed ha scandalizzato qualcuno. Una amica (escort) mi chiese: “ma è uno scherzo o lo faresti veramente?”. La mia risposta (“certo che lo farei”) le fece capire che non ci vedevo nulla di così strano e che non v’erano dubbi che l’avrei fatto. Restò interdetta, molto interdetta.

  5. Chiara di Notte - Klára Says:

    Beh, Duval, Non posso negare che la Klara del racconto, nello specifico di questo racconto, vada alla ricerca, piu’ che di sesso che non le e’ mai mancato, di una qualche situazione che riesca ad intrigarla al punto farle desiderare di fissarla nel tempo, imprimendo nella memoria un determinato momento, una determinata sensazione, un’esperienza nuova.
    Ho quasi la certezza che la Klara del racconto sia una donna assai curiosa. Curiosa di se stessa, piu’ che degli altri, che ama pero’ scoprirsi attraverso gli occhi di chi la guarda. Ma in questo processo, inevitabilmente, innesca un meccanismo per cui anche gli altri si “scoprono” attraverso gli occhi di lei.
    La provocazione fa parte del suo modo di essere ed anche di una sua strategia finalizzata a far emergere gli aspetti piu’ diversi dei suoi interlocutori, o dalle sue interlocutrici.
    Vuol capire, nel breve arco di tempo della sua vita in cui il suo aspetto e la sua sensualita’ hanno ancora un valore tale da interessare le persone che la incontrano, quali siano i suoi limiti. Pero, diversamente da altre donne che forse anche tu avrai conosciuto, in questo suo percorso non vuol farsi guidare o istruire da alcuno, perche’ lei sola possiede un’approssimativa mappa di quel territorio che e’ interessata ad esplorare.
    Un’amica di Klara, conosciuta ai tempi in cui non si chiamava Klara, diceva sempre che non tutte le persone sanno dipingere, come non tutte sanno suonare il pianoforte, oppure cucinare o quant’altro. E per saper fare qualcosa veramente bene non basta solo essere predisposti/e. Occorre anche avere passione per quella determinata arte, ed imparare a far emergere ancor di piu’ la propria dote.
    Tieni conto che l’erotismo ed il sesso sono l’occupazione principale di una devochka che intenda avere successo nella sua professione, ed al mondo non esistono solo imbianchini o strimpellatori di pianoforte improvvisati.
    Cio’ che e’ triste e’ che molta gente, in vita sua, ha scambiato scarabocchi per vera arte, ed ha ascoltato il frastuono prodotto da qualcuno che ha tentato di spacciarlo per musica.

    Sono certa che anche la Klara del racconto concorderebbe con te, se potesse parlare, sul fatto che non e’ tanto il breve momento del “letto” che conta in un incontro, quanto tutto il resto. Ma, come ho scritto nel mio post dedicato ai “dettagli”, ci sono persone che focalizzano la loro attenzione solo su cio’ che e’ palesemente visibile e tralasciano il fine lavoro di cesello che, magari, puo’ essere invisibile al primo colpo d’occhio.

    PS: Non sono sorpresa che la tua amica sia rimasta molto interdetta. Ogni escort desidererebbe ricevere di tali proposte. Tanto piu’ che, essendo formulata “al buio”, la proposta assume un valore ancor maggiore. Sono sicura che hai stimolato in lei un sottile velo d’invidia.🙂

  6. Diego Says:

    Come al solito io rischio di rimanere sospeso in mezzo ai tuoi racconti…

    Il mIo dramma, correre sempre, e anche quando leggo cerco la fine, poi pero’ rileggo.

    Non ho capito se è l’aria condizionata che ho alle spalle, oppure il racconto ma stavolta mi ha travolto un bel colpo di aria fresca. Questo luogo mi piace, mi piace Klara ed il suo modo di dialogare trasparente, almeno io lo vedo cosi…

    Sono d’accordo con Duval, vedremo come continua, ma sarei predisposto a non vederne un incontro sessuale almeno per il momento.

    Sarà che se fossi al posto di Roberto, per come sono fatto io, mi dovrebbero sopprimere per farmi smettere d chiacchierare…

    Pero’ per il momento mi piace anche il Roberto. Mi sa di Gentlemen, almeno per ora…

  7. Chiara di Notte - Klára Says:

    Sono d’accordo con Duval, vedremo come continua, ma sarei predisposto a non vederne un incontro sessuale almeno per il momento.

    Ovviamente tutto il racconto e’ stato scritto, e la fine e’ gia’ decisa, come del resto la trama della seconda parte.

    Posso anticipare, e spero di non deludere i romanticoni amanti delle dolci passeggiate lungo il fiume, che il rapporto sessuale ci sara’.🙂

    Come ho scritto in altro commento il motivo per il quale i due protagonisti si sono incontrati e’ quello di soddisfare reciprocamente la loro fantasia erotica, che e’ diversa per ciascuno/a dei due. Il che prevede per forza il sesso, anche se sapete bene quanto mi imbarazzi scriverne esplicitamente.

    Ma gia’ la prima parte, in cui l’unico contatto e’ stato quello di un bacio sulla guancia, offre opportunita’ di discussione.

    Duval fa notare come, secondo lui, il momento piu’ interessante di un incontro sia racchiuso in attimi che sono al di fuori del letto. E’ un punto di vista di chi, avendo superato la fase “giovanile” dell’arrapamento tout court, va alla ricerca di sensazioni piu’ mature e durature. Non che disdegni un servizietto erotico fatto bene, ma come giustamente fa notare in altri suoi scritti, quella parte (il coito) e’ molto simile indipendentemente da chi sia il/la partner. E’ una zona piu’ o meno grigia, ma i veri colori sono altrove.

    Diego invece e’ sorpreso di questa “personalita’” cristallina di Klara. Era abituato a vederla come “perfida Sfinge” che, ponendo quesiti e mettendo alla prova, rendeva i suoi interlocutori simili a marionette nel suo personale teatro.

    Dato che conosco Klara un po’ meglio di chiunque, almeno nel suo aspetto piu’ superficiale, posso affermare che a volte una certa sua dolcezza puo’ andare a bilanciare una “durezza” presente altrove.

    Su Roberto posso dire che e’ sicuramente un vero gentleman. Persone come lui, fortunatamente, sono individuabili persino nel web, ove il rischio di duplici personalita’ e’ assai alto.

    La differenza fra Roberto e il protagonista de “la tredicesima fatica” sta tutta nella sincerita’ del personaggio. Mentre il protagonista dell’altro racconto, per affascinare, utilizzava la menzogna, Roberto agisce invece utilizzando la sincerita’, e dichiarando fin da subito il suo intento. In lui esiste solo la curiosita’ e non la malizia riscontrata nel personaggio de “la tredicesima fatica”.

    E la freschezza di Klara e’ spesso in relazione alla freschezza dei suoi interlocutori.

  8. Diego Says:

    “Posso anticipare, e spero di non deludere i romanticoni amanti delle dolci passeggiate lungo il fiume, che il rapporto sessuale ci sara’. :-)”

    Per carità ci sta eccome, perlomeno pero’ vedo un concetto diverso d’incontro.

    Klara ha chiare conoscenze del “sesso rapido” e stavolta invece va in modo diverso.
    Perlomeno da entrambe le parti esiste un desiderio che mediamente invece, esiste solo da una parte. Nel caso speficico in quella maschile.( quando il denaro sta in mezzo)

    Il romanticismo pero’ è evidente nonostante tutto.

    “- Ciao… – rispose lui, intimidito da quell’inatteso ed insperato slancio d’affetto.”

    Di quest’uomo è quello che preferisco, non si atteggia a macho ma s’intimidisce davanti ad un gesto gioviale.

    “- Che effetto ti fa vedermi qui? Pensavi che non sarei arrivata, vero?
    – Non ero certo che saresti comparsa da quella porta. Ma adesso che ci sei sono felice.”

    Ovviamente Klara metterebbe in imbarazzo un camionista🙂
    Il narcisimo affiora chiaro con la domanda diretta, io al posto di roberto avrei dato meno soddisfazione ( ma solo perche’ quella donna mi ricorda parecchio mia zia)

    “Che bella e’ Firenze vista da qui. – gli disse guardando in lontananza le luci della citta’ immersa in una lievissima foschia.”

    Dapprima con il suo narcisismo tasta il terreno alla ricerca di un complimento scontato per poi aprirsi un po di piu’, vuol dire che si fida già di quell’uomo oppure che in realtà è tutto tranne che cinica… più probabile la seconda…

    “Sei contenta di essere qui stasera o credi di aver fatto un errore ad incontrarmi?
    – Perche’ dici questo? Non avrei mai affrontato un viaggio di questo genere se non fossi stata piu’ che sicura di cio’ che stavo facendo.
    – Non lo so. Forse e’ solo l’insicurezza che mi fa dire questa cosa cosi’ sciocca. “

    Roberto, sembra porre a Klara la stessa domanda che ha ricevuto per se in aeroporto. Solo in apparenza, infatti mentre klara sembra assolutamente vanesia, lui pare assolutamente curioso di conoscere il pensiero di Klara.

    In definitiva il giuoco è condotto da lei, da Klara, almeno fino a questo momento. Da l’impressione che le domande che lei fa siano fatte allo scopo di generare dei complimenti per nutrire l’ego…

    Secondo me tra breve cambia😉

  9. picangi Says:

    Mi sembra un cambio di direzione questo racconto. Klara è chiaramente autobiografica: ha un blog, commenta i suoi racconti, ha i capelli scuri e gli occhi chiari. D’altra parte si prepara un finale a sorpresa. Cosa ha nella borsa? Frusta manette? Non credo ad u finale sado maso quindi non so. Vedremo…

  10. Diego Says:

    “Non credo ad u finale sado maso quindi non so.”

    Mi sa che con la Klara del racconto e con chi ne scrive le gesta, tutto sia possibile…

    Di certo, spero trovi il tempo di finire il racconto o dovro’ prendere pillole per dormire…

    Attendo al Varco…🙂

  11. Chiara di Notte - Klára Says:

    @ Picangi: ha i capelli scuri e gli occhi chiari

    Credevi il contrario?🙂

    @ Diego: spero trovi il tempo di finire il racconto

    Il racconto e’ gia’ finito. La seconda parte deve essere solo riveduta e corretta.

    Pero’, ragazzo mio, ma che impazienza!
    Tipicamente maschile.😀
    Fai male a non far viaggiare la fantasia. Cio’ ti allontana enormemente dal mondo femminile che tu vorresti (credo) tanto conoscere🙂

  12. Duval Says:

    Fai male a non far viaggiare la fantasia. Cio’ ti allontana enormemente dal mondo femminile che tu vorresti (credo) tanto conoscere🙂

    Vero! Mi sa però che, in ogni caso, anche pazientando fantasticamente o fantasticando pazientemente non si riesca ad avvicinarsi più di tanto …🙂

  13. Diego Says:

    Si, ammetto sono impaziente, per svariati motivi.
    Uno di questi è che poi ho motivo di commentare, il secondo è sicuramente la curiosità che dovrebbe essere tipicamente femminile ed invece è tutta mia…

    Il terzo motivo non meno importante è che ho una sana invidia di tal Roberto!!!

    “Fai male a non far viaggiare la fantasia. Cio’ ti allontana enormemente dal mondo femminile che tu vorresti (credo) tanto conoscere :-)”

    No, la mia fantasia viaggia troppo, è da ieri che mi faccio una serie di finali di ogni genere, pero’ mi interessa il tuo. I miei vanno dallo scontato all’improbabile e mi ripeto mi interessa il tuo🙂
    Si, il mondo femminile mi interessa, d’altra parte l’ho sempre ammesso, se non ci fossero le donne la mia vita sarebbe un disastro!! Devo troppo a questo essere e ne sono conscio.

    “Pero’, RAGAZZO MIO, ma che impazienza!”

    Da questa affermazione ho scoperto una tua nuova dote che prima nemmeno immaginavo:

    BUONGUSTAIA!!😀

  14. davide Says:

    Caro Duval,

    “”Vero! Mi sa però che, in ogni caso, anche pazientando fantasticamente o fantasticando pazientemente non si riesca ad avvicinarsi più di tanto … :-)””

    Se lo dici tu non può che essere vero. Però io sono convinto che leggendo il blog di Chiara per altri 20 o 30 anni, qualcosa sull’altra metà del cielo la capiremo.

    Ciao

  15. Chiara di Notte - Klára Says:

    Si, ammetto sono impaziente, per svariati motivi.
    Uno di questi è che poi ho motivo di commentare, il secondo è sicuramente la curiosità che dovrebbe essere tipicamente femminile ed invece è tutta mia…

    Il luogo comune della “curiosita’ tutta femminile” e’ una bufala. La curiosita’ non ha sesso. Esistono persone curiose e persone che invece sono “pigre”. E’ un fatto legato al carattere e, perche no, all’intelligenza di una persona, perche secondo me la curiosita’ equivale sempre ad intelligenza.
    Anche se a volte, a causa della troppa curiosita’, si rischia di ritrovarsi in brutte situazioni.

    No, la mia fantasia viaggia troppo, è da ieri che mi faccio una serie di finali di ogni genere, pero’ mi interessa il tuo. I miei vanno dallo scontato all’improbabile e mi ripeto mi interessa il tuo

    Beh, e’ da ieri che sto cercando di decidere se postare la seconda parte e concludere il racconto, oppure se suddividerla ancora in due (dato che e’ un po’ lunga) e rimandare la fine al terzo episodio🙂

    Intanto ci penso…

  16. Diego Says:

    Io direi che non ti conviene provarci…:-)

    ancora in due no!!

    Dicesi atto persecutorio e fatto pure appositamente, quindi ha una notevole aggravante..

    Ma, visto e considerato che, la “padrona” sei tu, pur non perdonandoti questo atto castigatore, accetterò passivamente, fingendo pure di godere di questa attesa!

    me ne ricordero’😉

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