Mia nonna era una strega


Lo ha scritto anche Nietzsche: la donna e’ malvagia.

Il fatto che sia stata sedotta dalle lusinghe di Satana a causa della sua struttura fisica imperfetta, poiche’ generata dalla costola di un uomo, fa si’ che debba per forza di cose procurare danni e sciagure all’intera Umanita’. Su questa asserzione, alla fine del XV secolo, in Europa sono state mandate al rogo, condannate dai tribunali della santa inquisizione, oltre 100.000 donne colpevoli solo di non appartenere a quello stereotipo femminile stabilito da chi, a quei tempi, guidava la cristianita’.

E’ mio fermo convincimento che, a prescindere da quanto scritto da Nietzsche in Also sprach Zarathustra oppure da quanto esposto dai domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer nel loro Malleus maleficarum, la bibbia degli inquisitori, cioe’ il piu’ completo testo di demonologia che servi’ da manuale per reprimere l’eresia e la stregoneria durante il periodo dell’inquisizione, la demonizzazione della donna nasca da una paura tutta maschile nei confronti della diversita’ femminile ed in modo particolare dalla quasi totale mancanza di conoscenza della complessa sessualita’ delle donne.

L’idea della femmina come elemento piu’ lussurioso e sensuale fra i due generi, unita alla consapevolezza che gli uomini fossero meno “caldi” e potenti delle donne in campo sessuale quando raggiungevano l’eta’ senile, permeava tutta la cultura europea di fine Medioevo.

Ma la misoginia non e’ esclusivita’ solo di quel periodo. Essa ha origine da una percezione diffusa a livello sociale e l’intera storia del genere umano, da un certo punto in poi, ne e’ permeata.

Mia nonna era una strega.

Ovvero non era proprio una strega; in realta’ era solo una zingara che sapeva leggere i tarocchi e le linee della mano. Una banale fattucchiera di campagna, ma per chi porta dentro di se’ solo il pregiudizio il passo da fattucchiera a strega e’ molto breve. Qualora fosse vissuta nel periodo dell’inquisizione, cio’ sarebbe bastato a fare di lei un perfetto capro espiatorio.

Libera, senza alcun legame paterno o maritale, ostentava la sua indipendenza con grande forza. Soprattutto quella sessuale. Colpa gravissima questa, poiche’ tale indipendenza, quando esibita dalle donne, e’ sempre motivo di preoccupazione da parte degli appartenenti al genere maschile i quali, pur desiderando intimamente un tipo di donna emancipata e disinibita, come accadeva anche nel Medioevo ne sono profondamente intimoriti.

Si sottraeva quindi alle regole ed al ruolo che la societa’ del suo tempo le imponeva. Era indubbiamente una donna anticonformista ed eccentrica che, per peculiarita’ fisiche e comportamentali, si disgiungeva in modo netto dal resto della comunita’ nella quale viveva e questo attirava su di lei l’inevitabile attenzione, la paura, l’ansia e la frustrazione di chi aveva terrore della diversita’ e si riconosceva solo nella mediocrita’ dei suoi simili.

“L’uomo tema la donna quando essa ama: perche’ essa allora compie ogni sacrificio e le altre cose sono per lei senza valore.” (F. Nietzsche – Cosi’ parlo’ Zarathustra)

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17 Risposte to “Mia nonna era una strega”

  1. davide Says:

    Cara Chiara,

    devo dire che tua nonna, che spesso nomini nei tuoi racconti, la trovo molto simpatica. Non voglio violare la tua riservatezza, ma mi sembra di capire che parli della tua nonna materna.

    Per quanto riguarda il tribunale dell’inquisizione è vero che la maggior parte delle vittime erano donne, però anche tanti uomini ritenuti miscredenti, come ad esempio Giordano Bruno, venivano messi al rogo. Per il resto sono d’accordo quando dici che noi uomini temiano, inconsciamente, la libertà sessuale delle donne.

    Comunque da secoli non si bruciano più le donne in occidente, mentre in alcuni stati islamici molte donne vengono orribilmente lapidate.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  2. michail tal Says:

    Chiara…ma sei uscita da un romanzo della Allende?!..

  3. Dolce-Alexia Says:

    Una volta le chiamavano le streghe, adesso se non sbaglio-medium. Nei paesi dell’Est una volta questa “proffesione” era molto nota. Mi ricordo che la mia nonna si occupava della gente che curava con le magie. Ero piccola ancora e le stavo accanto,fissando suoi muovimenti. Mi diceva che aveva ereditato quel dono dalla sua nonna e voleva passare quel dono a me. Ma erano gia tempi diversi e non ho dato tanta importanza alle suoi parole. Pero la maledizione mi riesce bene 🙂

  4. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    michail tal said…
    Chiara…ma sei uscita da un romanzo della Allende?!..

    Dici che sembro uscita da uno dei suoi romanzi?

    Perche’?

    Sai che Isabel Allende non e’ mai stata una fra le mie preferite? Di lei ho letto quasi niente e credo di aver fatto male. 🙂

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Mi ricordo che la mia nonna si occupava della gente che curava con le magie. Ero piccola ancora e le stavo accanto,fissando suoi muovimenti. Mi diceva che aveva ereditato quel dono dalla sua nonna e voleva passare quel dono a me.

    Бабки-костоправки, le vecchie signore che in campagna, con le erbe e con i metodi naturali, curavano le persone. Spesso erano piu’ brave e capaci di accreditati luminari della medicina.

    Il “dono”, come lo chiamava tua nonna, si tramanda a generazioni alterne, mai direttamente dalla madre. Per questo motivo lei lo aveva ricevuto da sua nonna.

    Inoltre non e’ una cosa che viene “passata” consapevolmente, ma la si eredita naturalmente come se fosse DNA.

    Ma non dirmi che credi a queste cose… solo le zingare ci credono :-))

  6. Dolce-Alexia Says:

    Penso che non credo ma in fondo a volte…penso di avere quel dono anche se non mi rendo conto.;-)

  7. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Dolce-Alexia said…
    Penso che non credo ma in fondo a volte…penso di avere quel dono anche se non mi rendo conto.;-)

    Penso, cara sorella, che quel “dono” derivi da una caratteristica che non molte persone posseggono: la capacita’ di amare.

    E se dici che “non te ne rendi conto” significa che vuoi mentire a te stessa 🙂

    Quante volte hai vissuto momenti magici?

    Quante volte hai osservato occhi incantati? Quante volte ha avvertito di avere il potere di “saper fare” anche se nessuno ti aveva insegnato?

    Quante volte, guardando la Luna hai percepito che fosse lei a guardare te? E quante volte, ascoltando lo stormire delle foglie mosse dal vento, hai creduto che ti parlassero?

    E cosa e’ tutto questo se non magia? 🙂

  8. gatsby Says:

    scusa Chiara. Stavolta nessun commento se non quello ispiratomi dalla fotografia da te scelta. Hai mai visto il film di Miike “L’audition”? Quella si che è una donna terribile,crudele,identica a quella della tua fotografia. Talmente terribile che quando vidi il film al cinema metà degli spettatori in sala si alzo’ non riuscendo a reggere alle immagini…. Ti lascio immaginare. Credo che tu, pur nella tua genialità, non possa aver pensato a questo accostamento. Se così fosse saresti per l’ennesima volta sorprendente, ma al limite dell’ inquietante…

  9. michail tal Says:

    Si, direi proprio un personaggio della Allende con una spolverata della Kristof…

    a proposito ce l’hai nel tuo bel blog una sezione cinema-letteratura? ho visto un’etichetta recensioni ma non mi pare siano di esattamente cinema…;-)

    Beh ad ogni modo la casa degli spiriti e la trilogia della città di k restano due pietre miliari. Se hai amato cent’anni dovresti apprezzare anche quello.

  10. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    michail tal said… con una spolverata della Kristof…

    Beh, potrei essere sua nipote 🙂

    ce l’hai nel tuo bel blog una sezione cinema-letteratura?

    No, purtroppo non sono cosi’ preparata. Ho visto pochi film e letto pochissimi libri. E poi, almeno inizialmente, le recensioni che interessavano erano di natura diversa 🙂

    Se hai amato cent’anni dovresti apprezzare anche quello.

    La casa degli spiriti e’ un classico ed e’ uno dei pochi libri mai letti in vita mia 🙂
    Comunque, secondo me, Garcìa Màrquez e’ tutta un’altra cosa 🙂

    Gli uomini sono piu’ bravi a scrivere come lo sono in ogni cosa che sia creativa ed artistica. Non dovrebbero perdere tempo in quisquilie di poco conto come prendere le decisioni globali e dirigere. Dovrebbero dedicarsi SOLO all’arte 🙂

  11. davide Says:

    Cara Chiara,

    “Gli uomini sono piu’ bravi a scrivere come lo sono in ogni cosa che sia creativa ed artistica. Non dovrebbero perdere tempo in quisquilie di poco conto come prendere le decisioni globali e dirigere. Dovrebbero dedicarsi SOLO all’arte :-)”

    Beh, conosco anche tante donne brave a scrivere. Quanto ai grandi artisti sembra che la maggioranza fossero donne dentro, nel senso che erano, sembra, omosessuali.

    Tanti saluti dal tuo Davide

  12. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Quanto ai grandi artisti sembra che la maggioranza fossero donne dentro, nel senso che erano, sembra, omosessuali.

    La sessualita, cioe’ i gusti sessuali, non contano. E’ solo una questione “genetica” che rende i maschi dell’homo sapiens piu’ adatti alla creativita’ di quanto lo siano le donne.
    E’ una questione che coinvolge la corteccia cerebrale e cazzate varie 🙂
    Al di la’ del fatto che, come sai bene, tutti e tutte, nella sessualita’ abbiamo i nostri momenti di luci ed ombre. Anche e soprattutto chi non lo vorrebbe mai ammettere 🙂

  13. Devas Says:

    mia nonna è stata ballerina del varietà…non scherzo…l’adoro…

    Lo stregone di famiglia sono io…ho la capacità di amare?

    Quanto sono belle le streghe…

  14. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    gatsby said…
    Se così fosse saresti per l’ennesima volta sorprendente, ma al limite dell’ inquietante…

    Cavolo Gatsby… mi hai fatto venire voglia di NON risponderti.

  15. Mr Mandelbrot Says:

    Trilogia della città di K è vivamente consigliato anche dal sottoscritto.

  16. gatsby Says:

    Scusa Chiara. Cosa intendi per “mi hai fatto venire voglia di NON risponderti”.. Sei andata a vedere quello a cui mi riferivo? Spero di no…Puo’ essere disturbante.Non è per tutti. E non è per te. Non ho fatto quell’accostamento per provocarti. E’ solo che il termine Malvagità e la fotografia da te scelta sembrano legarsi a quel film. Ma sono certo che non ne eri consapevole. Perdonami se la cosa ha urtato la tua sensibilità.Del resto la mia conoscenza in fatto di libri e di cinema non è comune. Non è presunzione la mia. Ma temo sia un dato di fatto. E, se puo’ consolare, la cosa non aiuta per nulla nella quotidianità. Anzi, per molti aspetti puo’ rappresentare un handicap. ——- Mr Mandelbrot: Forse le farà piacere sapere che la Trilogia della citta’ di K è al VII posto della mia personale classifica dei “Contemporanei”.

  17. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Non è per tutti. E non è per te… CUT… Del resto la mia conoscenza in fatto di libri e di cinema non è comune

    Cos’e’ che ti fa dire che non e’ per me?

    Cioe’… e’ per te ma non per me…

    Ecco vedi, a volte questi atteggiamenti da “tutor” mi fanno pensare…

    Se voi uomini li usate persino nei confronti di chi e’ “virtuale” come me posso immaginarmi le conseguenze nel “reale”.

    Potrei essere assai piu’ matura e molto meno impressionabile di quanto credi. Il fatto di essere donna non mi rende certo piu’ debole, anzi. 🙂

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