Il compromesso


Erano passati dieci anni dall’inizio di quel gioco. Sapeva che non aveva piu’ il fisico di quando era modella, pero’ quando si guardava allo specchio ritrovava ancora quei dettagli per i quali tanti uomini l’avevano desiderata e pagata nel passato.

Aveva ancora un un bel corpo. Ore ed ore passate in palestra non erano state inutili: ventre piatto, fianchi armoniosi e natiche ben disegnate, gambe lunghe e toniche. Il seno, considerata la sua altezza, lo aveva sempre giudicato piccolo, ma con il tempo si era accorta che cio’ non aveva mai rappresentato un problema.

Il volto era quello che, invece, aveva risentito maggiormente del passare degli anni. Qualche ruga d’espressione impossibile da cancellare con l’attivita’ fisica.

Si piaceva ancora, ma sarebbe piaciuta anche a lui? E poi, era cosi’ importante che piacesse a lui?

Il patto che avevano fatto non prevedeva alcun tipo di contatto fisico. Cio’ che a lui interessava (diceva) era altro: guardarla negli occhi, osservarle le mani, ammirarla nei suoi gesti, studiare come avrebbe accavallato le gambe o atteggiato la bocca o passato le dita nei capelli. Niente che significasse “ti pago per avere sesso”.

Sorrise a quel pensiero. Piu’ di un uomo, pur di avere una chance per conoscerla, si sarebbe lasciato andare in luoghi comuni patetici fatti di sguardi, di mani, di piedi e di capelli, ma lei era convinta che fossero solo frasi finalizzate ad altro. Frasi che poi si sarebbero dissolte ed avrebbero lasciato spazio ad altri tipi di proposte piu’ dirette ed insistenti, che sarebbero diventate inevitabilmente offensive.

Pero’, anche se non era previsto niente altro che un incontro per cena, che non l’avrebbe condotta in alcuna alcova, stranamente c’era in lei il desiderio di piacergli; anzi, di essere talmente attraente da risultargli irresistibile.

Si ricordava perfettamente come e quando tutto era iniziato.

Era stata una escort. Anche se i suoi ambienti erano sempre stati le suite degli hotel invece dei viali, aveva pur sempre fatto la puttana. E di questo non si era mai vergognata. Poi si era ritirata dall’attivita’. Aveva considerato quell’esperienza conclusa, ma il ritiro non era stato totale. Pur non accettando appuntamenti, aveva scelto di restare presente come frequentatrice virtuale di quell’ambiente che comunque aveva avuto un significato ben preciso nella sua vita. Rinnegarlo completamente avrebbe palesato l’ammissione di un disagio, una vergogna che avrebbe voluto dire sconfitta interiore. E dopo essere stata dedita per tanti anni alla piu’ esasperata esteriorita’, solo il cielo era testimone di quanta interiorita’ desiderasse.

Chiara di Notte, con questo nome era conosciuta da quell’esigua parte di frequentatori di forum e blog nei quali l’argomento topico era la prostituzione. Nessuno sapeva chi era e chi era stata, nessuno poteva minimamente sognare d’incontrarla, e per questo motivo era diventata una specie di preda virtuale che molti inseguivano, ma che nessuno riusciva a catturare.

Su questo meccanismo lei giocava traendone motivo di divertimento. Amava studiare le reazioni di quell’animale che era stato per lei solo una fonte di reddito, ma che non era mai riuscita a comprendere fino in fondo: l’uomo.

Era stato su uno dei tanti forum che il gioco aveva preso forma. Aveva poco piu’ di trent’anni quando un giorno qualcuno le chiese la cifra che l’avrebbe convinta a ricominciare a fare la escort e lei, invece di glissare oppure rispondere semplicemente con un “nessuna cifra”, accetto’ la sfida.

Forse fu solo per capire se sarebbe stata ancora in grado di attirare l’interesse degli uomini come avveniva nel passato portandoli, oltre quel limite che essi s’impongono, ad offrire tali cifre da capogiro, che fossero difficilmente abbordabili anche da chi avesse potuto disporre di vaste disponibilita’ economiche; oppure fu solo un gesto avventato, frutto della voglia di vincere quella partita a poker fatta di bluff e di rilanci, tipici dei luoghi virtuali ove le persone si confrontano mettendo in mostra non tanto cio’ che sono, quanto cio’ che vorrebbero essere.

Disse che per cinquantamila sarebbe stata disposta ad accordare un incontro senza che vi fosse obbligo di rapporto sessuale. I soldi dovevano essere destinati in beneficenza; non voleva assolutamente dare l’impressione di essere un’ipocrita. Se i soldi fossero finiti nelle sue tasche avrebbe significato che le sue scelte di vita erano dovute solo ad una questione economica, e tutto il castello costruito e basato sulla sua coerenza sarebbe crollato miseramente. Non solo di fronte agli altri, ma soprattutto di fronte a se stessa.

Accettare una qualsiasi proposta per un vantaggio economico avrebbe significato regredire a quando tutto era iniziato. Al momento della “prima proposta”. Avrebbe annullato tutte le esperienze acquisite in seguito, avrebbe negato il valore delle decisioni e dei proponimenti successivi. Tutto sarebbe ripartito da capo in una spirale infinita, in un circolo vizioso; un serpente che alla fine sarebbe arrivato a divorare se stesso. Invece, nel modo da lei stabilito, cio’ le avrebbe offerto la spinta necessaria per “rivivere” un’esperienza che credeva conclusa da una posizione diversa, con motivazioni diverse, con finalita’ diverse, molto piu’ affini a cio’ che sentiva di essere diventata.

Il suo gioco era quello di mettere alla prova gli uomini esaminando i loro comportamenti, estrapolando i piu’ interessanti e con loro stabilire un rapporto nuovo. Sapeva che dal punto di vista etico, non era certamente il miglior modo per relazionare, ma dopotutto cosa avevano fatto loro con lei se non “esaminarla” per tutta la vita? Esaminarla nel fisico, esaminarla nel comportamento, esaminarla nel modo di vestire, di mangiare, di pensare, di scopare…

Alcuni poi erano dei veri e propri collezionisti. Li immaginava muniti di lente d’ingrandimento a studiare l’ultimo francobollo della loro variegata collezione. Una collezione della quale lei riteneva di essere uno dei “pezzi piu’ rari”.

Chi avesse voluto “esaminare” Chiara di Notte avrebbe dovuto essere in grado di pagare un prezzo molto alto, inaccettabile per chi non fosse stato realmente interessato a lei in modo quasi maniacale, tanto da prestarsi a qualsiasi sua richiesta.

In passato aveva avuto piu’ volte modo di gustare quell’appagante soddisfazione di osservare la bramosia nello sguardo di un uomo, quel desiderio assoluto e totalizzante che oltrepassava i limiti che valevano per qualsiasi altra donna, ma non per lei.

Quale donna non coltiva questa fantasia?

Sentirsi unica, irraggiungibile, burattinaia di emozioni. Ottenere cio’ che non e’ facilmente ottenibile. Raggiungere la cima piu’ alta del mondo e poi buttarsi giu’ con l’elastico e fermarsi ad un palmo dal suolo. Adrenalina palpabile, sensazione di onnipotenza che crea dipendenza piu’ di ogni altra sostanza.

Quanto sbagliano gli uomini a considerare certe “puttane” solo delle puttane. Se solo immaginassero il piacere sublime che una donna prova al solo svestirsi di fronte ad occhi inebriati. Togliersi un indumento dopo l’altro, lentamente, facendolo scivolare setoso sulla pelle e sentire tangibile il desiderio di chi osserva, che aumenta ad ogni istante. Poter accarezzare quel desiderio, succhiare quell’energia prima ancora di essere sfiorata, ritardare il momento, allontanare il traguardo fino al limite estremo, ed una volta arrivata a quel limite procrastinarlo ancora ed ancora…

Aveva letto da qualche parte che quel tipo di comportamento rivelava una natura dominatrice e che gli uomini che si adeguavano volevano, in realta’, essere sottomessi. Forse era vero ma che importava?

Ovviamente, dopo che lei scrisse la cifra, tutti si defilarono. Qualche volpe ebbe da puntualizzare sull’uva facendo notare che, in fondo, si trattava di un personaggio virtuale e che niente dava la sicurezza che dietro a quel nick ci sarebbe stata effettivamente una donna. E se anche ci fosse stata una donna chi avrebbe potuto assicurare che non sarebbe stata vecchia e brutta?

Cio’ rese il gioco ancora piu’ intrigante, poiche’ se qualcuno avesse raccolto la sfida, avrebbe dimostrato di essere talmente pazzo da superare i limiti della normale banalita’, accettando addirittura che dietro al nick Chiara di Notte avrebbe potuto celarsi finanche l’ormai noto “ragioniere brianzolo con i baffi”.

Fu li’ che lui fece la sua proposta: sedicimila.

Lei si domando’ a lungo perche’ proprio sedicimila. In seguito glielo chiese e lui argomento’: “mille per ognuna delle seguenti visioni: occhi, bocca, mani, ombelico, caviglie, piedi. Diecimila per ascoltarti un paio di ore.”

Ma sedicimila non erano la cifra che lei avrebbe accettato. Il salto con l’elastico non sarebbe stato “Il Salto Con L’Elastico” ma solo uno dei tanti salti.

Gli anni passavano e lui continuava a rilanciare, ma ad ogni rilancio che proponeva, lei acquistava sempre piu’ distacco; la cifra richiesta aumentava e la partita a poker si protraeva all’infinito.

Poi, dieci anni dopo l’inizio di questo gioco, e poco prima che la cifra superasse i centomila, lei accetto’.

Ormai le ragioni erano completamente mutate. Nel tempo trascorso era stato perso il significato originario. Lei si sentiva sempre piu’ Aracne condannata alla perenne tessitura di una tela, mentre con lui si era ormai stabilito un forte legame empatico: dopo dieci anni era sicura di non essere desiderata e considerata come una puttana, ma unicamente come materializzazione di quella che lui aveva sempre definito “un’Idea”.

Si incontrarono in una dolce serata di primavera, cenarono e lui l’ascolto’ per due ore, osservandola per tutto il tempo in quei dettagli che aveva solo immaginato. Poi camminarono in silenzio lungo la riva del mare. Lei sentiva lo sguardo di lui alle spalle, mentre i riflessi della luna guizzavano argentei sull’acqua ed una dolce brezza le accarezzava i capelli che aveva sciolto, lunghi e liberi di ondeggiare al ritmo dei fianchi. Teneva in mano i sandali e le impronte dei suoi piedi venivano conservate dalla sabbia solo per quel breve attimo prima che il riflusso dell’onda le cancellasse.

Aveva rispettato l’accordo; avrebbe potuto, a quel punto, andarsene. Ma non se ne ando’.

Gli propose un compromesso e lui accetto’.

Nella stanza, appena rischiarata da una debole lampada, inizio’ a spogliarsi con calma, quasi con ritegno, mostrandogli le spalle. Lo aveva fatto tante volte in vita sua ma quella scena non le sembro’ la stessa di sempre.

Si volto’ infine, nuda, nascondendo il seno ed il pube con le mani; sentiva che piu’ che dalle nudita’ lui era affascinato dalle sue lunghe dita affusolate. Non era tempo di affanni amorosi. Non lo sarebbe stato ne’ quella notte ne’ mai: lui l’avrebbe solo guardata, ma non l’avrebbe toccata.

A palpebre abbassate recito’ parole che aveva scritto eoni prima.

“Occhi rapiti dalla luna. Fiore tzigano sulla riva del fiume. Lacrime di rugiada. Desiderio che colma il calice del cuore. Muri scrostati e fango. Liberta’, rabbia e disperazione. Giochi rubati dal primo bacio. Nata il trentun settembre e nemica dell’oblio. Tündér, funambola senza rete appesa ai fili della vita.”

Poi accese i suoi grandi occhi.

78 Risposte to “Il compromesso”

  1. Alex Says:

    L’intelligenza non passa con il tempo e la tua bellezza sarà sempre più bella del tempo che corre….
    Mi chiedo come sia finito il racconto e poi come ha potuto fare a meno del suo sogno dopo che si è materializzato?

  2. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Mi chiedo come sia finito il racconto e poi come ha potuto fare a meno del suo sogno dopo che si è materializzato?

    Ci sono dei racconti che non hanno una fine ma che possono rappresentare solo un inizio.

    La mia vita ne e’ costellata e sono i piu’ belli.

    E poi… si possono davvero materializzare i sogni? O e’ un sogno perfino pensare di poterlo fare?

  3. Willyco Says:

    Ma non è solo un sogno, il vivere?

  4. illustre1966 Says:

    @chiara: scusa se vado O.T., ma mi sono rallegrato la mattinata facendo un giro nel tuo blog clone…..spara a 360 senza manco capire che le cazzate che spara non vanno manco vicino al bersaglio…..porello…

    P.S. C’è uno a Lissone che si sta facendo di quelle risate!😀

    Ha sbagliato pastigliette il tipo?? ;-D

    -3, -2….-1…. BUUUM!!!

    😀

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ illustre: mi sono rallegrato la mattinata facendo un giro nel tuo blog clone

    Innanzi tutto cerca di essere preciso: non e’ “il mio blog clone”, bensi’ IL CLONE DEL MIO BLOG.
    E’ una cosa ben diversa.

    Secondariamente: e chi lo legge piu’? Se voglio la fantascienza Asimov e’ piu’ gustoso🙂

  6. illustre1966 Says:

    Fantascienza?

    Direi storie di ordinaria follia: lì dietro c’è uno, che, se lo analizzano, gli fanno un T.S.O. a vita!😀

    Sai che purtroppo (per problemi non miei) frequentai il nono piano del S. Paolo: se vuole lo presento al primario che si prende cura dei casi più “ineressanti” ;-D

  7. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    frequentai il nono piano del S. Paolo

    Azzzzzz!!!!

    Non scrivere questo nome o QUELLO, fuso com’e’, riparte in quarta!

    :-)))))))

  8. illustre1966 Says:

    @chiara: ooops…..😀

  9. Alex Says:

    all’amico comune…..
    se fossi un medico consiglierei una PET almeno saprebbe dove trovare il problema:-)

    a meno che non sia estesa in tutto il corpo:-)

    Chiara dice:

    E poi… si possono davvero materializzare i sogni? O e’ un sogno perfino pensare di poterlo fare?

    i sogni son quelli che speri si materializzano altrimenti che sogni sono? e a volte è bello sognare perchè ti fa uscire per un attimo dalla realtà e ti riempie delle emozioni che vorresti avere

  10. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    i sogni son quelli che speri si materializzano altrimenti che sogni sono?

    Non dirlo a Duval :-)))

  11. gatsby Says:

    Bello…Permetti un tentativo di conclusione finale dal SUO punto di vista? Immaginiamo: Comincia a essere tardi. Dovrebbero tornare a casa. Converrebbe che si mettessero per strada mentre il tempo regge ancora. E’così scomodo guidare sotto i piovaschi,di notte. Vorrebbero prolungare ancora un po’ quel momento del loro incontro, che era così pericoloso e che loro non hanno mancato,soffermarsi ancora un po’ su quella nota così difficile da tenere,ma una sorta di dovere li reclama. E poi,anche,non dimenticano quanto sia instabile o quantomeno precario l’equilibrio che hanno raggiunto incontrandosi. Non intendono assumersi il rischio di romperlo con una frase fuori luogo,un’insistenza maldestra,un indebito tentativo di acquisire un vantaggio. Lui intuisce che deve limitarsi a quello,per il momento, perchè quanto è stato fatto è già notevole. Non sa se la rivedrà. Non vuole illudersi,entusiasmarsi troppo presto. E’ troppo presto per pensare a qualsiasi cosa. Importante è il momento,la sua fragilità,la sua intensità. Si alzano insieme,pur senza essersi accordati. Quel sincronismo li fa sorridere. Lei fruga nella borsetta in cerca del rossetto, ma alla fine rinuncia: va benissimo così. E’ tardi,non serve a molto salvare le apparenze. E lui è uno di quegli uomini autorizzati a vederla com’è. “Mi ha fatto piacere incontrarti,finalmente”. In queste semplici parole c’è una sincerità assoluta. C’è anche una vera commozione. Di quelle che rompono la voce,che si arginano distogliendo gli occhi. Il turbamento è maggiore di quanto avesse mai immaginato. “Ci rivedremo”? “….” Lei non risponde. Azzardare una risposta l’avrebbe portata piu’ in là di quanto forse sia capace di spingersi,per il momento. Lo saluta. Lui non interpreta il saluto come un rifiuto. In fondo, forse, il saluto rimanda a un prossimo appuntamento. C’è quasi un filo invisibile teso tra di loro, che li unisce, che niente potrebbe spezzare.

  12. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ gatsby: Ognuno puo’ concludere la storia come preferisce. Solo un pensiero: come siete romantici voi uomini! :-))

    Scommetto che lei lo e’ molto meno.

    Il salto con l’elastico ha un senso solo se non ti sfracelli al suolo :-)))

    Una nota per Duval (che anche se non interviene so che legge): una volta facesti una parodia di un mio racconto. Dicesti che in fondo si trattava “solo di una spagnola”.
    Non so, ma in questo momento non posso fare a meno di pensare a Vlada che istruisce Irina e le dice: “non e’ importante QUELLO che si fa, ma COME lo si fa”🙂

  13. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”Una nota per Duval (che anche se non interviene so che legge): una volta facesti una parodia di un mio racconto. Dicesti che in fondo si trattava “solo di una spagnola”.
    Non so, ma in questo momento non posso fare a meno di pensare a Vlada che istruisce Irina e le dice: “non e’ importante QUELLO che si fa, ma COME lo si fa” :-)””

    Non so se l’amico Duval ti ha mandato un messaggio riservato, ma dopo aver letto questo tuo emozionante racconto mi piacerebbe tantissimo sentire cosa ne pensa Duval.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  14. gatsby Says:

    Cara Chiara..Non avevo dubbi che scommetteresti che lei è molto meno romantica. Come potrebbe essere altrimenti? Quella donna sei tu. Ma non c’è da fartene una colpa. Prendi me, per esempio: potrei essere un gran narciso, il cui piacere personale conta comunque un po’ piu’ di quello dell’altro. Sotto l’aria di bambino maldestro, di uomo elegante, si nasconde (FORSE?) un grande carnivoro. E infatti quello che ho raccontato dopo aver letto la tua bella nota avrebbe potuto essere completamente diverso, molto meno romantico. Chi puo’ dirlo? Ma la domanda fondamentale è un’altra. Tutta la vita tendiamo ad assumere una parte, nessuno escluso, neppure te. Abbiamo paura di perdere il controllo, soprattutto quello emotivo. Siamo sicuri che sia un bene? Non varrebbe la pena qualche volta sfracellarsi al suolo🙂 , sapendo comunque di aver provato nel tempo trascorso un piacere di intensità strabordante? Eventualmente ci si puo’ sempre ricomporre, no? Quale sarebbe altrimenti il senso della vita? Questo mio discorso è naturalmente visto in chiave generale, ma potremmo prendere spunti anche per un incontro escortistico. Che senso ha per qualcuno pagare una bella e affascinante donna per andare a letto con te? Forse nessuno.. A meno che non cerchi di provare a te stesso qualcosa. Ognuno interpellato potrà rispondere in modo diverso. Io potrei rispondere “Vediamo quanto sono forte”, ma sarebbe solo una delle possibili chiavi di lettura. Una volta, un’unica sola dolorosa volta, ho avuto la sensazione di essermi schiantato. Non è durata molto, “Per tua fortuna” direbbero alcuni. Non so dare una risposta in proposito. Ma, se come ha detto Calderon de la Barca “La vita è sogno”, ha senso tentare di offrire sempre una risposta accettabile? Pero’, che palle leggere questo Gatsby filosofico..🙂

  15. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Gatsby: Innanzitutto cerchiamo di andare per gradi. Questo tuo commento si presta ad una risposta assai articolata, quasi un post a se’, ma per prima cosa vorrei farti una domanda: se in un luogo di conversazione ti trovassi placidamente a dialogare con una persona e questa interloquisse a voce troppo alta per essere tollerata dal tuo udito, oppure parlasse troppo velocemente per la tua capacita’ di comprensione, che faresti?

    La lasceresti parlare comprendendo solo il 50% dei concetti da lei espressi oppure, gentilmente, le chiederesti di porre attenzione al suo modo di comunicare?

    E se lei rispondesse “beh, io sono cosi’ e riesco a fare solo cosi’ e me ne frego di cio’ che pensano gli altri”, tu che faresti?

    Continueresti a dialogare con lei oppure ti defileresti cercando qualcun altro che fosse piu’ piacevole da ascoltare?

    Ebbene, dato che per me e’ importantissima la forma (credo fermamente in: non e’ importante SOLO cio’ che si dice ma anche COME lo si dice), quindi sono un’esteta e vengo colta da fastidiosissimi attacchi di prurito su tutto il corpo quando, pur apprezzando il contenuto, vedo i concetti espressi in un modo disordinato e confuso

    Spesso basterebbe un minimo di attenzione (e di rispetto) per condurre una piacevole conversazione, non credi?

    Considerato il fatto che (ho letto anche altrove) piu’ di una volta ti e’ stata fatta la critica di scrivere in maniera troppo continua non ponendo spazi fra le frasi, con una punteggiatura approssimativa ed assente di “punti e a capo”, vorrei farti notare che se ponessi piu’ attenzione, magari la nostra conversazione ne avrebbe dei benefici.

    Spero non ti offenderai.

    Oltretutto cio’ sarebbe a tuo esclusivo vantaggio poiche’ una migliore forma nella scrittura creerebbe quella piacevolezza di leggerti rendendo la tua comunicazione piu’ “penetrante”🙂

    Non avevo dubbi che scommetteresti che lei è molto meno romantica. Come potrebbe essere altrimenti? Quella donna sei tu. Ma non c’è da fartene una colpa.

    Una colpa di cosa?
    Chi stabilisce cosa sia piu’ giusto per me o per la protagonista del racconto che, contrariamente alle tue convinzioni potrebbe essere chiunque, persino Yuna?

    Non sono un’insegnante di vita come non lo sono di escortismo, perche’ se anche fossi consapevole di poterlo essere (maestra di vita e di escortismo), il solo palesarlo mi porrebbe nella posizione di essere criticata come presuntuosa e saccente.

    Se c’e’ una cosa che gli esseri umani, uomini e donne, non sopportano e’ che arrivi qualcuno a dir loro come dovrebbero comportarsi.

    Nella storia ci ha provato un certo Gesu’ ed e’ stato brutalmente crocifisso e nella letteratura sappiamo benissimo la fine che ha fatto il grillo parlante.

    Per cui, cio che io so e che ho imparato nella vita me lo tengo per me.🙂

    Ovviamente, essendo questo il mio diario, mi sento libera di esprimervi i miei pensieri, ed i miei pensieri sono i seguenti: una donna che volesse affrontare un certo genere di avventura dovrebbe cestinare tutte le fregnacce inutili del romanticismo e dedicarsi a rimpinguare il suo conto in banca per un tempo limitato e prestabilito.

    In tutto il periodo dell’avventura dovrebbe allacciarsi ben stretta una cintura di sicurezza che le impedisse di sbattere il grugno sulla dura realta’.

    Non sto qui ad indicarti quale sia la “dura realta’” che viene proposta da certi maschietti che s’incontrano in certi frangenti.
    Tu sei un uomo che frequenta escort: cio’ che dici, che racconti, che inventi o, semplicemente, che ti illudi sia creduto ta chi ti ascolta lo sai meglio di me.

    Tieni solo conto che certi “giochetti”, quelli dei quali ciascun uomo crede di essere esclusivista quando in realta’ e solo un utilizzatore di metodi usati da chiunque ed ovunque, funzionano solo con le inesperte che ancora non hanno sbattuto il naso nella melma… oppure con le stupide che non vogliono rassegnarsi ad imparare🙂

    Quindi di quale colpa mi accuseresti?
    Di essere troppo cinica? troppo disincantata?

    Tu puoi osservarmi solo attraverso l’occhio della camera da presa. Non sei protagonista della mia storia; sei solo spettatore. Quindi non puoi ASSOLUTAMENTE CAPIRE cosa provo, come vivo la mia realta, le mie VERE passioni e le mie VERE emozioni.

    Prendi me, per esempio: potrei essere un gran narciso, il cui piacere personale conta comunque un po’ piu’ di quello dell’altro. Sotto l’aria di bambino maldestro, di uomo elegante, si nasconde (FORSE?) un grande carnivoro

    Si nasconde cio’ che tu VORRESTI essere: un carnivoro.
    Forse ti autoilludi di esserlo. E’ il tuo modo di “agire” il tuo narcisismo. Nonostante la falsa modestia (l’aria di bambino maldestro), in realta’ sai di essere il piu’ debole nel rapporto con le donne e questa debolezza e’ evidente nel fatto che alcune LE PAGHI.

    Pagare non e’ forza. Pagare e’ arrendersi. Arrendersi alla pigrizia, arrendersi alla forza maggiore, arrendersi ala consapevolezza che, con le sole forze seduttive non si ottiene cio’ che si vorrebbe.

    Che poi i puttanieri si siano creati tutta una loro filosofia per non sentirsi INFERIORI e’ un altro discorso.

    Li fa sentire “forti della propria capacita’ di pagare” e sentirsi in compagnia di persone che condividono l’idea del “pago non per averla ma perche’ dopo se ne vada”, li fa sentire persino meno SOLI.

    Discorsi che servono da palliativo ma che non eliminano la frustrazione del “dopo dose”.

    Frustrazione che e’ frutto di due diverse pulsioni: il desiderio sessuale nei confronti di qualcosa che PIACE TANTO, e la consapevolezza che per avere QUELLA COSA non basta la propria personalita’, la propria capacita’ seduttiva, la propria sagacia, intelligenza, cultura, eccetera (e neppure la bellezza), ma e’ necessario il DENARO.

    E’ necessario pagare una GABELLA.

    A nessuno piace pagare le gabelle ma i puttanieri presi dal vizio lo devono fare cosi’ come i giocatori compulsivi non possono fare a meno di GIOCARE E PERDERE.

    I puttanieri potranno anche essere dei carnivori (in senso che mangiano bistecche), ma una cosa E’ CERTA: non sono loro i predatori. Sono solo CIBO.

    Tutta la vita tendiamo ad assumere una parte, nessuno escluso, neppure te. Abbiamo paura di perdere il controllo, soprattutto quello emotivo. Siamo sicuri che sia un bene? Non varrebbe la pena qualche volta sfracellarsi al suolo🙂 , sapendo comunque di aver provato nel tempo trascorso un piacere di intensità strabordante? Eventualmente ci si puo’ sempre ricomporre, no? Quale sarebbe altrimenti il senso della vita? Questo mio discorso è naturalmente visto in chiave generale, ma potremmo prendere spunti anche per un incontro escortistico.

    Almeno per quanto riguarda me, sbagli. Si puo’ assumere una parte, questo si’, ma non TUTTA LA VITA (forse questa e’ la tua esperienza che vuoi trasferire sul mondo ma non tutti/e sono come te).

    Io ho potuto assumere una parte in relazione ad un vantaggio che ne derivava: i SOLDI… tanti.

    Per tutto il resto, per i rapporti UMANI che non riguardavano la professione potevo tranquillamente essere me stessa senza problemi (anche perche autoanalizzandomi ritengo di essere una persona abbastanza amabile che non necessita ti recitazione per essere accettata).

    Non vedo motivi per mentire nel mio privato. Io scelgo il mio percorso, le persone con le quali “viaggiare insieme”, gli obiettivi da raggiungere. Perche’ dovrei agognare una vita fatta di recitazione e menzogne? Sarei matta, avrei problemi, dovrei curarmi.

    Per quanto riguarda “sfracellarsi e godere”… beh, dipende in quale contesto. Posso anche amare lo snowboard e sfrecciare sulle piste rischiando di sfracellarmi, pero’ mi seccherebbe alquanto scivolare mentre sono al lavoro e rompermi l’osso del collo.

    So che chi paga vorrebbe illudersi di stimolare nella escort quelle sensazioni mirabolanti tali da farla infatuare, ma il denaro pone i paletti necessari a far capire che in quel momento si scopa per tutt’altre ragioni e l’amore, l’infatuazione, il gradimento non c’entrano una beata fava.

    So che e’ dura da accettare ma se una escort non pone questi paletti, puo accadere che, come oggi “si lascia andare” con uno, domani si lascia andare con un altro e poi un altro ancora; dopo di che perde completamente il controllo su un qualcosa che, invece, va saputo gestire con molta attenzione.

    Fare la escort e’ come correre a Le Mans a velocita’ incredibile. Perdere il controllo dell’auto significa rischiare la morte.

    Tu credi che dopo una determinata esperienza in cui si e’ sbattuta la testa sul selciato sia sufficiente “ricomporsi”?. Visione ottimistica ma non certo rispondente alla realta’.

    Quando ci si brucia con il fuoco restano le cicatrici perenni. Io ne ho viste di “grandi ustionate” e questo mi ha resa assai prudente.

  16. Yuna90_42 Says:

    Concordo sul “prede”…tutto sommato me ne sono resa conto anche io…anche se magari con un pò di difficoltà vista la poca esperienza🙂
    Mi sento di affermare con una discreta sicurezza che cmq una cicatrice resta, ma non dirò quale, lascerò alla sensibilità di chi legge capire o, se preferisce, indovinare…o almeno tentare di farlo ^_^
    Michela

  17. siggy Says:

    Oh, povero Duval… ma davvero spenderebbe quella cifra per porre fine al suo sogno?…Che coglione… (con affetto neh..!!!)
    non tanto per la cifra, ma per il fatto così, di rinunciare al sogno…

    Oh, povero Gatsby… amico mio… il pavone non deve mai aprire la coda quando è in prossimità di un predatore… con la coda aperta al massimo non si può correre e il predatore ti afferra in un attimo….

    Oh, povera Michela, sono certo che, per quanto dolorosa, la cicatrice non ha sciupato una candida bellezza…

    Oh, povera Chiara……….

    No, qui è meglio che smetta….

    Bye Bye

  18. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”Si nasconde cio’ che tu VORRESTI essere: un carnivoro.
    Forse ti autoilludi di esserlo. E’ il tuo modo di “agire” il tuo narcisismo. Nonostante la falsa modestia (l’aria di bambino maldestro), in realta’ sai di essere il piu’ debole nel rapporto con le donne e questa debolezza e’ evidente nel fatto che alcune LE PAGHI.
    Pagare non e’ forza. Pagare e’ arrendersi. Arrendersi alla pigrizia, arrendersi alla forza maggiore, arrendersi ala consapevolezza che, con le sole forze seduttive non si ottiene cio’ che si vorrebbe.
    Che poi i puttanieri si siano creati tutta una loro filosofia per non sentirsi INFERIORI e’ un altro discorso.””

    Come vecchio puttaniere mi sento in dovere di fare una piccola difesa della categoria.

    Di quello che hai detto sopra io condivido solo il discorso relativo alla pigrizia, mentre il discorso relativo all’inferiorità non è sempre vero.

    Personalmente io non mi sento inferiore (nella maggior parte dei casi) di chi ha delle relazioni stabili con delle donne.

    Poichè posso permettermelo, quando ne ho voglia vado con delle ragazze giovani e belle, senza perdere tanto tempo in conquiste.

    Se volessi potrei fare delle cosiddette conquiste con delle donne (più o meno della mia età), promettendogli amore, matrimonio e tante altre cose. Poi dopo averle portate a letto mandarle a quel paese. Tanti uomini che conosco fanno così e vedo che il gioco funziona quasi sempre. Poichè io non desidero avere una relazione stabile con una donna e non voglio prendere in giro nessuno, anzichè fare conquiste di comodo, al fine di scopare una donna (che comunque sono -le conquiste- costose perchè affinchè donna ceda in tempi brevi bisogna farle tanti regali, mandarle tanti fiori, invitarla a fare cene romantiche in ristoranti di lusso ecc.), preferisco pagare le ragazze che voglio.

    So che non mi crederai, ma almeno in questo non mi sento inferiore a nessuno: comunque vedo che anche tanti uomini che hanno relazioni con donne (a volte anche molto belle) non disdegnano di pagare qualche escort: quelli a chi dovrebbero sentirsi inferiori?

    Tanti saluti dal tuo Davide

  19. Yuna90_42 Says:

    Oh, povera Michela, sono certo che, per quanto dolorosa, la cicatrice non ha sciupato una candida bellezza…

    Esteriormente no:-)
    Ma…abbiamo solo un corpo?

    Michela

  20. gatsby Says:

    Diavolo di una Chiara… Innanzitutto provero’ anch’io ad andare per gradi. Questa tua risposta al commento si presta ad una replica altrettanto articolata. Tentiamo..Non mi offendo. La forma attraverso la quale mi esprimo lascia molto a desiderare, lo ammetto. Mi dispiace. Non voglio mancare di rispetto a nessuno, almeno non intenzionalmente. Vi sono pero’ delle ragioni che mi spingono a scrivere cosi’. Se le rivelassi dovrei arrossire di vergogna molto di piu’ del colore vermiglio che assume il tuo corpo quando mi leggi🙂 Provero’ comunque a migliorare in futuro , concedimi ancora quest’ultima “scappatella”. Adoro immaginare di poter essere maggiormente penetrante…. Quanto al secondo aspetto in questione, la tua presunta colpa, il tuo scarso romanticismo o il tuo fine pragmatismo, lo sai che sono un provocatore. Non prendermi alla lettera. Io qui dentro sono uno “Straniero in terra straniera”, perchè sono solo un tuo ospite e anzi ti ringrazio dello spazio che mi concedi. In realtà non conosco il tuo vero carattere e non sarei assolutamente in grado di emettere giudizi sensati sulla tua persona. Ho usato il termine “Straniero in terra straniera” non a caso. Oltre che a ricordare la mia condizione, serve a confermarti ( heinlein insegna) che so bene la fine che ha fatto Gesu’.. Cara Chiara. Io non sono capitato qui dentro per caso. La prima volta che incontrai Angie ( Lilith), mi parlo’ di te. La cosa mi incuriosì. Persi del tempo a leggerti e non fu tempo buttato via. La tua personalità mi ha sempre colpito. Naturalmente a volte, come uomo, mi ha pure irritato. Ma non al punto di farmi perdere l’obiettività. Hai tutto il mio rispetto, anche se evochi sconcertanti interrogativi destinati a non avere risposta. Per cui non mi resta che provocarti, a volte, per divertimento o per stimolo. Ma non te la prendere. Perchè se ti scaldi troppo anche la tua Kasparoviana perfezione si frantuma. Finisci con il fare lo stesso errore fatto da me poco prima, e non riesci a fare a meno di attribuirmi ragioni o spiegazioni alla mia condotta senza che tu di me sappia nulla. E anche se non vuoi fare la maestra di vita finisci con l’assumere questo ruolo. Naturalmente sei libera di farti l’idea che vuoi di me. Anzi, per certi versi è divertente, per altri rassicurante. Mi preoccuperei se tu pensassi il contrario di quanto hai espresso🙂 . E al tempo stesso troverei patetico ogni mio tentativo di difesa, pur avendo elementi per controbatterti. Mi limito a difendermi sul discorso “tenere una parte”. Non estremizzarlo, è esagerato da parte tua pensare che io mascheri nella vita quello che sono in realtà. Auspicavo invece l’atteggiamento opposto. Quello di togliersi una corazza in certe determinate occasioni. Ma capisco la tua diffidenza, dettata forse dall’esperienza. Quanti rischi si corrono, in fondo, senza che forse ne sia valsa la pena (?), come mi pare di capire da quanto espresso da Yuma. A proposito per quest’ultima “Tirati su”. Affettuosamente ti ricordo che il tempo nasconde le cicatrici, anche quelle site in maggiore profondità.. E ancora un ultimissima nota per l’amico Siggy. Un’ unica volta mi sono trovato a distanza ravvicinata con un vero pavone – anche se sospetto che si trattasse di una pavonessa🙂. E ho ben presto capito a mie spese che gli artigli di un pavone possono difenderlo a volte anche da un micidiale predatore. Nell’occasione fui provvidenzialmente salvato da un contadino.. Se pero’, caro Siggy, mi vedessi in difficoltà, potresti anche scendere dall’ avello a darmi una mano ogni tanto. Tanto per mostrare che la solidarietà maschile non appartiene al mito. Spero di vederti presto.. Il tuo Gatsby

  21. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Provero’ comunque a migliorare in futuro , concedimi ancora quest’ultima “scappatella”.

    Caro Gatsby, non e’ un mio problema. Ho letto il tuo primo commento e ti ho chiesto gentilmente. Non credo ci siano impedimenti a battere il tasto invio fra un periodo e l’altro. Se non lo fai vuol dire che non intendi comunicare con ME.

    I tuoi post potranno avere l’interesse dei tanti altri che leggono, ma se intendi relazionare con me, dato che per me la forma e’ importante (soprattutto da parte di chi SO essere in grado di poterla dare), evitero’ di risponderti fintanto che non riuscirai a “parlare meno veloce”, rectius: scrivere in modo meno “pressato” e con le dovute pause.🙂

  22. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Davide: Personalmente io non mi sento inferiore (nella maggior parte dei casi) di chi ha delle relazioni stabili con delle donne.

    Ancora una volta tendi a spostare “l’asse del discorso” su un altro piano.

    L’inferiorita’ di cui parlo non e’ nei confronti degli “altri maschi” ma delle donne che esercitano il meretricio da una posizione “non schiavizzata”.

    Il rapporto e’ di fatto squilibrato e di questo qualsiasi puttaniere deve rendersi conto. Lui ha un bisogno, una passione, un desiderio… un vizio (chiamiamolo come ci pare) e dall’altra parte c’e’ il “bene” che soddisfa quel bisogno.
    Il problema e’ che nel caso delle top escort non e’ un sistema di libero mercato ma di “cartello” degno del piu’ spietato oligopolio.

    Ed in tale sistema il piu’ debole e’ chi non puo’ fare a meno di pagare, mentre dall’altra parte c’e’ chi puo’ permettersi di scegliere a chi “offrire” la propria “merce”.

  23. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Che coglione…
    non tanto per la cifra, ma per il fatto così, di rinunciare al sogno

    Ma lo sai che hai ragione?
    C’e’ chi paga per i sogni e Duval vorrebbe rinunciarci.

    Un controsenso.

    Ma il maschietto e’ fatto cosi’; soprattutto se collezionista che ha dedicato la sua vita a collezionare un’unica tipologia, non puo’ ammettere che ci sia un unico pezzo mancante; forse il piu’ interessante e il piu’ raro.

    Inoltre Duval, anche se e’ interessato ad un’icona, che deve corrispondere ad un’idea tutta sua d’erotismo, e’ soprattutto un collezionista di “anime”.

    Ne ho conosciuti altri come lui in vita mia.

    Credo che davvero sarebbe capace di pagare 17.250 (questa e’ la sua ultima offerta ad oggi) solo per osservare una persona che per due ore gli parla… oppure tace.

  24. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”L’inferiorita’ di cui parlo non e’ nei confronti degli “altri maschi” ma delle donne che esercitano il meretricio da una posizione “non schiavizzata”.””

    Sarà perchè non sono (quasi) mai stato con le super escort, ma personalmente non mi sono mai sentito inferiore (pur stimandole e apprezzandole tantissimo) alle ragazze con cui sono stato. Mi è capitato spesso di frequentare avvocati, commercialisti, notai ecc. che mi hanno fatto pagare parcelle altissime (molto più delle escort) e non mi sono mai sentito inferiore neppure a loro. Chi ha una posizione di forza nel mercato la impone e questo vale per le escort come per i banchieri: è cosi che va il mondo (e sempre sarà così).

    Tanti saluti dal tuo Davide

  25. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Mi è capitato spesso di frequentare avvocati, commercialisti, notai ecc. che mi hanno fatto pagare parcelle altissime (molto più delle escort) e non mi sono mai sentito inferiore neppure a loro.

    “Ma che ci azzecca?”

    Tu confondi il DOVERE con il PIACERE. Confondi un bisogno di qualcosa, del quale faresti VOLENTIERI A MENO con qualcosa che BRAMI ancor quando la noti in qualche foto nel web.

  26. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Tu confondi il DOVERE con il PIACERE. Confondi un bisogno di qualcosa, del quale faresti VOLENTIERI A MENO con qualcosa che BRAMI ancor quando la noti in qualche foto nel web.”

    Hai ragione, però quello che non mi convince è il sentirmi inferiore. Posso anche invidiare una super escort come chi ha un panfilo di lusso, ma non mi sento inferiore a chi ha delle rendite di posizione. Piuttosto mi sento inferiore a chi parla tante lingue o a chi scrive (in questo io sono un somaretto) molto bene come fai tu. In fondo il merito di una super escort sta quasi tutto nella mamma che l’ha fabbricata.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  27. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Hai ragione, però quello che non mi convince è il sentirmi inferiore. Posso anche invidiare una super escort come chi ha un panfilo di lusso, ma non mi sento inferiore a chi ha delle rendite di posizione. Piuttosto mi sento inferiore a chi parla tante lingue o a chi scrive (in questo io sono un somaretto) molto bene come fai tu. In fondo il merito di una super escort sta quasi tutto nella mamma che l’ha fabbricata.

    Che bello Davide!🙂
    Mi dai l’occasione di poter argomentare meglio.

    Io non ho detto che “ti senti inferiore” consciamente. Ovviamente questa e’ una cosa che NESSUNO ammetterebbe. Essere inferiore ad un altro essere umano, uomo, donna, bianco, nero, bello o brutto non e’ una cosa che puo’ essere accettata a livello conscio da alcuno.

    Tutti cercheranno sempre e comunque una giustificazione: “si’ quella e’ bella ma io sono intelligente” oppure “Tizio ha un castello ma non e’ felice mentre io lo sono”, eccetera.
    Ugualmente avviene nei confronti di un qualcosa al quale NON SI PUO’ rinunciare (e quindi siamo dipendenti) mentre quel qualcosa e’ assolutamente INDIPENDENTE rispetto a noi.
    Questa “disparita” deve essere colmata con la NEGAZIONE altrimenti subentra la depressione; e quindi via con “la pago, la uso e la butto via!” e varie filosofie similari.

    In realta non e’ il cliente che paga e USA la escort; e’ il contrario.

    La escort non da’ NIENTE. Solo un sogno, impalpabile che termina alla fine del tempo pagato.
    Valore della materia prima, a parte il tempo: ZERO.

    Una Escort (con la E maiuscola) non e’ un’improvvisata. E’ una professionista. La mamma puo’ averci messo tanto del suo, ma nessuna donna sara’ Escort se si affida solo all’avvenenza, alle tette o al fondo schiena.

    Ci vuole CERVELLO, AMBIZIONE, DETERMINAZIONE, CAPACITA’ DI ANALISI, IMPROVVISAZIONE, TALENTO COMUNICATIVO ed ovviamente ESSERE UNA DEA A LETTO.

    La mamma queste cose non le insegna.

    Solo in tal caso una donna puo’ esercitare il mestiere PRETENDENDO COMPENSI ECCEZIONALI e non solo; pretendendo anche di SCEGLIERE con chi accompagnarsi (una escort di mia conoscenza doveva rinunciare agli appuntamenti se voleva avere anche il tempo per vivere).

    Non confondiamo le ragazze che battono per strada o le ragazze che hanno 3-4-5-10 appuntamenti in appartamento. Quelle sono escort come Rocco Siffredi e’ un puritano.

    Certo, per poter pretendere un 50 euro in piu’ “amano” attribuirsi tale termine, e per tale motivo chi una volta si chiamava escort oggi vuol farsi chiamare CORTIGIANA.

    Come Pinchiorri non puo’ essere confuso con un ambulante venditore di trippa, cosi’ una Escort non la si puo’ confondere con una banale prostituta, magari improvvisata.

    Ovvio che un panino con la trippa (a chi piace) puo’ apparire ancor piu’ prelibato di un piatto gustato all’Enoteca, ma non si possono paragonare le due cose.

    Vedi Davide, e’ questo motivo per il quale “qualcuno” continua a rilanciare.
    davvero incontrato delle escort? Avro’ davvero gustato piatti rari e prelibati oppure erano solo panini elaborati?”

    Un collezionista non puo’ sopportarlo. Deve sapere cosa c’e’ oltre l’ultimo appuntamento, cosa esiste dietro quella porta. Deve sapere se cio’ che dico e’ vero oppure se e’ tutto un bluff. Pagherebbe anche per rassicurarsi sulla seconda ipotesi. Anzi forse alla fine ne resterebba assai piu’ soddisfatto.

    Adesso ti confessero’ una cosa che potra’ sembrarti assurda: sai che un rate altissimo crea una curiosita’ quasi morbosa?
    Certo non tutti possono permetterselo, e quasi sempre le VOLPI devono rinunciare all’UVA, ma chi puo’ permetterselo predilige incontrare una di queste Escort piuttosto che 20 loft.
    E quasi sempre scelgono proprio quella che ha il rate piu’ alto.

    Certi uomini che tendono ad oggettivizzare la prostituta, la considerano un lusso e la sola consapevolezza di potersela permettere fa loro capire il livello che hanno raggiunto nella vita.

  28. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”La escort non da’ NIENTE. Solo un sogno, impalpabile che termina alla fine del tempo pagato.
    Valore della materia prima, a parte il tempo: ZERO.””

    Capisco ciò che vuoi dire, ma come cliente per me ciò che mi hanno dato tante escort è stato qualcosa di importante. Lo so che materialmente non rimane “niente”, ma anche quando vai al cinema o a teatro non è che rimanga qualcosa dal punto di vista materiale.

    “”In realta non e’ il cliente che paga e USA la escort; e’ il contrario.””

    A mio modesto parere la cosa è reciproca: mi riferisco all'”USA”.

    “”Adesso ti confessero’ una cosa che potra’ sembrarti assurda: sai che un rate altissimo crea una curiosita’ quasi morbosa?
    Certo non tutti possono permetterselo, e quasi sempre le VOLPI devono rinunciare all’UVA, ma chi puo’ permetterselo predilige incontrare una di queste Escort piuttosto che 20 loft.
    E quasi sempre scelgono proprio quella che ha il rate piu’ alto.
    Certi uomini che tendono ad oggettivizzare la prostituta, la considerano un lusso e la sola consapevolezza di potersela permettere fa loro capire il livello che hanno raggiunto nella vita.””

    In realtà quello che dici non lo trovo poi cosi strano.

    Personalmente non ho mai avuto di questi problemi, ma so che chi ha tantissimi soldi ama fare certe fesserie. Tempo fa hai parlato di uno che per una notte con Pamela Anderson ha speso una follia. Non credo che la Pamela sia poi tanto migliore di escort molto carire con cui sono stato. Naturalmente ognuno con i suoi soldi può fare quello che vuole.

    Per il resto è vero che per fare le super escort occorrono delle qualità, ma se non hai la bellezza che ti ha donato la mamma, puoi avere dieci lauree ma non serve a niente.

    Per me il discorso delle super escort è un discorso di mercato: loro avendo una grande bellezza e intelligenza la fanno pesare sul mercato allo stesso modo in cui chi ha una posizioni di forza (comunque la abbia ottenuta) la fa pesare. Il mercato ha le sue leggi che si rissumono nella formula: quai ai deboli.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  29. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Davide: ma anche quando vai al cinema o a teatro non è che rimanga qualcosa dal punto di vista materiale.

    Vuoi mettere quanto costa un film (costumi, scenografia, attori, effetti speciali) in termini di realizzazione e quanto, invece, puo’ costare essere in forma per un altro tipo di rappresentazione?
    Tenuto conto che, come donna, comunque mi dedicherei a “tenermi in forma”, il costo e’ praticamente nullo.
    Non ci sono scorte di magazzino, tasse da pagare (e qui mi attendo un pistlotto dei tuoi soliti sulla legalizzazione della professione), onorari per consulenze, eccetera.
    E’ un’attivita’ a “tutto ricarico” in cui (al momento) nessuno puo’ aver nulla da obiettare.
    Per questo motivo la gente (invidiosa) si limita al massimo che puo’ fare per reprimere la rabbia: appellare le ragazze con termini come “puttana” o peggio.
    Se per ogni volta che mi danno di puttana mi versano 100 euro posso vivere di rendita.
    Diceva Irina quando incontrava gli arroganti: finiranno prima i soldi delle parole. Ed aveva ragione🙂
    Alla fine della serata le tasche dei clienti erano semivuote, la sua pochette quasi piena, con una doccia si toglieva l’odore di dosso e le parole manco piu’ se le ricordava.

    Questo significa (come direbbe la mia cara Yuna) “attraversare un campo pieno di escrementi senza sporcarsi”.

    Perche’ se l’anima non viene toccata “il costo” reale del fare la prostituta e’ ZERO, mentre i soldi, comunque, nonostante quanti se ne possieda, hanno sempre un valore oggettivo preciso.

    Quando da una parte si vende ZERO e si ricava qualcosa maggiore di ZERO il ricarico e’ INFINITO.

    E chi possiede il conto corrente sul quale arriva il flusso di denaro e’ senz’altro in posizione predominante rispetto a chi ha il conto corrente che viene svuotato.

    Per questo i clienti sono CIBO per predatrici assai raffinate, poiche’ fanno credere alle loro prede che, in fondo, sono loro i predatori :-))

    Ma su questo argomento ho discusso per anni, attirandomi le antipatie, gli strali e persino i BAN dei PISQUANI che desideravano non essere destati dal loro “sonno drogato”.

    Comunque, di essere creduta non micrea alcun vantaggio. Ho detto cio’ che pensavo e se ci sara’ chi, di questo, ne fara’ tesoro bene, altrimenti… cavoli suoi🙂

    so che chi ha tantissimi soldi ama fare certe fesserie

    Chiami fesserie anche acquistare un orologio prestigioso? Cenare in un ristorante super raffinato e costoso? Fare una vacanza in un luogo “da sogno”? Vestire elegante? Avere un’auto fuoriserie?
    Insomma ciascuno spende i suoi soldi come meglio crede; questa critica fatta da chi alle belle donne non e’ interessato potrei anche accettarla, ma fatta da chi invece dimostra di avere una passione smodata per le simil-modelle la ritengo abbastanza da VOLPE senza UVA.
    Voglio dire: posso ritenere una fesseria se uno spende capitali in (per esempio) soldatini d’epoca, dato che dei soldatini a me non interessa nulla, ma non certo in chi spende capitali per una bella casa, dato che di quella puo’ interessarmi.

    Capito il concetto?

    è vero che per fare le super escort occorrono delle qualità, ma se non hai la bellezza che ti ha donato la mamma, puoi avere dieci lauree ma non serve a niente.

    E’ un po’ la storia dell’uovo, della gallina e del culo caldo.
    Spesso le ragazze non hanno TUTTE le qualita’ che ho descritto. Ne possiedono solo alcune. Di sicuro la bellezza e’ fondamentale, soprattutto per fare la LOFT, in quanto cio’ che conta per il cliente e’ ENTRARE, SPOGLIARSI, SCAMBIARE DUE CHIACCHIERE INUTILI, TOCCARE LA MERCE, FOTTERE.
    In tal caso la merce deve essere “piacevole” alla vista in quanto non e’ richiesta altra qualita’ se non un minimo di disponibilita’ alla porcaggine.

    Per una Escort il discorso e’ diverso. Puoi avere con te la piu’ bella delle donne ma se e’ TOTALMENTE CEREBROLESA dopo 40 minuti ne sarai deluso e la sua bellezza varra’ esattamente come quella di una LOFT. Solo che i prezzi non saranno quelli di una loft.

    Chi paga TANTO, pretende TANTO e le ragazze che hanno successo lo hanno NON PERCHE’ FREGANO LA CLIENTELA ma perche’ corrispondono ai requisiti richiesti.

    Chi vuol passare DUE – TRE giorni con una donna pagando rates da capogiro non richiede SOLO bellezza. Richiede tutto cio’ che ho descritto poc’anzi e che solo POCHE possiedono perche’ NON TUTTE sono dotate naturalmente di quei requisiti che invece si acquisiscono con esperienza, impegno e (perche no?) studio.

    Per fare la cortigiana non e’ sufficiente ALLARGARE le gambe…
    Chi allarga solo le gambe al massimo puo’ fare la moglie :-)))

  30. gatsby Says:

    Cara Chiara
    Ieri ho usato il termine Kasparoviana non a caso.

    Interloquendo con te mi sembra quasi di giocare una partita a scacchi.
    Tu posti una “mossa”, io replico per conseguenza. Una sorta di rimando a infinito.

    Poichè ti ritengo un’ abile giocatrice, non credo che tu non mi abbia risposto per prendere tempo, che io ti abbia messo in una sorta di Zugzwang. Semplicemente hai seguito i tuoi principi.

    La tua freddezza virtuale mi porta a chiedermi se tu sia cosi’ anche nel reale..
    Se cosi’ fosse, che fortuna essere matematicamente sicuro di non incontrarti.
    Penso che mi spezzeresti il cuore..:-))).

    Goditi questa piccola vittoria.
    Sei riuscita nell’ intento dove il Direttore Supremo e molti altri hanno fallito..

    Fai buon uso del tuo potere seduttivo.

    Una nota di carattere generale e una curiosità.
    Sembra che si abbia l’abitudine di presentare il confronto cliente/escort come una sorta di campo di battaglia, in cui i termini USARE, GUADAGNARE, PREVARICARE sembrano quasi quelli piu’ edulcorati.

    Senza cercare di esporre totalmente
    la mia visione del mondo, dico semplicemente che non dovrei avere la testa a posto per pormi simili paturnie.
    Nella mia modesta esperienza posso dire che mi capita di pagare per fare l’amore con delle donne bellissime e affascinanti. Molte volte questi incontri non mi hanno lasciato nulla, ma a volte sono successe delle cose talmente “stravaganti” e sorprendenti, che non si possono spiegare solo con l’obolo versato.

    L’unico difetto di quello che siamo soliti chiamare “Il delitto perfetto” è che non possiamo rivelarlo.

    Suggerisco a tutti di sdrammatizzare un po’…

  31. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    New wave gatsby said… Goditi questa piccola vittoria.

    :-)))

    Finalmente!

    Finalmente si puo’ leggere qualcosa che non rovina gli occhi.

    Non ti ringrazio, Dovresti essere tu a ringraziare me🙂

    Poichè ti ritengo un’ abile giocatrice, non credo che tu non mi abbia risposto per prendere tempo, che io ti abbia messo in una sorta di Zugzwang. Semplicemente hai seguito i tuoi principi.

    Non sono un’abile giocatrice🙂

    Anzi… cosa sono gli scacchi? :-))

    La tua freddezza virtuale mi porta a chiedermi se tu sia cosi’ anche nel reale..

    “Frigoriferi ungheresi!”… mi pare che siano rinomati, no?

    Sai che ogni cosa viene controbilanciata?

    Un frigorifero e’ freddo all’interno ma il calore lo sviluppa altrove🙂

    Sui principi… quelli con il giusto accento, non il plurale di principe, posso dire che preferisco chi ha scrupoli, chi si pone problemi, chi valuta le conseguenze, chi assume comportamenti coerenti, chi segue dei tettami morali, chi non saltabella da un’opinione all’altra ogni due per tre, chi rispetta gli accordi, chi non mente scientemente per danneggiare il prossimo, chi dice cio’ che pensa, chi rispetta, chi aiuta… chi ama.

    Tu li chiami principi?

    Carino!🙂

    in cui i termini USARE, GUADAGNARE, PREVARICARE sembrano quasi quelli piu’ edulcorati.

    Non sono termini che io ho visto usare dalle ragazze. almeno all’inizio. Ho frequentato i primi forum (non solo italici ma anche anglosassoni come C69) ed erano termini in uso dei clienti riuniti in branco. Mi sono solo adeguata al lessico corrente.

    Una volta, ricordo, dopo l’ennesima sparata a base di recensioni, dettagli tecnici, disprezzo per le ragazze (che venivano chiamate baldracche, pompinare, troie succhiacazzi) e tutto cio che e’ noto e usuale in certi forum, mi seccai di leggere tali cagate scritte da chi credeva di essere DIO IN TERRA e scrissi:

    “voi credete di essere i predatori ma siete solo selvaggina”

    Fu un modo per riportare il discorso sul giusto binario e qualcuno non me l’ha ancora perdonata🙂

    Ma sopravvivo ugualmente🙂

    Nella mia modesta esperienza posso dire che mi capita di pagare per fare l’amore con delle donne bellissime e affascinanti

    Non e’ AMORE e’ solo SCOPARE🙂
    Mi sa che ti illudi troppo che la recita sia VERA.

    E nota che la recita e’ tanto piu’ perfetta quanto tu continui a credere alla sua veridicita’ anche DOPO, ad incontro finito.

    Ho fidelizzato piu’ di un cliente in tal modo. Loro erano contenti e pure il mio conto in banca lo era🙂

    ma a volte sono successe delle cose talmente “stravaganti” e sorprendenti, che non si possono spiegare solo con l’obolo versato.

    Di cosa parli? Di quando durante il salto si rompe l’elastico?
    Non mi dirai che a te accade spesso… e’ quasi una vincita al superenalotto. E’ statisticamente improbabile. Non puoi essere cosi’ FORTUNATO… o sfortunato… dipende🙂

  32. illustre1966 Says:

    @chiara: ma perchè ti ostini tanto a riportare la gente coi piedi per terra….lascia che volino come pindaro, no?

  33. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Vuoi mettere quanto costa un film (costumi, scenografia, attori, effetti speciali) in termini di realizzazione e quanto, invece, puo’ costare essere in forma per un altro tipo di rappresentazione?”

    Io mi riferivo esclusivamente solo al punto di vista dell’utente: dopo un cinema o un rapporto con una escort non ti resta niente di materiale.

    “Non ci sono scorte di magazzino, tasse da pagare (e qui mi attendo un pistlotto dei tuoi soliti sulla legalizzazione della professione), onorari per consulenze, eccetera.”

    Il discorso sulla legalizzazione lo faccio solo nell’interesse delle ragazze che vengono sfruttate. Di per sè dalla legalizzazione io non ci quadagno niente, perchè questo non comporterebbe un calo dei prezzi.

    “Per questo motivo la gente (invidiosa) si limita al massimo che puo’ fare per reprimere la rabbia: appellare le ragazze con termini come “puttana” o peggio.”

    Io non ho mai detto puttana a nessuna delle ragazze con cui sono stato.

    “Comunque, di essere creduta non micrea alcun vantaggio. Ho detto cio’ che pensavo e se ci sara’ chi, di questo, ne fara’ tesoro bene, altrimenti… cavoli suoi :)”

    Francamente non capisco per quale motivo qualcuno non dovrebbe crederti. Da noi si dice che le donne sono il modo più veloce per sperperare i soldi: anche se poi si aggiunge che fra tutti i “metodi” sono pur sempre il più divertente.

    “Insomma ciascuno spende i suoi soldi come meglio crede; questa critica fatta da chi alle belle donne non e’ interessato potrei anche accettarla, ma fatta da chi invece dimostra di avere una passione smodata per le simil-modelle la ritengo abbastanza da VOLPE senza UVA.”

    In realtà le modelle non sono il tipo di donne (alte e magre) che preferisco. Comunque il discorso della volpe e dell’uva vale sempre quando desideriamo qualcosa che non possiamo avere indipendentemente dalle escort. Potrei dirti che quasi tutti vorrebbero un lussoso panfilo personale o una meravigliosa villa in California e tante altre cose simili. La verità è che tutti (escort comprese) siamo invidiosi e ci giustifichiamo con la storiella della volpe e dell’uva.

    “Per una Escort il discorso e’ diverso. Puoi avere con te la piu’ bella delle donne ma se e’ TOTALMENTE CEREBROLESA dopo 40 minuti ne sarai deluso e la sua bellezza varra’”

    Come ti ho detto sopra l’intelligenza è necessaria, ma assolutamente insufficiente.

    Se una è brutta può essere la più intelligente al mondo, ma per le su prestazioni come escort riceverà solo due spiccioli.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  34. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Se una è brutta può essere la più intelligente al mondo, ma per le su prestazioni come escort riceverà solo due spiccioli.

    Quanto ti sbagli Davide. Perdonami se te lo dico.

    Il fattore estetico e’ un dato SOGGETTIVO e varia da persona a persona. Altre peculiarita’ TECNICHE invece sono dati OGGETTIVI e valgono indipendentemente da chi sia il cliente.

    Ti posso assicurare che la bellezza e’ importante come in un’automobile e’ importante la il design ma non e’ l’unica ragione per la quale un’auto ha successo.

    Ci sono delle auto esteticamente (almeno dal mio punto di vista soggettivo) brutte ma che possiedono qualita’ per le quali vengono scelte a discapito del design.

    Che te ne fai du una bellissima auto che pero’ ha un motore che non funziona o che perde i pezzi quando cammina?

  35. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Il fattore estetico e’ un dato SOGGETTIVO e varia da persona a persona. Altre peculiarita’ TECNICHE invece sono dati OGGETTIVI e valgono indipendentemente da chi sia il cliente.”

    Naturalmente ci sono tanti gradi per valutare una persona brutta.

    Però se una escort è alta un metro e venti e pesa cento chili, voglio vedere chi gli dà un centesimo.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  36. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Però se una escort è alta un metro e venti e pesa cento chili, voglio vedere chi gli dà un centesimo.

    Scusa, mi pareva si stesse parlando di automobili non di CANOTTI🙂

  37. davide Says:

    Cara Chiara,

    hai ragione non ci sono i conotti escort come ci sono le macchine: scusami per lo svarione.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  38. gatsby Says:

    Ebbene si Chiara.
    Devo ringraziarti.
    Questo nuovo corso mi rende effettivamente piu’ leggibile.
    Nella mia infinita modestia sono costretto a riconoscerlo. Anche se mi costa un po’ di fatica..Non mi ci sono ancora abituato.

    Prima ho accennato a una nota di carattere generale e a una curiosità. Mi sono accorto di non aver espresso la curiosità: DUVAL.

    E’ una curiosità, legata alla scelta del nome: vuole essere un omaggio a Robert Duval?
    Curiosità che si estende anche alla figura che si nasconde dietro quel nome.

    Una volta è intervenuto a proposito del discusso “escort an/Orgasmiche”.
    Mi chiese se ne avevo qualcuna, oltre alle sue, da presentare agli scettici..
    Non gli risposi, ma non per scortesia.
    Il fatto è che siffatte escort sono come i panda. Una specie da preservare e da tenere per sè.

    Questo mi riporta alla nota di prima. Avete tutti l’abitudine di non cogliere le sfumature.
    Mi sembra abbastanza evidente che quando dico “Fare l’amore”, lo intenda in senso lato.
    Se tu o altri vi sentite toccati potete tranquillamente usare il termine “scopare”.
    Pur essendo di mentalità open mind, ho sempre trovato l’espressione volgare.
    A questo proposito, visto che prima parlavi di recensori psicotici e bestiali, riferisco di non aver mai scritto una recensione tecnica di un mio incontro con un’ escort.
    Uno dei miei Viventi preferiti, George Steiner, racconta che, poichè la donna non possiede piu’ di tre orifizi, le variabili da descrivere siano piuttosto relative🙂
    Non riesco proprio ad immaginare quale contributo potrei portare alla causa…

    Tra l’altro ho quasi una sorta di disprezzo per i recensori “tecnici”.
    Quello che un uomo e una donna fanno a letto dovrebbe essere affar loro, non una cosa da buttare in pasto ai porci.
    Senza trascurare poi una cosa fondamentale.. I recensori dimenticano sempre che quello che fanno un uomo e una donna non è necessariamente replicabile.
    Grazie a Dio, mi verrebbe da aggiungere. altrimenti tutto sarebbe così scontato e sai che noia..
    Pensa Chiara, aggiungo ancora questo, che fortunato che sono. Mi trovo escort cosi’ stupefacenti, alternate a delle gran suole😦 , le quali, rendendosi conto della mia sensibilità, sono costrette a imbrogliare se stesse e ad avere un orgasmo degno di nota pur di accontentarmi.
    Senza arrivare necessariamente alla rottura dell’elastico :-))

    Non so se io sia fortunato o sfortunato, Chiara.
    Ma è così difficile pensare alla possibilità di due persone che riescano, al di là della situazione artificiale, a fermare un istante il tempo, a farlo senza complessi, tare e vergogne. A prendersi un piacere ad alcuni concesso, ai più simulato.
    E guarda bene che te lo dice uno che con l’orgasmo non si da facilmente del tu, ma che proprio per questo è in grado a volte di capire qualcosa che ad altri sfugge..
    Chiamalo il mio lato femminile..
    Ultima nota per Davide, con simpatia.
    Credo che la variabile Bellezza non sia tutto in un incontro con un’escort. Ce ne sono altre altrettanto importanti, per molti (senz’altro per me) imprescindibili.

  39. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Una risposta che non c’entra nulla con il discorso attuale, ma che si lega a quella mia affermazione per la quale, fra cliente ed escort, ritengo la prima nettamente in posizione prevalente rispetto al secondo.

    La notizia del governatore di New York (Spitzer) e’ un esempio: lui, una carriera distrutta; lei diverra’ ben presto una delle escort piu’ richiste e pagate.

    E’ un po’ cio’ che e’ avvenuto, in forma minore, anche in Italia con la storia della squillo e del parlamentare “perbenista” che pero’ faceva la morale agli altri mentre lui non disdegnava certi piccoli “piaceri della carne” e del “naso”.

    La cosa che dovrebbe essere bizzarra, ma che bizzarra non e’ in quanto e’ diventata abitudine, e’ che sono proprio coloro che si atteggiano a Savonarola, i piu’ moralisti ed intransigenti che poi, sotto sotto, sono piu’ corrotti di quelli che vorrebbero “redimere”.

  40. Flyingboy Says:

    Buona sera.

    Automobili – Escort – Estetica?

    Mi ricordo a suo tempo avevo fatto amore in una Ford ESCORT. Al rientro gli ho fatto il pieno. Ma questo mi definisce un puttaniere o sono fuoristrada?:-)

    Fare il sesso, o fare l’amore comunque e un esperienza soggettiva dai tutti i due partecipanti. Ce chi fa il sesso/amore, usando comunque come il stimolo primario la vista (magioritta), ci sono quelli che coinvolgono il cervello (parlando di sesso una minoranza), ci sono quelli che coinvolgono il cuore e i sentimenti (indispensabile per fare l’amore), i veri maestri, i veri bohemians coinvolgono il momento, il olfattivo, il tattile e il orgasmico del sfioramento, il udito, la magia ……

    Credo che la goduria nel fare il sesso/amore può dire tanto su di noi stessi. Sulla profondità di percepire il mondo ed di interagire con esso, e idem in sesso.

    Girando il coltello, l’estetica pura imposta dalla TV e il giudizio universale del momento, cultura e la “verità universale” dal bar, sarebbe anche la morte di professione delle escort, ma non per la mancanza della estetica della ragazza.

    Aggiungerei ai vari stimoli sensuali sopra descritti anche quello professionale, quello di un orgasmo professionale, condito di un sogno e motivi vari come un percorso da condurre, come un progetto.

    Se non fossi cosi, se l’unico valore e paragone sarebbe la estetica, il vecchio Trabant (nonostante quanto storicamente importante come una icona di un tempo, di una filosofia, e nonostante quanto paragonandolo con qualsiasi modello recente fossi “ridicolo”) sarebbe sempre “a secco” abbandonato in parte e il pieno non riuscirebbe fare neanche pagandolo a peso d’oro.

  41. duval Says:

    @gatsby:
    Mi sono accorto di non aver espresso la curiosità: DUVAL.

    E’ una curiosità, legata alla scelta del nome: vuole essere un omaggio a Robert Duval?

    No, semplicemente il soprannome usuale tra molti colleghi e collaboratori (è una francesizzazione del mio cognome).

    Curiosità che si estende anche alla figura che si nasconde dietro quel nome.

    Curiosità che puoi soddisfare, quando vuoi, telefonando al 335 – 13.25.290
    Mi pare di aver letto (o solo supposto?) che sei di Bologna, io sono di Modena.

    Una volta è intervenuto a proposito del discusso “escort an/Orgasmiche”.
    Mi chiese se ne avevo qualcuna, oltre alle sue, da presentare agli scettici..

    Spero che tu abbia interpretato nel giusto verso l’intervento che vado comunque ad ampliare di seguito.

    Non capisco chi associa indissolubilmente orgasmo e sentimento; la polluzione notturna maschile è orgasmo senza sentimento; la masturbazione è orgasmo senza sentimento.

    Mi riferisco qui al sentimento comunemente inteso (sfera affettiva, passione, amore, attrazione, …) non alla emotività, fisica o mentale.

    Ritengo che l’orgasmo senza coinvolgimento sentimentale abbia una sua ragion d’essere, una dignità assoluta in quanto dispensatore di piacere fisico e mentale.

    Concordo altresì sulla sublimazione dell’orgasmo quando accompagnato dal coinvolgimento sentimentale.

    E’ noto che si può indurre nella scimmia la fame, il sonno, la paura ed altro con un opportuno elettrodo a livello cerebrale.

    Sono certo che si può (non che sempre si riesce) provocare un orgasmo con opportuna stimolazione del glande o del clitoride senza partecipazione alcuna della sfera sentimentale.

    Ho conosciuto, conosco e conoscerò accompagnatrici che, in alcune circostanze, raggiungono l’orgasmo.

    Ho conosciuto, conosco e conoscerò accompagnatrici che, in alcune circostanze, simulano l’orgasmo.

    Come “collezionista esaminatore” sono sufficientemente certo di saper distinguere un orgasmo vero da uno simulato; la possibilità di essere ingannato non mi crea alcun disturbo mentale.

  42. Flyingboy Says:

    Ma allora sembra che esistono tre categorie:
    – Fare l’amore (sesso e passione condito con sentimenti forti emotivi)
    – Fare sesso (sesso basato sulla passione e attrazione fisica dalle entrambi parti, sentimento non necessario almeno non quello emotivo importante per fare l’amore)
    – Andare alle escort (sesso basato sulla attrazione fisica normalmente proveniente da un lato solo , quello che paga, … sentimenti emotivi? … i motivi? )

    Masturbazione? Al livello emotivo mi sa che va nella stessa terza categoria. Cambia la forma, la tecnica (nelle sue sfumature fisio-esecutive) ma il fulcro delle cose (in maggiorità dei casi e lo stesso).
    E allora io mi chiedo, in una piramide di un mondo sensuale erotico ed emotivo, perche uno si ferma sul primo livello (in nostro caso il fondo della piramide) e riesce a creare un mondo onirico e poetico per giustificare la pigrizia di arrampicarsi più in alto, verso qualcosa più elevato al livello di un rapporto interpersonale?

    Mi rendo conto che la mia ultima domanda rimane puramente retorica.

  43. duval Says:

    @Flyingboy:
    E allora io mi chiedo, in una piramide di un mondo sensuale erotico ed emotivo, perche uno si ferma sul primo livello (in nostro caso il fondo della piramide) e riesce a creare un mondo onirico e poetico per giustificare la pigrizia di arrampicarsi più in alto, verso qualcosa più elevato al livello di un rapporto interpersonale?

    Anche tu stessi eterni quesiti: che legami fra orgasmo e sentimento?

    Prova ad ipotizzare una visione dicotomica ed a chiederti se ti convince.

    E se ti riesce di attribuire all’orgasmo vita autonoma che senso ha “la pigrizia di arrampicarsi più in alto, verso qualcosa più elevato al livello di un rapporto interpersonale?”

    Il sentimento ed il rapporto interpersonale esistono anche fra parenti ed amici, e prescindono dall’orgasmo.

    Milioni di esseri umani scopano (non fanno l’amore) con il coniuge pensando ad altri partner; milioni di esseri umani si masturbano.
    Hanno voglia di orgasmo, come di una buona cena. Poi la cena te la puoi preparare da solo, fartela preparare dalla moglie, andare in trattoria o all’enoteca Pinchiorri. Con gradi di soddisfazione differenti.

    Leggo spesso “vuole solo svuotare le palle” in senso totalmente spregiativo, implicando l’improbabile teoria che così, necessariamente, si mortifica l’occasionale partner.

    Io preferisco “vado a concedermi uno dei massimi piaceri che la natura ci ha riservato” e sono e sarò sempre grato alla occasionale partner che contribuisce a farmene godere.

    La stimo, se ha tempo chiacchiero volentieri con lei ma … perchè mai dovrei associare, ricercare, sognare, sperare qualcosa che abbia a che fare con la sfera sentimentale? Dove sta scritto? Chi l’ha detto che è una necessità altrimenti mi comporto come un animale?

    E tanto altro …

  44. gatsby Says:

    Caro Duval
    Non sono di Bologna
    Sono un cittadino del nord est che si sposta talvolta per lavoro soprattutto tra Vr e Mi
    Si, naturalmente ti avevo ben interpretato.
    E aggiungerei che queste tue ulteriori riflessioni risultano ai miei occhi cosi’ precise, che non c’e’ bisogno di aggiungere altro.
    Mi sento quasi separato alla nascita🙂

    Non mi sento un collezionista.
    Sono forse una persona curiosa.
    Alcuni potrebbero accusarci di essere asettici. Ma sappiamo che non è così.
    Una frase riportata da Chiara “Non è importante cosa si fa,ma come la si fa” mi sembra calzante.
    Senza necessariamente doversi procurare disturbi emotivi.
    Certo, siamo esseri umani, possiamo talvolta esporci ad un rischio..pur se improbabile.
    Ma quale Gioco meraviglioso non porta in sè una componente di rischio..?

    Una domanda per Chiara.
    Ma certi uomini,che vivono questa esperienza come un gioco, sono forse riprovevoli rispetto a quelli che sembrano farlo per necessità?
    Se ti serve che mi metta a nudo per rispondermi🙂 ti faro’ una confessione.
    Sono totalmente sicuro che in almeno due casi ho incontrato due escort che senza pedaggio non avrei visto nemmeno col binocolo.
    Ti aggiungo pero’ che nei miei ultimi due anni una studentessa croata e una modella di Villach non avevano esteticamente nulla da invidiare loro.
    Ma quelle due escort hanno qualcosa che non ho riscontrato in nessun’ altra.
    Questo riconoscimento da parte mia non porta con sà nessun motivo di frustrazione, solo di obiettività..
    D’altronde lo stesso Mc Inerney questa mattina sul Corriere ci dice che ormai ci sono Escort abituate a recitare Shakespeare.. Passero’ il loro numero di telefono a Siggy.. :-))

  45. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ma certi uomini,che vivono questa esperienza come un gioco, sono forse riprovevoli rispetto a quelli che sembrano farlo per necessità?

    Perche’ lo pensi?

    Io non ho mai detto che far sesso, per necessita’ o per gioco sia riprovevole.

    Io stessa, se mi va, lo faccio per le medesime motivazioni, privilegiando piu’ la seconda (guarda che se non fossi stata convinta di una giocosita’ dell’atto sessuale ed avessi affrontato tale atto con eccessiva emotivita’, come ho visto fare a moltissime ex-colleghe, molto probabilmente adesso non sarei qui a scrivere su un blog, ma sarei preda di attacchi bulimici di una qualche natura o in depressione continua).

    Io trovo riprovevoli coloro che si inventano giustificazioni assurde per i propri atti che non le ammetterebbero mai negli altri (vedi i perbenisti), oppure nella loro compagna (vedi gli ipocriti).

    Il resto e’ “territorio libero”. Se ci sta un gioco di sesso lo si fa, perche’ no?

    Come si fa se “sentiamo” di amare.
    Per certi versi Duval non ha tutti i torti: il sesso ed il sentimento non vanno di pari passo.
    Anche se noi donne intendiamo il sesso in modo diverso, ma questo non e’ piu’ un mistero.

    L’importante e’ non ingannare, ne’ gli altri ne’ se stessi/e. Perche’ l’inganno ferisce ed alla lunga crea quelle condizioni in cui non si e’ piu’ liberi/e di fidarsi.

    Il problema e’ che l’essere umano, maschio o femmina, spesso predica bene e razzola male. Per non ammettere le proprie debolezze puntualizza su quelle altrui. Finge, assume atteggiamenti e personalita’ finalizzate all’inganno, proferisce parole e promesse al solo fine di ottenere le misere cose di cui ha un bisogno istantaneo, e facendo cio’ rinuncia alla propria dignita’.

    Vedi Gatsby, il problema con me e’ che non stai raccontandoti ad una “novizia inesperta” che non conosce le pulsioni insite nell’animo maschile. Purtroppo ne ho vista troppa di selvaggina nella savana da restare sorpresa dalla immancabile gazzella che crede di essere piu’ veloce o piu’ furba delle altre.🙂

  46. gatsby Says:

    Mi stai sopravvalutando..
    Non sono una gazzella…
    Anzi, non è che hai qualche luogo da propormi meno ameno della savana?🙂
    Lo ha detto anche Siggy che il pavone con i predatori è destinato a una brutta fine..
    Chiamalo il mio istinto di conservazione :-)))
    Mai pensato di essere furbo..
    Non sarei sorpreso se il mio q.i. non superasse i 71. Nel qual caso sei pregata di non rivelarmelo. Non supererei la notte.

    Non osare controbattere..
    Ti porterei fino alla cassazione predicando la mia Innocenza.. :-))

    A proposito.
    Belli i tuoi princìpi, Chiara.
    La tua glacialità non ti impedisce a volte di scaldare il cuore di un improvvisato lettore.

  47. Flyingboy Says:

    @Duval

    Ciao Duval,

    Sono d’accordo con te Duval in molti punti. Il sesso e Sesso e fare l’amore e Fare l’Amore.

    Per me e come mangiare la pizza al taglio al volo ricorrendo la metro, e andare a buon ristorante, ed alla fine organizzare una cena tra i amici a casa mia dove la cena diventa un happening da una giornata intera, che inizia a andare al mercato, preparazioni, cucinare in compagnia, cenare, ridere, bere il aperitivo dopo, mettersi a ballare, e poi’ chi sa…

    In tutti i tre casi mi soddisfavo la mia pulsione primaria che era la fame, ma la forma il concetto, le sensazioni provocate erano ben diverse. La cena non era solo mangiare e riempire il stomaco. E per carità, non mi dispiace la buona pizza… anche al volo🙂 E brutta la fame :-)))

    E poi’ i motivi stesi di chi prepara il mangiare cambiano. La pizza al volo e un business puro fatto per una soddisfazione istantanea e non lascia tanto spazio per niente altro, mentre spendere una giornata intera a fare un happening sensuale multimediale, da rendere una piacevole giornata a chi teniamo cari, per un unico motivo di stare bene e fare stare bene gli altri senza alcun calcolo mercenario ma solo edonistico, empatico, altruistico… ecco dove vedo la differenza. Ed anche il orgasmo gastronomico a delle diverse intensità.

    Ma e proprio questo, come dicevi tu il diverso livello della soddisfazione.

    E questione di scelta e la liberta di ognuno finche quella non interferisce con la liberta dei altri. E questione di sacrificio per provare sensazioni più intense regalando nel stesso momento le sensazioni multimediali al chi ci sta di fronte…

    E alla fine vorrei dire che sono convinto che il orgasmo di ogni tipo non nasce solo dai finali dei nervi di zone erogene o recettori gustativi, ma anche nel nostro cervello, e la capacita di elaborare tutti i input. Dalle aspettative a fantasia, edonismmo a empatia, attrazione a coinvolgimento e dedicazione profonda.

    Ecco, il sesso e Sesso e fare l’amore e Fare l’Amore.

  48. siggy Says:

    Passero’ il loro numero di telefono a Siggy

    Occhio… io non ho dubbi sulle escort orgasmiche… quella che ne ha è Chiara…

    Io magari ho qualche dubbio sui puttanieri anorgasmici, ma questa è un’altra storia…

  49. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Occhio… io non ho dubbi sulle escort orgasmiche… quella che ne ha è Chiara…

    Mmmsiii ammoreeee… ecco.. si si … ancora … oddio… oddiomio … ora ora… vee… ngo… osssiii…………….

    Sono sfinita, uff! Sono venuta tanto tanto tanto… cosa c’e’ nel frigo bar da mangiucchiare?

    :-)))))))))))

    Ma quanto vi “tocca” questa cosa?

    Perche’ e’ cosi’ importante che l’escort provi l’orgasmo? Siete li’ per divertirvi o per divertire lei?

    E poi: chi vi dice che lei si diverta nell’avere un orgasmo con voi? L’orgasmo per una donna non cosi’ “meccanico” come credete o altrimenti qualsiasi stuprata da un branco godrebbe tantissimo.

    E poi (ancora): l’orgasmo che gia’ le fate provare dandole “la busta” e’ gia’ soddisfacente. Non sapete che lei il clitoride ce l’ha sui polpastrelli del pollice e dell’indice? Quando li sfrega, contando i soldi, e’ una libidine.

    E poi (infine): ma siete proprio sicuri? Sicuri sicuri? Sicuri sicuri sicuri di riuscire a “capire” se finge o no?

    :-))))

    Quanto siete divertenti :-)))

    Voglio aiutarvi a capire meglio (quanto sono buona oggi). Cliccate qui:

    http://www.santorine.org/adolph/ohyes.html

  50. michail tal Says:

    Gentile amica

    Non sono e non credo saro’ mai un bravo narratore, come te e i tuoi amici. Amo la sintesi, infatti lavoro con i numeri. Questo pero’ non mi impedisce di cogliere le sfumature e le differenze dell’agire umano, a mio modo.

    L’approccio dialettico nella visione delle cose è sicuramente utile a comprenderne le contraddizioni. E tu sei molto dialettica. A volte pero’ cosi’ le sfumature vanno perse.

    In quella che Mandel ha già definito come la tua weltanshaung, hai una tendenza a polarizzare brutalmente. In questa discussione polarizzi i tipi umani piu’ volte, nello specifico gli uomini: superiori/inferiori, bassi frequantatori di stradali/clienti di escort “di lato livello”…

    Sarebbe un insulto alla tua intelligenza pensare che tu non sia consapevole delle mille sfaccettature dell’animo umano, se fosse cosi’ non scriveresti qui, ma quando parli dei “clienti” traspare un disprezzo evidente.
    Tutto sommato è abbastanza comprensibile viste le tue esperienze, anche se pensavo che al tuo livello la media dei clienti fosse un po’ piu’ elevata. Evidentemente mi sbagliavo. Questa è una delle contraddizione di questo tipo di professione: il disprezzo per chi ti fa ricco.

    Quando parli di VOLPE e UVA, di inferiori e superiori, di mucche da mungere etc resto colpito perchè percepisco una certa cattiveria, un forte desiderio di rivalsa che dovrebbe essere estraneo a chi ormai ha elaborato e metabolizzato ad anni di distanza un’esperienza come quella.
    Leggere certe esternazioni da una “di alto livello” suoi suoi clienti mi suona un po’ come un dealer di cocaina che si fa beffe dei suoi clienti, schiavi del proprio vizio.

    Altra cosa che mi colpisce e’ che il tuo uditorio è composto principalmente in frequentatori o ex frequentatori di escort…

    La sessualità ha delle implicazioni profonde, ma nello specifico di uno degli argomenti “core” di questo blog, che mi sembra essere il rapporto cliente/escort, secondo me si sono fatti ricami quasi metafisici. La realtà è molto piu’ ordinaria. Sembra che i clienti siano tutti o stupratori di bambine schiave o mammalucchi piagnuccolanti e complessati che si rovinano finanziariamente con le “top escort”.

    Nessun dubbio che esistano queste tipologie estreme. Ma restando all’interno della campana di Gauss con il restante diciamo 90% dei clienti, vedremmo che abbiamo solo persone che usufruiscono di uno dei tanti servizi a pagamento nella società dei consumi. Persone che per mille motivi (e oggi il sesso è uno dei bisogni indotti piu’ forti in assoluto) hanno voglia di sesso, lo pagano e lo ottengono senza tante poesie e fraintendimenti. Hai presente quando vai da parrucchiere? Gli fai il muso? E perché mai? Scambi due chiacchere, un po’ di cortesia e perché no, se ce l’hai ci metti anche un briciolo di simpatia, che nella vita non guasta. Poi te ne vai e tanti saluti. Senza disprezzo, film immaginari, e stronzate varie. Solo sesso.

    A me ad esempio piace molto il gelato, quello buono. Ne sono forse dipendente? Ma neanche per sogno! Sto senza per dei mesi, poi se mi gira vado da Grom…

    Nell’età della tecnica il sesso non è una risorsa scarsa. Ben altre cose lo sono. L’amicizia, la socialità, la riflessione, il coraggio.
    Del resto, in un mondo di bisogni indotti, il sesso ricopre un ruolo importante ma non è certo l’unico. Devo disprezzare le donne perché hanno una mania compulsiva a comprarsi le scarpe? Se la loro vita si fondasse solo su questo forse si, ma se nella vita hanno anche altri interessi perché dovrei giudicarle da un vezzo tipicamente femminile? Certo che no.

    Mi permetto di dire la mia sulle “Top Escort”. E’ ovvio che top lo sono solo nella mente di chi ci va. La stragrande parte della gente passa il tempo nel tentativo di sentirsi superirore ai propri simili in un modo nell’altro. Spendere gran soldi per donne che si considerano (ma lo sono solo soggettivamente) di alto livello è uno di questi modi, e piuttosto primitivo direi. E se poi oltre a spendere cifre assolutamente folli i clienti si fanno pure i film è solo perché persone fragili emotivamente, o hanno qualche complesso adleriano ut Chiara docet.

    Per me l’UNICO MOTIVO puo’ essere al limite che (ma non è detto) il prezzo faccia una selezione virtuosa, ossia che in media ci si puo’ aspettare che una da 500 euro a prestazione incontri in un anno non piu’ di 150-200 clienti, mentre una prostituta normale almeno il triplo. Questo diminuisce il rischio di malattie veneree.

    D’altronde mi convinco sempre di piu’ che la cura migliore per dissuadere un uomo che volesse provare l’ebrezza di una “top” sia proprio leggere questo blog. Non fa certo una buon servizio pubblicitario a quelle che ancora esercitano…

    So che in amore queste parole lasciano il tempo che trovano, perché per definizione è irrazionale e imprevedibile, ma non credo che mi sceglierei (mai dire mai ma ne sono piuttosto sicuro) una prostituta (o ex) come compagna. Perché? Non certo per remore “morali”, sono ateo voto e per i radicali, da sempre sono sostenitore del modello civile di convivenza dei paesi nordici. E tantomeno per qualche atavico senso di possesso stile uomo del sud col tabu’ della purezza e cazzate simili.

    E’ una questione di fiducia. Di metodo. Il lavoro è una componente troppo grande nelle nostre vite per non tenerne conto, soprattutto se è stato un lavoro cosi’ “totalizzante” come quello della prostituta. Sul lavoro si fonda la nostra identità, su come raggiungiamo il benessere la nostra autostima. Dunque se posso scegliere una popolazione a priori (in senso statistico) come potrei dare fiducia a chi, come unica condizione di successo professionale, si è imposto di abbassare la soglia del proprio pudore? E questo per avere accesso a un tenore di consumi maggiore, mica per sopravvivere.

    Dimmi pure che sono uno stronzo ma non saro’ mai convinto che sia un modo “sano” di costruirsi un futuro. Meglio una che ha studiato e che come me si fa il culo 12 ore il giorno in un ambiente duro, e che ha lavorato tutta la vita invece di vivere di rendita.

    Tu potresti essere tranquillamente un caso che mi smentisce, anzi lo voglio credere. Sembrerebbe che tu abbia raggiunto un equilibrio e un autostima invidiabile, oltre che un’eccellente cultura. Soprattutto mi hai detto che dopo “l’esperienza” c’è ancora spazio per l’amore nella tua vita, e in questo mi ha fatto ancora piu’ piacere essere smentito. Mi complimento con te, ma credo tu sia un caso piuttosto raro.

    Buona serata

  51. gatsby Says:

    Caro Siggy
    Hai qualche dubbio sui puttanieri anorgasmici…
    Ti resterà.. non vorrai mica toccare con mano?🙂
    Certo che è difficile da spiegare.
    Deve esserci per forza un meccanismo mentale a livello inconscio. Non so darmi spiegazioni. La percentuale di successo non supera il 20%. E naturalmente non riguarda solo il mondo escort ma anche la mia vita privata.
    Eppure l’ultima, una certa Nadine, Una russa francese, mi ha letteralmente steso per due volte ( che per me è praticamente impossibile).
    Mi sono chiesto perchè lei sì…
    Ma non ho una risposta da offrire.
    In ragione di questo lo stesso rapporto sessuale cambia.
    E’ come se io avessi una maggiore attenzione per l’altra rispetto a me stesso.
    Per questo quando Chiara afferma “Siete lì per divertirvi o divertire lei?” pur capendo perfettamente il concetto non posso che pormi di nuovo la domanda.
    Ma le domande non sono mai imbarazzanti. Sono le risposte ad esserlo, a volte..
    Per questo non esiste per me la possibilità di un mordi e fuggi.
    Da qui la ricerca di un’escort con caratteristiche fuori dalla cosiddetta norma. Mi accusano forse di classismo.
    Ma nel mio caso temo sia una necessità..

    In realtà ci sarebbero molte cose da aggiungere ma non sono Baudelaire, non metto il mio cuore a nudo, anche perchè questo non è il lettino dell’analista.
    Tra l’altro in numerose occasioni ho avuto modo di esprimere cosa penso di quella materia..

  52. davide Says:

    Cara Chiara,

    “E poi (infine): ma siete proprio sicuri? Sicuri sicuri? Sicuri sicuri sicuri di riuscire a “capire” se finge o no.”

    Effettivamente capire quando una donna finge è difficile, perchè alcune sono bravissime a fingere orgasmi. Personalmente io ho ottenuto buoni risultati (almeno questo è quello che penso e non ho prove al riguardo) praticando in modo intenso il sesso orale. Naturalmente non si tratta solo di leccare la patatina ma di percepire le vibrazioni e le senzazioni della compagna.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  53. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Un gran successo questo post:-)

    Innanzi tutto Davide e Gatsby sul discorso dell’orgasmo.

    Pare che il pagamento di un rate (anche alto) ad una prostituta sia “piu’ dolce” se questa gode. E gode tanto.

    Ovviamente, dal mio punto di vista. la ragione di questa (chiamiamola) fissazione del cliente ha un suo perche’. Vediamo se riesco a spiegarlo in modo chiaro.

    Darsi piacere reciproco fra due partner che hanno una relazione sentimentale e’ logico e scontato, ma nel rapporto prostituta cliente, che dovrebbe essere “a senso unico” poiche’ da una parte c’e’ chi e’ pagata per farlo, perche’ dovrebbe esistere lo steso schema?

    Fra i due non e’ prevista una relazione. Il rapporto si “brucia” nell’arco di due ore, spesso anche meno, quindi perche’ il cliente dovrebbe desiderare dar piacere ad una sconosciuta? Per di piu’ PAGANDO UN SACCO DI SOLDI?

    Il cliente potra’ obiettare “ma io provo piacere facendo godere una donna indipendentemente se e’ una prostituta”. Ok, giusto.

    A questo punto che uno dei massimi piaceri di un uomo sia condurre una donna all’orgasmo e raccogliere il suo liquido fra le dita non e’ piu’ un mistero ed e’ una cosa che ho sempre saputo dato che “recitare l’orgasmo” (anche con l’emissione di un po’ di “nettare dell’amore” e’ il piatto forte di ogni prostituta di livello che si rispetti… ma… c’e’ un “ma”.

    Ma perche’ farlo passare per un’atto di deliberato altruismo?

    Siete proprio sicuri che per quella donna che sta lavorando e non sta iniziando alcuna relazione con un perfetto sconosciuto, che spesso non rappresenta neppure il suo ideale di uomo sia fisicamente che caratterialmente, avere quell’orgasmo sia “un piacere”?

    Non avete mai avuto l’impressione che quella donna, ad un certo punto, si “ritraesse”? Non vi e’ mai capitato di sentirla “arretrare” quando la “stimolazione” si faceva piu’ “insidiosa”?

    Non avete mai pensato che quella donna quell’orgasmo CON VOI non ci voleva averlo?

    Avere un orgasmo non e’ un DOVERE. Ogni donna deve essere in grado di scegliere come, quando e con chi averlo e cio’ non e’ “compreso” nel servizio di meretricio. Se c’e’ c’e’, se non c’e’ non c’e’. Le piu’ furbe, quando non c’e’, lo recitano.

    Eppure voi insistete… perche’ volete in tutti i modi farla godere (eccetto Duval, naturalmente).

    Ma cari signori, e’ proprio l’orgasmo che fa la differenza fra il mestiere ed il non mestiere e voi siete troppo arguti per non intuirlo.

    Ed e’ per questo motivo che lo cercate: perche’ volete in realta’ non volete darle piacere ma semplicemente volete vederla “capitolare”. Anche contro voglia ma capitolare. Per questo molti uomini pagano. Per usare anche questo tipo di “violenza”.

    Adesso vi faccio una domanda: per quale ragione pretendete cio’? Siete proprio certi che sia PER DONARE PIACERE all’altra? Oppure e’ per un sottile piacere VOSTRO che di altruistico non ha proprio niente?

    Nonostante si sappia che spessissimo una donna che in quel momento sta esercitando il mestiere non abbia nessuna voglia di “emotivizzare” il rapporto con uno sconosciuto, i clienti fanno di tutto per ottenere quei fremiti, quelle contrazioni, quel turgore dei capezzoli, quell’odore particolare, quel liquido vischioso che da’ loro la prova di “avercela fatta”

    Avercela fatta significa ESSERE VIRILI. ESSERE UOMINI.

    E molte ragazze, sapendo questo, ad un certo punto FINGONO, cosi’ da chiudere il discorso e farvi contenti.

  54. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Adesso vi faccio una domanda: per quale ragione pretendete cio’? Siete proprio certi che sia PER DONARE PIACERE all’altra? Oppure e’ per un sottile piacere VOSTRO che di altruistico non ha proprio niente?”

    Per quel che mi riguarda mi sono sempre reso conto di quanto hai detto. Però se sto con una ragazza per un certo tempo (in certi casi anche alcune ore) mi viene automatico provare a darle del piacere. Che poi ci sia riuscito non lo so. Certo che se uno lecca (con professionalità) la patatina della sua compagna per 3 o 4 ore è possibile che produca un orgasmo.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  55. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    michail tal said…
    Non sono e non credo saro’ mai un bravo narratore, come te e i tuoi amici. Amo la sintesi

    Meno male!🙂
    Ho per un attimo immaginato cosa sarebbe stato il tuo commento se non avessi “sintetizzato” :-)))

    L’approccio dialettico nella visione delle cose è sicuramente utile a comprenderne le contraddizioni. E tu sei molto dialettica. A volte pero’ cosi’ le sfumature vanno perse.

    Invece l’approccio ” non dialettico” mostra le sfumature?
    Il metodo maieutico che uso e’, secondo me, il piu’ adatto ad interloquire in un blog oppure in un forum.
    Non credo che azzeri le sfumature.

    quando parli dei “clienti” traspare un disprezzo evidente. Tutto sommato è abbastanza comprensibile viste le tue esperienze, anche se pensavo che al tuo livello la media dei clienti fosse un po’ piu’ elevata. Evidentemente mi sbagliavo.

    E’ un’accusa che spesso mi fanno coloro che sono poco attenti, appunto, alle sfumature.
    Poi, leggendomi con piu’ attenzione si accorgono che il mio non e’ assolutamente disprezzo nei confronti degli uomini ma, e’ solo una critica. Feroce ma pur sempre una critica.
    Anche imputare questo mio “disprezzo” alle mie “esperienze”, che tu immagini torbide e devastanti, ti porta fuori strada.
    Ho, come tutti/e avuto esperienze brutte, ma ne ho avute anche di molto belle.
    Non immaginarti che fare la puttana porti “forzatamente” a tormenti dell’anima… e’ una visione banale, scontata, stereotipata e neanche vera.
    Fidati🙂
    Inoltre la “la clientela elevata”, come tu la chiami, non sempre rappresenta il miglior “campione” del genere umano (almeno eticamente).
    Ho gia’ parlato delll’oggettivizzazione della donna da parte di chi, avendo denaro per pagarla, ottiene da essa quelle prestazioni che altrimenti non otterrebbe mai. Cio’ non eleva ai massimi livelli chi, di questo, si vanta, non credi?
    E non mi sembra che, dicendolo, io manifesti quel disprezzo del quale mi accusi.
    Spesso confondi la “ridicolizzazione” che io faccio di determinati personaggi con il “disprezzo”… forse, intimamente come e’ logico, ti riconosci piu’ nell’animo di costoro che in quello di chi per anni li ha osservati nelle loro debolezze.
    Ho incontrato in vita mia moltissimi uomini deboli e successivamente mi sono chiesta il motivo per il quale costoro, che poi nella societa’ occupavano posti prestigiosi, avessero quei privilegi.
    La mia risposta e’ stata che li avessero, in un certo senso, “rubati”.
    Il mio disprezzo, se esiste, esiste nei confronti di coloro che, o con i soldi, o con la forza, o con altri mezzi esercitano prevaricazione e violenza nei confronti delle donne e dei bambini. Ma il mio disprezzo si ferma li’.

    Questa è una delle contraddizione di questo tipo di professione: il disprezzo per chi ti fa ricco.

    Non credo che tu possa conoscere le contraddizioni della mia ex professione. Le puoi solo immaginare.
    Come ho detto altrove solo una donna che come me ha condiviso l’esperienza puo’ capire e valutare. Chiunque altro puo’ solo ascoltare.
    Il discorso sullo “sputare nel piatto in cui ho mangiato” l’ho affrontato numerose volte. Ho gia’ spiegato che non lo ritengo abominevole.
    Se ci pensi bene in quel piatto (che era MIO) ho gia mangiato; ma anche se non avessi finito di mangiare sono pur sempre libera di sputarci quando voglio. Non faccio del male a nessuno.
    Mica sputo nel piatto tuo.🙂

    Quando parli di VOLPE e UVA, di inferiori e superiori, di mucche da mungere etc resto colpito perchè percepisco una certa cattiveria, un forte desiderio di rivalsa che dovrebbe essere estraneo a chi ormai ha elaborato e metabolizzato ad anni di distanza un’esperienza come quella.

    Io parlo di “posizione predominante” non di inferiori e superiori. Questi termini li usi tu e vuoi attribuirli a me.
    La posizione predominante fra una donna che si fa pagare QUANTO DECIDE LEI ed un uomo che LA VUOLE PAGARE A TUTTI I COSTI indica chiaramente da chi e’ occupata.
    Puoi non essere d’accordo ma da qui a darmi della “cattiva” per avere questa opinione ce ne corre, no?

    Leggere certe esternazioni da una “di alto livello” suoi suoi clienti mi suona un po’ come un dealer di cocaina che si fa beffe dei suoi clienti, schiavi del proprio vizio.

    Io non mi faccio beffe di nessuno. Scrivo il mio diario e dentro al diario ho il diritto di esprimere i miei pensieri. Se i miei pensieri non ti aggradano puoi benissimo evitare di entrare nel mio blog e vivi felicemente la tua vita non rapportandoti con una perfida di tal fatta (che poi sarei io).
    Il fatto che per i clienti, fra una puttana e la cocaina, non ci sia differenza (cioe’ entrambe vengono oggettivizzate per DARSI piacere e spesso per risolvere problemi interiori) non e’ una mia PERFIDIA. E’ un fatto.
    Quando un uomo, cerca spasmodicamente sul web quella che lo stimola, la osserva e la studia con la bavetta alla bocca, entra in stato ansioso prima d’incontrarla, PAGA LA CIFRA CHE QUESTA RICHIEDE, qualsiasi essa sia, la “sniffa”, gli prendono i rimorsi perche’ si accorge che sono stati soldi mal spesi, si accorge che quella e’ stata solo illusione, ma passato un certo tempo ritorna alla carica e ricomincia da capo: E’ UN VIZIO!

    Sembra che i clienti siano tutti o stupratori di bambine schiave o mammalucchi piagnuccolanti e complessati che si rovinano finanziariamente con le “top escort”.

    Di clienti ne ho avuti a centinaia. Se ho scritto di alcuni e’ perche’ li ritenevo i piu’ particolari. NON HO MAI DETTO che tutti fossero uguali, ne’ che i clienti fossero stupratori di bambine. QUESTO LO HAI LETTO TU ed ancora tenti di attribuirmene la maternita’.
    Io, se proprio vuoi, dico assai di peggio; non mi limito solo ai clienti quando individuo nell’animo maschile una violenza latente che si esprime in particolari condizioni, che non sono quelle di il tranquillo salotto dove tu ed i tuoi amici vi ritrovate.
    Questa violenza di cui parlo non e’ riscontrabile all’esterno di un’alcova di una prostituta.

    Nessun dubbio che esistano queste tipologie estreme. Ma restando all’interno della campana di Gauss con il restante diciamo 90% dei clienti, vedremmo che abbiamo solo persone che usufruiscono di uno dei tanti servizi a pagamento nella società dei consumi.

    Visione non del tutto corretta. Dovresti passare 10 ore ricevendo clienti in una camera prima di calcolare le campane di Gauss.
    Ti accorgeresti che in quelle situazioni non riconosceresti i tuoi migliori amici.
    Il sesso e’ uno dei fattori che liberano pulsioni inconfessate delle quali nessuno parla. Sapessi quanti padri di famiglia mi chiedevano di acconciarmi con le treccine e recitare la parte della quattordicenne…
    E con quanti ho dovuto divincolarmi perche’ in “quel momento”, avendo perso completamente la misura del loro impeto, mi stavano facendo male?

    A me ad esempio piace molto il gelato, quello buono. Ne sono forse dipendente? Ma neanche per sogno! Sto senza per dei mesi, poi se mi gira vado da Grom…

    Non ho mai fatto la gelataia. Non la so fare. Ma so cosa avviene nell’intimita’ di un’alcova. Anche se e’ sempre diverso ci sono delle cose che spesso sono ricorrenti.
    Non esiste una sola tipologia di cliente, ovvio, e non sto a descrivere qui nel mio blog il cliente che non ha peculiarita’, quello che arriva, entra, scivola via e chi si e’ visto si e’ visto. Coloro che mi sono rimasti impressi, e che sono in grado di descrivere, non sono “semplici mangiatori di gelato”. Sono BULIMICI DI GELATO, a volte COLLEZIONISTI DI GELATO, anche a livello paranoico.
    Si’ certo hai ragione, la maggioranza entra, mangia e se ne va ma…
    Ma saremmo qui a discutere se io DESCRIVESSI SOLO LA MAGGIORANZA che non ha peculiarita’?

    Nell’età della tecnica il sesso non è una risorsa scarsa. Ben altre cose lo sono. L’amicizia, la socialità, la riflessione, il coraggio.

    Beh, nonostante l’eta’ della tecnica credo che il sesso CON LA SOTTOSCRITTA e’, da parte di coloro che sono stati clienti e soprattutto da parte di coloro che NON LO SONO STATI, risorsa assai scarsa🙂
    Io scrivo di cio’ che credo di conoscere bene: essere escort. Non voglio insegnare a vivere. I valori dell’amicizia, della socialita’ e della riflessione afferiscono al PRIVATO. E quello non e’ mai stato messo sul piatto della bilancia.

    Del resto, in un mondo di bisogni indotti, il sesso ricopre un ruolo importante ma non è certo l’unico. Devo disprezzare le donne perché hanno una mania compulsiva a comprarsi le scarpe? Se la loro vita si fondasse solo su questo forse si, ma se nella vita hanno anche altri interessi perché dovrei giudicarle da un vezzo tipicamente femminile? Certo che no.

    Abbe’, se paragoni andare con le escort con il comprarsi le scarpe allora riconosci la validita’ del mio ragionamento. Quella di comprarsi le scarpe e’ una pulsione bulimica. Inoltre le scarpe sono OGGETTI.
    QUINDI il cliente di escort e’ un bulimico che usa le donne come oggetti. Ti torna?

    Oddio! Adesso mi accorgo che ANCHE TU STAI DISPREZZANDO i clienti!!! :-)))

    Mi permetto di dire la mia sulle “Top Escort”. E’ ovvio che top lo sono solo nella mente di chi ci va. La stragrande parte della gente passa il tempo nel tentativo di sentirsi superirore ai propri simili in un modo nell’altro. Spendere gran soldi per donne che si considerano (ma lo sono solo soggettivamente) di alto livello è uno di questi modi, e piuttosto primitivo direi. E se poi oltre a spendere cifre assolutamente folli i clienti si fanno pure i film è solo perché persone fragili emotivamente, o hanno qualche complesso adleriano ut Chiara docet.

    Poverini.. allora secondo te sono delle “fragili vittime” di perfide virago?
    Dei bimbi indifesi che rompono il salvadanaio e lo sperperano con la top escort per sentirsi superiori?
    Puo’ essere.
    E secondo te cosa dovrebbe fare la escort? Far loro da MAMMA?
    Io ci sto provando, come vedi, ma tu per primo sei fra quelli che criticano il mio operato.🙂
    Non ci guadagno nulla e sto iniziando a rompermi di dover controbattere sempre alle medesime accuse di perfidia, di devastazione mentale, di rivalsa e compagnia bella.
    Credo che dovrei farmi gli affari miei, oppure farmi pagare per i consigli, oppure, per la gioia dei bimbi, tornare a recitare la parte della puttana e a succhiar loro i portafogli🙂

    Per me l’UNICO MOTIVO puo’ essere al limite che (ma non è detto) il prezzo faccia una selezione virtuosa, ossia che in media ci si puo’ aspettare che una da 500 euro a prestazione incontri in un anno non piu’ di 150-200 clienti, mentre una prostituta normale almeno il triplo. Questo diminuisce il rischio di malattie veneree.

    Concetto sbagliato. Puo’ essere che le top, in virtu’ dell’alto compenso a volte a livelli esorbitanti, siano piu’ propense a rischiare delle stradali che lo fanno per pochi euro. Ed i clienti delle top, spesso ingannati dal tuo stesso ragionamento, sono propensi a “fidarsi” di piu’ del loro stato di salute.
    Ho ricevuto centinaia di proposte per farlo scoperto. Ci sono uomini (moltissimi) che in certi casi perdono il lume della ragione.
    Amano saltare giu’ dall’aereo senza paracadute affidandosi al fatto che UNA TOP NON PUO’ aver malattie perche’ seleziona maggiormente i clienti e CREDONO DI ESSERE GLI UNICI A PROPORLE IL RAPPORTO SCOPERTO…
    Sai dove ho trovato molta ipocrisia? Quando leggevo che TUTTI I CLIENTI che scrivevano sui forum condannavano chi lo faceva scoperto… TUTTI!
    Sono cose che costoro non confessano in pubblico, ma una ragazza che fa o ha fatto la escort conosce bene la percentuale di coloro che mentono.
    E’ una percentuale MOLTO ALTA.

    D’altronde mi convinco sempre di piu’ che la cura migliore per dissuadere un uomo che volesse provare l’ebrezza di una “top” sia proprio leggere questo blog. Non fa certo una buon servizio pubblicitario a quelle che ancora esercitano…

    Tu dici?
    A questo punto una mia risposta sarebbe “di parte”.
    Gradirei che fosse una mia sorella a risponderti.

    So che in amore queste parole lasciano il tempo che trovano, perché per definizione è irrazionale e imprevedibile, ma non credo che mi sceglierei (mai dire mai ma ne sono piuttosto sicuro) una prostituta (o ex) come compagna. (CUT)
    E’ una questione di fiducia. Di metodo. Il lavoro è una componente troppo grande nelle nostre vite per non tenerne conto, soprattutto se è stato un lavoro cosi’ “totalizzante” come quello della prostituta. Sul lavoro si fonda la nostra identità, su come raggiungiamo il benessere la nostra autostima. Dunque se posso scegliere una popolazione a priori (in senso statistico) come potrei dare fiducia a chi, come unica condizione di successo professionale, si è imposto di abbassare la soglia del proprio pudore? E questo per avere accesso a un tenore di consumi maggiore, mica per sopravvivere.

    Beh, padronissimo di sceglierti la compagna che preferisci, ma per cortesia EVITA di giudicare le mie scelte ed evita di parlare di PUDORE.
    Ogni devochka ha motivi diversi che la portano a fare una determinata scelta.
    Nel mio caso non mi vergogno dei miei motivi. Sono felice di aver fatto l’esperienza che non e’ stata solo di tipo economico.
    D’altronde capisco che a livello profondo, per un uomo, cio’ non sia ammissibile.
    Un uomo (lo hai detto tu prima) facendo sesso con chiunque “mangia solo gelati”, mentre la donna ABBASSA LA SOGLIA DEL TUO PUDORE.
    Ti credevo piu’ aperto a considerare una piu’ ampia gamma di “colori”, ma noto che in fondo (con la frase di cui sopra) non differisci molto dallo standard dell’uomo comune.

    Dimmi pure che sono uno stronzo ma non saro’ mai convinto che sia un modo “sano” di costruirsi un futuro. Meglio una che ha studiato e che come me si fa il culo 12 ore il giorno in un ambiente duro, e che ha lavorato tutta la vita invece di vivere di rendita.

    Non ti diro’ stronzo. Non e’ il mio stile, ma il tuo concetto, lo ripeto, non fa parte del mio sentire.
    Sei partito accusandomi di DIMOSTRARE disprezzo verso i clienti.
    Adesso chiudi dimostrando disprezzo per le puttane.

    Tu potresti essere tranquillamente un caso che mi smentisce, anzi lo voglio credere. Sembrerebbe che tu abbia raggiunto un equilibrio e un autostima invidiabile, oltre che un’eccellente cultura. Soprattutto mi hai detto che dopo “l’esperienza” c’è ancora spazio per l’amore nella tua vita, e in questo mi ha fatto ancora piu’ piacere essere smentito. Mi complimento con te, ma credo tu sia un caso piuttosto raro.

    No.
    Non voglio darti l’illusione di essere diversa da quelle che tu disprezzi, quelle che NON SI FANNO IL CULO 12 ore COME TE LO FAI TU…
    No, no..
    Preferisco dirti che non sono l’eccezione che immagini.
    Sono anche io come le altre, e la mia cultura e’ finta, millantata, inesistente.
    In realta’ hai di fronte a te una povera disgraziata che ha fatto quello che ha fatto solo per disperazione, oppure per perfidia, oppure per devastazione mentale ed odio verso il genere maschile.
    Dormi sogni tranquilli, quelle come me non esistono, sono invenzioni, giochini al computer.
    Venendo nel mio blog perdi solo il tuo tempo.
    Sai un’ultima cosa?
    Non si diventa DONNE facendo le puttane. Al massimo si diventa GELATI.
    Ed i GELATI non possono amare.

  56. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Certo che se uno lecca (con professionalità) la patatina della sua compagna per 3 o 4 ore è possibile che produca un orgasmo.

    Ho un paio di curiosita che non mi faranno dormire…
    Allora la prima riguarda questa “professionalita’”.

    E’ interessante… ma…

    Che significa?

    Ritieni di essere un professionista?

    E dove hai conseguito l’attestato? Alla gelateria Grom dove di tanto in tanto va anche Michail Tal?

    Inoltre (questo e’ proprio un dubbio che mi devi togliere), mi dici in che stato ti ritrovi la lingua dopo 4 ore? 240 minuti? 14.400 secondi?

    A parte che lei nel frattempo puo’ guardarsi VIA COL VENTO ed avere ancora tempo per farsi la manicure ma…

    Puoi ancora parlare, dopo? :-))))

    Oppure devi farti degli impacchi? :-)))

  57. gatsby Says:

    Buon risveglio Chiara.
    Vengo da una bellissima serata.
    una festa di compleanno di un’amica.
    Compiva 48 anni. C’era il marito, ma pur tuttavia le ho detto senza malizia in un orecchio – perchè lo penso – che la luminosità del suo viso e il suo fascino sono difficilmente riscontrabili..Le voglio bene. Bene davvero.
    Ho seguito la tua “discussione”con Michail. Non vorrei prendere posizione. L’uno mi sembra troppo matematico. Una materia non sempre sufficiente a spiegare i temi narrati.( A titolo di esempio ho appena fatto 2 test d’intelligenza online. In uno 159, nell’altro 117. Il limite è 168. Dove sta la verità? Sempre che la matematica possa spiegare una cosa del genere. Mi rifiuto di crederlo.)
    L’altra quando parte lancia in resta non la fermi più. E la meravigliosa dialettica di cui dispone non ti lascia scampo.
    Ma la verità è che non esistono verità preconfezionate. Esiste la statistica,la matematica, ma non colgono l’anomalia.
    Cara Chiara
    Finiamola così.
    Temo di non poter portare altro contributo alla causa.
    Poichè sono dei Pesci, meravigliosi sognatori, capaci pure d’incantare, diciamo pure che io sono un sognatore. Anzi non mettiamo in dubbio quest’ultimo punto. Se si affacciasse uno sprovveduto sarebbe forse opportuno se pensasse che io rappresento un’imperfezione,un’irregolarità,una mostruosità. Con buonna pace del mio Ego.
    Mi sento in fondo diseducativo.

    In un post memorabile un giorno parlai del gioco del Go.
    A differenza degli scacchi, nei quali quando prendi all’inizio una strategia quella rimarrà, nel gioco del Go è normale una fase di difesa/attacco a rilascio continuo.
    Mi è quasi parso, scusa se te lo dico, che con Michail stessi giocando a Go.
    Non far finta di non conoscere gli scacchi, Chiara.
    Conosci fin troppo bene le pulsioni che muovono un pedone..
    Ma tutto questo alla fine stanca.
    Non sento il bisogno di proseguire la partita.
    Anche perchè, dopo quello che ha detto Duval non c?é molto da aggiungere..

  58. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    L’uno mi sembra troppo matematico

    La mia opinione e’ invece diversa. Ad un matematico non sarebbe sfuggita l’illogicita’ dell’affermazione:
    uomo scopatore = chi mangia gelato
    donna scopatrice = chi abbassa la soglia del pudore

    Credo invece che piu’ che “matematica” la sua risposta sia rivelatrice di un turbamento irrazionale al quale sono abituata, e con il quale in passato ho dovuto cimentarmi piu’ volte nel passato.

    Non a caso, in vecchi miei post, ho scritto spesso che anche le menti che si dichiarano piu’ aperte cadono nella contraddizione insita nell’animo maschile del “due pesi e due misure”.

  59. siggy Says:

    Cara Chiara, vedo che la questione prostituzione/orgasmo tocca le tue corde più intime… strana reazione per un ragioniere brianzolo…

    Però mi sembra anche che, nella foga, tu cada in alcune contraddizioni:

    Pare che il pagamento di un rate (anche alto) ad una prostituta sia “piu’ dolce” se questa gode. E gode tanto.
    ….
    Ma perche’ farlo passare per un’atto di deliberato altruismo?

    Ma chi mai ha cercato di farlo passare per altruismo?

    Non avete mai avuto l’impressione che quella donna, ad un certo punto, si “ritraesse”? Non vi e’ mai capitato di sentirla “arretrare” quando la “stimolazione” si faceva piu’ “insidiosa”?

    Spesso, infatti il superamento di questa “barriera” è fonte di soddisfazione…

    Non avete mai pensato che quella donna quell’orgasmo CON VOI non ci voleva averlo?

    Il fatto di non averla in alcun modo obbligata ci conforta nel perseguimento dell’obiettivo

    Avere un orgasmo non e’ un DOVERE. Ogni donna deve essere in grado di scegliere come, quando e con chi averlo e cio’ non e’ “compreso” nel servizio di meretricio. Se c’e’ c’e’, se non c’e’ non c’e’. Le piu’ furbe, quando non c’e’, lo recitano.

    Chi ha mai detto che sia un dovere? Ma il problema qual è? Che l’orgasmo non ci debba essere o che l’orgasmo sia finto?


    Ed e’ per questo motivo che lo cercate: perche’ volete in realta’ non volete darle piacere ma semplicemente volete vederla “capitolare”. Anche contro voglia ma capitolare. Per questo molti uomini pagano. Per usare anche questo tipo di “violenza”.

    Ritengo di parlare a nome di un esiguo stuolo di puttanieri evoluti. La “violenza”, in questo discorso, non c’entra nulla

    Adesso vi faccio una domanda: per quale ragione pretendete cio’? Siete proprio certi che sia PER DONARE PIACERE all’altra? Oppure e’ per un sottile piacere VOSTRO che di altruistico non ha proprio niente?

    Si tratta indubbiamente del piacere nostro, che non ha nulla a che vedere nè con l’altruismo nè, d’altro canto, con la violenza. In tal senso apprezziamo molto sia le prostitute che fingono tanto bene da superare il nostro quality control, sia quelle che (sempre che tu possa ammettere che esistano) riescono ad “unire l’utile al dilettevole”.

    Nonostante si sappia che spessissimo una donna che in quel momento sta esercitando il mestiere non abbia nessuna voglia di “emotivizzare” il rapporto con uno sconosciuto, i clienti fanno di tutto per ottenere quei fremiti, quelle contrazioni, quel turgore dei capezzoli, quell’odore particolare, quel liquido vischioso che da’ loro la prova di “avercela fatta”

    Avercela fatta significa ESSERE VIRILI. ESSERE UOMINI.

    Posso farti una domanda? Ma in quelle pochissime occasioni in cui il tuo lavoro si rivelò fonte per te di soddisfazioni non solo economiche, i tuoi clienti FURONO VIRILI? FURONO UOMINI? Solo così li definiresti? Perchè vuoi vietarci di ambire a quegli stessi traguardi?

    E molte ragazze, sapendo questo, ad un certo punto FINGONO, cosi’ da chiudere il discorso e farvi contenti.

    Questa mi sembra una piccola rivalsa, una sorta di ripicca.
    Ti assicuro che se io fossi il regista e Nicole Kidman dovesse dimostrare solo a me di saper intepretare una scena di sesso… beh io prima le chiarirei i miei parametri di controllo e poi accetteri di buon grado la finzione…

  60. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Siggy:
    Per carita’, non ho intenzione di disilluderti. Come ad altre persone convinte di quanto stavano dicendo rispondo quanto segue: se sei sicuro che le cose stiano nel modo che dici e cio’ rappresenta esattamente cio’ che ti aspetti da una devochka, sono felice per te🙂

    Permettimi solo di fare un appunto su qualcosa che mi riguarda:

    Cara Chiara, vedo che la questione prostituzione/orgasmo tocca le tue corde più intime… strana reazione per un ragioniere brianzolo…

    Nessuna corda intima toccata. Un ragioniere brianzolo, se non lo sai te lo dico io, difficilmente ha orgasmi. E se li ha non li ha del genere che puo’ (raramente) avere una escort.

    Solo rispondevo ad alcuni interlocutori. La mia foga (come sai) e’ caratteriale e niente ha a che vedere con l’argomento trattato.

    Posso farti una domanda? Ma in quelle pochissime occasioni in cui il tuo lavoro si rivelò fonte per te di soddisfazioni non solo economiche, i tuoi clienti FURONO VIRILI? FURONO UOMINI? Solo così li definiresti? Perchè vuoi vietarci di ambire a quegli stessi traguardi?

    Pagando si possono ambire molti traguardi. Pagando assai di piu’ persino Nicole Kidman ti recita l’orgasmo con annessa emissione di liquido lubrificante, turgore dei capezzoli e delle labbra, fremiti, contrazioni vaginali, e quant’altro.

    Ma e’ davvero il traguardo al quale ambisce un uomo?

    Un aspirante pilota di aerei si accontenta delle Space Mountains a Disneyland? Oppure si sente tale se paga qualche miliardo per farsi un giro sullo Shuttle?

    E’ quel biglietto che lo fa diventare pilota?

    Non credo.

    La recitazione di un’attrice che sul palcoscenico piange lacrime vere (e ce ne sono) non fa dell’attore coprotagonista la causa della passione che ha scatenato quelle lacrime.
    Magari per piangere l’attrice in quel momento ha dovuto pensare a qualcosa di triste che le era accaduto.

  61. siggy Says:

    Uff… la battuta sul ragioniere brianzolo aveva un target diverso…
    Quanto alle mie illusioni, cercherò di mantenerle in vita nonostante la tua visione delle cose…
    Quando si richiude alle mie spalle una stanza di albergo, spero sempre che la signorina al di là della porta dica almeno a se stessa “beh… in fondo non era uno dei peggiori…”
    Nella vita quello che conta è sapersi accontentare….
    Buon week end

  62. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Quando si richiude alle mie spalle una stanza di albergo, spero sempre che la signorina al di là della porta dica almeno a se stessa “beh… in fondo non era uno dei peggiori…”

    Se lo dice, non lo dice certo per l’orgasmo. Vero o recitato che fosse.

  63. siggy Says:

    ps.

    Io non sono un aspirante pilota di aereo… mi basta viaggiare comodo in poltrona senza turbolenze…

    Quanto alle contrazioni vaginali… beh ci sono anche le contrazioni dello sfintere anale, di una parte degli addominali inferiori, i movimenti compulsivi delle mani a correggere la posizione della testa, ecc. ecc.

  64. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    ci sono anche le contrazioni dello sfintere anale, di una parte degli addominali inferiori, i movimenti compulsivi delle mani a correggere la posizione della testa, ecc. ecc.

    Si. ed anche il rattrappirsi delle dita dei piedi, il rossore della pelle, la secchezza della lingua, l’impossibilita’ di tenere le palpebre aperte, l’inarcamento della colonna vertebrale…

    Tu che fai? Misuri tutto con degli strumenti? :-)))

  65. siggy Says:

    Se lo dice, non lo dice certo per l’orgasmo. Vero o recitato che fosse.

    Massei proprio spietata con questo povero ometto….

  66. siggy Says:

    Tu che fai? Misuri tutto con degli strumenti? :-)))

    NAAAAA… dal lato sessuale ho il terrore degli strumenti di misura….

  67. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”Ho un paio di curiosita che non mi faranno dormire…
    Allora la prima riguarda questa “professionalita’”.
    E’ interessante… ma…
    Che significa?
    Ritieni di essere un professionista?
    E dove hai conseguito l’attestato? Alla gelateria Grom dove di tanto in tanto va anche Michail Tal?

    Più che un professionista mi sento un’artista: leccare la patatina è un’arte che solo pochissimi eletti sanno praticare.

    “”Inoltre (questo e’ proprio un dubbio che mi devi togliere), mi dici in che stato ti ritrovi la lingua dopo 4 ore? 240 minuti? 14.400 secondi?
    A parte che lei nel frattempo puo’ guardarsi VIA COL VENTO ed avere ancora tempo per farsi la manicure ma…
    Puoi ancora parlare, dopo? :-))))
    Oppure devi farti degli impacchi? :-)))””

    Quando pratico quella divina arte il tempo per me si ferma e potrei rimanere lì a leccare per l’eternità.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  68. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Quando pratico quella divina arte il tempo per me si ferma e potrei rimanere lì a leccare per l’eternità.

    Mai pensato di farti assumere come “collaudatore” da una ditta di gelati?

    Comunque… ehm.. devo dirti una cosa… ehm… che forse non ti fara’ contento… ehm…

    Si puo’ sopportare tale sollecitazione (240 minuti continui) solo in due casi: o si e’ ninfomani o si e’ frigide. Ed anche in quei casi alla fine ci si rompe :-)))

  69. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”Si puo’ sopportare tale sollecitazione (240 minuti continui) solo in due casi: o si e’ ninfomani o si e’ frigide. Ed anche in quei casi alla fine ci si rompe :-)))””

    Non si tratta di sollecitazioni, perchè a seconda dei casi la lingua deve sfiorare le parti sensibili come una carezza impercettibile.

    Comunque tra un orgasmo e l’altro io lascio che la mia compagna riprenda le forze. Come ti dicevo è un’arte raffinata per pochissimi eletti: a volte basta un colpo di lingua troppo forte o troppo debole per rovinare tutto il lavoro.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  70. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Non si tratta di sollecitazioni, perchè a seconda dei casi la lingua deve sfiorare le parti sensibili come una carezza impercettibile.

    MA NON MI DIRE, DAVIDE!!! :-))

    Quindi non hai solo una tecnica, ma ne hai diverse “a seconda dei casi”🙂

    E potresti dirmi in cosa differisce la tecnica “a seconda dei casi”? Come li individui i casi? In base al colore dei capelli? All’odore? Al rate? :-)))

    Spegami dai, sono curiosa.In queste cose sono sempre stata un po’ tonta e imbranata.
    Oppure solo sfortunata. Finivano sempre prima i soldi (del cliente) della lingua :-))))

    Sai, sono anche un po’ scettica perche ogni volta che qualcuno si e’ presentato e proposto come “grande esperto” di sesso ed affini, non sono mai neanche arrivata ad infilargli il preservativo che aveva gia’ concluso (con mia grande gioia). In certi casi, quando una cosa e’ FATTA BENE, la velocita’ e’ solo un pregio :-)))

    Senti ma… nel caso… posso portarmi “I fratelli Karamazov” da leggere? :-)))

  71. davide Says:

    Cara Chiara,

    “”E potresti dirmi in cosa differisce la tecnica “a seconda dei casi”? Come li individui i casi? In base al colore dei capelli? All’odore? Al rate? :-)””

    Come ti ho detto è un’arte e le tecniche da utilizzare variano da donna a donna. Però certi segreti chi li conosce non li svela a nessuno, perchè sarebbe come rivelare la formula della cocacola o come trasformare l’acqua in vino.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  72. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    o come trasformare l’acqua in vino.

    Qui non devi millantare Davide, ok?

    Questa dell’acqua in vino te l’ha insegnata qualcun’altro :-)))

  73. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Qui non devi millantare Davide, ok?”

    Ti ricordo che una nostra cara amica tempo fa ci disse: “millanta o sei millantata”.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  74. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Cambiando argomento, ma restando sempre in topic. Noto che qualcuno si e’ offeso a causa di questo post.

    Personalmente, negli anni della mia frequentazione, ne ho viste e sentite e dette di tutti i colori, ma non mi pareva che fossero contenute allusioni particolarmente offensive.

    Beh, non credo che sia un mio problema. Chi si offende lo fa per delle ragioni proprie e per dei problemi interiori suoi, in quanto certi termini vanno a toccare corde profonde.

  75. michail tal Says:

    Rieccomi fra voi

    Meno male!🙂
    Ho per un attimo immaginato cosa sarebbe stato il tuo commento se non avessi “sintetizzato” :-)))

    Scusa se mi sono dilungato, ma dal tono che ha assunto questo botta e risposta rileggendo mi rendo proprio conto che sono stato MOLTO sintetico, forse troppo. Quando non si parla faccia a faccia, ma ci si scambia solo pensieri in parole virtuali, il rischio di fraintendimento, soprattutto delle attitudini altrui, è molto alto.

    Questa è casa tua, il tuo diario. Sono riportate emozioni, idee. Di conseguenza non è assolutamente mia intenzione pontificare o insegnare nulla a nessuno. Esprimevo semplicemente un amalgama di sensazioni suscitate dalla lettura dei tuoi post e commenti sull’argomento.

    Nei ritagli di tempo (in questi giorni i mercati mi stanno facendo impazzire, ragazzi non vi fate idea della crisi finanziaria mondiale dentro la quale stiamo entrando…) mi ero buttato giu’ un po’ di fretta tutta una pappardella noiosa su approccio dialettico e bla bla alla fine finivo perfino per parlare di sex and the city, ridicolo. Pongo fine alla polemica rispondendoti cosi:

    tu dici:
    E’ un’accusa che spesso mi fanno coloro che sono poco attenti, appunto, alle sfumature.

    Ok, accetto la critica e mi fido, espriemvo solo la sensazione (siamo nell’ambito del soggettivo no?) che tu avessi presentato i casi estremi (in negativo) della tua esperienza per avvalorare una visione del maschio, e ancor peggio del cliente, a dir poco degradante. Non è cosi? Benissimo.
    L’ultima cosa che voglio fare è offenderti, pero’ mi sentivo di dirti francamente quello che pensavo. Se sbaglio saro’ felice di cambiare idea. Idee nuove portano aria fresca ai neuroni. Evidentemente non ho letto delle esperienze “positive” (a parte i soldi of course) o non ho colto quello che volevi dire. Chiedo venia.

    Dici:
    Anche imputare questo mio “disprezzo” alle mie “esperienze”, che tu immagini torbide e devastanti, ti porta fuori strada.
    Ho, come tutti/e avuto esperienze brutte, ma ne ho avute anche di molto belle.
    Non immaginarti che fare la puttana porti “forzatamente” a tormenti dell’anima… e’ una visione banale, scontata, stereotipata e neanche vera.
    Fidati🙂

    Eh… si, anche qui mi fido, inizio a credere che sia proprio come dici…

    Ho gia’ parlato delll’oggettivizzazione della donna da parte di chi, avendo denaro per pagarla, ottiene da essa quelle prestazioni che altrimenti non otterrebbe mai. Cio’ non eleva ai massimi livelli chi, di questo, si vanta, non credi?

    Si, è prorpio quello che ho detto io.

    Ho incontrato in vita mia moltissimi uomini deboli e successivamente mi sono chiesta il motivo per il quale costoro, che poi nella societa’ occupavano posti prestigiosi, avessero quei privilegi.
    La mia risposta e’ stata che li avessero, in un certo senso, “rubati”.

    Mah, il rapporto fra le modalità di espressione della propria sessualità e la posizione socioeconomica ricoperta non è che sia poi tanto univoco. Basta osservare la storia…
    …per quel che ne posso dire io, nella società occidentale il rapporto con la propria sessualita’ non ha ancora raggiunto un adeguato livello di evoluzione. Anzi direi che è un rapporto piuttosto insano, l’esistenza della prostituzione ne è un sintomo. Sempre meglio che gli arabi o i giapponesi comuque (scusa la banalità 😉 ).

    Non credo che tu possa conoscere le contraddizioni della mia ex professione. Le puoi solo immaginare.
    Come ho detto altrove solo una donna che come me ha condiviso l’esperienza puo’ capire e valutare. Chiunque altro puo’ solo ascoltare.

    Ok incasso, …e ti ascolto.

    Il discorso sullo “sputare nel piatto in cui ho mangiato” l’ho affrontato numerose volte. Ho gia’ spiegato che non lo ritengo abominevole.
    Se ci pensi bene in quel piatto (che era MIO) ho gia mangiato; ma anche se non avessi finito di mangiare sono pur sempre libera di sputarci quando voglio. Non faccio del male a nessuno.
    Mica sputo nel piatto tuo.🙂

    …Si nel mio sputo già io…;-)

    Io non mi faccio beffe di nessuno. Scrivo il mio diario e dentro al diario ho il diritto di esprimere i miei pensieri. Se i miei pensieri non ti aggradano puoi benissimo evitare di entrare nel mio blog e vivi felicemente la tua vita non rapportandoti con una perfida di tal fatta (che poi sarei io).
    Il fatto che per i clienti, fra una puttana e la cocaina, non ci sia differenza (cioe’ entrambe vengono oggettivizzate per DARSI piacere e spesso per risolvere problemi interiori) non e’ una mia PERFIDIA. E’ un fatto.
    Quando un uomo, cerca spasmodicamente sul web quella che lo stimola, la osserva e la studia con la bavetta alla bocca, entra in stato ansioso prima d’incontrarla, PAGA LA CIFRA CHE QUESTA RICHIEDE, qualsiasi essa sia, la “sniffa”, gli prendono i rimorsi perche’ si accorge che sono stati soldi mal spesi, si accorge che quella e’ stata solo illusione, ma passato un certo tempo ritorna alla carica e ricomincia da capo: E’ UN VIZIO!

    E se la volpe avesse cosi’ tanti soldi da potersi permettere tutta l’uva che vuole? Fino a morirne di indigestione?
    Comunque mi rendo conto che abbiamo sotto fuoco due oggetti di interesse diversi, il mio è piu’ “sociologico”, il tuo è piu’ particolare, personale, intimistico. Probabilmente è giusto che tu prenda in considerazione i casi particolari.
    Per me la prostituzione altro non è che una delle tante forme di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quello che vediamo già in atto nei rapporti mondo ricco con il terzo mondo, dell’uomo con la donna, del ricco col povero…etc. Certo in occidente c’è apparentemente piu’ libertà di scelta , ma quando è dettata dal bisogno è libertà solo formale.

    Sappiamo benissimo che i lavori piu’ umili vengono svolti dagli stranieri. E la prostituzione non fa eccezione. Se rende di piu’ è a fronte dei grandi rischi per la salute e l’incolumità delle ragazze.

    Oddio! Adesso mi accorgo che ANCHE TU STAI DISPREZZANDO i clienti!!! :-)))

    Vorrei mettere in chiaro che io non disprezzo proprio nessuno (so che scherzi) , o meglio, c’è una cosa che sola che immediatamente mi suscita rancore: la malvagità umana. E’ un sentiemento che non centra nulla con l’intelligenza, ci terrei a specificarlo, e la sua correlazione con essa la sto ancora studiando. Nasce dalla mancanza di autostima, da cui nasce la disistima verso gli altri, e da qui l’invidia e la cattiveria.
    Non mi sognerei MAI di giudicare una persona sulla base della condotta sessuale. Anzi date le mie amicizie talvolta un po’..eterodosse sono spesso stato accusato di eccessivo relativismo etico da molte persone a me vicine…pazienza. Ho sempre ritenuto la prostituzione una fonte di reddito piu’ che lecita ( Pia Covre esempio per tutti), forse non nobile, ma lecita. Per ragioni diverse sono anche a favore della liberalizzazione degli stupefacenti.

    Per me l’UNICO MOTIVO puo’ essere al limite che (ma non è detto) il prezzo faccia una selezione virtuosa, ossia che in media ci si puo’ aspettare che una da 500 euro a prestazione incontri in un anno non piu’ di 150-200 clienti, mentre una prostituta normale almeno il triplo. Questo diminuisce il rischio di malattie veneree.

    Concetto sbagliato

    Guarda mi convinci sempre di piu’…

    Tu dici?
    A questo punto una mia risposta sarebbe “di parte”.
    Gradirei che fosse una mia sorella a risponderti.

    Vabbè, buon per Alexia se le hai fatto buona pubblicità…d’altronde sembra proprio una brava ragazza 😉

    Nel mio caso non mi vergogno dei miei motivi. Sono felice di aver fatto l’esperienza che non e’ stata solo di tipo economico.
    D’altronde capisco che a livello profondo, per un uomo, cio’ non sia ammissibile.

    Guarda che di ragazze molto disinvolte sessualmente ne ho conosciute in vita mia, che amavano sedurre ed essere sedotte, senza tabu’ con una vita sessuale molto serena e appagante. Ovviamente con molti partner. Benissimo, è questo secondo te che mi turberebbe? Perché se pensi cosi’ sei proprio fuori strada…(la donna che amo è cosi’…). Altra cosa è andare con estranei per lucro. La legittima soddisfazione che donne belle come te provano nell’essere desiderate la si puo’ provare anche senza farne un lavoro non credi? Se ne fai un lavoro quello è e rimane. Per me non c’è altro ma se me lo spieghi posso sempre cambiare idea, senza nessun problema…

    Un uomo (lo hai detto tu prima) facendo sesso con chiunque “mangia solo gelati”, mentre la donna ABBASSA LA SOGLIA DEL TUO PUDORE.
    Ti credevo piu’ aperto a considerare una piu’ ampia gamma di “colori”, ma noto che in fondo (con la frase di cui sopra) non differisci molto dallo standard dell’uomo comune.

    Qui arriviamo al punto centrale, sul quale probabilemnte dissentiamo.
    Prima di tutto fai bene a credermi aperto, perché lo sono 
    Questa storia dei gelati era una metafora (mica tanto io li adoro sul serio!) per dire che se hai una passione “materiale”, mica deve essere per forza bulimica, come dici tu…se ne puo’ godere anche in modo epicureo diciamo, con moderazione…ah, ma perdonami, quelli che venivano da te diventavano dei satiri insaziabili e non potevano piu’ farne a meno…dimenticavo che tratti solo casi estremi.
    Ne sono certo, non dubito della tua avvenenza.

    Ma sia, usiamola pure come metafora delle differenze nelle strategie sessuali fra uomo e donna. E parliamo del PUDORE, che tanto ha suscitato la tua suscettibilità. Vuoi dirmi che per una donna, intraprendere questo lavoro non implichi almeno per le prime volte un trauma, un grande sforzo emotivo, chiamalo come vuoi, per fare questo passo? Concorderebbero con me il 99% delle donne. Tu ovviamente sei nell’1%, cosa che apprezzo peraltro. E vuoi dirmi che questo sforzo sia equivalente allo sforzo di un’uomo che per diletto va con un’estranea?

    In parte puo’ essere vero, dopo tanti anni che faccio l’amore con la mia donna se andassi con un’estranea non so se prevarrebbe la curiosità o il nervosismo la prima volta..ma da qui a dire che sia lo stesso…

    Comunque ci tengo a comunicarti che il mio al massimo era un giudizio sul lavoro, non sulla persona, come ho già detto. Per giudicare una persona devi CONOSCERLA, a prescindere da orientamento politico o condotta sessuale.

    Con tutto cio’ che ho esposto ad ogni modo non avevo la minima intenzione di offenderti. Se ti scrivo non è solo perché sei stimolante dal punto di vista intellettuale, ma anche e soprattutto perché nonstante un certo egocentrismo mi sembri una persona socievole e di animo gentile (nel senso dello stilnovo).

    Non voglio darti l’illusione di essere diversa da quelle che tu disprezzi, quelle che NON SI FANNO IL CULO 12 ore COME TE LO FAI TU…
    Sai un’ultima cosa?
    Non si diventa DONNE facendo le puttane. Al massimo si diventa GELATI.
    Ed i GELATI non possono amare.

    Tu il tuo farmacista, il tuo avvocato, il tuo salumiere…li ami? No..ma dei servizi utili te li offrono, o sbaglio? A volte ad alto valore aggiunto, a volte meno, ma sono pur sempre servizi pagati o sbaglio?
    L’amore è altrove.

    Preferisco dirti che non sono l’eccezione che immagini.
    Sono anche io come le altre, e la mia cultura e’ finta, millantata, inesistente.
    In realta’ hai di fronte a te una povera disgraziata che ha fatto quello che ha fatto solo per disperazione, oppure per perfidia, oppure per devastazione mentale ed odio verso il genere maschile.
    Dormi sogni tranquilli, quelle come me non esistono, sono invenzioni, giochini al computer.
    Venendo nel mio blog perdi solo il tuo tempo.

    No, qui non mi convinci.

    Senti per sotterrare l’ascia di guerra vorrei dedicarti una canzone di un artista che per me ha voluto dire molto. Uno che non giudica, un Poeta, il piu’ grande di tutti secondo me: Fabrizio De Andre’. Ascoltala quando ti capita.

    Si chiama Khorakhane’

    ciao

  76. davide Says:

    Caro Michail,

    “Senti per sotterrare l’ascia di guerra vorrei dedicarti una canzone di un artista che per me ha voluto dire molto. Uno che non giudica, un Poeta, il piu’ grande di tutti secondo me: Fabrizio De Andre’. Ascoltala quando ti capita.”

    Volevo solo dirti che io adorò Fabrizio De Andrè: un poeta straordinario, anche per me il più grande.

    Saluti Davide

  77. michail tal Says:

    Heylà Davide

    guarda secondo me è difficile che una persona dotata di un minimo di sensibilità e intelligenza non lo apprezzi. Per me è un grande, in primis come persona. Fantastica anche la sua compagna, Dori Ghezzi.
    Per poesia e profondità stacca di anni luce chiunque altro in Italia.

    ciao

  78. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ Michail Tal:
    Troppo lungo risponderti. Se lo facessi dovrei impiegarci 2 ore e preferisco trascorrerle diversamente.
    Magari la prossima volta “spezzetta” il tutto. Grazie per essere ritornato🙂

I commenti sono chiusi.


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