Fuoco e ghiaccio

Il blog e’ un diario personale, almeno per come lo intendo io, che tramite l’esposizione scritta di pensieri e stati d’animo, induce ad una rilettura in chiave piu’ distaccata, e quindi molto piu’ decifrabile, di quella parte della nostra personalita’ che gli altri riescono, forse, ad intravedere nei nostri comportamenti, ma che spesso a noi stessi/e resta celata. Per questo lo ritengo, come anche un diario cartaceo, uno strumento introspettivo sano e naturale.
Ma il blog, rispetto ad un diario classico, di quelli scritti a mano e gelosamente custoditi, possiede qualcosa in piu’, e cioe’ da’ la possibilita’ di interagire con una miriade di lettori anonimi che attraverso le loro provocazioni (molte volte stupide ed inconcludenti, ma alcune volte significativamente utili), stimolano riflessioni che altrimenti non scaturirebbero mai. Oltre a cio’, il blog permette anche di confrontarsi, in tempo reale, con altre persone che espongono i loro pensieri in liberta’, creando di fatto una specie di “laboratorio” globale in cui si fa terapia di gruppo.
Particolarmente solleticanti, per quanto mi riguarda, sono le riflessioni delle altre donne che con me hanno in comune il fatto di aver condiviso un tragitto di vita ed un’esperienza abbastanza simile, non solo come professione ma anche come condizione sociale, culturale, e forse etnica.

Prendo spunto da un post nel blog di mia sorella Alexia QUI ove, nei commenti, si esprimono alcune riflessioni riguardo allo stato d’animo che puo’ intervenire nel caso di un incontro (professionale) con una persona che si dimostri arrogante o comunque sgradevole. Ad un mio commento, in cui indico una possibile strategia da tenere nei confronti di un tal cliente che dimostri fin da subito di non essere gradevole (non tanto come aspetto quanto per il comportamento), lei risponde:

”Purtroppo, cara sorella, se sono incazzata mi viene solo la voglia di prendere a calci nel culo chi non rispetta le mie regole.”

Parlando seriamente, al di la’ delle battute ciniche che possono essere fatte, anche per rassicurare coloro che potrebbero, leggendo le mie parole, vedere sempre e comunque un rischio di “fregatura” in un incontro con una devochka, dico che se un cliente vuole evitare comportamenti freddi, distaccati oppure addirittura incazzati da parte della ragazza, e vuole vivere un’esperienza che valga il denaro pagato, la chiave di tutto la possiede solo lui. E non si tratta solo dei soldi. Deve soprattutto evitare determinati comportamenti, quelli che portano molti uomini a scaricare le loro frustrazioni su donne che loro considerano oggetti solo perche’ le pagano, ma che in quel momento non hanno alcuna voglia di essere trattate da bidoni dell’immondizia.

Solo chi capisce questo puo’, comportandosi in modo gentile ed educato, creare il clima giusto per un bell’incontro. Se e’ arrogante, se per lui il significato dell’incontro non e’ solo quello di ottenere un servizio di accompagnamento o sessuale, ma quello di esaltare il proprio ego frustrato mortificando l’altra persona, allora qualsiasi cosa succedera’ dopo, dalla fregatura relativa al servizio stile “Chiara”, all’incazzatura con conseguente fanculizzazione stile “Alexia”, se la sara’ cercata lui.

Esistono infinite ragioni per le quali una donna sceglie di fare la prostituta: un mix di esigenze e bisogni che ciascuna ha e che appartengono solo a lei. In relazione a cio’ esistono quindi infiniti modi di esercitare il mestiere, una cosa pero’ e’ certa: questo tipo di lavoro e’ basato totalmente sul rapporto personale, ed in questo influisce soprattutto l’umore della ragazza nel momento in cui deve rapportarsi con il cliente.

Chi desidera un incontro in cui venga perduta la sensazione di essere con una donna che e’ li’ solo perche’ pagata, in cui ci sia entusiasmo anche dall’altra parte, deve capire che tutto si basa su come la ragazza si sente in quel momento. Se ella si trovera’ a suo agio e stara’ bene, ovviamente corrispondera’ con un comportamento piu’ naturale e partecipativo.

Questo puo’ accadere pero’ solo nel caso in cui la professionista affronti il mestiere in modo umorale. Cioe’ elegga come priorita’ non il denaro, ma il “momento vissuto”, lasciandosi guidare dalle sensazioni, piu’ che dal mero calcolo economico. D’altro canto, come sara’ capace di dimostrare entusiamo quando incontrera’ clienti piacevoli, sara’ altresi’ fredda ed indisponibile con quelli che non sopporta.

Il cosiddetto “frigorifero”, invece, e’ colei che affronta il mestiere eleggendo come priorita’ il fattore economico. Ella avra’ con tutti i clienti, piu’ o meno, lo stesso comportamento. Non fara’ grandi distinzioni, e la personalita’ degli uomini incontrati, la loro simpatia, la loro gradevolezza fisica e sessuale non saranno dettagli rilevanti. Per soldi sara’ disposta ad accompagnarsi anche con persone sgradevoli (entro certi limiti), soffocando il fattore umorale, ma allo stesso modo non dimostrera’ neppure eccessiva passione con i clienti gradevoli.

Coloro che credono che la stessa devochka possa comportarsi indifferentemente in entrambi i modi sono completamente fuori strada, perche’ il suo atteggiamento durante un incontro non dipende solo dal cliente, ma dipende soprattutto da come lei ha deciso di affrontare il mestiere: freddamente con calcolo, o in modo umorale.

Poi ci sono le fuoriclasse, ma rappresentano una categoria a parte che, in confronto alle altre, sono come attrici che si siano diplomate all’Actor’s Studio.

3 Risposte to “Fuoco e ghiaccio”

  1. Dolce-Alexia Says:

    Come darti torto, cara sorella! Forse sei unica a comprendere ciò che voglio trasportare nei miei piccoli racconti. Non ho niente da dire all’riguardo, lo hai fatto tu. ;-))

  2. davide Says:

    Gentile Chiara,

    non posso che condividere quello che hai detto. La cortesia e l’educazione sono sempre da apprezzare in ogni contesto. Per esempio tempo fa (io lavoro in un grosso ente pubblico) una ditta che era stata esclusa da una grossa gara ed era convinta (a torto) che se avesse fatto ricorso avrebbe vinto la causa e si sarebbe aggiudicata l’appalto. Però il titolare della ditta è venuto da me e mi ha detto che non avrebbe fatto ricorso perchè era la prima volta che aveva trovato un funzionario così corretto, gentile e disponibile.

    Per quanto riguarda la escort ho sempre cercato di essere più gentile che potevo. Solo con quelle con cui avevo concordato un prezzo e poi quando sono arriavato me ne hanno chiesto uno più alto (senza giustificazione), mi sono comportato in modo sgarbato.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  3. Chiara di Notte - Klára Says:

    @ Alexia: Forse sei unica a comprendere ciò che voglio trasportare nei miei piccoli racconti.

    Cio’ che molte persone non si rendono conto e’ che nella vera comunicazione le parole se non sono supportate da altre cose si perdono nel vuoto.
    Quando ci si comprende non occorre neppure parlare.

    @ Davide: non posso che condividere quello che hai detto

    Ma io scrivo apposta per essere “condivisa”. Altrimenti come esprimerei il mio narcisismo?🙂

I commenti sono chiusi.


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