Vor v zakone – I parte

Premessa

Ho scoperto che l’uso di internet puo’ essere un ottimo metodo per curare la frustrazione. Quella che prende quando ci si accorge di essere “emeriti nessuno”, individui trasparenti per il mondo, insignificanti per la gente, inconcludenti nella vita.
Grazie al mezzo virtuale si possono infatti realizzare tutte le fantasie, recitare il film che immaginiamo, dar vita ai personaggi piu’ incredibili. Si puo’ essere protagonisti indiscussi, oppure semplici comparse.
Se brutti si puo’ diventare belli, se incapaci si puo’ diventare abili, se deboli e vigliacchi si puo’ diventare forti e coraggiosi, se imbecilli si puo’… beh, forse qui esagero… se imbecilli si resta imbecilli!
In internet esiste quella sensazione d’onnipotenza che i nostri antenati (neppure i nostri genitori) hanno mai potuto sperimentare.
Qui si annullano le distanze, da un’anonima abitazione di Quartoggiaro ci si puo’ trasferire in un battibaleno nei luoghi piu’ esotici della terra; dalle cascate Vittoria al Fujiyama, dal Rio delle Amazzoni a Tunguska. Novelli Indiana Jones che si muovono con disinvoltura in ogni avventura.
Qui si annulla il tempo e si viaggia, secondo necessita’ e senza alcun limite, nel futuro e nel passato.
Qui si annullano le condizioni sociali; da poveri si diventa ricchi, da falliti si diventa esperti in tutto, agenti segreti, killer… legionari.
Ebbene, mi viene voglia di farlo. Sono curiosa di capire come ci si puo’ sentire nei panni… vediamo… della escort disinibita? No, non mi pare il caso… dell’affascinante e romantico puttaniere? Uff… e’ ormai uno stereotipo abusato. Ed il pizzarolo-hacker e’ un personaggio che, con successo, qualcun altro sta gia’ recitando…
Ho deciso: vorrei essere boss della mafia russa. Un…

Vor v zakone

Mi chiamo Semyon Yudkovich Mogilevich, e sono nato il 30 giugno 1946 a Kiev, in Ucraina, da una famiglia ebrea appartenente alla classe media. I miei genitori sono Genya Tevevna Shepelskaya e Yudka Mogilevich.

A 22 anni ottengo la laurea in Economia nella prestigiosa Universita’ di Lvov.
“E’ uno studente brillante – dice di me uno dei miei professori – ha una memoria fotografica ed e’ capace di moltiplicare, dividere e addizionare istantaneamente anche numeri di sette cifre”. Mentre un altro afferma che il grande interesse che provo per la macroeconomia mi fa avere un’immagine panoramica di quella che e’ l’economia nazionale e mondiale.

Tutti credono che io possa diventare un grande accademico. Ma il mio destino e’ segnato

E’ il 1970 quando entro a far parte della Lyubertskaya di Mosca, un’organizzazione specializzata in piccole frodi e furtarelli di poco conto. Purtroppo la fortuna non mi assiste. Vengo arrestato. Passo sette anni in galera per reati relativi al cambio di valuta al mercato nero.

La mia prima grande occasione arriva nel 1980 quando il governo sovietico permette agli ebrei russi di emigrare in Israele. Dopo aver ricevuto il visto di uscita, pero’ le famiglie ebree che vogliono andarsene hanno solo pochi giorni di tempo per farlo. Molte famiglie possiedono oggetti antichi di valore e gioielli, la cui esportazione e’ severamente proibita dalle autorita’, cosi’ a me viene l’idea di propormi come loro “curatore” per quei beni che le persone sono costrette a lasciare in Unione Sovietica. Di fatto dovrei occuparmi di vendere questi beni, e spedire il ricavato al domicilio dei legittimi proprietari in Israele. E’ una piccola fortuna quella che accumulo vendendo quanto posseduto da migliaia di famiglie costrette a lasciare l’Unione Sovietica in fretta e furia. E decido di tenermi tutto il ricavato, contando sul fatto che questa gente non potra’ mai pretendere nulla da me.

Nel 1990 ho gia’ accumulato diversi milioni di dollari, che riciclo nel contrabbando di armi, nella prostituzione, nel gioco d’azzardo, nella droga e nel mercato nero. Il 1990 e’ anche un anno molto particolare. C’e’ il collasso del sistema sovietico ed i gruppi criminali acquistano un certo potere. Purtroppo il governo ingaggia, contro di essi, una dura lotta, ed io capisco che e’ meglio cambiare aria. Almeno per un po’.

Insieme ai miei luogotenenti decido di lasciare Mosca e mi trasferisco in Israele, dove prendo la cittadinanza e stabilisco contatti con altri gruppi emergenti russi e israeliani, espandendo il mio piccolo impero. Costoro vedono in me una persona capace di sapersi muovere nei complessi meccanismi finanziari internazionali.

Il denaro lo investo acquistando aziende. Compro discoteche, fabbriche di gioielli, gallerie d’arte, fabbriche di liquori e molte altre cose, ma allo stesso tempo continuo a espandere la mia rete di attivita’ illegali, prostituzione, armi, droga, attraverso numerose societa’ off shore.

Nel 1991 sposo una ragazza ungherese: Katalin Papp, e cio’ mi consente, nel 1992, di ottenere, con il passaporto ungherese, la mia quarta cittadinanza dopo quella ucraina, russa, e israeliana. Amo essere considerato “un cittadino del mondo”.

Mi trasferisco in Ungheria e decido di fare di Budapest la sede della mia organizzazione, replicando quella israeliana. Budapest risulta essere un rifugio sicuro, e dispone di un solido e sofisticato sistema bancario. Ufficialmente risulto essere un commerciante di grano e frumento, ma ormai tutti mi considerano uno dei vory v zakone piu’ intelligenti e piu’ potenti del mondo. Nessuno e’ in grado di arrestarmi. (viene chiamato “Don Cervellone” per la sua straordinaria intelligenza e abilità negli affari – ndr).

La mia specialita’ diventa il riciclaggio di denaro proveniente da attivita’ illecite, in un abile gioco di matrioshki e di scatole cinesi. Investo soprattutto nel settore delle discoteche, dei ristoranti, e nella produzione di liquori. Costituisco una organizzazione di circa 250 membri sul modello di Cosa Nostra, ma con uno speciale “tocco russo”, cioe’ quello di diventare molto amico di politici e ufficiali di polizia. Con la loro protezione riesco ad espandere i miei affari senza problemi, e ad avere il mio piccolo “esercito privato” composto da un centinaio di elementi, per lo piu’ veterani delle forze speciali ed ex combattenti in Afghanistan. Gente pronta a tutto, come il fedele Igor Tkachenko (ucciso a Budapest in un agguato – ndr), temuto in ogni parte del globo.

Nel 1992 acquisto anche una fabbrica di armi, la “Army Co-Op”, che produce cannoni anti aerei e missili terra-aria.

Nel 1993 mi accordo con la Solntsevskaya brava, una delle organizzazioni piu’ importanti di Mosca, per organizzare il traffico di opere d’arte ed antichita’ rubate dalle chiese e dai musei dell’Europa dell’Est.

Nel 1994 riesco a prendere il controllo della Inkombank, una delle banche private piu’ importanti della Russia, tramite un accordo segreto con il presidente della banca Vladimir Vinogradov. Ottengo in questo modo l’accesso diretto al sistema finanziario mondiale. Infatti la Inkombank ha una caratteristica che per i miei affari e’ indispensabile, cioe’ la sua immensa rete di conti corrispondenti che ha praticamente ovunque, nelle maggiori banche del globo come Bank of China, Union Bank of Switzerland, Swiss Bank Corp., Deutchebank e Bank of New York. Quest’ultima particolarmente interessante dato che tutte le mie maggiori transazioni avvengono in valuta statunitense.

(Continua)

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23 Risposte to “Vor v zakone – I parte”

  1. michail tal Says:

    Ciao Dievochka!

    Tutto si puo’ dire meno che sia un uomo poco intraprendente! 🙂

    Mai visto il bel film di Pavel Lounguine “The Oligarch”?
    Credo si ispiri alla vita di Berezovsky.

    Come ha intelligentemente osservato Roberto Saviano in “Gomorra”, questo tipo di personaggi, (analogamente ai boss del napoletano), possono considerarsi l’archetipo della figura dell’imprenditore capitalistico. E infatti è sempre in questa veste che amano presentarsi, non solo formalmente.

    Il fatto di far parte di oragnizzazioni criminali gli consente di eliminare con facilità enormemente maggiore tutti gli ostacoli che si frappongono al conseguimento dell’obbiettivo che è di ogni imprenditore, il profitto.

    Non ha problemi di sindacati, smaltimento di scorie dannose, regole, tasse etc. I suoi utili dipendono solo dalla sua intuizione imprenditoriale. E’ IL SOGNO DI OGNI IMPRENDITORE, NON AVERE ALCUN VINCOLO.

    Quante volte ho sentito discorsi tipo: “Oh se solo potessi lavorare senza avere tra le palle…”

    Chiaramente questo accesso “privilegiato” alle risorse (grazie alla coercizione della violenza), gli consente anche di essere molto piu’ competitivo nell’economia reale. Questo è il grande problema del nostro sud, li’ la mafia non è un parassita dell’economia, li’ E’ L’ECONOMIA. Perchè funziona meglio.

    Mi ricordano un po’ l’imprenditore Schumpeteriano, quello della distruzione creatrice.

    Che triste per La russia il periodo Eltsiniano, una rovina.

    Buona giornata Chiara

  2. duval Says:

    @michail tal:
    Come ha intelligentemente osservato Roberto Saviano in “Gomorra” …

    Se ti dicessi ciò che penso di Saviano, del suo business Gomorra, delle minacce ricevute e della necessità di una scorta, nonché della sua ridicola (e spero non connivente) denuncia alla camorra, mi sputeresti in un occhio.

    E ci hanno fatto pure il film!

    Mi immagino i boss che gli chiedono quanto spetta loro degli incassi.

    Ma poichè sono solo sensazioni e non ho dati a riprova, le tengo per me facendone certezze.

    p.s. ops! forse ti ho fatto capire come la penso !?!

  3. michail tal Says:

    Che drastico! mica sputo in faccia per cosi poco! … 🙂

    Basta per vedere quanti messaggi di commento ci sono sui vari forum (IBS ad es) per capire che polverone abbia sollevato nel pubblico. Sono a conoscenza che una piccola fetta di lettori non abbia gradito il libro, in particolare gente del meridione.

    Chiaro che dal libro avrà guadagnato, e me lo auguro, visto che adesso gli tocca emigrare!

    Che ti devo dire, a me è piaciuto molto. In generale ho notato che le critiche vertono piu’ su dietrologie sull’autore e i suoi presunti loschi fini (?) piuttosto che sul contenuto reale del libro.

    Io di libri sul crimine organizzato ne ho letti diversi, e questo sicuramente è uno dei migliori, se non il migliore.

    Per originalità, per innovazione nel taglio stilistico. Puo’ essere vero che i fatti di cui parla fossero gia’ noti a un pubblico di addetti ai lavori (e allora?) ma anche IL COME vengono esposti e spiegati alcuni nessi causali nella creazione della ricchezza in questo paese, ha indubbiamente una grande efficacia.

    Non è per nulla didascalico, tuttaltro, ha cucito insieme quintali di atti processuali con una narrazione degna di Tarantino, ma senza scadere in eccessi pulp.

    Ho apprezzato poi molto come ha saputo mettere in luce alcuni meccanismi mediatici, tipo quello della “ricorsività” dell’influenza mediatica fra soggetto osservato e soggetto osservante.
    Il cinema interpreta il mondo criminale a suo modo, nei film, i criminali si vedono in questi film e si autoproducono un modello di stereotipo, che imitano a loro volta in un circolo infinito (tutti i “good fella” italo-americani arrestati durante l’operazione Pizza Conncection degli anni ’80 avevano la videocassetta del padrino in salotto).

    Comunque il libro ha indubbiamente un contenuto politico, si vede che l’autore è di sinistra, e dunque puo’ risultare un po’ indigesto al pubblico di destra.

    Soprattutto perchè ala fine del libro si capisce piuttosto bene l’architrave dell’opera, che enuclea l’incessante e cieca ricerca del profitto ad ogni costo come motore e causa di tutte le peggiori nefandezze.

  4. davide Says:

    Caro Michail,

    “”Soprattutto perchè ala fine del libro si capisce piuttosto bene l’architrave dell’opera, che enuclea l’incessante e cieca ricerca del profitto ad ogni costo come motore e causa di tutte le peggiori nefandezze.””

    La ricerca del guadagno prescinde dal capitalismo, perchè esiste in tutti i luoghi e in tutte le epoche. I santi altruisti esistono solo in paradiso.

    Saluti Davide

  5. Chiara di Notte - Klára Says:

    La ricerca del guadagno prescinde dal capitalismo, perchè esiste in tutti i luoghi e in tutte le epoche.

    Dire TUTTI e’ errato. Conosco almeno un paio di luoghi in cui cio’ che affermi non e’ vero.

    Anche se concordo che la pulsione predominante dell’essere umano sia quella di accumulare avidamente.

    Un po’ come quella del maschio di mentire su tutto pur di fottere il piu’ possibile. Sei d’accordo?

  6. Chiara di Notte - Klára Says:

    @ Michael Tal: Soprattutto perchè ala fine del libro si capisce piuttosto bene l’architrave dell’opera, che enuclea l’incessante e cieca ricerca del profitto ad ogni costo come motore e causa di tutte le peggiori nefandezze.

    Credi che anche il clone abbia dovuto consultare qui?
    http://www.demauroparavia.it/39209

    No… sono certa che LORO gia’ conoscevano il signigicato. Fin dal 2004! :-))

  7. davide Says:

    Gentile Chiara,

    “”Un po’ come quella del maschio di mentire su tutto pur di fottere il piu’ possibile. Sei d’accordo?””

    In linea di massima sì. Pero conosco almeno un paio di maschi per cui cio’ che affermi non e’ vero: attenta a non generalizzare troppo, perchè l’amico Gullich ci tira le orecchie.

    Scherzi a parte anche in pieno comunismo la gente pensava al proprio tornaconto e ai discorsi sull’altruismo socialista nessuno credeva: tranne pochi sprovveduti.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  8. Chiara di Notte - Klára Says:

    anche in pieno comunismo la gente pensava al proprio tornaconto e ai discorsi sull’altruismo socialista nessuno credeva: tranne pochi sprovveduti.

    Non sono i “sistemi” a fare la differenza. E neppure le filosofie.
    Chi fa la differenza sono le persone.
    Faccio un un esempio stupido: se al posto di Stalin, ci fosse stato Gandhi, sicuramente il socialismo in Russia avrebbe imboccato una strada diversa.

    Ma tu dirai: “Gandhi non avrebbe mai potuto esistere in Russia”. Allora ti faro’ un esempio piu’ concreto: Imre Nagy e János Kádár. Stessa ideologia stessa nazionalita’ ma diversa personalita’.

  9. davide Says:

    Gentile Chiara,

    “Ma tu dirai: “Gandhi non avrebbe mai potuto esistere in Russia”. Allora ti faro’ un esempio piu’ concreto: Imre Nagy e János Kádár. Stessa ideologia stessa nazionalita’ ma diversa personalita’.”

    Guarda che Kadar è stato uno dei migliori capi comunisti. Tieni conto che il potere effettivo negli stati del Patto di Varsavia era dei sovietici. Per i margini di manovra che aveva è riuscito a dare all’Ungheria un sistema molto migliore di quelle che esistava nella maggior parte dei paesi comunisti.

    Condivido in linea di massima quello che hai detto sule persone. Però non credo giusto attribuire gli orrori del comunismo a Stalin o a poche persone. In Unione sovietica c’era un detto: Ivan è un assassino e uccide 7, 8 o 9 persone; ma per uccidere 7, 8 o 9 milioni di persone ci vogliono milioni di Ivan. Ti ricordo che durante il comunismo sono state sterminate milioni di persone.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  10. Chiara di Notte - Klára Says:

    Ti ricordo che durante il comunismo sono state sterminate milioni di persone.

    Non solo durante quello.

    E vedrai quante ne verranno sterminate anche a comunismo finito.

    Non ti preoccupare: sterminare i suoi simili e’ la specialita’ che all’essere umano riesce meglio.

  11. davide Says:

    Gentile Chiara,

    “Non solo durante quello.
    E vedrai quante ne verranno sterminate anche a comunismo finito.”

    Questo è vero. Però resta il fatto che dopo il nazismo il comunismo (ideologia) è quello che ha sterminato più persone.

    Ti faccio notare che le democrazie europee (Francia, Italia, Germania, Svezia, Austria ecc.) negli ultimi 40 anni non hanno mai sterminato nessuno: attenta a non generalizzare troppo perchè l’amico Gullich è sempre in agguato.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  12. Chiara di Notte - Klára Says:

    Però resta il fatto che dopo il nazismo il comunismo (ideologia) è quello che ha sterminato più persone.

    Credo che sia invece il cristianesimo 🙂

  13. davide Says:

    Gentile Chiara,

    “Credo che sia invece il cristianesimo :-)”

    Ti ricordo che nel medioevo e anche dopo ogni guerra si motivava con la Bibbia: spesso la religione è un pretesto che copre altri fini meno nobili (anche i nazisti portavano una fascia con scritto: Dio è con noi).

    Tanti saluti dal tuo Davide

  14. Chiara di Notte - Klára Says:

    anche i nazisti portavano una fascia con scritto: Dio è con noi

    Si’ tutti hanno questo bizzarro comportamento: pretendono che Dio sia solo con loro e non con gli altri.

    Anche i Musulmani… e persino Bush!

    Forse sbaglio. Forse non e’ stato il cristianesimo ma cio’ che ha dato origine a tutto questo ad essere l’ideologia che piu’ di tutte ha causato vittime: l’idea di un Dio.

    In nome di Dio si possono compiere le peggiori azioni. Per questo dico che SONO LE PERSONE che fanno la differenza e che possono rendere un’ideologia buona o cattiva. Come se fosse una pistola. Non e’ l’arma in se’ ma chi l’adopera.

    Anche se sono convinta che per evitare qualsiasi rischio sarebbero da abolire TUTTE le armi, quindi tutte le ideologie, quindi tutte le religioni.

    E’ utopia, lo so. All’essere umano togli il suo passatempo preferito dopo il gioco del calcio, che e’ la guerra, e lo vedi morire d’inedia.

  15. davide Says:

    Gentile Chiara,

    “”Anche se sono convinta che per evitare qualsiasi rischio sarebbero da abolire TUTTE le armi, quindi tutte le ideologie, quindi tutte le religioni.””

    Anche se abolissi tutte le armi non cesserebbero le guerre. Nel corso degli anni novanta le lotte fra etnie differenti in Africa (Uthu e Tuzzi ecc.) hanno fatto
    milioni di morti. La maggio parte sono stati uccisi a colpi di macete e a colpi di bastonate.

    Se gli uomini vogliono uccidersi sono capaci di farlo anche a morsi e coi pugni.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  16. duval Says:

    @Chiara:
    l’idea di un Dio

    Che ha perfino inteso cancellare “l’Idea di una dea”; hai ragione: sempre e solo danni.

    Cosa occorre per fare LA rivoluzione, dunque, vediamo …

    – definire chi ci sta (Chiara, Duval, …)
    – formare il Gruppo di Comando
    – il GdC deve essere in numero pari, massimo tre
    – redigere il Manifesto della Rivoluzione
    – il MdR verrà concepito nel corso di un incontro SEGRETO fra i componenti del GdC.

    Poi si vedrà, intanto facciamo l’incontro.

  17. Chiara di Notte - Klára Says:

    Poi si vedrà, intanto facciamo l’incontro.

    Ok, tu chiamami e ne parliamo :-))

    Tanto (lo hai detto tu) mi hai incontrata gia’, e la verita’ la dirai soltanto quando pubblicherai il tuo racconto. 🙂

  18. duval Says:

    Ok, tu chiamami e ne parliamo :-))

    Attraverso lo Spirito Santo? Che poi c’è il rischio che resti incinta pur essendo vergine?

    Tanto (lo hai detto tu) mi hai incontrata gia’, e la verita’ la dirai soltanto quando pubblicherai il tuo racconto. 🙂

    Qui mi tocca diventare serio.

    Il racconto l’ho scritto, manca giusto l’epilogo che resta necessariamente in attesa o, più verosimilmente, non vedrà mai la luce.

    Sono soddisfatto, mi piace molto; al punto che l’ho catalogato fra le (poche) cose “mie”, esclusivamente mie, quindi non condivisibili.
    Come un dipinto antico che tengo in luogo riservato e che ammiro con parsimonia; se fosse appeso ad una parete perennemente offerto al mio sguardo ed occasionalmente a quello dell’ospite, fra consuetudine e condivisione perderebbe fascino e gratificazione.

    La questione del “piacere della condivisione” forse meriterebbe una discussione a parte.

    Poichè non mi conosci se non virtualmente (che conta nulla) potrai giustamente supporre che in effetti io non abbia scritto alcun racconto.

    Buona domenica.

  19. Chiara di Notte - Klára Says:

    @ Duval: non ho cambiato il mio numero di telefono. E’ sempre lo stesso. Se, come dici, mi hai incontrata SPERO che te lo ricordi.
    E se non te lo ricordi non mi meriti :-)))

  20. duval Says:

    PRIVATO

    Ciao Chiara,
    due parole sulla mia convinzione di averti conosciuta.

    Prima vorrei chiarire però un paio di cose:

    credo (e spero) di avere scritto, le poche volte che ne ho scritto, “penso di averla incontrata”. Ci tengo al “penso”. Non ho certezze e non potrei averle.

    spero che tu non pensi che voglia farmi vanto di questa possibilità; primo perché non ne ho certezza; secondo perché non è nel mio carattere; se anche fosse che merito o vanto ci sarebbe nell’aver incontrato una escort che si pubblicizzava su internet?

    Le tue battute in merito finiscono sempre con la faccina sorridente e ciò mi rasserena.

    Un unico incontro mercenario senza alcun seguito (come cliente o cliente/amico) non può lasciare tracce, né da una parte né dall’altra.

    Allora perché questa convinzione, dirai?

    Perchè in seguito tu sei diventata un personaggio sui forum.

    Anni fa (non pochi), ad una ristretta cena di ier, assistetti ad una conversazione fra alcuni soci storici: parlavano di te.
    Uno in particolare sosteneva che tu fossi la tale ex-escort; non potrei giurare oggi che abbia detto di averti conosciuta personalmente ma credo di si. Allora non mi interessava molto l’argomento in quanto poco o nulla sapevo della Chiara virtuale. Però quella ex-escort nominata l’avevo incontrata.

    Quando Chiara mi è divenuta virtualmente famigliare, ho ricordato l’episodio e, poiché la persona in questione era per me affidabile, ne ho tratto la mia convinzione. Tutto qua, nulla di particolare.

    Una sola cosa mi lascia un dubbio:
    non so bene perché ma, leggendo da tempo i tuoi scritti, mi sono fatto l’idea che la Chiara del blog abbia una età attorno ai 35 anni; mentre la Chiara escort aveva, secondo me, più di 30 anni all’epoca dell’incontro (presunto), quindi oggi avrebbe superato o dovrebbe essere attorno ai 40.
    Ma sulle età delle donne non possono esistere certezze :))

    Ad evitare possibili incomprensioni non tratterò più l’argomento.

    Buona domenica.

  21. Chiara di Notte - Klára Says:

    mi sono fatto l’idea che la Chiara del blog abbia una età attorno ai 35 anni; mentre la Chiara escort aveva, secondo me, più di 30 anni all’epoca dell’incontro (presunto), quindi oggi avrebbe superato o dovrebbe essere attorno ai 40.

    Beh, questa tua affermazione mi rassicura. Intendo dire mi rassicura perche’ mi spiacerebbe aver dato a qualcuno in passato per due lire qualcosa che oggi quel qualcuno me la pagherebbe 20.000 euro… circa 🙂

    I fatti sono due: o chi hai incontrato tu 10 anni fa non ero io, oppure le mie convinzioni di portare bene i miei anni sono errate, e gia’ allora ne dimostravo assai di piu’ di quanti ne avevo 🙂

    Sul mio sito web erano presenti le foto ed era indicata l’eta’. Dato che ritengo di avere avuto (almeno a quei tempi) un fisico giusto e l’eta’ giusta per fare cio’ che facevo, ed avendo questo maledetto carattere (a volte ingenuo), non ho mai ritenuto opportuno ne’ barare su una cosa ne’ barare sull’altra.

    Pero’, come dici tu, “Poiche’ non mi conosci se non virtualmente (che conta nulla) potrai giustamente supporre che in effetti io ti stia mentendo”.

    Ultima cosa: una volta mi dicesti che, nell’ambiente delle escort in internet, avevi incontrato (non ricordo chi ed anche se lo ricordassi non scriverei il nome) qualcuna che aveva fatto parte del sito Metropolitan, Ebbene io non ne ho mai fatto parte. 🙂

  22. duval Says:

    Beh, questa tua affermazione mi rassicura.

    E questa tua affermazione chiarisce a me due cose: sei una ragazza poco più che trentenne, dunque NON ti ho mai incontrato, essendo oggi certamente almeno quarantenne la escort che pensavo fossi tu.
    Non è un problema, anzi, potrò formare di te un’idea fisica nuova, meravigliosa a piacere.

    Intendo dire mi rassicura perche’ mi spiacerebbe aver dato a qualcuno in passato per due lire qualcosa che oggi quel qualcuno me la pagherebbe 20.000 euro… circa 🙂

    Il qualcosa che mi avresti dato per due lire in passato, trattandosi di un (presunto) incontro mercenario non poteva essere altro che la figa; non ho mai detto che vorrei oggi, per circa ventimila euro, la tua figa; di fighe intese come organo sessuale femminile fortunatamente ce ne sono a volontà e costano molto meno, io intendevo qualcosa di più interessante.

    Vado a costruirmi una nuova immagine di splendida trentenne.

    p.s. riguardo ai messaggi privati, la tua regola è che puoi decidere di pubblicarli senza preavviso? Nel caso specifico nessun problema ma … sarà opportuno tenerne conto in futuro.

  23. Chiara di Notte - Klára Says:

    riguardo ai messaggi privati, la tua regola è che puoi decidere di pubblicarli senza preavviso?

    Scusami Duval. Errore mio. Non avevo visto che era privato.
    Se vuoi puoi cancellarlo ma non vedo niente di particolarmente compromettente.

    non poteva essere altro che la figa

    La figa non e’ certo il mio “pezzo forte”. Se devo essere sincera e’ una cosa che hanno tutte le mie sorelle. Veramente io parlavo d’altro. Non crederai che, nonostante la mia “giovane” eta’, io sia cosi’ stolta da non aver capito che non sei tipo da pagare 20.000 solo per quella 🙂

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