La parabola dei talenti

Mi e’ stato inviato un link, che conduce ad un post in un blog, nel quale questa parabola viene usata per lanciare un messaggio trasversale alla sottoscritta, in quanto convinta sostenitrice di un determinato stile di vita basato sulla liberta’ della donna di decidere, affermatrice di un libero arbitrio avulso da condizionamenti di ogni tipo, esaltatrice della facolta’ di decidere delle proprie azioni e del proprio destino in autonomia dalla volonta’ di Dio o di chiunque si ponga come “tutore”, non subordinando la propria vita alla predestinazione, posta dal Vangelo e da altre religioni, non per ultima quella dell’Islam, quale condizione necessaria per la dignita’ e per la salvezza.

Chi ha voluto inviarmi tale messaggio, forse, fra i tanti libri che dice di leggere, dovrebbe inserire qualche opera di Erasmo da Rotterdam, cosi’ da imparare che, oltre alle storielle raccontate alla televisione e sui quotidiani politici “di parte” da giornalisti prezzolati, esistono basi filosofiche sulle quali si e’ costruita la societa’ e la Storia negli ultimi secoli, che hanno prodotto quelle rivoluzioni e quelle ideologie con le quali, ancor oggi, l’Umanita’ deve fare i conti.

Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.

A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità.

Colui che aveva ricevuto 5 talenti andò a impiegarli e ne guadagnò altri 5.

Così anche quello che ne aveva ricevuti due , ne guadagnò altri due.

Colui invece che aveva ricevuto un solo talento andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

Dopo molto tempo il padrone tornò e volle regolare i conti con loro.

Colui che aveva ricevuto 5 talenti ne presentò altri 5 dicendo:”Signore mi hai consegnato 5 talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”.

“Bene; servo buono e fedele – gli disse il padrone – sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto: prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti disse: “Signore, mi hai consegnato 2 talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due”.

Bene; servo buono e fedele – gli disse il padrone – sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto: prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo”.

Il padrone gli rispose: “Servo malvagio ed infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.

Toglietegli dunque il talento e datelo a chi ha i dieci talenti.

Perché a chiunque ha, sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.

E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Come ogni parabola, sono possibili diversi livelli di lettura e di interpretazione:

I talenti, dovrebbero essere le qualita’ umane delle quali ci ha dotati la natura, in questo caso dal Signore, il Padrone, e vanno gestiti, messi a frutto, non si lasciano sepolti sotto terra, anzi e’ dovere di chi ha i talenti di lucrare con essi o darli a disposizione “dei banchieri”, altrimenti si e’ malvagi, infingardi e fannulloni.

Ma oltre a questa esiste anche un’altra interpretazione: la mia.

Il raddoppio del capitale investito nel periodo della durata di un viaggio, piu’ che ad un investimento fa pensare ad una collocazione ad alto rischio, al limite dell’usura, comunque l’immagine che io, personalmente, ne ricavo non e’ edificante e di sicuro non la userei per educare i miei figli in quanto non indica uno stile di vita basato sulla solidarieta’ e sulla condivisione delle risorse esistenti su questo pianeta.

La frase “Perche’ a chiunque ha, sara’ dato e sara’ nell’abbondanza; ma a chi non ha, sara’ tolto anche quello che ha” e’ significativa ed io la interpreto nell’accezione piu’ negativa, evidenziando forse un mio punto di vista un po’ marxista, ma sicuramente anche molto piu’ cristiano.

Inoltre, nella parabola, si continua a riaffermare piu’ volte il ruolo del padrone ad essere padrone, mentre il servo deve continuare ad essere servo; il suddito e’ suddito ed il re e’ re. Qui ogni allusione ad “unti” dal Signore predestinati a guidare i popoli e’ puramente voluta.

Non esiste alcun messaggio di liberta’, c’e’ solo l’invito ad ubbidire al proprio padrone, sia esso Dio, il re, il padre o il marito.

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9 Risposte to “La parabola dei talenti”

  1. gatsby Says:

    Una delle piu’ belle opere filosofiche del 900 si concludeva, se ricordo bene, piu’ o meno cosi’: ” Non c’è nessuna differenza nell’ubriacarsi in solitudine o guidare i popoli.
    Se una di queste attività prevale sull’altra non sarà a causa del suo scopo reale ma a causa del grado di coscienza che essa possiede del suo scopo ideale.
    E, in questo caso, il quietismo dell’ubriaco prevarrà sull’inutile agitazione del conduttore di popoli”.
    Il signore che l’altro giorno è stato immortalato mentre saliva l’aereo privato di Prada, servendosi della guardia del corpo, sdraiata a terra, come scalino, deve pensarla diversamente.
    Esempi sul rapporto servo padrone ne abbiamo a bizzeffe quotidianamente.
    E certamente la Società ha il dovere di interrogarsi sull’ effettivo accesso a una crescita sociale da parte dei piu’ deboli.
    Negli Stati Uniti è stato per tanti un mito, il cosiddetto “sogno americano”, cioè la possibilità di affrancarsi da una condizione miserabile di partenza, ma è stato smascherato negli ultimi vent’anni dai numeri reali.
    Mi dicono che in India si stia assistendo a un nuovo Rinascimento, nel senso che, mentre una volta il sistema casta era invalicabile, oggi è possibile per un paria aspirare a un minimo di dignità.
    Purchè, naturalmente, i talenti non vengano lasciati sepolti sotto terra…
    Per quanto riguarda il marxismo, credo che,come il comunismo, sia il “Dio che é fallito”.
    Ho creduto a lungo nel Liberismo, ma oggi il mondo è cosi’ cambiato che non saprei indicare la ricetta giusta.
    Della carità cristiana preferirei sorvolare, nel senso che se da una parte la condivido, dall’altra vedo in quanti affermano di praticarla molta ipocrisia.
    E, visto che la parabola puo’ alludere all’usura, citiamo il buon Shylock quando urla in tribunale: “Cristiani”! ( lett. Maledetti cristiani) 🙂
    Intanto, se potessimo fare a meno di certi unti dal Signore, sarebbe gia’ un buon piede di partenza.

    Mi dicevi ieri che non capivi cosa intendesse Sciamanta con quella frase.
    Premesso che, come ti ho detto, ha fatto una battuta scherzosa, ho la sensazione che ti abbia scambiata per una moderna versione del mito di Edipo e dell’ Enigma sotteso.
    Sapendo di non poter offrire risposta..

  2. Devas Says:

    “Perche’ a chiunque ha, sara’ dato e sara’ nell’abbondanza; ma a chi non ha, sara’ tolto anche quello che ha”

    Prodi&Veltroni ai pensionati

  3. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Prodi&Veltroni ai pensionati

    Non hanno fatto altro che applicare alla lettera le parole del Vangelo. Dei veri cristiani.
    Invece chi ha vinto le elezioni italiche fara’ diversamente?

    Non stimolatemi sul mio qualunquismo che’ altrimenti non la finisco piu’ 🙂

  4. davide Says:

    Gentile Chiara,

    non voglio essere noioso, ma estrapolare delle frasi dal Vangelo è un’operazione un po’ arbitraria perchè ogni frase del Vangelo è in rapporto con tutte le altre. Pertanto non condivido le conclusioni che hai tratto dalla parabola sopraccitata (ti faccio notare che il Vangelo condanna duramente l’usura). Comunque non intendo fare un lungo discorso sul significato che ha per un cristiano la parabola dei talenti, perchè non credo che interesserebbe i tuoi lettori.

    Neppure voglio parlare della predestinazione che è caratteristica della religione protestante, mentre il pensiero cattolico al riguardo è molto più complesso: per la visione cattolica nessuno è predestinato all’inferno ma a tutti è data la possibilità di scegliere la salvezza.

    Molto più interessanti sono le conclusioni politiche che hai esposto, perchè evidenziano una visione di sinistra della società anche se ancora non sono riuscito bene a capire le tue idee al riguardo. Per me questo è un problema perchè se non capisco bene le idee dei miei interlocutari faccio fatica a confrontarmi. Come sai io ho idee orientate a destra ma mi piace confrontarmi con chi ha idee opposte alle mie. Nei mesi scorsi ho trovato interessante discutere con Mr. Mandelbrot di politica anche se lui ha idee di sinistra opposte alle mie.

    Mi piacerebbe che tu ti confrontassi sui temi sopra esposti con donne di destra, perchè le donne che scrivono sul tuo blog (Lucenera, Yuna, Alexia ecc.) mi sembra che abbiano idee abbastanza simili alle tue.

    Ti ricordo che se un domani tu venissi nominata presidente del nuovo CdA, almeno la metà delle donne che ti troversti davanti in questo consiglio di Amministrazione mondiale avrebbero idee simili alle mie o a quelle di Avorio.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    estrapolare delle frasi dal Vangelo è un’operazione un po’ arbitraria perchè ogni frase del Vangelo è in rapporto con tutte le altre

    Davide, non sono stata io ad estrapolare il significato della parabola, ma chi a me l’ha indirizzata per insegnarmi a vivere, e dato che mi pare di non aver chiesto consigli ad alcuno, quel significato che faceva comodo a chi ha da pormi delle critiche sul mio modo di essere.

    Come hai potuto leggere, ho dato anche l’interpretazione ortodossa, ma mi si permetta di credere che questa parabola in particolare non sia la piu’ “cristiana” in senso assoluto, in quanto il pensiero cristiano e’ rivolto agli ultimi, agli umili, a coloro che non hanno, e non a coloro che hanno “in abbondanza” e quindi devono ottenere ancora di piu’.

    Per cui la ritengo, piu’ che una parabola dettata dalla filosofia rivoluzionaria di Cristo, sia un retaggio conservatore della religione ebraica inserito nel Vangelo.

    evidenziano una visione di sinistra della società

    Se per “sinistra” vuoi indicare quel mio sentimento che mi spinge a desiderare che ciascuno/a abbia il suo vasetto di nutella, ebbene allora sono di sinistra.
    Ma in questo caso anche Cristo lo era…

    L’errore che si fa e’ quello di volermi circoscrivere in una “zona politica”, quando invece il mio pensiero e’ trasversale… anzi, qualunquista.

    Tendo a “legare” con persone che dimostrano “umanita’” e non sono minimamente interessata al loro pensiero politico, come non mi interessa per quale squadra di calcio tengono.

    Non ti daro’ quindi un motivo per iniziare con me una diatriba politica.

    Mi piacerebbe che tu ti confrontassi sui temi sopra esposti con donne di destra

    Quando leggo alcuni/e blogger, percepisco se sono sintonici/he con me. C’e’ chi mi piace e chi proprio non riesco a sopportare.
    E credo che il sentimento sia reciproco.
    Comunque io sono qua e se c’e’ rispetto ed educazione sono pronta a confrontarmi. Tieni conto pero’ che non sono esperta di politica, quindi perderei in ogni confronto.

    Ti ricordo che se un domani tu venissi nominata presidente del nuovo CdA, almeno la metà delle donne che ti troversti davanti in questo consiglio di Amministrazione mondiale avrebbero idee simili alle mie o a quelle di Avorio.

    Il nuovo CdA non potrebbe mai nascere in un contesto in cui sono presenti poteri forti e personalita’, come te ed Avorio, che difendono quei poteri.
    Il nuovo CdA e’ un’utopia e come tale un tentativo di una sua realizzazione potrebbe avvenire solo in seguito ad una rivoluzione culturale di portata epocale.

    Non mi preoccupa se non vivro’ abbastanza per vedere la realizzazione della mia utopia. Mi basta poterla ipotizzare e realizzare all’interno del mio microcosmo personale e familiare.

  6. davide Says:

    Pregiatissima Chiara,

    “Non ti daro’ quindi un motivo per iniziare con me una diatriba politica.”

    So che non ti piace parlare di politica, ma ti confesso che mi piacerebbe discutere con te di politica. Comunque il blog è tuo e solo tu decidi che argomenti discutere.

    “”Il nuovo CdA non potrebbe mai nascere in un contesto in cui sono presenti poteri forti e personalita’, come te ed Avorio, che difendono quei poteri.
    Il nuovo CdA e’ un’utopia e come tale un tentativo di una sua realizzazione potrebbe avvenire solo in seguito ad una rivoluzione culturale di portata epocale.
    Non mi preoccupa se non vivro’ abbastanza per vedere la realizzazione della mia utopia. Mi basta poterla ipotizzare e realizzare all’interno del mio microcosmo personale e familiare.””

    Credo che fai un grosso errore a pensare che chi ha una visione di destra difende i poteri forti.

    Se mi dessi la possibilità di discutere con te per tante ore su questi problemi ti dimostrerei che i “poteri forti” non sono nè di destra nè di sinistra, perchè la realtà è molto più complessa. Una rivoluzione culturale che eliminasse (anche se non ho capito come) chi la pensa diversamente dal CdA non porterebbe niente di buono nè per i maschi nè per le donne: sarebbe la trappola della fattoria degli animali.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  7. davide Says:

    Gentile Chiara,

    voglio avvisarti che cercando il tuo blog da google appare una scritta che dice che il tuo blog è stato segnalato come contenente materiale non accettabile.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  8. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    davide said…
    Gentile Chiara,

    voglio avvisarti che cercando il tuo blog da google appare una scritta che dice che il tuo blog è stato segnalato come contenente materiale non accettabile.

    E’ un blog per adulti. Mi pare giusto che ci sia un avviso all’inizio che ne indica il contenuto. Garantisce i minori.

    D’altronde era chiaro che prima o poi questo limite avrebbe dovuto porsi dati i temi trattati nei post, ma non credo sia un problema per chi vuo leggermi fare un click in piu’.

  9. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Gatsby: Mi dicevi ieri che non capivi cosa intendesse Sciamanta con quella frase.

    In effetti non lo capisco tuttora.
    Dici che non interviene qui perche’ teme di perdere… (faccina sorpresa)
    Pero’ la leggo ogni tanto nell’immondezzaio e non so se il suo rifiuto di scrivere qui debba essere preso come un complimento oppure un insulto.

    Comunque credo di sapere chi e’ (faccina con occhialini scuri), e so che fara’ di tutto per non confermarlo mai 🙂

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