Il metodo

La prima fase degli sfruttatori e trafficanti di schiavi del sesso e’ quella di mettere la vittima in condizioni estreme di sopravvivenza. Quando il meccanismo di difesa psicologica e’ sotto attacco, una persona si comporta allo stesso modo di un fusibile che salta al fine di prevenire che un intero edificio prenda fuoco; in tal modo, in una situazione di vita o di morte, una persona subisce un trauma psicologico, “si spegne” e si concentra solo sulla sua sopravvivenza. Gli sfruttatori usano questo sistema per obbligare le donne ad un’obbedienza assoluta e per costringerle a diventare prostitute.

La seconda fase e’ l’esaurimento fisico. Il sistema di manipolazione include quello di non dare alla vittima alcuna possibilita’ di riposo; nessuna possibilita’ di restare da sola con se stessa in modo di essere in grado di pensare, di riflettere, di recuperare anche parzialmente cosi’ da iniziare a pianificare per potersi difendere. Venti ore al giorno di lavoro procurano grandi profitti, ma servono anche per controllare la psiche della donna.

La terza fase e’ il controllo totale e l’isolamento. La vittima e’ isolata dal resto del mondo, le e’ vietato comunicare con altre persone, tranne che con gli sfruttatori, ed e’ tenuta sotto stretta sorveglianza. Le donne generalmente vivono e lavorano nello stesso luogo. Il bisogno di comunicare non puo’ essere soppresso, ma comunicando solo con gli sfruttatori, la vittima percepisce informazioni distorte sul mondo e su se stessa. Il messaggio e’ uno solo: la sua vita non ha valore perche’ “deve restituire il denaro”; e’ stata comprata e deve “pagare per poter riavere indietro se stessa”. Naturalmente non sara’ mai messa in grado di poterlo fare.

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24 Risposte to “Il metodo”

  1. Alex Says:

    L’elemento principale è la paura di quello che potrebbe accaedere in caso si ribellasse alla schiavitù

  2. siggy Says:

    Ma tutta questa campagna è colpa di quel vecchietto bavoso con la biondina di Vilnius?
    Temo che i tuoi lettori cominceranno presto ad odiarmi…
    Dagli un po’ di tregua… una raccontino divertente, ironico… oddio, non TROPPO ironico…

  3. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ma tutta questa campagna è colpa di quel vecchietto bavoso con la biondina di Vilnius?

    No, ma il fatto che tu lo chieda e che te ne preoccupi credo sia significativo… 🙂

    E poi di quale campagna stai parlando? Io nel mio blog scrivo quello che mi pare e mi interessa (e guarda caso ADESSO mi interessa questo). Nessuno e’ obbligato a leggermi.

    Comunque la risposta e’ no.

  4. siggy Says:

    Uffa… strano…

    Di solito le donne vanno pazze per me perchè le faccio ridere…

    Con te mi va sempre buca…

    Buon week end e buona pasqua…

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    siggy said… Di solito le donne vanno pazze per me perchè le faccio ridere…
    Con te mi va sempre buca…

    Forse perche’ il numero di uomini incontrato da me e’ di molto superiore a quello incontrato dalle donne che conosci tu?

    Sai… sono molto “anziana” :-))

    Non lo so, ma di sicuro c’erano degli autentici mattacchioni fra i miei clienti e, nell’incontro, era anche previsto che ridessi 🙂

    Comunque non mi spiego perche’ ti sia sentito chiamato in causa. Forse che Face to Face Bulgaria sia stata fondata per te? 🙂

  6. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Comunque non mi spiego perche’ ti sia sentito chiamato in causa.”

    Effettivamente leggendo il tuo articolo come puttaniere non ho potuto fare a meno di sentirmi chiamato un po’ in causa.

    Storie come quelle che hai raccontato le ho sentite raccontare da alcune escort con cui sono stato.

    Cosa fare contro queste cose è difficile dirlo. Quando ti parlavo dei miei pistolotti per legalizzare la prostituzione il mio scopo era proprio quello di limitare queste cose (dubito che si riuscirà a farle scomparire completamente).

    Non voglio certo attribuirmi meriti che non mi competono, ma se c’è una cosa che mi fa felice quando ci penso è che almeno una di quelle ragazze che hai citato, grazie al mio aiuto, è riuscita a liberarsi dal suo sfruttatore.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  7. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Davide: se c’è una cosa che mi fa felice quando ci penso è che almeno una di quelle ragazze che hai citato, grazie al mio aiuto, è riuscita a liberarsi dal suo sfruttatore.

    Sai qual e’ un test che molti “clienti poeti”, quelli che raccontano di incontri idilliaci fatti di sguardi, d’illusioni, di sensazioni sublimi, di aver visto negli occhi di lei… di lei che ha visto negli occhi di lui e tutte le cazzate finalizzate a manifestare solo “RAGAZZI IO NON SONO UNO SQUALLIDO PUTTANIERE CHE SI ACCOMPAGNA CON DELLE LOLITE PERCHE’ GLI TIRA l’UCCELLO. IO SONO DI PIU’ IO LE VOGLIO FAR STAR BENE, IO AMO TROVARE IL FIORE DENTRO LA MELMA…” dovrebbero fare?

    Dovrebbero accettare di pagare la ragazza il doppio di quanto concordato e NON FARCI NULLA… stare tutto il tempo a guardarla negli occhi a farla mangiare e bere.

    Vediamo se alla fine cio’ che interessava loro erano gli occhi oppure la fessurina…

    Dato che io questo lo so, non mi faccio incantare da tanti discorsi.
    Le parole non risolvono nulla in questi casi e, come dico io, se ad ogni parola corrispondesse un euro da pagare la gente sarebbe tutta muta.

    Ma rispetto chi vuol sognare di essere un gran filantropo, puttaniere gentleman, modello di comportamento nel bieco e squallido mondo dei clienti usuali.

    Guardati il film consigliato, che e’ molto vero sotto certi aspetti, poi magari ne riparliamo.

  8. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Ma rispetto chi vuol sognare di essere un gran filantropo, puttaniere gentleman, modello di comportamento nel bieco e squallido mondo dei clienti usuali.”

    Io non ho mai detto che sono un filantropo, ma solo che mi fa piacere aver aiutato una ragazza.
    Per il resto io non ho nessuna ambizione di cambiare il mondo. Il massimo che posso fare (per quello che riguarda il mio impegno civico) è votare la merda che puzza meno quando sono chiamato a votare, ben sapendo che non servirà a cambiare le cose.

    Comunque ti assicuro che almeno su questo non sono un sognatore, perchè so che certe cose ci sono e sempre ci saranno.

    Quanto al film non vedo l’ora di vederlo, anche se non credo che mi dica qualcosa che già non so su certe cose.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  9. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Il massimo che posso fare (per quello che riguarda il mio impegno civico) è votare la merda che puzza meno quando sono chiamato a votare, ben sapendo che non servirà a cambiare le cose.

    E perche fare questo sforzo quando SAI BENE che non cambiera’ nulla?

    Mi pare illogico, anzi stupido.

    Inoltre NON ESISTE MERDA che puzza di meno.

    Ma gli italici dovrebbero ormai saperlo…

    Sono passati quasi 20 anni dalla caduta della prima repubblica, al governo ci sono andati TUTTI… ma proprio TUTTI… eppure ogni volta sono turlupinati da cambio di nomi di partiti (quando gli uomini restano gli stessi), da discorsi che OGNI VOLTA dicono che le cose cambieranno, e da artifici che (forse non se ne rendono conto) degni del gioco delle tre carte.

    Ma si vede che gli italici amano prenderlo nel culo ogni volta giocando (senza speranza) al gioco delle tre carte.
    Ma se non fosse cosi non avrebbero la MAFIA da 500 anni!

    PS: Davide, stop politica per cortesia ok?

  10. giovanni Says:

    Cara Chiara di notte
    Ho scoperto per caso sere fa il tuo blog e da allora sto cercando di leggere tutti i post tuoi dall’inizio ad oggi.
    Mi sono piaciuti molto i tuoi racconti e le tue discussioni psicologiche sul modus operandi di uomini e donne.
    Ti ammiro per la vasta coltura che dimostri che spazia dalla sociologia alla cultura e all’impegno sociale.
    Personalmente non sono mai andato a puttane perchè la prima volta che ci andai con alcuni miei amici più grandi rimasi disgustato dal gran numero di clienti che aspettavano il loro turno.
    Evitai per anni di andare in quei posti sopportando anche le battute tremende dei miei amici che immaginavano una mia omosessualità.
    Non ero e non sono omosessuale ma il sesso fatto per soldi in quei posti e in quei modi non mi interessava e anzi cercavo di convincere i miei amici a non andare a puttane per non finanziare papponi, magnacci e altre figure che sfruttano ragazze in stato di bisogno.
    Da quello che racconti tu sei stata fortunata perchè lo hai fatto per libera scelta e hai smesso quando hai voluto e non come le ragazze dell’est, bulgare e rumene di cui scrivi tu stessa.
    Nel mio immaginario ero convinto che le puttane fossero ragazze di scarsi mezzi e scarsa cultura ma tu mi stai facendo scoprire un tipo di donna che ignoravo.
    Una donna che parla molte lingue, ama leggere classici, testi filosofici, usa internet per scovare notizie e tenere contatti con amici e lettori e che usa queste qualità per esercitare un mestiere moralmente discutibile.
    Io vivo in un paesino in provincia di Palermo in Sicilia e noi Sicialiani siamo criticati per la nostra veduta ristretta sul sesso libero e forse è vero ma mi piacerebbe molto dibattere con te di qualsiasi argomento perchè ritengo dai tuoi scritti che sei alla ricerca anche tu di un interlocutore che non ti voglia frequentare per il sesso e i suoi argomenti correlati.
    Sono felicemente sposato e padre di una splendida bambina di cinque anni che però è alta un metro e 25 e che indossa abiti per bimbe di dieci anni.
    Puoi trovare miei scritti sul mio blog http://terremotati.blog.com
    e su http://camporeale.blog.com.
    Sono un elettricista con la passione per i computer ma mi piace leggere e vedere programmi culturali ma purtropo vivo in una zona in cui mancano le strutture e le risorse.
    Non manca invece il buon vino e se capiti dalle mie parti sarei felice di offrirti un bicchiere di Nero d’Avola o di Syrah di produzione locale a casa mia.
    Se cerchi di analizzarmi sappi che le vocali accentate piccole sono dovute al computer che uso, uma Aplle IMAC G3 500megahertz.
    Ciao ragazza dell’Est da un uomo del Sud (molto profondo).

  11. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ciao ragazza dell’Est da un uomo del Sud (molto profondo).

    Non ho ben capito se “profondo” e’ l’aggettivo che riguarda l’uomo, il sud o entrambi.
    Comunque benvenuto. 🙂
    E’ sempre un bel regalo quando un nuovo amico si unisce all’allegra brigata. 🙂

    Non intendo esaminarti ma non posso evitare di manifestare le mie impressioni che sono, massimalmente, positive.
    Inoltre non credo che tu rappresenti lo stereotipo di quell’uomo meridionale che descrivi (noi Siciliani siamo criticati per la nostra veduta ristretta sul sesso libero e forse è vero). Se lo fossi non ti saresti espresso con i termini che hai utilizzato.

    In questo blog non c’e’ alcuna demonizzazione del cliente di prostitute in quanto tale (come potrei maltrattare le mie ex galline dalle uonva doro?). Al limite posso arrivare ad evidenziare alcuni aspetti curiosi, a volte ridicoli, di alcuni miei ex-clienti. Per questo non comprendo i motivi per i quali alcuni che mi leggono si offendono.

    Perche’ uso il termine nonnetti? Perche’ uso chiamare certe ragazze giovanissime lolite? Perche’ dico che il sesso a pagamento e’ il mezzo piu’ comodo per i nonnetti approcciare queste lolite che altrimenti manco
    sarebbero considerati?

    Ma e’ la verita’! Quali altri termini dovrei usare?

    Non vorrei che qui si equivocasse: gli uomini mi piacciono molto, molto piu’ maturi di quanto io sia, quindi, questo significa uomini che hanno superato decisamente i quarant’anni, ma ricordo di quando sono stata anche io una giovane appena iniziata all’avventura, ed il mio “range di eta’” non riusciva, per quanto mi sforzassi, ad andare oltre i 30-35 anni, per cui posso immaginare i pensieri dietro certi occhi azzurri che oggi dall’est giungono in Italia.

    Cio’ che invece si evince da quanto scrivo, di cui mi si puo’ fare una critica, e’ una vera idiosincrasia per quei personaggi squallidi che pur sapendo che potrebbero aver di fronte delle ragazze forzate a prostituirsi, fingono di non sapere e soddisfano primariamente i loro istinti manifestando poi ipocrisia con quanto scrivono in seguito nei vari blog e forum.

    La cosa che io odio non e’ quella “soddisfazione di un bisogno” che nell’uomo e’ connaturato, impellente, irrinunciabile ed (a volte) ossessivo, ma il fatto che poi vengano trovate mille giustificazioni, spacciando un incontro mercenario per qualcosa di idilliaco, poetico, intimo, totalizzante, con versi degni del Petrarca.

    Per carita’ so bene che senza certi clienti neanche la escort “Chiara” avrebbe potuto sopravvivere in un mondo spietato come quello odierno, ma “Chiara” ha sempre dichiarato (ed era la verita’) che era quello che voleva fare.

    Mentre a volte ripenso allo sguardo di certe mie ex-colleghe, delle ragazzine appena maggiorenni, spesso neanche e ricordo, dentro l’azzurro dei loro occhi, quella sottile patina, quella pellicola opaca che portava il loro sguardo a non vedere chi avevano di fronte e che contrastava in modo stridente con il sorriso forzato che dovevano fare al cliente di turno.
    Uno sguardo che ho rivisto nella protagonista del film Lilya 4-ever.

    Non riuscivo a dormire e mi sono lasciata andare in una lunga risposta. Credo di aver divagato, ma che importa?
    Di certo non cancellero’ quello che ho scritto.

    Buona notte 🙂

  12. davide Says:

    Cara Chiara,

    “La cosa che io odio non e’ quella “soddisfazione di un bisogno” che nell’uomo e’ connaturato, impellente, irrinunciabile ed (a volte) ossessivo, ma il fatto che poi vengano trovate mille giustificazioni, spacciando un incontro mercenario per qualcosa di idilliaco, poetico, intimo, totalizzante, con versi degni del Petrarca.”

    Voglio solo specificare che nel mio post sopra avevo specificato che non voglio attribuirmi meriti che non mi competono. Ho solo raccontato un fatto che mi è capitato con una escort e non ho nessuna pretesa di essere considerato un loro difensore. Per il resto quando sono stato con delle escort non ho mai spacciato questi incontri come qualcosa di idilliaco o di poetico, ma di un semplice scambio di mercato (la merce sesso in cambio della merce denaro): non voglio i meriti che non mi competono, ma neanchè voglio i demerititi di cui non sono responsabile.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  13. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Davide mi spieghi una cosa?
    Perche’ ogni qualvolta io scrivo un commento, qualsiasi commento, tu lo interpreti come rivolto a te stesso?
    Sai che e’ un comportamento assai strano?

  14. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Davide mi spieghi una cosa?
    Perche’ ogni qualvolta io scrivo un commento, qualsiasi commento, tu lo interpreti come rivolto a te stesso?
    Sai che e’ un comportamento assai strano?”

    Hai ragione, però nel caso in esame parlavi di puttanieri e quindi l’articolo era un po’ rivolto anche a me. Volevo solo evidenziare che anche fra noi puttanieri ci sono le mele marce, ma anche tanti galantuomini.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  15. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Volevo solo evidenziare che anche fra noi puttanieri ci sono le mele marce, ma anche tanti galantuomini.

    Ovvio che si’…

    Ma ciascuno in cuor suo lo sente a quale categoria appartiene…

    Anche se persino le mele marce, dietro una tastiera, affermano di essere galantuomini. Nessuno ammette di essere un fetente.

    Davide, la coscienza, quella che gli altri non vedono, quella che solo l’individuo puo’ leggere senza falsita’, senza maschere, senza sotterfugi e’ il vero metro di giudizio.

    Ognuno dovrebbe ascoltare quella. Lei parla e dice le cose come stanno.

    E cio’ che lei dice non necessariamente deve essere DIVULGATO nel mondo. Anzi, spesso e’ meglio che resti confinato nell’intimo.

    Per questo dico “quando guardate negli occhi una ragazza che potrebbe essere la figlia di vostra figlia, che arriva da lontano per prendervelo in bocca, non leggeteci solo cio’ che vi fa comodo, ma anche cio’ che potrebbe esserci e che potrebbe non piacervi.”

    Ma forse gia’ lo fate.

  16. davide Says:

    Cara Chiara,

    “E cio’ che lei dice non necessariamente deve essere DIVULGATO nel mondo. Anzi, spesso e’ meglio che resti confinato nell’intimo.”

    Condivido al 100%

    Tanti saluti dal tuo Davide

  17. giovanni Says:

    Salve ragazzi da Giovanni.
    Grazie di avermi accolto nel tuo blog.
    Il termine “profondo sud” è riferito alla frase che usa Pierpaolo Pasolini nel suo “Comizi d’Amore”.
    Comizi d’Amore è un’opera in cui il famoso regista italiano Pierpaolo Pasolini trattò il tema dell’emancipazione sessuale negli anni sessanta.
    Il documentario era composto da una serie di interviste alla gente partendo dal nord Europa e via via scendendo si arrivava in Sicilia.
    Nel documentario il mio paese Camporeale viene presentato con una scritta in sovraimpressione che dice “CAMPOREALE NEL CUORE DELLA SICILIA MAFIOSA” e contemporaneamente lo speacker dice ” Qui nel profondo sud…….”.
    Io forse non sono di strette vedute a causa della mia storia personale:
    Nato in Germania, genitori divorziati, molte vacanze in Germania e mamma, nonna e zii che mi hanno allevato senza nascondere la testa nella sabbia su argomenti difficili comme sesso, relazioni tra divorziati, famiglie allargate ect…….
    Comunque confermo che gran parte dei Siciliani sono di strette vedute.
    Per molti, soprattutto quelli più anziani, era difficile digerire l’idea che io andavo in germania a vedere mio padre e anche la sua compagna tedesca e ifigli di lei e le due figlie avute da mio padre.
    Secondo le regole antiche avrei dovuto uccidere mio padre che aveva lasciato mia madre e commettere così il cosiddetto “delitto d’onore” che fra l’altro fino a qualche decina di anni fà era previsto dalle leggi italiane.
    Ma i tempi cambiano e la gente deve adeguarsi di conseguenza.
    Mi è spiaciuto però il commento di chiara su noi italiani, la mafia e i politici.
    Ieri non l’avevo notato o forse è stato inserito mentre digitavo il mio commento di ieri.
    Molti Siciliani hanno dato la vita per cercare di eliminarla come Falcone e Borsellino ma non sono riusciti ma credo che adesso la situazione sta cambiando.
    Nei giorni scorsi molte decine di imprenditori hanno denunciato i loro estorsori facendoli arrestare.
    Fino a pochi anni nessuno lo faceva e pagava in silenzio per non aver probblemi e se la cosa veniva saputa dalla legge negavano di pagare.
    Credo che piano piano la mafia sparirà.
    Del resto anche da voi e in russia, bulgaria ect…. esistono gruppi di persone organizzate per sfruttare la prostituzione, commerciare droga e altrer attività illecite.
    Sempre da voi e intendo come “paesi
    dell’est” i vostri governi cercano di darsi un’aria per bene ma oggi in tv ho visto un’articolo sull’uccisione di due giornalisti che indagavano troppo sulla Cecenia .
    Come vedi tutto il mondo ormai è paese.
    Ciao a tutti e vi auguro felice Pasqua a tutti anche se siete di fede religiosa diversa.
    Spero di aver dieci minuti stasera per ricollegarmi ma caso mai non potessi vi saluto adesso.
    Ciao.

  18. Flyingboy Says:

    Non vorrei che qui si equivocasse: gli uomini mi piacciono molto, molto piu’ maturi di quanto io sia, quindi, questo significa uomini che hanno superato decisamente i quarant’anni

    Ciao Chiara

    Ma allora volevi dire piu’ anziani?

    La MATURITA non va acquistata con i anni e numero di candele spente sulla torta. E in Italia, questo e evidente forse di piu’ che nei altri paesi.
    Chiaramente la MATURITA puo’ facilmente essere un termine soggettivo, ma dal mio punto di vista (e chiaramente generalizzando) la MATURITA (come la concepisco IO) tra i Italiani ma specialmente maschi e difficile a trovare anche tra i over50.
    Nella mia mente ce un concetto ben preciso della MATURITA, ma qui mi fermo perche’ andrei tropo OT..

  19. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ma allora volevi dire piu’ anziani?

    Non so. In effetti non sapevo come scrivere ed ho scelto la forma meno complessa.

    Nella lingua di mia nonna il termine maturita’ e’ in relazione all’eta’ e cioe’ “maturo = che ha l’eta’ per ragionare”.

    Forse non conosceva gli italici? 🙂

    Comunque che la maturita’ sia in linea di massima correlata all’eta’ non v’e’ dubbio. Difficilmente un sedicenne puo’ avere le esperienze di vita di un sessantenne, anche se ovviamente, il concetto cambia a seconda dei popoli.

    Ce ne sono alcuni in cui la maturita’, per un certo genere di cultura, viene acquisita prima.

  20. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Del resto anche da voi e in russia, bulgaria ect…. esistono gruppi di persone organizzate per sfruttare la prostituzione, commerciare droga e altrer attività illecite.

    Certo ma e’ diverso. Non e’ radicato nel territorio ed e’ un fenomeno sorto sul vuoto di potere che si e’ verificato dopo la caduta del muro.
    E’ quindi un fenomeno giovane, a tratti anche piu’ spietato, ma meno pericoloso da un punto di vista istituzionale.

    Comunque la mia critica andava ad un certo atteggiamento italico in cui l’omerta’ e il farsi i cavoli propri rappresentano la regola.

    E’ anche vero che ci sono dei martiri, gente che si dedica completamente alla denuncia del malaffare, ma sono episodi talmente sporadici da essere considerati fenomeni.

    La notizia dei giornalisti russi che hai citato, l’ho seguita al notiziario della tv russa RTR; non agivano in Cecenia, ma in Ossezia del Kosovo, potrebbero separarsi privando la Georgia dell’accesso al Mar Nero.
    Chi non conosce le realta’ dell’Est sorte dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica, non puo’ capire i giochi di potere che si stanno giocando in quell’area.

    Ovviamente se in occidente parlano di Cecenia e’ perche’ per loro e’ tutto un minestrone ed i giornalisti dimostrano di non capirci un fico secco. L’Ossezia e l’Abcasia non c’entrano con la Cecenia che fa parte della Russia. Fanno parte della Georgia.

    L’indipendenza del Kosovo ha creato un meccanismo perverso per cui chiunque potrebbe chiedere l’indipendenza, aumentando di fatto le possibilita’ di conflitti locali.

    I due giornalisti sono stati uccisi all’interno di questo quadro ed ancora non sono chiari i motivi.

  21. giovanni Says:

    Cara Chiara.
    Ho giusto due minuti per augurarti Buona Pasqua e per segnalarti che sul sito dove ho l’email e cioè http://www.libero.it riportano una notizia che potrebbe interessarti e che ti allego:
    Perché gli uomini vanno con le prostitute?
    in Sotto le lenzuola

    Possono essere belli o brutti, ricchi o poveri, intelligenti o tonti, simpatici o antipatici, giovani o vecchi, single o sposati. Non importa. Il maschio di tutte le tipologie ricorre al sesso a pagamento. E le donne non riescono a farsene una ragione

    «Perché con loro possono provare cose che le mogli e le fidanzate non concedono quasi mai, per non essere considerate delle put****» – «Perché una donna per eccitarsi ha bisogno di sensualità, amore, passione… Un uomo ha bisogno solo di sesso e di una donna attraente davanti. È la natura» – «Perché molte donne sono inibite e hanno ancora riserve stupide su determinate pratiche e/o posizioni e fanno accrescere nei propri uomini complessi incredibili sulla liceità di certi desideri» – «Perché la donna che paghi subito è quella che ti costa meno».

    Alla domanda che da sempre tormenta le donne, gli uomini in rete hanno risposto con estrema sincerità, a volte con un pizzico di misoginia, anche grazie all’anonimato garantito da forum e chat. Ci sono tante, tantissime motivazioni che spingono un marito/fidanzato/single ad andare con una prostituta, eppure le loro compagne/amiche non riescono a farsene una ragione. E nessuna moglie è pronta ad ammettere che in fondo, anche l’uomo con cui divide il letto potrebbe aver pagato un’altra donna in cambio di sesso.

    «Perché quando voi andate con gli gigolo dite che lo fate per solitudine e vi sentite perfettamente giustificate e quando invece è l’uomo a pagare per certi servizi, allora è per forza un pervertito?» scrive un navigatore. Vero, c’è del pregiudizio. Ma va detto che il fenomeno è molto più diffuso tra maschietti. Solo a Milano, per esempio, nel mese di febbraio sono stati multati dai vigili urbani più di 400 clienti. Qualche settimana fa a Roma la polizia ha sequestrato ad alcuni indagati una vera e propria guida del sesso a pagamento, con tanto di documentazione fotografica, numeri telefonici e indicazioni delle specializzazioni di centinaia di prostitute e transessuali in varie zone d’Italia. In Europa ci sono 600mila schiavi e l’80% sono donne. Già, perché quando si lasciano i soldi sul cuscino, si preferisce non pensare a come quella ragazza sia finita a vendersi.

    A volte un uomo accosta con l’auto al marciapiede per curiosità, ma le motivazioni sono altre. È vero che moltissimi fanno con le prostitute quello che con le mogli non oserebbero mai. Spesso, come dicono i navigatori in rete, perché le loro compagne sono inibite o riluttanti o svogliate, a volte perché sono loro stessi a pensare che certe pratiche non siano “da signora” o a vergognarsi per quello che desiderano. Molti però ricorrono alle professioniste per trasgressione, per non avere coinvolgimenti sentimentali, per sentire il potere del denaro, per provare la sensazione di poter chiedere e comprare qualunque cosa, per sentirsi liberi e completamente disinibiti. E soprattutto: il desiderio per l’amore mercenario tocca tutte le tipologie di maschio. Il bello e il brutto, il ricco e il povero, il colto e l’ignorante, il giovane e il vecchio. Insomma, che nessuna si senta al riparo dalle corna a pagamento… Che ne pensi? Dì la tua nei commenti

    Il link per l’articolo completo è:
    http://donna.libero.it/sotto_le_lenzuola/ne792.phtml

    Ciao e buona Pasqua a tutti.

  22. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Che ne pensi? Dì la tua nei commenti

    Non c’e’ bisogni che dica la mia nei commenti. Ormai chi mi conosce sa come la penso 🙂

    Solo alcune considerazioni che mi paiono curiose:

    Perché con loro possono provare cose che le mogli e le fidanzate non concedono quasi mai, per non essere considerate delle put****»
    Chissa’ che faccia farebbero se sapessero che le loro mogli e fidanzate invece, certe cose, le concedono a qualcun altro :-)(anzi se gia’ non lo facessero le invito a farlo). 🙂

    Che poi possa essere un vicino di casa, un perfetto sconosciuto incontrato in treno o una donna incontrata in qualche locale per lesbiche, poco importa.

    La trasgressione non deve valere solo per i maschietti, anche perche’ loro la trasgessione devono pagarla. Le donne invece, in moltissimi casi, la possono ottenere gratis. Le piu’ fortunate addirittura possono farci un business.

    È vero che moltissimi fanno con le prostitute quello che con le mogli non oserebbero mai.

    Anche le loro compagne, quando trovano chi, a differenza del marito, le sa scopare davvero, fanno cose inimmaginabili. :-))

    Perché quando voi andate con gli gigolo dite che lo fate per solitudine e vi sentite perfettamente giustificate e quando invece è l’uomo a pagare per certi servizi, allora è per forza un pervertito?

    Gigolo’? :-)))
    Se i gigolo’ non avessero il mercato dei gay farebbero la fame. Ma chi e’ che mette in giro queste leggende metropolitane? I gigolo’ stessi, presumo, per non sembrare solo un prodotto per omosessuali.

    Vogliamo paragonare la percentuale di uomini che pagano per avere sesso con quella delle donne?

    Quelle che pagano, se lo fanno, lo fanno quasi sempre per necessita’, perche’ esteticamente sgraziate, perche’ altrimenti nessuno le vorrebbe; mentre per gli uomini e’ un vizio in quanto lo fa anche chi non e’ brutto.

    Comunque, in vita mia, non ho mai pagato un uomo ed ho conosciuto solo un paio di donne che avevano ricorso ad un gigolo, solo una volta sola e solo per placare una curiosita’ su cio’ che muoveva il loro marito puttaniere.

    La stragrande maggioranza delle donne, se vuole tradire e scopare, non ha bisogno di pagare alcun gigolo’, e quelle carine addirittura possono andare a letto con uomini che potrebbero fare i fotomodelli. Anche se non e’ la bellezza l’elemento base che ci intriga.

    Già, perché quando si lasciano i soldi sul cuscino, si preferisce non pensare a come quella ragazza sia finita a vendersi.

    Questa e’ l’unica cosa che mi fa schifo, ma sull’argomento mi sono gia’ espressa.

    C’e’ una differenza, comunquue, fondamentale fra lui che va a puttane e lei che tradisce con qualcuno (o con qualcuna): lui dilapida sostanze “familiari”, lei (volendo) le accresce 🙂

  23. giovanni Says:

    Buon giorno e bene alzata.
    Mi sono appena alzato e vedo che hai già avuto il tempo di leggere e rispondere al mio commento.
    Preciso che la frase “…di la tua nei commenti.” faceva parte del testo originale e non era una mia richiesta.
    Credo che tu abbia pienamente ragione nelle tue affermazioni, specie sui gigolò.
    Anch’io mi sono sempre chiesto per quale motivo una donna dovrebbe pagare per far sesso con un uomo quando basta farsi una passeggiata per strada e sorridere al primo che le piace.
    Sto cercando di leggere il tuo racconto Hófehérke ma non ho ancora capito se è un tuo racconto o è la strascrizione di un’altro autore.
    Complimenti comunque per avercelo fatto leggere.
    Mi piacerebbe che tu da brava scrittrice leggessi sul mio blog su http://terremotati.blog.com la parte iniziale sul terremoto che ha colpito la zona dove vivo e le mie peripezie.
    Mi piacerebbe farne un racconto o una sceneggiatura per film.
    Forse potresti ricavarne qualche spunto anche tu.
    Ciao a te e ai lettori del tuo blog.

  24. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    giovanni said…
    Sto cercando di leggere il tuo racconto Hófehérke ma non ho ancora capito se è un tuo racconto o è la strascrizione di un’altro autore.

    Se sei intuitivo potrai darti da solo una risposta 🙂

    Mi piacerebbe che tu da brava scrittrice leggessi sul mio blog su http://terremotati.blog.com la parte iniziale sul terremoto che ha colpito la zona dove vivo e le mie peripezie.
    Mi piacerebbe farne un racconto o una sceneggiatura per film.
    Forse potresti ricavarne qualche spunto anche tu.

    Mi fai assai piu’ “scrittrice” di quanto in realta’ non sia. Come ho sempre detto, scrivo per diletto mio personale. Sono una “pittrice” che, ogni tanto, giocherella con i colori e tenta di dipingere qualcosa di carino. Qualche volta ci riesco, altre volte no.
    Sono certa che chi sa veramente scrivere, e mi legge, si fa delle grasse risate. 🙂

    Dopotutto ho sempre confessato i miei limiti. I miei studi sono stati ad indirizzo linguistico-scientifico, non certo umanistici o letterari, per cui cio’ che passa il convento e’ questo.

    Pero’, (mi si scusi per le affermazioni che faro’) almeno ho l’umilta’ di non improvvisarmi grande narratrice come invece, scorrendo la produzione letteraria presente in libreria, mi pare sia atteggiamento assai comune un po’ ovunque, ove emeriti/e “incapaci”, consumano inutilmente carta per scrivere e raccontare cose che non interessano a nessuno se non a se stessi/e.

    Ritengo questa politica editoriale di pubblicare “emerite cagate” la cosa piu’ deleteria dal punto di vista culturale e spesso mi chiedo chi sia il responsabile che sceglie cio’ che debba essere stampato da cio’ che invece debba essere rifiutato. Sono certa che un bimbo di otto anni saprebbe fare scelte migliori.

    Ma forse anche li’, nell’ambiente editoriale, esiste ormai un sistema di nepotismo, leccaculismo, favori incrociati che non hanno niente a che vedere con la cultura.

    Per quanto riguarda il tuo blog, mi pare di aver letto solo un episodio della storia che citi, e non ho visto seguito. Forse non sono brava io a consultare il tuo archivio. Se potessi indicarmi l’indirizzo esatto di ogni post a cui ti riferisci, te ne sarei grata. 🙂

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