Pensieri e parole


E’ giusto dire quello che si pensa?

Immediatamente verrebbe da dire “si'”, ma se ci fermiamo un attimo a riflettere scopriamo che quando lo facciamo, in buona fede o in malafede oppure ignari o con cognizione di causa, in un modo o nell’altro, riusciamo quasi sempre a ferire qualcuno.

Questo “Universo” non e’ fatto per cio’ che sta dentro, ma solo per cio’ che appare all’esterno: l’involucro… la forma.

Ed e’ bene che sia cosi’, perche’ troppo spesso “la sostanza” contenuta all’interno del recipiente, e’ dannosa, corrosiva. Se fuoriesce puo’ ustionare.

Le parole sono piu taglienti delle lame. Non sono certo io che lo dico. Esse penetrano nella carne come il coltello rovente nel burro e raggiungono con facilita’ il cuore, intaccano l’anima e possono divorarla.

No, amici ed amiche, da nessuna parte sta scritto che i nostri pensieri, i nostri desideri debbano emergere. Il “parlare fuori dai denti” e’ un atteggiamento arbitrario, una convenzione creata da chi NON RIESCE A TACERE e non capisce che, invece, deve restare in silenzio.

E’ cosi’ bello tacere.

Tenere tutto dentro, non mostrare mai emozioni, non esprimere mai opinioni. Osservare la persona che ci sta davanti con il desiderio di dire: “idiota! Ma quante stronzate dici? Non ti sopporto!”

Ed invece restare li’, con il sorriso stampato sulla faccia, annuendo di tanto in tanto, facendogli credere che “siamo” in perfetta sintonia.

Perche’ mai dovremmo sforzarci a controbattere? A quale scopo? Solo per mostrare a tutti cio’ che siamo? Cio’ che realmente crediamo? Cio’ che ci fa soffrire, che ci fa gioire, che ci fa odiare… che ci fa innamorare?

Perche’ dovremmo farlo? Chi siamo noi per meritare tanta attenzione da parte del Mondo? E perche’ il Mondo dovrebbe essere interessato a cio’ che teniamo dentro?

La sincerita’, alla fine, diventa solo un modo narcisistico di dire: “vedete? IO non sono ipocrita, IO dico cio’ che penso e non ho paura a dirlo perche’ IO sono migliore!”.

Invece, la sostanza corrosiva, lasciamola ben chiusa… sigillata.

Mi sto convincendo che non e’ giusto dire apertamente cio’ che si pensa. I nostri pensieri sono e devono restare solo nostri. Sono le nostre scorie, i nostri rifiuti. Chi ci da’ il diritto d’insozzare, con essi, la vita altrui?

Ammiro chi ha imparato, fin da subito, il mestiere di vivere. Chi con il silenzio, con il sorriso stampato sulla faccia, con i cenni di benevolenza dimostra tanta maturita’ e, soprattutto, dimostra di amare la gente, di rispettare il loro Mondo, di rispettare la loro anima.

Si’, perche’ con il silenzio nessuno restera’ ferito dagli orribili pensieri, dalle tremende opinioni, dalle maledette parole che, uscendo e vagando libere, creano dubbi ed ansie e feriscono nel profondo.

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19 Risposte to “Pensieri e parole”

  1. Antonio Says:

    certo ! io credo di aver espresso più o meno lo stesso concetto in un altro post, perlomeno questo era il mio intento, ma evidentemente non mi sono espresso chiaro…mi è stato risposto che non dovevo rompere le balle :-)) e ancora, che l’unico rimedio verso le persone che dicono sempre e comunque quello che pensano e sono per questo in qualche modo offensive è ignorare.
    Ma non voglio alimentare alcuna polemica, mi creda, voglio soltanto dire che sono fermamente convinto che la libertà di espressione di ciscuno di noi vada dosata e controllata tenendo anche conto delle situazioni e delle persone che ci stanno ascoltando.
    Vorrei citare un paio di esempi:
    Un noto critico d’arte, trovandosi alle appendici dell’Etna, cominciò a criticare gli umili fabbricati che appartenevano ad abitanti del luogo, dicendo che erano una oscenità dal punto di vista architettonico e che bisognava abbatterle.
    Poco ci mancava che lo linciassero… si può esprimere una verità del genere di fronte a persone che posseggono solo quelle 4 mura ? Una persona intellettivamente dotata non deve capire che certi discorsi si fanno nelle sedi opportune e non di fronte a una folla ?
    Vorrei citare ancora l’episodio di un noto personaggio politico, si presentò in un programma televisivo con una maglietta offensiva nei confronti di una religione, rivendicando il suo diritto di esprimere la sua cristianità, ebbene io conosco un piccolo imprenditore che stava lavorando in un paese arabo e che in conseguenza di ciò ha dovuto ritornare in Italia senza essere pagato per il suo lavoro, ne lui ne i suoi operai.
    Insomma..non mi voglio dilungare…certe reazioni eccessive a fronte di libertà espresse..ce le cerchiamo e a volte ce le meritiamo.
    L’importante è che ognuno si assuma le proprie responsabilità (questo però molto spesso non avviene, perchè poi certe persone si rifugiano dietro il loro potere, dietro la loro inattaccabilità)
    Ringrazio per l’attenzione.

  2. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    @ antonio: Con ” in altro post” si riferisce a qualcosa che non appartiene a questo blog, ma se con la frase “che l’unico rimedio verso le persone che dicono sempre e comunque quello che pensano e sono per questo in qualche modo offensive è ignorare” vuol riferirsi a qualcosa detto da me lei sbaglia.
    Ho scritto cio’ a proposito dell’umilta’ e non della sincerita’.

    Mi pare che lei accusasse le persone di non essere abbastanza umili.
    Io credo che ciascuno abbia il diritto anche di non essere umile (se lo desidera), ma se lei e’ cosi’ certo di cio’ che afferma allora seguiremo il suo consiglio ed aggiungeremo l’umilta’ al silenzio.

    – saremo umili e non diremo mai che le case degli altri fanno schifo, perche’ cio’ potrebbe offendere chi ritiene di non avere una bella casa.
    – saremo umili e non diremo mai che le idee degli altri non ci aggradano perche’ cio’ potrebbe offendere chi ha determinate convinzioni nelle quale crede.
    – saremo umili e non denunceremo mai abusi, violenze, strupri perche’ cio’ potrebbe offendere chi su certe cose ha basato la propria vita.
    – saremo umili e non scriveremo mai racconti di fantasia con protagonista Antonio, Francesco, Matteo, Daniele, o qualsiasi altro nome, perche’ cio’ potrebbe insultare chi si chiama realmente in quel modo e non vuol essere citato.

    Saremo umili, umili, umili e staremo in religioso silenzio.

    Ogni tanto annuiremo benevolmente, cosi’ che nessuno possa ritenersi offeso dalla una mancanza d’umilta’ e dalle parole, dalle opinioni, dai pensieri duri da digerire.

    Se solo potessi capire cosa NON DIRE…

    Perche’ con oltre sei miliardi di essere umani sono certa che persino il silenzio potrebbe offenderne qualcuno, pero’ ha ragione lei, Antonio, e’ giusto non ignorare chi non ci aggrada, e’ giusto perseguitare chi non riesce ad essere umile, tacito, benevolente… ipocrita.

  3. Antonio Says:

    Se solo potessi capire cosa NON DIRE…
    E’ proprio questo il difficile !!!
    Si, signora, personalmente io credo che non dirò mai a un poveraccio che ha una brutta casa…ma continuerò a perseguitare gli abusi, gli stupri…
    No Umili, umili umili, nessun religioso silenzio, semplicemente consapevoli della nostra potenza, della nostra capacità di diffondere il pensiero,
    della nostra capacità di ascoltare ancor prima di sentenziare,
    e consapevoli della nostra superiorità (ammesso che esista ovviamente).

  4. gatsby Says:

    Cara Chiara, premesso che un gradevole libricino della Sellerio ci dice che vi è una vera e propria “arte di tacere”, ti suggerisco di non trattenere mai i tuoi pensieri e le tue emozioni. Lo so.. è come mettersi a nudo,ti espone,ti mette a rischio da persone sgradevoli,ma è cosi’ liberatorio. E te lo dice quello che da molti è definito un vero e proprio Orso. L’ultima risposta che mi è stata data su ef da una donna che non è un’escort mi ha scaldato il cuore,qanche se non mi riguardava. Ho pensato “Che bello che esistano ancora oggi persone così”. Mi sono riappacificato con il prossimo, anche verso chi non lo meriterebbe… Se questo non è il potere salvifico della parola e del pensiero… Sono tutto tranne che Reichiano, ma a volte bisognerebbe impudicamente urlare al mondo tutto quello che pensiamo di lui

  5. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Antonio e Gatsby consigliano due atteggiamenti opposti…

    Quale dovrebbe adottare, quindi, una persona che volesse scrivere i propri pensieri?

    a) Rinunciare a scriverli?

    b) Fregarsene e scriverli ugualmente?

    c) Nascondere il blog alla lettura e scriverli solo per se’?

  6. Antonio Says:

    in medium stat virtus.
    Ma comunque come già dicevo l’importante è assumersi le proprie responsabiltà.

  7. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Antonio said…
    in medium stat virtus.

    In medium? 🙂

  8. Antonio Says:

    Si signora ok !! lo sappiamo che non tollera errori di alcun tipo.
    In medio stat virtus (Orazio)
    Ora che mi sono corretto ha capito il concetto ?

  9. Antonio Says:

    No no era di Aristotele.
    Mi scusi spero di essrmi corretto in tempo

  10. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Antonio said…
    Si signora ok !! lo sappiamo che non tollera errori di alcun tipo.

    Errori?

    C’erano errori?

    Io non mi sono accorta. Il latino non lo conosco.

    Piu’ che altro m’inquieta quel “lo sappiamo”…

    In quanti siete? 🙂

  11. Antonio Says:

    era un pluralia maestatis. :-))

  12. A-Woman A-Man Says:

    La parola è d’argento, il silenzio è oro.
    Anche il sielnzio, come tutto, ha pregi e difetti.
    Ci sono silenzi, sospesi, parole e discorsi non detti che pesano come macigni, come rupi intere.

    Il silenzio è d’oro?
    Dipende.

  13. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    A-Woman A-Man said…
    La parola è d’argento, il silenzio è oro.
    Anche il sielnzio, come tutto, ha pregi e difetti.
    Ci sono silenzi, sospesi, parole e discorsi non detti che pesano come macigni, come rupi intere.

    Insomma non c’e’ scampo: non serve tacere per non far sentire le persone “umiliate”.

    Ma sono veramente le parole (o il silenzio) a far sentire questa “umiliazione” oppure qualcosa che QUELLA persona ha COMUNQUE DENTRO indipendentemente da tutto?

  14. A-Woman A-Man Says:

    Se una persona è fiera e contenta di sé non c’è silenzio, offesa o comportamento che la possa far sentire umiliata.

  15. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    A-Woman A-Man said…
    Se una persona è fiera e contenta di sé non c’è silenzio, offesa o comportamento che la possa far sentire umiliata.

    Quindi non sei d’accordo con queste affermazioni di Antonio:

    persone che con astuzia ed in nome di una propria libertà di parola e pensiero offendono le persone, guardandole dall’alto verso il basso come se fossero delle nullità.

    oppure:

    sono fermamente convinto che la libertà di espressione di ciscuno di noi vada dosata e controllata tenendo anche conto delle situazioni e delle persone che ci stanno ascoltando.

    Quindi, secondo te, e’ chi ascolta e si ritiene offeso che ha dei problemi.

  16. Mr Mandelbrot Says:

    Quindi, secondo te, e’ chi ascolta e si ritiene offeso che ha dei problemi.

    mmm, secondo me se quello che ascolta è parecchio grosso, i problemi ce li ha quello che ha parlato. 🙂

    Scherzi a parte. Le parole hanno un peso molto relativo al contesto: la piena libertà di espressione si ha solo in condizioni molto rare, non a caso l’incomunicatività è un topos abbastanza persistente nella letteratura degli ultimi 2 secoli.

  17. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    secondo me se quello che ascolta è parecchio grosso, i problemi ce li ha quello che ha parlato

    Fortunatamente in internet “il grosso” viene valutato con parametri diversi da quelli della realta’…
    A meno che qualcuno/a, scioccamente, non si sia devirtualizzato/a.

  18. Chia®a di Notte (Klára) Says:

    Ma in tutta questa “permalosita’”, questo voler mettere a tacere chi e’ ritenuto/a borioso/a, supponente, presuntuoso/a, accusandolo/a di usare le parole per “umiliare”, siamo certi che non c’entri lo spessore?

    http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/10/limportanza-dello-spessore.html

  19. Mr Mandelbrot Says:

    beh, non lo so, quel che è certo è che non ho mai sopportato la gente permalosa 🙂

I commenti sono chiusi.


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