Segregata e violentata dal padre per 24 anni

Ma cos’hanno nella testa certi uomini? Mi piacerebbe aprirgliela e guardarci dentro. Buttare via il marcio, che sicuramente e’ abbondante, e poi richiuderla, lasciandoli cerebrolesi per il resto della loro vita.

E’ una cosa che solo gli uomini, quando malati, sono in grado di fare, solo loro possono arrivare a tanto. Nessuna donna sarebbe capace di segregare il proprio figlio, o il figlio di un’altra donna, per abusare di lui nel modo in cui ha fatto questo padre con sua figlia.

“VIENNA – Orrore in Austria per un nuovo «caso Natascha Kampusch»: ad Amstetten, un uomo avrebbe tenuto rinchiusa per oltre ventiquattro anni la figlia in una cantina, abusando sessualmente della donna, e oggi sarebbe il padre-nonno dei 7 figli nati dall’incestuosa relazione. La notizia è stata diffusa dalla radio pubblica austriaca Orf e dall’agenzia Apa, a cui le autorità hanno confermato i sospetti. Le autorità sono incappate nella drammatica vicenda quando un uomo ha portato nell’ospedale di Amstetten una giovane 19enne in gravissime condizioni. Lui ha detto di aver trovato la ragazza in stato semi-incosciente; i medici hanno voluto cercare la madre, per capire come si fosse ammalata e hanno scoperto la vicenda. A quel punto sono scattate le ricerche della madre, che sentendosi braccata, avrebbe fatto ritrovare un biglietto con scritto: «Non cercatemi, sarebbe inutile e potrebbe soltanto acuire il mio dolore e quello dei miei figli». L’uomo avrebbe abusato sessualmente per anni della figlia, che oggi ha 42 anni, e sarebbe non solo il padre della giovane internata, che versa tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva, ma anche dei suoi sei fratelli.

La donna, Elisabeth F., ha detto alla polizia di aver avuto sette figli, uno dei quali morto subito dopo la nascita. Avrebbe iniziato a subire i primi abusi sessuali dal padre all’età di undici anni e che il 28 agosto del 1984 venne definitivamente rinchiusa in una stanza dello scantinato della loro casa. Ed è qui che la donna ha dato alla luce sette figli, di cui due gemelli, uno dei quali morto qualche giorno dopo la nascita perché non assistito abbastanza. Secondo il racconto di Elisabeth, il padre si occupò di liberarsi del corpo, bruciandolo. La polizia ha riferito che nel corso degli interrogatori la donna ha mostrato segni di «grandi disturbi» psicologici ed ha accettato di parlare solo dopo aver ricevuto l’assicurazione che non avrebbe più avuto alcun contatto con il padre e che le autorità si prenderanno cura dei suoi figli, tre ragazzi e tre ragazze di età compresa tra i 5 e i 20 anni. Il caso ricorda molto da vicino quello di Natasha Kampusch, la giovane tenuta segregata per 8 anni in una cantina di una casa alle porte di Vienna da il suo sequestratore- padrone.

La polizia austriaca ha arrestato l’uomo che ha 73 anni. La donna, che si chiama Elisabeth Fritzl secondo la tv, ha raccontato alla polizia di essere stata invitata dal padre nel 1984, quando aveva 18 anni, nella cantina della sua casa, nella cittadina di Amstetten, in Bassa Austria, dove è stata drogata e ammanettata.

«Durante i 24 anni di prigionia l’uomo ha abusato di lei in continuazione», spiega in una conferenza stampa il capo della polizia del land Bassa Austria, Franz Polzer. Per stabilire quali e quanti siano i figli ora dovranno essere eseguiti i test sul Dna. Il padre arrestato non ha rilasciato dichiarazioni.”

Fonte Reuters

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19 Risposte to “Segregata e violentata dal padre per 24 anni”

  1. davide Says:

    Gentile Chiara,

    che solo i maschi possano fare una cosa simile è vero, però nel caso in esame si tratta di un episodio isolato dovuto solo alla follia di quel padre.

    Quello che non capisco è come sia stato possibile che un padre tenesse segregata la figlia per
    24 anni, mettendola più volte incinta, senza che nessuno si sia accorto di nulla.

    tanti saluti dal tuo Davide

  2. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    però nel caso in esame si tratta di un episodio isolato dovuto solo alla follia di quel padre.

    Isolato non tanto. I casi di pedofilia con segregazione sono molto meno isolati di quanto tu pensi, e l’episodio di Natascha Kampusch (che e’ uno dei tanti) lo conferma.

    Follia di sicuro, ma una follia TUTTA MASCHILE. E se l’ha fatto un padre immaginiamo cosa non potrebbe fare un estraneo.

    come sia stato possibile che un padre tenesse segregata la figlia per
    24 anni, mettendola più volte incinta, senza che nessuno si sia accorto di nulla.

    In effetti sa un po’ di bufala… Puo’ essere che Reuters diffonda notizie inventate… non so. 🙂

  3. Flyingboy Says:

    come sia stato possibile che un padre tenesse segregata la figlia per
    24 anni, mettendola più volte incinta, senza che nessuno si sia accorto di nulla.

    Davide, c’e’ un fenomeno che fu’ chiamato il sindrome di Stoccolma dopo la rapina di banca in Stoccolma nei primi anni 70.

    E’ una risposta psicologica di un ostaggio rapito, in cui l’ostaggio mostra segni di lealtà verso il detentore, indipendentemente dal pericolo (o almeno rischio) in cui l’ostaggio è stata messo. Sindrome di Stoccolma è anche a volte discusso in riferimento ad altre situazioni simili tensioni, come la sindrome di persona colpita, casi di stupro, abusi sui minori e casi di rapimento.

    Certo, dubito che questo fenomeno prevaleva, piu’ probabile e il timore per i propri figli ed e ben saputo che le madri sono in grado per sofrire il indescrivibile e mettere la vita dei suoi figli in fronte alla sua.

    Il perche’, sono convinto tutti i massmedia andranno in cerca di scoprire per riempire le pagine di stampa gialla, come e stato con il caso di Natascha Kampusch.
    Chi sa quanti giornali si occuperanno con il fenomeno di un maschio fetido e malato (ma scommetto il vicino perfetto). Ma quelle notizie non portano soldi.
    La stessa domanda che ti sei posto Davide, si sara’ posta moltissima gente, ed i prossimi giorni dimostreranno quanto il nostro stesso interesse sulle disgrazie umane e deviante.

  4. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ok, ma nessuno, in tutto questo tempo che scrivo che la follia e’ SOLO MASCHILE ha saputo spiegarmi perche’ una donna non arriverebbe mai a tanto. Perche’ una donna non soffre di questa patologia?

    E soprattutto…

    E’ un argomento che gli uomini TUTTI vogliono evitare o minimizzare relegando questi episodio come isolati e sporadici, quando invece esiste una forte componente di violenza nella sessualita’ maschile che in taluni casi sfocia anche in manifestazioni deviate di questo genere.

    Un po’ come accade quando parlo di Bush… Lui puo’ fare certe cose e restare impunito, mentre gli altri non possono…

    Se si va ad esaminare il meccanismo che spinge alla NEGAZIONE ed alla RIMOZIONE di determinate storture, minimizzandole, sottacendole oppure trovando loro delle giustificazioni, ci si accorge che e’ lo stesso.

  5. lucenera Says:

    @Chiara di notte said: “….. che la follia e’ SOLO MASCHILE ha saputo spiegarmi perche’ una donna non arriverebbe mai a tanto. Perche’ una donna non soffre di questa patologia? “”

    Esistono i geni della giovinezza, della vecchiaia, i geni attribuibili ad ogni singola patologia fisica, e ad ogni singola patologia mentale, non c’è nulla di più scientifico della predisposizione ai più efferati delitti da parte dei maschi.

  6. Flyingboy Says:

    Chiara ha detto…
    Ok, ma nessuno, in tutto questo tempo che scrivo che la follia e’ SOLO MASCHILE ha saputo spiegarmi perche’ una donna non arriverebbe mai a tanto. Perche’ una donna non soffre di questa patologia?

    Se mi hai letto attentamente, sai esattamente il mio pensiero al riguardo.

    Pero’, cercherò di approfondire in un modo non da psicoanalista, non da sociologo, non antropologo, ma da un semplice osservatore, un essere umano.

    Con quello che scriverlo, non voglio minimamente diminuire i fatti stravolgenti di quali portati al estremo come descritto nel tuo post, creano solo il mal di stomaco e una rivolta disgustosa che fa svegliare il barbaro in me al punto di cominciare a tagliare le estremità a certi maschi

    Ma evitando i luoghi comuni vorrei iniziare con una citazione di femminista radicale Wendy McElroy che si esprime cosi:
    “Women aren’t the only victims of domestic abuse. Men are too, but no one likes to talk about it. … Battered men pay taxes to support hotlines and shelters from which they are excluded because of their sex. They are dismissed by police because of their sex. Crime and punishment in domestic violence seem to hinge on genitalia and – legally speaking – men have the wrong equipment. The only right abused men seem to have retained in full is the right to remain silent.”.
    Nei casi di violenza domestica verso un maschio, i maschi sono sia socialmente sia giuridicamente discriminati. Ma questo non e un grande male da darli tanto spazio qui.
    Perro questo dice molto di mentalità in quale i due sessi convivono.

    Nella cultura in qui viviamo la donna (anche se le cose stanno cambiando) e considerata la “piu’ debole” (notare le parentesi e il termine considerata). E cosi anche i bambini. Non per niente la mia sensibilità e empatia e’ rivolta verso di loro. Ma se ci penso, la mia sensibilità e rivolta verso i piu’ deboli in quali va esercitata la fetida prepotenza di quelli che si credono i piu’ forti.

    E il paragone con Bush ci sta.

    Storicamente, “culturalmente”, socialmente, il maschio si crede piu’ forte, e le donne di conseguenza si credono piu’ deboli. Come certi paesi piu’ poveri sono abituati storicamente a una sottomissione, cosi anche le donne hanno sviluppato con il tempo una soglia di tolleranza alta verso la dominazione dei maschi. Come la soglia si alzava, le patologie erano sempre piu’ estreme e disgustose.

    Le patologie nei comportamenti estremi esistono nei tutti i due dei sessi. Le donne sono in quasi tutti i casi quelle che ammazzano i propri neonati (e in caso di coinvolgimento del maschio e sempre perche coinvolto dalla femmina). Non e il caso di esaminare quale comportamento sia piu’ grave, quello di soffocare il neonato in una toilette, o stuprarlo piu’ avanti nella vita. Sempre patologia disgustosa e’.

    Esaminiamo il caso maschile:
    Anche se le cose stanno cambiando, rimane sempre il seme patologico del neanderthal che andava in “conquista” delle donne sventolando il tronco di albero sopra la testa.
    La verita’ triste e che maggiorità di patologie maschili e spinta dai due motivi principali: sesso e potere (materializzato in denaro, tanto denaro), mentre quelle femminili sono piu’ sofisticate.

    Come si puo’ spiegare il fenomeno per il momento non lo so. Sarebbe da munirsi di scritture dedicate di psicologia (basta evitare le solite scemeze di Freud).

    Tu hai qualche idea?

    PS: Certo che sono dei casi isolati, ma come in ogni guerra cosi anche in quella recente croata, cera piu’ di una donna ma una in particolare che faceva delle cose indescrivibili in campi di concentramento.

    PSS: Se mi chiedi perche’ sono sempre le donne quelle che subiscono le violenze sessuali, e’ per il semplice natura fisica che stata distribuita tra i sessi. Ma di questo abbiamo gia discusso.
    Sarebbe interessante a discutere di come curare queste malattie tipiche maschili.

  7. Flyingboy Says:

    Chiara di notte said:
    E’ un argomento che gli uomini TUTTI vogliono evitare o minimizzare

    Mi piacerebbe capire da dove ai dedotto che TUTTI gli uomini vogliono minimizzare il argomento.

    A volte mi sembra di buttare le parole al vento quando scrivo qui.

    Se vuoi generalizzare senza nessun scrupolo, va bene. Ma non capisco a che buon fine questo puo’ portare.

    Mio nonno, mio padre, tutti i miei amici di cuore ed io stesso non hanno mai alzato la mano su una donna e figuriamoci qualcosa di piu’. E tutti con disgusto e rivolta affrontano ogni violenza e quella contro le donne e bambini in particolare.

    Poi’ ci sono quelli che hanno AGITO intromettendosi nelle situazioni dove si esercitava la violenza verso una donna (che non conoscevano neanche). Ma qui non e il caso di parlarne.

    Se si va ad esaminare il meccanismo che spinge alla NEGAZIONE ed alla RIMOZIONE di determinate storture, minimizzandole, sottacendole oppure trovando loro delle giustificazioni, ci si accorge che e’ lo stesso.

    Mi potresti spiegare dove hai incontrato delle GIUSTIFICAZIONI del comportamento PATOLOGICO da te riportato?

  8. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Mi potresti spiegare dove hai incontrato delle GIUSTIFICAZIONI

    Qui:

    Le patologie nei comportamenti estremi esistono nei tutti i due dei sessi. Le donne sono in quasi tutti i casi quelle che ammazzano i propri neonati (e in caso di coinvolgimento del maschio e sempre perche coinvolto dalla femmina). Non e il caso di esaminare quale comportamento sia piu’ grave, quello di soffocare il neonato in una toilette, o stuprarlo piu’ avanti nella vita. Sempre patologia disgustosa e’.

    Qui:

    Certo che sono dei casi isolati, ma come in ogni guerra cosi anche in quella recente croata, cera piu’ di una donna ma una in particolare che faceva delle cose indescrivibili in campi di concentramento.

    Sono solo due esempi di EQUIPARAZIONE, che significa SCISSIONE DELLE RESPONSABILITA’, quando la violenza sessuale perpetrata per 24 anni, o per 8 nel caso di Natascha Kampusch, o di tutto cio’ che ancora non e’ conosciuto perche’ nascosto in qualche cantina o in qualche soffitta, e’ qualcosa in piu’ rispetto ad accadimenti di fatti in cui sono coinvolti sia maschi che femmine.

    L’infanticidio senza motivi sessuali e’ COMUNE fra uomini e donne: le donne lo fanno per una depressione post parto, gli uomini magari perche’ intendono vendicarsi di uno sgarro.

    La violenza verso prigionieri in guerra e’ COMUNE fra uomini e donne e possono essere entrambi aguzzini.

    Fin qui tutto e’ parificato… ma c’e’ qualcosa in piu’ che coinvolge SOLO GLI UOMINI ed e’ la violenza come quella dei fatti di cui stiamo parlando. Spesso, rivolta verso le proprie figlie.

    Uomini che vivono le loro fantasie malate sulla pelle di bambine (ma anche di bambini).
    Qui non si tratta di violenze a sfondo passionale, o per rapina, o per vendetta o per intimidazione e minaccia come in caso di guerra, qui si tratta di violenze finalizzate alla SCOPATA…

    E’ vero, lo so che in guerra certe donne possono diventare delle aguzzine assai crudeli, esattamente come gli uomini, ma questa della violenza finalizzata allo schizzo genetico e SOLO AL MASCHILE. Anche l’aguizzina piu’ aguzzina non farebbe mai una cosa simile solo per FOTTERE un ragazzino, mentre per certi uomini pare che non esistano limiti d’eta’ o familiari pur di ficcare il loro cazzo da qualche parte.

  9. Flyingboy Says:

    menntre per certi uomini pare che non esistano limiti d’eta’ o familiari pur di ficcare il loro cazzo da qualche parte.

    Ha ragione Chiara. Il accento e su CERTI. Chiaro che sicuramente in tutti i maschi alberga il cromosoma degenerato che porta alle PATOLOGIE quali si esprimono nei atti indescrivibili con parole, senza nessuna GIUSTIFICAZIONE.
    Il cromosoma violento che porta a compiere dei atti contro gli altri esseri umani credo non ha sesso. Comunque quello maschile in CERTI maschi porta a compiere dei atti che sono piu’ che GIUDICABILI, ma questo e un fatto triste e ovvio.
    Il fenomeno che trovo assai interessante in questi casi e che questi oggetti (per non chiamarli uomini), come era il caso di detentore di Natascha Kampusch, vengono visti e considerati come dei “vicini perfetti”, tranquilli, e mai in conflitto con il resto del mondo, ma sotto sotto, alimentano la anima marcia e fetida.
    Come e possibile identificare questi individui? Come proteggersi? Cosa li spinge a certi comportamenti? Sono delle domande che nei nostri tentativi dei semplici osservatori posiamo solo immaginare.
    Ammettere che in noi alberga sia la violenza sia la empatia e altruismo e solo questione di cortezza intellettuale. Dire che i uomini in generale non sono in grado a domare il cromosoma violento, sarebbe scorretto non tanto verso i lettori che ti leggono siccome delle certezze a proposito non le avremo forse mai, ma verso i Uomini come Gandhi, come Dalai Lama e migliaia e migliaia dei anonimi uomini, brave persone da ammirare e stimare.

    La consapevolezza del cromosoma latitante nei profondi oscurità del animo umano (specialmente maschile) e il primo passo verso un agire che lo sotterra profondamente dove il sole non riesce a raggiungere. E comunque, finche non si realizza la fantasia del “Minority report”, e il dovere del umanità di identificare, prevenire, giudicare e severamente punire talli comportamenti.

    E non basta solo guardare e giudicare dai semplici osservatori,ma ognuno nel suo piccolo dovrebbe sentire la responsabilità di agire contro la violenza verso un altro essere umano, perche’ un giorno potrebbe succedere a noi.

  10. UnUomo.InCammino Says:

    Veramente allucinante.
    :/

    Cmq, nella vita ho imparato ad evitare i quantificatori universali: nessuno, sempre, tutti, mai etc.
    Non credo che le donne siano cherubine colle ali. In genere, quando sono violente, non lo sono brutalmente e in forma fisica.

  11. Devas Says:

    non hanno cuore…sono tantissimi, magari ne conosciamo qualcuno e la cosa mi spaventa. Come puoi guardare negli occhi tua figlia senza angosciarti, capendo quello che stai facendo? Trovo la cosa orribile…e poi, molto probabilmente amano gli animali…

    in questo caso…beh…una bella siringa nelle narici…si si!

    (una bella siringata anche a quei pirla della famiglia Bush 🙂 )

  12. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ UnuomoInCammino: nella vita ho imparato ad evitare i quantificatori universali: nessuno, sempre, tutti, mai etc.

    @ Flyingboy: Il accento e su CERTI

    Ecco… appunto… certi.

    Ma adesso faccio un esempio che spero non offenda nessuno: ammettiamo che ci sia qualcosa, come la calvizie, che riguardi moltissimo gli uomini ed in maniera quasi irrilevante le donne. Sarei scusata a dire che certi uomini restano calvi mentre alle donne non succede quasi mai?
    Ed in caso potessi dirlo senza offendere nessuno, sarei scusata se chiedessi i motivi per i quali esiste questa diversita’?

    Credo che stabilire quali siano le cause serva moltissimo per “curare” preventivamente ogni maschio perche’ non diventi calvo.

    Poi, e’ ovvio che coloro con il “riportino” potrebbero anche offendersi dicendo che loro non perdono i capelli se non in maniera minima :-))

  13. UnUomo.InCammino Says:

    Klara, giustamente si va anche per grandi numeri.
    Solo che io non penso affatto che il 98.9193% delle donne siano delle angiolette sante e protettirici del buono e del bene comune.
    Hanno dinamiche e caratteristiche “negative” diverse.
    La fine violenza psicologica è assolutamente femminile (lasciamo perdere l’iconografia da barzelletta che cmq ha un fondamento).
    Insomma, per rimanere sul Verbo, l’idioma “latte di suocera” non indica il suocero ma… la suocera.

    Già scrissi qui dentro dello stupro piscologico (probabile causa, per alcuni esperti della tendenza al BDSM).

    Le donne non sono meglio o peggio, in complesso. Sono diverse. Su alcune cose meglio su altre peggio.
    Rimango ottimisticamente egualitario o ugualmente cinico.

  14. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Solo che io non penso affatto che il 98.9193% delle donne siano delle angiolette sante e protettirici del buono e del bene comune.

    Neanche io lo penso, pero’ la tua propensione a “spalmare” la cattiveria in porzioni equamente distribuite fra maschi e femmine, mi pare un po’ (perdonami) di parte, e solo perche’ non sei donna.

    Un po’ come i ricconi che sono propensi a spalmare la pressione fiscale con un’aliquota unica del 20% per tutti 🙂

    In tutte le cose esistono dei livelli di gravita’: e’ sicuramente una barbarie quella di uccidere un neonato (la depressione post parto e’ il motivo di tali efferratezze caro Flyingboy), ma e’ molto diverso dal segregare una bambina (per 24 anni oppure per 8 o per 1 il senso non cambia) in una cantina per fotterla a sangue.

    Esistono ceramente le donne che insieme al loro amante massacrano il marito, ed allo stesso tempo esistono gli uomini che uccidono la moglie per il medesimo motivo.
    Esistono i torturatori e le torturatrici, esistono tanti aspetti comuni fra maschi e femmine, ma ce n’e’ uno che e’ solo esclusivamente maschile ed e’ quello che produce il 99% dei serial killer ed il 99% dei pedofili: la pulsione sessuale.

    E’ sicuramente un aspetto che inquieta la donna, ma inquieta anche l’uomo perche’ immagino capisca quanto le azioni di pochi possano inficiare i buoni comportamenti di molti.

    Ti faccio un esempio: se io avessi una figlia di 10 anni non l’affiderei mai ad un uomo, per ovvie ragioni, mentre magari mi fiderei piu’ di una donna…

    Ma non mi fiderei dell’uomo neppure se, invece di una bambina, si trattasse di un maschietto.

    Comprendi cosa intendo dire?

    Intendo dire che dalla donna posso al limite attendermi che mi svaligi l’appartamento, oppure che mi porti via il bimbo per farlo suo (cosi’ fanno certi zingari dei cui comportamenti mi vergogno di avere in parte la loro etnia), ma non penserei mai ad una violenza sessuale su mio figlio.

    E’ a causa di costoro, di questi personaggi, che le donne (anche i maschietti ma soprattutto le bambine), fin da piccole, vengono messe in guardia, indotte a diffidare, e questo credo sia un problema non solo per le madri, ma anche per quei TANTI, TANTISSIMI padri.

    Credo che sarebbe utile per tutti stabilire intanto una cosa, e cioe’ che questo tipo di violenza e’ ESCLUSIVAMENTE MASCHILE e che non puo’ essere equiparata, come gravita’, alla violenza “psicologica” femminile (che poi credo di intuire sia quella del “te la faccio annusare ma non te la do” oppure l’eccessivo attaccamento ai figli, tanto da renderli sempre dipendenti della figura genitoriale).

    Insomma, stabilire una scala di valori serve innanzitutto a non far un minestrone in cui, poi, non si riescono ad individuare le diverse responsabilita’, maschili e femminili, e non si riesce a stabilire quale sia l’ambiente migliore per far crescere i figli.

    L’altra sera leggevo un libro, nella prefazione l’autore esprimeva un concetto quasi vantandosi, e cioe’ che la sua personalita’ era quella, cosi’ sensibile, cosi’ tollerante, cosi’ riflessiva, perche’ era cresciuto in un ambiente TUTTO femminile. Non lo dico io, lo dice lui ed e’ un uomo… e non e’ gay.

    So anche che una ragazza cresciuta in un ambiente marziale, in cui la preponderanza e’ maschile, ed in cui deve comportarsi da maschio, oppure difendersi dai continui assalti dei maschi, sviluppera’ una personalita’ diversa da quella dello scrittore di cui ho parlato, nonostante sia femmina.

    Poi sta a noi decidere quale dei due ambienti crei le persone migliori.. o, se non migliori, meno pericolose per gli altri.

    Da parte mia non ho dubbi.

  15. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ecco gli sviluppi.
    http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080428/tts-austria-abuse-ca02f96.html

    Effettivamente non si puo’ prendere tale personaggio come stereotipo esemplare della violenza sessuale che certi adulti maschi perpetrano nei confronti delle donne fin da quando sono bambine, pero’ fa riflettere tantissimo, in quanto, come estremizzazione, puo’ servire a risvegliare le coscienze sopite di chi cerca di rimuovere la violenza sessuale annoverandola come un “fatto di costume”.

    Non sono molto lontani in tempi in cui anche in Italia era perdonato il delitto d’onore, oppure la responsabilita’ degli stupri era attribuita all’abbigliamento della donna.
    Ancor oggi sento fare, da tanti italici maschietti, il seguente discorso: “se vai in giro vestita cosi’ non lamentarti se poi ti stuprano”.

    Che cazzo di discorso e’?

    Tu uomo puoi andare in giro vestito come ti pare, perche’ io donna devo avere dei limiti?

    Anche se andassi in giro seminuda io ho il diritto di non essere molestata. Esattamente come io non molesto un uomo se quello va in giro senza maglietta.

    Sono cresciuta in un sistema in cui uomini e donne erano PARI di fronte allo stato, ed avevano pari diritti e pari doveri. Solo giunta in Italia ho visto un sistema diverso.

    Purtroppo la cultura occidentale, specialmente quella conservatrice, porta in se’ questo aspetto di subordinazione della femmina al maschio che io non tollero. Una cultura che, ahime’, si e’ incuneata persino nei gangli sociali di quei Paesi in cui, come ho detto, una volta esisteva un diverso rapporto fra i generi.

  16. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ancora un aggiornamento, e c’e’ pure una foto dell’amorevole padre.

    http://www.iltempo.it/interni_esteri/2008/04/29/872997-padre_confessa_abusi_incesto.shtml

  17. Kameo Says:

    La cosa che più mi sconcerta è la grigia figura della moglie dell’irreprensibile “mostro”.
    Come ha fatto questa donna a non vedere? A chiudere gli occhi per tutti questi anni?
    Come hai già scritto tu Chiara, in altri post mi pare, la responsabilità ricade anche sulla moglie, complice di non averlo fermato prima.

  18. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Come hai già scritto tu Chiara, in altri post mi pare, la responsabilità ricade anche sulla moglie, complice di non averlo fermato prima.

    La moglie e’ il personaggio piu’ squallido di tutta la vicenda.
    Non e’ la sola moglie che si comporta in questo modo. Quasi tutte le mogli dei pedofili SANNO ma accettano di tutto, per paura di perdere l’uomo.
    Accettano persino la violenza sui propri figli e sono le cosiddette “donne Eva”, cioe’ quelle che esistono solo come “accessorio” alla personalita’ maschile che le domina.

  19. giovanni Says:

    Anni fa mio zio Antonio fece un quadro ad olio che ricevette molti premi e che tutti elogiavano.
    A me il quadro sembrava orribile e non capivo cosa significava.
    Raffigurava come se si fosse affacciati alla finestra del primo piano e si osservasse il marciapiede di fronte.
    Sul marciapiedi vi era un uomo con giacca, cravatta e libro con scritto LEX sotto il braccio ma dal busto in giù il corpo di cavallo.
    Alle spalle dell’uomo una donna vestita con i sacchetti della spesa in mano.
    Davanti all’uomo invece donne nude con borse e sacchetti della spesa in mano.
    Un giorno chiesi a mio zio cosa significava e lui mi disse:
    L’uomo é un animale e su questo non ci piove.
    Gli animali sono esseri istintivi.
    Quindi ogni uomo, anche un uomo di legge, ben vestito e curato istintivamente vede le donne subito nude e si immaggina come siano fatte sotto quei vestiti.
    Poi l’educazione ricevuta, la ragione ci fanno comportare bene.

    Se una particolare condizione voluta o meno ci permette di comportarci in modo incontrollato ecco che l’istinto prevale sulla ragione.
    Spesso sono perdite di controllo di attimi o minuti.
    Purtroppo poi la ragione ci fa valutare che cosa abbiamo fatto e la paura delle conseguenze ci fa fare cose peggiori che vanno dalle bugie alla negazione delle proprie colpe, dall’accusare i ROM, gli stranieri al picchiare le vittime per non farli raccontare l’accaduto e fino all’omicidio.
    In questo caso credo che la cosa sia iniziata per punire la ragazza delle sue fughe da casa e poi sia degenerata in stupro.
    Poi la cosa é sfuggita di mano al padre-maniaco e sono successe le gravidanze, le bugie si sono sommate una dopo l’altra finché sono passati 24 anni.
    Non capisco perché ha tenuto segreti 3 figli e tre li ha allevati lui e la moglie, come ha potuto nascondere per tutti questi anni 4 persone con tutte le loro esigenze di cibo, vestiti, visite mediche e pannolini e pappe per tutti questi anni.
    Trovo incredibile anche che per salvare la figlia gravemente ammalata abbia avuto la bontà di confessare tutto pur di salvarne una.
    Non sono un addetto alla psicanalisi ma immaggino che sia andata così.

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