Carnefici e vittime


Il ruolo di carnefice e quello di vittima dovrebbero essere interpretati solo temporaneamente, alternativamente, prima l’uno, poi l’altro, o viceversa, come esperimento.

Una prova di teatro nel gioco delle parti della vita e mai con la finalita’ di esercitare un reale potere nei confronti di un’altra persona, perche’ se l’adulto non riesce a purgarsi del suo disagio, da questa dipendenza dal ruolo di carnefice usato per esorcizzare una sua paura, o di vittima, usato per mettere in atto un suo personale ricatto, perdera’ la dignità e non si rendera’ conto che s’incastrera’ da solo in una situazione che nel tempo diverra’ impossibile da superare.

Non sono mai stata un’appassionata di questo genere di cose. Le ho ritenute spesso manifestazioni ridicole, oppure vere e proprie espressioni patologiche. Solo una volta nella mia vita ho accettato di genuflettermi, di essere una brava coniglietta, cercando di restare devota a chi in quel momento aveva assunto nei miei confronti il ruolo di “Maestro”.

Ero molto giovane a quel tempo, e forse e’ stato anche a causa di cio’ che ci fu chi commise l’errore di sottovalutarmi, credendo che ad un certo punto non avrei saputo piu’ distinguere il vero amore dal condizionamento e sarei caduta nel circolo vizioso dell’attaccamento morboso.

Molto probabilmente, in presenza di una personalita’ diversa dalla mia, meno zingara, meno ribelle ed incostante, quel tipo di relazione avrebbe persino potuto trasformarsi in un’esistenza eternamente tormentata. Purtroppo, per chi proprio a tale tipo di esistenza mirava, non fu cosi’.

Credo che abbia sofferto a lungo nel cercarmi ossessivamente allorquando decisi di scomparire tagliando ogni legame. Noi tzigane siamo brave a far perdere le nostre tracce, e non esiste persona al mondo, per quanto potente possa essere, in grado di trovarci se non lo vogliamo.

Comunque fu quella l’occasione in cui mi resi conto dell’estrema debolezza di chi si atteggia a padrone assoluto, a despota altezzoso, a cinico tenebroso. Un arrogante che, pero’, improvvisamente diventa succube di una situazione che non e’ piu’ in grado di controllare… anzi, che mai ha controllato realmente.

Dicono che chi da piccolo ha subito certi traumi, poi, da adulto, tenda a trasferirli su altri; come i pedofili che sono stati a loro volta vittime di pedofili, in una concatenazione di atrocita’ che poche persone hanno il coraggio e la forza di spezzare.

Nonostante cio’ sono portata a credere che, piu’ che una reiterazione di fatti atavici accaduti nell’infanzia, in certa gente si annidi una grande dose di insano narcisismo combinata a tanta imbecillita’ mascherata da perversione.

Ho letto in questi giorni a proposito di un fatto assai marginale, ma che ha catturato il mio interesse in quanto presumo di essere entrata, anche se brevemente ed in modo superficiale, in contatto con chi credo ne sia stato protagonista. Si parlava di qualcuno che ha usato violenza su una ragazza che esercita la professione di prostituta.

Non entro nello specifico di quell’episodio, in quanto non ho alcun modo di stabilire quale sia la verita’, ma leggendo cio’ che e’ stato scritto, la ragazza ha subito una vera punizione a base di frustate che le avrebbero lasciato segni ed ecchimosi.

Episodio che non sarebbe stato denunciato al momento in cui e’ avvenuto, forse per vergogna, forse per minacce o forse per semplice ingenuita’, ma che e’ stato esplicitato in occasione di una discussione in un forum, nella quale molte “brave persone” (che io chiamo “le merde”), intervenendo a sproposito, hanno ironizzato minimizzandone la gravita’, se non addirittura attribuendone la responsabilita’ a lei, in quando prostituta e, quindi, donna di seconda categoria.

E’ ovvio che, qualora tutto cio’ che e’ stato raccontato fosse vero, rivelerebbe come certi individui, che in pubblico sono in grado di assumere dei comportamenti che sembrano normali, siano in realta’ dei malati mentali nella cui psiche si accumula un disagio profondo e violento, pronto ad esplodere nei momenti in cui la “valvola di sicurezza” che dovrebbe controllare certe pulsioni non riesce piu’ a funzionare.

Una volta ci fu chi, in chat, mi racconto’ un episodio che lo riguardava e che mi fece decidere di eliminarlo definitivamente dalla lista di coloro che potevano avere una relazione, seppur virtuale, con me. Mi parlo’ di sua figlia, di come a lui piacesse vederla piangere, di quanto quel pianto lo gratificasse poiche’ gli faceva cogliere (testuali parole) “la vera essenza della sua anima”, e di come quel sentimento creasse comunanza, se non addirittura compenetrazione emotiva, fra lui e la bimba.

Ebbi chiara l’immagine di un padre che, al di la’ della veridicita’ dell’episodio che avrebbe potuto anche essersi inventato allo scopo di “apparirmi” interessante secondo dei canoni perversi tutti suoi, si permetteva di trascinare sua figlia all’interno di una conversazione con una sconosciuta (qual ero io per lui), in una chat in cui lo scopo principale era quello di agganciarmi, cioe’ in un contesto in cui una presenza innocente di tal genere avrebbe dovuto restar fuori.

Cio’ mi fece venire in mente parole che avevo letto da qualche parte: “un padre, che non ha sviluppato un’ appropriata responsabilita’ paterna pensa, piu’ o meno consciamente, che tormentare la figlia sia la piu’ sicura arma di difesa contro una possibile attrazione sessuale nei suoi confronti.”

Ricordo che per poco non ho vomitato… eppure ho sempre avuto lo stomaco forte.

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10 Risposte to “Carnefici e vittime”

  1. A-Woman A-Man Says:

    Ho letto di recente un capitolo molto interessante su Manipura (il plesso solare, il chakra del potere, della stima ,dell’autostima , della relazione nell’eros) e BDSM.
    Nello stesso capitolo vengono citati molti studi e si spiegano anche le basi e le origini del BDSM che risiedono nello stupro (psicologico) della madre nei confronti dei figli maschi. Gli Zadra osservano che la società è molto attenta agli stupri con violenza fisica (in genere perpetrati da maschi) ma trascura completamente gli stupri di tipo psicologico (come ad esempio un abbraccio continuo, soffocante e castrante) commessi da parte di madri che projettano la loro insoddifazione sessuale col partner in rischieste, aspettative ed attaccamento morboso nei confronti dei figli maschi. Ciò crea, come scrivi, che la violenza si perpetui in forma di catena in cui le vittime diventano carnefici, come del padre sadico nei confronti della figlia.
    Molte coippie trovano proprio nel BDSM una sorta di cura “omeopatica” alle loro disfunzioni con queste origini e che si manifestano in scontri di potere.

  2. davide Says:

    Distinta Chiara,

    ho letto con una certa inquietudine gli episodi che hai citato. Ho spesso letto sui giornali cose del genere. Quello che mi ha sempre stupito è che chi faceva certe cose (anche la pedofilia) esteriormente apparivano come uomini normali e insosppettabili.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  3. Devas Says:

    basta vedere chi va in Brasile o in Thailandia. Persone dall’apparenza normale, bonaria, con bambine/bambini del posto. Giocattoli da violentare, “usare” a proprio piacimento e poi buttare…
    Se sapessero quanto possono attingere da un bimbo, quanto un bambino, un ragazzo può dare, beh…dopo quello che hanno fatto si suiciderebbero. Eppure sono tra noi… Io li odio, vorrei vederli urlare tra le fiamme dell’inferno. Me ne frego delle giustificazioni psicologiche, non meritano pietà, ne comprensione. La viplenza perpetrata in casa alle loro donne, ai loro, che assurdità, “cari”. Come si fa a dare spiegazioni per giustificare atteggiamenti di questo tipo?
    Che schifo….

  4. siggy Says:

    Cara Chiara,

    non so se i precedenti commentatori siano davvero ignari dei riferimenti molto precisi che hai fatto in questo post. Riferimenti ad una persona molto riconoscibile.
    Mentre non intendo assolutamente entrare nel merito della tua esperienza in chat, vorrei al contrario fare una considerazione sul 3d dell’immondezzaio che hai direttamente citato:
    Ho letto in questi giorni a proposito di un fatto assai marginale, ma che ha catturato il mio interesse in quanto presumo di essere entrata, anche se brevemente ed in modo superficiale, in contatto con chi credo ne sia stato protagonista. Si parlava di qualcuno che ha usato violenza su una ragazza che esercita la professione di prostituta.
    Una signorina di Pavia ha identificato in almeno tre diversi nick di EF un cliente che le ha usato violenza. Dato che i tre nick appartengono evidentemente a tre persone diverse, la signorina di Pavia ha comunque fatto confusione.
    A mio parere, trarre delle conclusioni da simili premesse è atteggiamento di tipo ideologico. Nel senso che c’è una tesi preconcetta e si usa qualsiasi argomento, anche privo di ogni serietà come in questo caso, per avvalorare la tesi medesima. O no?
    Dopodichè, se la signorina in questione, invece di farneticare sui nick, avesse fisicamente descritto il suo “carnefice”, credo che di dubbi ne sarebbero rimasti pochi. O no?
    Detto questo, disprezzo profondamente chiunque usi violenza, sessuale o no, su qualsiasi essere umano.

    Siggy

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ siggy: riferimenti molto precisi che hai fatto in questo post. Riferimenti ad una persona molto riconoscibile.

    Non mi pare di aver fatto alcun riferimento. I riferimenti li state facendo tu e Illustre nel suo blog.

    Dopodichè, se la signorina in questione, invece di farneticare sui nick, avesse fisicamente descritto il suo “carnefice”, credo che di dubbi ne sarebbero rimasti pochi. O no?

    Lo ha descritto (vai a leggere bene) ed in modo molto preciso. L’unico errore che la signorina ha fatto e’ stato quello di attribuirgli anche il nick Dotto, che invece (credo) sia altra persona.

  6. siggy Says:

    Lo ha descritto (vai a leggere bene) ed in modo molto preciso. L’unico errore che la signorina ha fatto e’ stato quello di attribuirgli anche il nick Dotto, che invece (credo) sia altra persona.

    Non ho grande stima della signorina in questione per il suo modo di tirare in ballo i defunti.
    Se ha descritto il malfattore, io non ho letto il post preciso. Ho solo colto un riferimento ai capelli lunghi e alla statura modesta… due indizi contradditori. Oltre al nick Dotto, la signorina ha anche più volte identificato senza dubbi il nick Bidone1 che io conosco benissimo (tant’è che l’ho anche sgridato per il suo incivile ricorrere all’aegagrus hircus…)

  7. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Oltre al nick Dotto, la signorina ha anche più volte identificato senza dubbi il nick Bidone1 che io conosco benissimo

    La signorina “vispapavia” e’ nota per questo tipo di atteggiamenti, anche perche’ (credo) che se uno le dice di essere il Messia in persona dubito che lei non gli creda.

    Comunque anche una “vispa” come lei sa riconoscere le percosse dalle carezze. Tu che dici?

    Questa storia dei multinick ha le sue responsabilita’. Certi personaggi ci hanno marciato (potrei parl;arti di una certa Elthania ma dovrei allora fare riferimenti precisi che voglio evitare). Costoro hanno sempre creduto di scorrazzare impuniti con le loro fetenzie, e colui che tu cerchi di difendere non e’ certo estraneo a determinati accadimenti che tuttoggi restano oscuri…

    Anche se a me(personalmente) “m’importa una beata fava!” 🙂

  8. Devas Says:

    che belle frequentazioni il nostro siggy: tra i subdoli sicuramente il più patetico

  9. ameya Says:

    CIAO COMPLIMENTI PER IL TUO BLOG, MOLTO BELLO E INTERESSANTE
    MI OCCUPO DI RELAZIONI VIOLENTE,sono counselor , AIUTO LE DONNE IN DIFFICOLTA’. HO APPENA APERTO UN BLOG
    SI CHIAMA AMORE O DIPENDENZA, SU SPLINDER, IL BLOG
    E’ ANCORA GIOVANE MA CRESCERA’
    SE PASSATE LASCIATE UN COMMENTO UNA TESTIMONIANZA
    ameya@libero.it

  10. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Benvenuta Ameya, ho aggiunto il link del tuo blog. Lo leggero’ con attenzione. 🙂

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