Cervelli de coccio

Con certe persone posso essere in sintonia oppure no. Non dipende dalle loro convinzioni politiche o ideologiche, e neanche dalla loro filosofia di vita. Dipende dal modo in cui riescono ad argomentare, che puo’ far intravedere un percorso, interessante da esplorare anche se non lo si condivide, oppure un’ammasso di idee confuse, strappate un po’ qui ed un po’ li’, un furbesco patchwork di giustificazioni, che provocano in me un’unica reazione: un annoiato sbadiglio.

Quando uscivo a cena per lavoro, e dovevo intrattenere i clienti, discutevo un po’ di tutto, non esclusa la politica che, come si sa, e’ terreno assai pericoloso sul quale avventurarsi, ma io lo affrontavo sommessamente, senza mai contrariare i miei interlocutori, perche’ in quel momento il mio compito non era ne’ quello di commentatrice politica, ne’ quello di controbattere i loro ragionamenti, dei quali mi importava meno di una beata fava.

Devo sinceramente dire che, molte volte, le mie gonadi venivano messe a dura prova da assurdita’ tali da lasciarmi sbigottita, ma poi pensavo al cachet ricevuto e sfoderavo il mio consueto, radioso sorriso; infischiandomene delle idee strampalate che volevano propinarmi, serravo il mio cervello, azzeravo la percezione ed annuivo ad ogni cosa senza neppure sforzarmi di capire cosa dicessero.

Era divertente vederli blaterare, aprire la bocca come dei pesci in un acquario, ascoltarli mimare suoni che il mio cervello si rifiutava di decriptare; una sequenza di un film alla quale toglievo l’audio, godendo del fatto che costoro neanche immaginavano la mia totale indifferenza.

E’ purtroppo il comportamento che ho anche nei confronti delle persone che incontro nella mia vita privata, quando trovo dall’altra parte cio’ che un amico romano una volta mi insegno’ a definire un “cervello de coccio”.

Un “cervello de coccio” e’ un cervello impermeabile ad ogni stimolo, che rifiuta di assorbire anche se viene immerso per giorni in una vasca piena di idee, e che resta bloccato su posizioni palesemente insostenibili.

Non si tratta di una diversa visione della realta’ rispetto alla mia che, obiettivamente, e’ piu’ che lecita, ma dell’assenza completa di un ragionamento logico, coerente, in cui venga individuato, all’occorrenza il barlume di un dubbio sul quale possa essere impostato un minimo di discussione.

I “cervelli de coccio” hanno sempre certezze, non hanno mai dubbi ed evitano di pensare troppo diversamente dallo standard al quale hanno deciso di attenersi.

Purtroppo i “cervelli de coccio” imperversano un po’ ovunque. Sara’ l’effetto serra, oppure la globalizzazione, oppure la TV spazzatura, oppure l’internet addiction, ma e’come un’epidemia. E’ un virus verso il quale occorre sviluppare gli anticorpi, e spesso mi chiedo se non sia piu’ costruttivo e soddisfacente mettersi a discutere con un Ficus Benjamina.

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6 Risposte to “Cervelli de coccio”

  1. davide Says:

    Pregiatissima Chiara,

    forse mi do troppa importanza, ma ho come l’impressione che il cervello “de coccio” a cui ti riferisci sia il mio. Comunque io ho sempre risposto a precise domande che mi venivano poste. Posso aver annoiato con le mie risposte, ma non credo di poter essere accusato di aver le idee confuse solo perchè non condivido l’opinione che l’America è il male assoluto.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. gullich Says:

    excusatio non petita accusatio manifesta….. :0))))

    carachiara (ma che bella semialliterazione), quanti mesi (anni?) sono che ti dico di lasciar perdere.

    Certi vuoti pneumatici di idee sono nefasti tanto quanto le derive da cazzeggio travolgente…la mia domina mi diceva sempre diffida dei coglioni,perchè dai cattivi sai cosa aspettarti…

    Piuttostomi viene da sorridere a leggere questo post… venerdì sera mi sono sentito molto escort, invitato ad una cena molto trendy, in un club esclusivo di nababbi dove ero stato invitato per una sorta di affiliazione (anche se nababbo non sono…) sorridevo ed annuivo tenendo un basso profilo e pensando dentro di me “in culo”

    esattamente “Era divertente vederli blaterare, aprire la bocca come dei pesci in un acquario, ascoltarli mimare suoni che il mio cervello si rifiutava di decriptare; una sequenza di un film alla quale toglievo l’audio, godendo del fatto che costoro neanche immaginavano la mia totale indifferenza”.

    non avrei potuto scriverlo meglio :o)

    il non tuo wgul o se preferisci il tuo non wgul :o)))))))))))))))))))

  3. davide Says:

    Caro amico Gullich,

    “”excusatio non petita accusatio manifesta….. :0))))””

    Ma lo sai che sentivo la mancanza di una tua tiratina d’orecchi!!!

    Comunque non illuderti che sparisca e pertanto continua a far scorta delle banalinsuline.

    Saluti Davide

  4. sissy Says:

    un po’ come per i sesso, anche per i rapporti di testa c’è chi è portato e chi no.
    Nel salotto come nel letto si finge e si rimpiange di non aver fatto da soli.

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    si finge e si rimpiange di non aver fatto da soli.

    Onanista?

  6. sissy Says:

    Onanista?
    in_callito 😛
    ma anche farsi dei bei ragionamenti con il Benjamin dà molte soddisfazioni…

I commenti sono chiusi.


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