Mente Critica

Mi e’ stato segnalato QUESTO POST che, credo, sia abbastanza in sintonia con quanto esprimo anche nel mio diario.
Dato che e’ gia’ successo che per le cause piu’ svariate certi blog siano scomparsi, e con essi tutto il loro contenuto, preferisco riportare l’articolo integralmente, copiandolo nel mio spazio personale.

Zingari, Rom e Fascismo. Quando il Passato non Conta Nulla…

Qualche tempo fa scrissi che nella mia lontana infanzia vivevano nel mio paese natio gli zingari. Oggi sono chiamati rom! Lavoravano il ferro e commerciavano in asini e cavalli. Avevano un non so che di “fascinoso” per noi bambini: la mia invidia sarà nata allora! Nessuno, neppure per un attimo, si permetteva di cacciarli e neppure lontanamente di trattarli con sufficienza. Mia madre non trovava nulla in contrario che io giocassi insieme ai loro figli e spesso in casa loro. Anzi, mia madre non me lo diceva neppure che erano zingari: erano persone come gli altri e i figli frequentavano la scuola come gli altri bambini del paese.

Non intendo fare paragoni con i nostri comportamenti di adesso. Non voglio dire che forse si era più tolleranti una volta anche perché il termine tolleranza non si pronunciava neanche: forse si praticava, sic e simpliciter! Né mi permetto di dire che tra i rom non vi siano dei delinquenti. Come non mi permetto di affermare che tutti gli italiani siano angioletti, immacolati e puri, ai bassi e agli alti livelli (Cecchi Gori è stato arrestato: chi sa perché?). Non voglio neppure dire se i leghisti abbiano ragione o meno di non volere la costruzione di case a favore dei rom di Venezia che vi sono nati e vi vivono già da molte generazioni. Come si fa oggi a dire, con tutto il consenso che hanno ottenuto dal Nord al Sud, che sono razzisti? Rischierei di passare per un amico dei rom con tutti i risvolti non solo politici, ma anche sociali che me ne potrebbero conseguire: sarei radiato dalla società come un appestato!

Non sono amico dei rom, non ne conosco neppure uno, non mi sono particolarmente simpatici soprattutto quando si sentono sul loro conto comportamenti di violenza e di stupri che commettono nelle città e nei borghi italiani, non li difendo assolutamente perché non conosco le dinamiche sociali e psicologiche dei loro comportamenti. Niente di tutto questo. Vorrei toccare solo un aspetto che potrebbe sembrare marginale rispetto a tutto ciò che li riguarda: i bambini!

Anche i bambini rom hanno le loro “colpe indotte” da almeno tre fattori: la fame, i genitori, la scuola. Ma è la scuola il versante che più mi sta a cuore forse per pregressa formazione professionale. In tutti i campi rom “brulica” una miriade di bambini che si danno all’accattonaggio e agli scippi diventati un po’ più grandi. Nessuno pensa che molti frequentano anche la scuola soprattutto là dove gli accampamenti o le roulotte in cui vivono si fermano in un posto per lungo tempo. I bambini di Venezia, per l’appunto, che sono nati in Italia frequentano le scuole italiane e ne hanno tutti i diritti proprio perché cittadini italiani. La Lega in particolare ricorre ai picchetti e alla protesta urlata non solo perché non si costruiscano alloggi per i rom veneto-italiani, ma perché vengano anche allontanati: sono rom!

E quei bambini che hanno frequentato la scuola e che l’anno prossimo continueranno a frequentarla con gli stessi compagni, non è importante se con profitto o non, subiranno un incalcolabile sradicamento culturale, sociale ed umano. Quando ero in attività di servizio erano i genitori a “pregarmi”, naturalmente non ero il solo, perché seguissi i loro figli fino in quinta elementare, ma anche una sottintesa direttiva ministeriale per la famosa (chi non ne ha sentito parlare?) “continuità didattica”, che sottintendeva vari significati didattici, pedagogici, culturali, psicologici, affettivi, perché i bambini hanno dei punti di riferimento ben precisi che non sono solo i genitori per motivi ben precisi: il loro milieu si allarga e si restringe a fisarmonica e comprende tutto e tutti, la famiglia e la scuola in particolare. Tutto ciò avviene in una società normale (!?). Perché ai bambini rom deve essere precluso? Per una malintesa differenza razziale? E questo non è razzismo? Io non so trovare un altro termine o un’altra catalogazione.

Ho sentito il ministro Gasparri (vorrei tanto scrivere il suo nome con l’iniziale minuscola!) difendere a spada tratta le posizioni dei leghisti veneti. Ho provato disgusto e orrore. Sì, anche orrore, perché durante il nazifascismo si arrivò alle “Leggi Razziali” discriminando prima gli zingari, poi gli omosessuali, infine gli ebrei per giungere alla razza pura. Mi pongo una domanda: “ma la razza pura è quella dei Gasparri, dei Bossi, dei Berlusconi, dei naziskin nostrani?” Se così dovesse essere, per favore trasferitemi in Birmania: non ci sarebbe nessuna differenza tra l’Italia e la Birmania.
Da qualche tempo a questa parte non ho più stima degli italiani, me compreso!

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2 Risposte to “Mente Critica”

  1. mc Says:

    Grazie per averci segnalato ai tuoi lettori.
    Speriamo di non scomparire troppo presto 🙂

    Comunque, almeno una cosa di MC rimarrà: il pezzo salvato qui.
    E’ una consolazione.
    Scherzo.
    Grazie ancora. E’ un piacere averti tra i sostenitori di MC.

  2. Chiara di Notte - Klára Says:

    mc said…
    Grazie per averci segnalato ai tuoi lettori.

    Grazie a voi. La qualita’ del vostro lavoro giustifica le scelte dei molti che vi sostengono. 🙂

I commenti sono chiusi.


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